Cosa pensate help!

Brunetta

Utente di lunga data
Seguo il tuo ragionamento, e diciamo che ti vengo dietro.

Diciamo che siamo un tutto, e che in quel tutto, compreso il nostro corpo, c'è il nostro IO, con pari dignità.

Nessuno vale, più dell'altro, ed è possibile che nella vita ci sia un momento in cui una parte del nostro Io ha bisogno di essere curata, amata e protetta.

Una parte di me, che in un momento, che in un percorso di una vita fatta di alti e bassi è meno forte degli altri.

Che succede a me? Che succede a te? Che succede al noi?

Quello che voglio dire è che se io fossi in G e vedessi che tu tentenni e non ce la fai, ti guarderei con tenerezza e vedrei e per primo amerei quel tuo fallimento che fa parte di te.

Tu sei anche quel fallimento. Tu sei anche quell'essere mediocre che non è riuscito ad avere cura di te. Io ti amerei anche per quella tua imperfezione.

Non parlo solo di estetica, anche se potrei farlo, sul quel modo ormai statito e conforme di vedere la bellezza ma parlo in generale di piccoli inciampi nella vita di ognuno di noi.
Ci possono essere, ci sono, fanno parte di noi, del nostro equilibrio, del nostro percorso di vita. Come un culo calante, che si @ipazia mi rappresenta in parte, ma solo in una piccola misera parte di qualcosa di molto più grande. Ed io uomo non desidero il tuo culo, io desidero quello che tu fai con quel culo, che è solo tuo, che sono le tue mosse, il tuo rapportarti con quel culo, che sono le gioie che ricavi da quel culo... insomma anche il culo è molto più di un semplice culo.

Se io desidero solo un culo sodo e tu sei solo quella che cura il suo corpo per un culo sodo lo vedo così superficiale. Tu sei molto di più... e G è molto di più di un uomo con la panzetta (nel caso arrivi) e tu non smetterai di desiderlo.
Se i cambiamenti sono lasciarsi andare, concentrarsi sui cambiamenti fisici e non accogliere il cambiamento o il disagio è non solo mancanza di amore ma proprio di accettazione.
 

iosolo

Utente di lunga data
E se posso....il tuo lui è stato uno stronzo.
Che anzichè guardarti e rimanersene zitto, avrebbe dovuto romperti i coglioni.

Un corpo che si spegne, parla di situazioni profonde. Il culo molle, è un sintomo...ma non lo si affronta.

E si racconta innazitutto a se stessi che tanto c'è il resto. E certo che sì, c'è ANCHE il resto. Ma c'è ANCHE il corpo.

E pensare di avvicinarsi all'altro solo per alcune parti lo trovo riduttivo proprio dell'avvicinamento.
Ed una mancanza di Cura e Attenzione.

Che sì, si è più del nostro corpo, ma questo non significa che dimenticarsi del corpo non abbia un peso anche sul resto.

Di questo aspetto del desiderio non si parla. PEr il timore di offendere.
MA poi pesa lo stesso.

PErchè gli occhi guardano e vedono. LA mente può anche provare ad aggiustare...ma non basta.

Che le immagini interne, quando si discostano troppo da quelle esterne poi fanno comunque crash.

Non penso sia questione di amore. Ma di chiarezza del proprio desiderare.

Se io so che desidero anche il Corpo, allora quando è malato ne ho Cura.
Perchè lo desidero.

LA spinta motivazionale alla reazione alla malattia comprende il desiderio di "ritornare" ad uno stato di forma anche fisica.
Fare i conti con gli impedimenti del corpo, significa Desiderare il corpo di nuovo funzionante. E fare la fatica di starci e cercarlo ancora e ancora. Accettando i nuovi limiti ma senza rimanerci schiacciati e annullati sotto.

E penso per esempio alla questione dell'impotenza, nei maschi..che diventa una questione di vergogna anzichè di semplice funzionamento. DA affrontare. In un modo o nell'altro. Come si può.

Se a G. d'improvviso smettesse di funzionare il cazzo....penso che gli romperei i coglioni fino allo stremo.
Per me stessa. Perchè so che ho bisogno di avere vicino un uomo compreso del suo cazzo.
E so, sinceramente, che andrei a cercare soddisfazione di quella mancanza da altre parti. Inutile che mi nasconda dietro un dito.

