iosolo
Utente di lunga data
Questa riposta è un po' O.T. come tutte le altre che abbiamo scritto e spero che mi perdonerete, ma mi faceva piacere rispondere a [MENTION=5708]spleen[/MENTION] proprio perchè è un argomento a cui sono sensibile e sul quale davvero non ho l'idee chiare.Scusa se mi intrometto, ma sei sicura che quel suo dire, in fondo non fosse una esortazione? Un richiamo a fare le cose per bene e seriamente?
Ok, solo tu in fondo puoi saperlo con certezza, deducendolo perchè lo conosci, ma leggendoti mi viene in mente mio padre, persona che ho amato molto, era l' unico, in mezzo a persone che mi elogiavano a prescindere, a farmi presente di non riposare sugli allori, ma non era un tipo che non godesse dei miei risultati, a scuola ad esempio, sono sicuro che dentro di lui ci godeva parecchio, solo mi manifestava il suo volermi bene attraverso lo spronarmi, discretamente, il mettermi in guardia, l'indurmi a riflettere su quello che facevo, il richiamarmi a quel senso di responsabilità verso me stesso, che gli altri non facevano.
Trovo che il punto non sia cercarsi oltre le mancanze, oppure accettare i nostri e i fallimenti di chi ci sta vicino, il punto penso sia il fatto di come ci si pone di fronte alla vita, ai successi e anche ai fallimenti. Richiamare all' impegno non significa non accettare quello che poi succede. E' un errore di valutazione che facciamo in molti.
La posizione difronte alla vita dovrebbe essere: Esplicare il massimo impegno di cui si è capaci, ed accettare i successi ed i fallimenti, ma l'impegno non deve mai venire meno. E' su questo che ci si misura e ci si confronta.
Una persona che non abbia nulla da dire su di me, a cui andassi bene in tutto e per tutto, credo che in fondo non voglia il mio bene. E' una sorta di adesione indifferenziata, dentro al quale tutto è possibile e tutto accettato, ma non fa perte del mio modo di vedere un rapporto sano.
E non a caso i rapporti insani sono spesso quelli dove per "ammore" si accettano le peggiori nefandezze, a volte i pugni e gli schiaffi, a volte il degrado personale.
Vero, all'altro non dobbiamo dimostrare nulla. A noi stessi si però, ogni santo giorno. E noi siamo sicuramente la nostra anima, ma siamo anche lo "scatolotto" che la contiene, siamo anche il nostro culo, che è una parte di noi stessi, siamo la nostra pancetta e anche i capelli bianchi, ma mentre per questi ultimi il nostro impegno conta poco, e ci è consentito guardarli persino con tenerezza, sul nostro impegno per la forma fisica sì, che possiamo fare qualcosa.
Spero di essermi spiegato, ho scritto comunque quanto sopra non certo per criticare il sedere delle donne, il tuo men che meno.![]()
Intanto secondo me bisogna contestualizzare "l'esortazione": mi hai appena gettato in faccia un sacco di merda portando la mia autostima sottozero e quando nonostante tutto ti dico che voglio mettermi in gioco e fare qualcosa di impegnativo per dimostrarmi che "ci sono" che sono in grado di...
tu che fai?! Mi "esorti" dimostrando di non aver capito nulla delle mie reali motivazioni.
Io non ho cominciato per il "successo" dell'impresa. Io ho cominciato perchè iniziare è già "l'impresa".
Ho messo in conto che potrei mettermi in gioco e che come risultato potrei fallire, ma questo non mi ha impedito di provare.
Potevo rimanere nel mio cantuccio senza ne gloria ne sconfitta ma ho deciso di mettermi alla prova, e credimi mi amo così tanto che posso anche fallire, leccherei le mie ferite ma andrei avanti più forte di prima.
Ti ripeto è il mio gioco. E' la mia sfida.
Nella sua esortazione ho solo capito questo: il mio fallimento sarebbe per lui importante, ed è giusto secondo te?!