E per sostenere anche lui, perchè un uomo col cazzo che non funziona non sta bene.
Come non sta bene una donna che non funziona interamente. Figa compresa.

E penso che se non si facesse carico di se stesso, lo manderei a fare in culo. Perchè si farebbe governare dalla paura di affrontare invece che lasciar scorrere il desiderio di funzionare. E un maschio che non si cura di se stesso, come una femmina, non è affidabile.

Non mi basta che sappia lavorare, tener in ordine la casa, sorridermi.
Se penso ad una persona vicina a me la voglio capace di combattere per funzionare intera. E non a pezzi.


Piuttosto sto da sola.
Non ammetti debolezza vero?!
Sarà che io sono così difettata che nella debolezza altrui vedo una forma di grande umanità.

Non credere, non sono così patetica come posso sembrare in queste righe, e forse in questo momento.
E' un momento, passerà, sono sicura di questo. Mi voglio troppo bene anche con tutti i miei difetti.

Abbiamo una concezione diversa di coppia. Per me la coppia è qualcosa di complementare.
E' essere la forza che all'altro manca, quando è necessario, e se non è abbastanza è condividere insieme anche il fallimento. Il fallimento di una parte di te, perchè non ce l'hai fatta. Perchè non sei stato in grado di essere abbastanza forte.
Ma per me sei sempre tu.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Seguo il tuo ragionamento, e diciamo che ti vengo dietro.

Diciamo che siamo un tutto, e che in quel tutto, compreso il nostro corpo, c'è il nostro IO, con pari dignità.

Nessuno vale, più dell'altro, ed è possibile che nella vita ci sia un momento in cui una parte del nostro Io ha bisogno di essere curata, amata e protetta.

Una parte di me, che in un momento, che in un percorso di una vita fatta di alti e bassi è meno forte degli altri.

Che succede a me? Che succede a te? Che succede al noi?

Quello che voglio dire è che se io fossi in G e vedessi che tu tentenni e non ce la fai, ti guarderei con tenerezza e vedrei e per primo amerei quel tuo fallimento che fa parte di te.

Tu sei anche quel fallimento. Tu sei anche quell'essere mediocre che non è riuscito ad avere cura di te. Io ti amerei anche per quella tua imperfezione.

Non parlo solo di estetica, anche se potrei farlo, sul quel modo ormai statito e conforme di vedere la bellezza ma parlo in generale di piccoli inciampi nella vita di ognuno di noi.
Ci possono essere, ci sono, fanno parte di noi, del nostro equilibrio, del nostro percorso di vita. Come un culo calante, che si @ipazia mi rappresenta in parte, ma solo in una piccola misera parte di qualcosa di molto più grande. Ed io uomo non desidero il tuo culo, io desidero quello che tu fai con quel culo, che è solo tuo, che sono le tue mosse, il tuo rapportarti con quel culo, che sono le gioie che ricavi da quel culo... insomma anche il culo è molto più di un semplice culo.

Se io desidero solo un culo sodo e tu sei solo quella che cura il suo corpo per un culo sodo lo vedo così superficiale. Tu sei molto di più... e G è molto di più di un uomo con la panzetta (nel caso arrivi) e tu non smetterai di desiderlo.
Mi stai facendo pensare che sto dando per scontate cose che non lo sono...e mi riferisco al grassetto...

Se una parte del mio IO ha bisogno di maggiore Cura e tu invece nicchi perchè mi ami tanto, ma tanto...beh...non vai bene per me.

Avere Cura è non perdonare, è non fare sconti per il politically correct del non dire.
E affrontare anche discorsi scomodi, a partire dal culo calante.

Che se il culo mi si smolla, e non mi dici niente perchè mi ami, a me sembri un paraculo che non ha voglia di intavolare il discorso...volere anche i difetti è metterli al centro e dargli pari dignità.

Non metterli sotto il tappeto dell'amore.

E metterli al centro significa svelarli. E dire di sè.

"caro tesoro, ti voglio tanto bene. Ma ti stai trascurando e la cosa mi sta spegnendo il desiderio. Che succede?"

Invece si preferisce tacere, non affrontare. Non cercare rogne.

Che sicuro non è un discorso piacevole. MA è vicinanza. Intimità.

Confidenza.

E no...il mio corpo non è una misera parte di me. Ma proprio per niente.

Non ci sono parti misere. Ci sono parti doloranti forse. MA misere no.

E' proprio questo che sto dicendo...il corpo non è miseria.

E questo è retaggio di un condizionamento cattolico...fra l'altro.

Che spinge agli estremi dell'edonismo da un lato e dell'indifferenza dall'altro.

Il Corpo ha la stessa dignità delle emozioni.

Se calano le emozioni, la cosa diventa evidente.

Il tradimento è uno dei sintomi. Per dire.
Fra le altre cose.

Se io vedo che a G. cresce la pancetta, esprimo il mio disappunto e l'effetto che ha su di me.
Allo stesso modo in cui lo esprimerei se gli calasse la dolcezza nei miei confronti.

Questa suddivisione del corpo da tutto il resto, come se fosse una parte relativa lo trovo molto rischioso.

E ancora peggio trovo l'imbarazzo del parlare del corpo come parte importante di una relazione. La fisicità.

La fisicità è la prima interfaccia di una relazione intima.

Usare l'estremo dell'edonismo per non affrontare la questione, io penso derivi dalla paura di non essere accettati.

E si passa dall'ammore per aggiustare...ma sono toppe.

Senza fisicità non si sta più parlando di relazione di coppia.
La fisicità, il desiderio, il seguirsi nei cambiamenti per trovarli e ritrovarli nell'attrazione è il nutrimento della passione.

Salvo finire a dire come il mio ex "ma io ti amo! e' normale scopare una volta al mese!! tutte le coppie scopano così.."
La realtà era che non voleva affrontare il fatto che ci eravamo persi. E il desiderio caduto era solo il sintomo più evidente.

Nel corpo dell'altro si trova anche Casa...io non ci starei mai in una casa tenuta male, con le scale barcollanti e i pavimenti storti.
 

Brunetta

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non ammetti debolezza vero?!
Sarà che io sono così difettata che nella debolezza altrui vedo una forma di grande umanità.

Non credere, non sono così patetica come posso sembrare in queste righe, e forse in questo momento.
E' un momento, passerà, sono sicura di questo. Mi voglio troppo bene anche con tutti i miei difetti.

Abbiamo una concezione diversa di coppia. Per me la coppia è qualcosa di complementare.
E' essere la forza che all'altro manca, quando è necessario, e se non è abbastanza è condividere insieme anche il fallimento. Il fallimento di una parte di te, perchè non ce l'hai fatta. Perchè non sei stato in grado di essere abbastanza forte.
Ma per me sei sempre tu.
no iosolo.

Non è questione di debolezza.

E' questione che se la debolezza la metti in gioco con me, allora ti sostengo.

Ma se la debolezza la usi come scusa per non fare un cazzo per te....beh, non fa per me.
La debolezza è forza, se la si espone e la si Vive. E la si accetta davvero. Facendola diventare parte proattiva per migliorare.

SE diventa scudo per lasciarsi andare....beh...liberi tutti

MA in quel gorgo io non ci entro. Per il semplice fatto che io non sono così. E non lo sono stata neanche nei momenti peggiori.
E accanto a me voglio una persona mia pari.

Questo non significa non sostenersi...anzi.
Ma significa che se usi il mio sostegno per non fare un cazzo....beh. Io non sono la madre di nessuno.

A me invece, pensa, la complementarietà fa venire i brividi blu.

Per me la coppia sono due UNO che si compenetrano.

Ma completi ognuno in loro stessi.

Compenetranti. Non complementari.

Una coppia in cui ci si cerca vicendevolmente dentro le mancanze non fa per me. Ho già dato. Lascio ad altri l'ebrezza dell'esperienza. A me è bastata una volta. :)
 

iosolo

Utente di lunga data
Mi stai facendo pensare che sto dando per scontate cose che non lo sono...e mi riferisco al grassetto...

Se una parte del mio IO ha bisogno di maggiore Cura e tu invece nicchi perchè mi ami tanto, ma tanto...beh...non vai bene per me.

Avere Cura è non perdonare, è non fare sconti per il politically correct del non dire.
E affrontare anche discorsi scomodi, a partire dal culo calante.

Che se il culo mi si smolla, e non mi dici niente perchè mi ami, a me sembri un paraculo che non ha voglia di intavolare il discorso...volere anche i difetti è metterli al centro e dargli pari dignità.

Non metterli sotto il tappeto dell'amore.

E metterli al centro significa svelarli. E dire di sè.

"caro tesoro, ti voglio tanto bene. Ma ti stai trascurando e la cosa mi sta spegnendo il desiderio. Che succede?"

Invece si preferisce tacere, non affrontare. Non cercare rogne.

Che sicuro non è un discorso piacevole. MA è vicinanza. Intimità.

Confidenza.

E no...il mio corpo non è una misera parte di me. Ma proprio per niente.

Non ci sono parti misere. Ci sono parti doloranti forse. MA misere no.

E' proprio questo che sto dicendo...il corpo non è miseria.

E questo è retaggio di un condizionamento cattolico...fra l'altro.

Che spinge agli estremi dell'edonismo da un lato e dell'indifferenza dall'altro.

Il Corpo ha la stessa dignità delle emozioni.

Se calano le emozioni, la cosa diventa evidente.

Il tradimento è uno dei sintomi. Per dire.
Fra le altre cose.

Se io vedo che a G. cresce la pancetta, esprimo il mio disappunto e l'effetto che ha su di me.
Allo stesso modo in cui lo esprimerei se gli calasse la dolcezza nei miei confronti.

Questa suddivisione del corpo da tutto il resto, come se fosse una parte relativa lo trovo molto rischioso.

E ancora peggio trovo l'imbarazzo del parlare del corpo come parte importante di una relazione. La fisicità.

La fisicità è la prima interfaccia di una relazione intima.

Usare l'estremo dell'edonismo per non affrontare la questione, io penso derivi dalla paura di non essere accettati.

E si passa dall'ammore per aggiustare...ma sono toppe.

Senza fisicità non si sta più parlando di relazione di coppia.
La fisicità, il desiderio, il seguirsi nei cambiamenti per trovarli e ritrovarli nell'attrazione è il nutrimento della passione.

Salvo finire a dire come il mio ex "ma io ti amo! e' normale scopare una volta al mese!! tutte le coppie scopano così.."
La realtà era che non voleva affrontare il fatto che ci eravamo persi. E il desiderio caduto era solo il sintomo più evidente.

Nel corpo dell'altro si trova anche Casa...io non ci starei mai in una casa tenuta male, con le scale barcollanti e i pavimenti storti.
Sicuramente, visto che sono stata tradita, è più giusto quello che dici tu e devo solo rivedere le mie scale di valori.

La il culo ti si smollerà [MENTION=5159]ipazia[/MENTION] è inevitabile, come inevitabile sono i capelli bianchi... fa parte di noi, il corpo che tu tanto esalti è per sua stessa natura portato al decadimento, è il suo percorso.

Parli di culo sodo, potresti parlare di capelli bianchi o di lifting per togliere le rughe.
Anche quelle fanno parte di te.

Tu puoi esprimere il tuo disappunto per la pancetta, come lui per i tuoi capelli bianchi... che a te non interessa tingere. Poi ti dirà che quella di vent'anni ha però un culo più sodo che gli piace di più e poi ti dirà che nonostante tutto quello che tu puoi fare per il tuo culo niente potrà essere paragonato a quella di vent'anni e poi...

Che succede dopo che tu mi hai detto il tuo disappunto... che succede alla coppia?! Se io non riesco a tornare nel tuo standard che succede? Ci lasciamo?!
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sicuramente, visto che sono stata tradita, è più giusto quello che dici tu e devo solo rivedere le mie scale di valori.

La il culo ti si smollerà @ipazia è inevitabile, come inevitabile sono i capelli bianchi... fa parte di noi, il corpo che tu tanto esalti è per sua stessa natura portato al decadimento, è il suo percorso.

Parli di culo sodo, potresti parlare di capelli bianchi o di lifting per togliere le rughe.
Anche quelle fanno parte di te.

Tu puoi esprimere il tuo disappunto per la pancetta, come lui per i tuoi capelli bianchi... che a te non interessa tingere. Poi ti dirà che quella di vent'anni ha però un culo più sodo che gli piace di più e poi ti dirà che nonostante tutto quello che tu puoi fare per il tuo culo niente potrà essere paragonato a quella di vent'anni e poi...

Che succede dopo che tu mi hai detto il tuo disappunto... che succede alla coppia?! Se io non riesco a tornare nel tuo standard che succede? Ci lasciamo?!
Vedi quello che intendevo?

Io dico culo sodo, e si pensa a prestanza estetica.

Ma sono condizionamenti di resa e di giudizi che ognuno ha su se stesso.

Da quando avevo 20 anni il mio culo si è già smollato.
Adesso di anni ne ho 40 quasi.

Il culo sodo, che assolutizzate scagliandovi contro un'ideale stereotipato di culo sodo della ventenne, per me è il culo di una 40enne , sodo come lo può avere una 40enne.

Non mi confronto con una 20enne.

Vedi iosolo...se G desiderasse il culo di una 20enne, e sta con me che di anni, sotto tutti i punti di vista non ne ho più 20 sarebbe semplicemente un coglione che non ha chiaro dentro di sè l'immagine di se stesso e di donna.

E sì. Lo mollerei se cercasse nel mio culo il culo di una 20enne.
E mica per altro se non perchè è una richiesta impossibile.
E mi parla di suoi disturbi nel mondo delle immagini femminili.

Cosa me ne faccio di un uomo che sta con me desiderando le 20enni?

Altro discorso è se insieme ammiriamo il culo di una 20enne. Che è oggettivamente molto più in forma del mio.

Non manifesterei il mio disappunto a quel punto iosolo. Lo lascerei alle 20enni.

Io sono quanti anni ho. Conosco il mio corpo. E le sue potenzialità adesso. E so che sono in decadenza.

Ma un discorso è decadere lasciandosi cadere nell'oblio della rassegnazione.
Altro discorso è seguirsi nei cambiamenti del tempo.

E aggiungo una cosa rispetto ai fallimenti....dove tu vedi fallimenti da coccolare, io vedo occasioni di apprendimento per migliorare. Non penso esista oggettivamente il fallimento. Esiste nel giudizio che si da di se stessi rispetto alle aspettative che si aveva in quella particolare situazione su se stessi.

Se guardo la mia storia, ma non solo la mia...ogni fallimento, apparente perchè standardizzato rispetto ad un progetto cristallizzato che nello scorrere del tempo è ovviamente variato, è diventato un gradino per imparare...

I fallimenti non esistono...se non nel giudizio di se stessi e nel rimanere aggrappati a idee che confrontate con la realtà si sono semplicemente rivelate inadatte.
E non ci vedo alcunchè..pensare di prevedere il futuro è l'inganno delle aspettative tradite che si trasformano in fallimenti.

Ma è una trappola della non accettazione di sè e della Vita e di quello che offre.
 

iosolo

Utente di lunga data
no iosolo.

Non è questione di debolezza.

E' questione che se la debolezza la metti in gioco con me, allora ti sostengo.

Ma se la debolezza la usi come scusa per non fare un cazzo per te....beh, non fa per me.
La debolezza è forza, se la si espone e la si Vive. E la si accetta davvero. Facendola diventare parte proattiva per migliorare.

SE diventa scudo per lasciarsi andare....beh...liberi tutti

MA in quel gorgo io non ci entro. Per il semplice fatto che io non sono così. E non lo sono stata neanche nei momenti peggiori.
E accanto a me voglio una persona mia pari.

Questo non significa non sostenersi...anzi.
Ma significa che se usi il mio sostegno per non fare un cazzo....beh. Io non sono la madre di nessuno.

A me invece, pensa, la complementarietà fa venire i brividi blu.

Per me la coppia sono due UNO che si compenetrano.

Ma completi ognuno in loro stessi.

Compenetranti. Non complementari.

Una coppia in cui ci si cerca vicendevolmente dentro le mancanze non fa per me. Ho già dato. Lascio ad altri l'ebrezza dell'esperienza. A me è bastata una volta. :)
Non è cercarsi dentro le mancanze, è cercarsi oltre le mancanze.
Ti faccio un altro esempio non sul fisico che magari ci porta fuori strada.

Mi sono iscritta all'università.
La prima cosa che mi ha detto lui è stata "spero che la porti fino in fondo, io ti sosterrò ma non tirarti indietro".
Io mi sono incazzata come una biscia e sai perchè... perchè io posso anche non finire. Non è quello il mio scopo e non deve essere nemmeno il suo.

Io mi metto in gioco e nel gioco ma i risultati possono essere anche il fallimento. Io non devo e non voglio dimostrarti nulla. Io sono io, anche nel fallimento.
Che tu vuoi che rientri nei tuoi standard, che tu vuoi che io non fallisca, è un tuo problema. Non il mio.

Io faccio questa cosa per me, finchè va a me e nei miei modi e nei miei tempi, e potrei non farcela.
Ed è possibile, è nel gioco è nel mio gioco.

Tu hai cura del tuo culo finchè vorrai e quanto vorrai è nel tuo gioco, ma è una cosa tua non sua.
E' una tua cura di una parte di te, ma non sei te.

Tu sei altro.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Mi stai facendo pensare che sto dando per scontate cose che non lo sono...e mi riferisco al grassetto...

Se una parte del mio IO ha bisogno di maggiore Cura e tu invece nicchi perchè mi ami tanto, ma tanto...beh...non vai bene per me.

Avere Cura è non perdonare, è non fare sconti per il politically correct del non dire.
E affrontare anche discorsi scomodi, a partire dal culo calante.

Che se il culo mi si smolla, e non mi dici niente perchè mi ami, a me sembri un paraculo che non ha voglia di intavolare il discorso...volere anche i difetti è metterli al centro e dargli pari dignità.

Non metterli sotto il tappeto dell'amore.

E metterli al centro significa svelarli. E dire di sè.

"caro tesoro, ti voglio tanto bene. Ma ti stai trascurando e la cosa mi sta spegnendo il desiderio. Che succede?"

Invece si preferisce tacere, non affrontare. Non cercare rogne.

Che sicuro non è un discorso piacevole. MA è vicinanza. Intimità.

Confidenza.

E no...il mio corpo non è una misera parte di me. Ma proprio per niente.

Non ci sono parti misere. Ci sono parti doloranti forse. MA misere no.

E' proprio questo che sto dicendo...il corpo non è miseria.

E questo è retaggio di un condizionamento cattolico...fra l'altro.

Che spinge agli estremi dell'edonismo da un lato e dell'indifferenza dall'altro.

Il Corpo ha la stessa dignità delle emozioni.

Se calano le emozioni, la cosa diventa evidente.

Il tradimento è uno dei sintomi. Per dire.
Fra le altre cose.

Se io vedo che a G. cresce la pancetta, esprimo il mio disappunto e l'effetto che ha su di me.
Allo stesso modo in cui lo esprimerei se gli calasse la dolcezza nei miei confronti.

Questa suddivisione del corpo da tutto il resto, come se fosse una parte relativa lo trovo molto rischioso.

E ancora peggio trovo l'imbarazzo del parlare del corpo come parte importante di una relazione. La fisicità.

La fisicità è la prima interfaccia di una relazione intima.

Usare l'estremo dell'edonismo per non affrontare la questione, io penso derivi dalla paura di non essere accettati.

E si passa dall'ammore per aggiustare...ma sono toppe.

Senza fisicità non si sta più parlando di relazione di coppia.
La fisicità, il desiderio, il seguirsi nei cambiamenti per trovarli e ritrovarli nell'attrazione è il nutrimento della passione.

Salvo finire a dire come il mio ex "ma io ti amo! e' normale scopare una volta al mese!! tutte le coppie scopano così.."
La realtà era che non voleva affrontare il fatto che ci eravamo persi. E il desiderio caduto era solo il sintomo più evidente.

Nel corpo dell'altro si trova anche Casa...io non ci starei mai in una casa tenuta male, con le scale barcollanti e i pavimenti storti.
.
Se vuoi anche i difetti cosa che condivido ridi dei difetti ma appunto questi difetti non ti smuovo da quello senti
Pensi che quelli che non fanno notare il culo che si smolla (tengo questo esempio appunto come un esempio) perchè preferiscono tacere che dire
Prendi in considerazione che c'è chi non dice perchè nel suo rapporto il culo che si smolla ha un'importanza del 0.0000000001%
E non perchè piace qualcuno che non si cura ma perchè il culo che si smolla non è non cura
La cura è per me vedere la persona che amo stare male e non fare nulla per aiutarlo. Non aiutarlo a risolvere un problema, non affrontare appunto un problema che riguarda entrambi, perchè se ti amo e stai male sto male amche io
Se tu con me sei esattamente come sei sempre stato e soprattutto sei con te stesso come sei sempre stato chi se ne frega se ingrassi, dimagrisci, ti si smolla il culo o non so che altro.
Al netto di patologie ovviamente, ma nel caso di una patolgia probabilmente non sei più sereno nè con te nè con me
Il non dare importanza al corpo non c'entra con l'essere in imbarazzo a parlarne. Io del mio corpo o del corpo di lui ne parlo, mi piace toccarmi e toccarlo, mi piace riderci sopra, fare e ricevere battute ma non accetterei mai di stare con qualcuno che al mio cambiamento fisico smette di desiderarmi. Perchè per me è inconcepibile non perchè non sia lecito che ci sia qualcuno che non la pensi come me.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non è cercarsi dentro le mancanze, è cercarsi oltre le mancanze.
Ti faccio un altro esempio non sul fisico che magari ci porta fuori strada.

Mi sono iscritta all'università.
La prima cosa che mi ha detto lui è stata "spero che la porti fino in fondo, io ti sosterrò ma non tirarti indietro".
Io mi sono incazzata come una biscia e sai perchè... perchè io posso anche non finire. Non è quello il mio scopo e non deve essere nemmeno il suo.

Io mi metto in gioco e nel gioco ma i risultati possono essere anche il fallimento. Io non devo e non voglio dimostrarti nulla. Io sono io, anche nel fallimento.
Che tu vuoi che rientri nei tuoi standard, che tu vuoi che io non fallisca, è un tuo problema. Non il mio.

Io faccio questa cosa per me, finchè va a me e nei miei modi e nei miei tempi, e potrei non farcela.
Ed è possibile, è nel gioco è nel mio gioco.

Tu hai cura del tuo culo finchè vorrai e quanto vorrai è nel tuo gioco, ma è una cosa tua non sua.
E' una tua cura di una parte di te, ma non sei te.

Tu sei altro.
Ci disinnamora per motivi misteriosi quali quelli per cui ci si innamora.
A posteriori si cercano ragioni, ma se nell'innamoramento si individua nei begli occhi o anche in piccoli teneri difetti come un dente storto o un sorriso sbilenco, nel disinnamorarsi si cercano difetti e mancanze sempre presenti e se ne fa carico l'ex oggetto d'amore.
Chi si disinnamora è arrabbiato per aver perso quella magia e cerca di darne la colpa al partner invece è tutto nella sua incapacità di trasformare l'innamoramento in amore.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Ci disinnamora per motivi misteriosi quali quelli per cui ci si innamora.
A posteriori si cercano ragioni, ma se nell'innamoramento si individua nei begli occhi o anche in piccoli teneri difetti come un dente storto o un sorriso sbilenco, nel disinnamorarsi si cercano difetti e mancanze sempre presenti e se ne fa carico l'ex oggetto d'amore.
Chi si disinnamora è arrabbiato per aver perso quella magia e cerca di darne la colpa al partner invece è tutto nella sua incapacità di trasformare l'innamoramento in amore.
Io, riprendendo l'esempio di ieri delle 2rette parallele, credo di aver capito che una retta alla fine si incazza perché non riesce a incrociare definitivamente mai l'altra

E non ha capito che l'amore è tirar dritto e pedalare, puntando all'infinito
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non è cercarsi dentro le mancanze, è cercarsi oltre le mancanze.
Ti faccio un altro esempio non sul fisico che magari ci porta fuori strada.

Mi sono iscritta all'università.
La prima cosa che mi ha detto lui è stata "spero che la porti fino in fondo, io ti sosterrò ma non tirarti indietro".
Io mi sono incazzata come una biscia e sai perchè... perchè io posso anche non finire. Non è quello il mio scopo e non deve essere nemmeno il suo.

Io mi metto in gioco e nel gioco ma i risultati possono essere anche il fallimento. Io non devo e non voglio dimostrarti nulla. Io sono io, anche nel fallimento.
Che tu vuoi che rientri nei tuoi standard, che tu vuoi che io non fallisca, è un tuo problema. Non il mio.

Io faccio questa cosa per me, finchè va a me e nei miei modi e nei miei tempi, e potrei non farcela.
Ed è possibile, è nel gioco è nel mio gioco.

Tu hai cura del tuo culo finchè vorrai e quanto vorrai è nel tuo gioco, ma è una cosa tua non sua.
E' una tua cura di una parte di te, ma non sei te.

Tu sei altro.
Posso dirti, in modo molto crudo, una sensazione che ho leggendoti?

E perfavore, non sentirla come un qualcosa CONTRO di te.

Io credo che tu stai ancora elaborando il tuo peso nel tradimento che hai subito.

Beh...te lo dico da traditrice. Non c'entri nulla.
Non hai niente da dimostrare.

La scelta di tuo marito è solo sua. Ed è stato uno stronzo a passare attraverso te per giustificarsi ai suoi stessi occhi.
E' a se stesso che non ha saputo dare risposte. Non nelle tue supposte mancanze.

Che magari pure c'erano. Ma LUI non ha saputo avere Cura di te in quelle mancanze.

Non sono d'accordo sull'andare oltre le mancanze.
Le mancanze compongono l'essere. Sono solo una faccia della medaglia. Andare oltre è inumano. E ideale.

Le mancanze fanno parte dell'accettazione. Di se stessi innanzitutto.
E poi di quel che si chiede venga accettato dall'altro.

Una cosa che leggo leggendoti è la tensione a dover giustificare ad altri le tue azioni. Questo difendere il tuoi fallimenti. Ribadendo la tua libertà di fallire.

E' con te stessa questo discorso.
Tu percepisci fallimento ciò che per esempio, per me, è apprendimento.

Per usare il tuo esempio....tu puoi finire o non finire. Lui può sostenerti o non sostenerti.

Entrambi quello che potete giocare è l'impegno.

Garantire, non garantire (che è poi la stessa cosa) la riuscita del progetto come lo si era pensato iniziandolo, è un po' un gioco di illusionismo.

Tuo marito non ti ha tradito per il culo o il fisico.
Non it ha tradito perchè non ha saputo andare oltre le mancanze.

Ti ha tradito perchè non era lì, prima ancora di andare via.

Tu ti sei tolta dallo spazio comune....e lui non ha fatto niente per venire a prenderti.

E guarda...che rompersi il cazzo vicendevolmente perchè le cose siano fatte e fatte bene...non è gettarsi addosso aspettative. E' aversi Cura. E' tenersi per mano.

Che la mia mamma mi sgrida se non finisco una cosa.
E sgrida la bambina.

La donna sa perchè una cosa la finisce o meno. La fa o meno. Rende conto a se stessa e semplicemente spiega a chi ha desiderio di ascoltare.

Credo che tu debba pacificarti con te stessa....non hai niente da dimostrare...vai bene così.

Solo partendo dall'andare bene esattamente come sei, puoi aver Cura di te.
E concedere all'altro di fare altrettanto.

Dieci anni fa non sarei stata capace di accettare critiche come stimoli sul mio corpo.
Adesso non solo lo so fare, ma mi piace. E mi piace perchè io per prima adoro io mio corpo.

Mi ammiro e mi lascio ammirare. E' una concessione che faccio a me.

G. semplicemente, per come è fatto, mi compenetra...e mi soddisfa nelle sue critiche che non sono non mi intaccano nelle mie sicurezze, ma mi stimolano a guardarmi da altre prospettive per essere ancora meglio di come sono :)

Abbi cura di te iosolo...i fallimenti non esistono.

Sono solo aspettative che a confronto con la realtà hanno rivelato il loro essere astratte.

E un abbraccio....
 

iosolo

Utente di lunga data
Ci disinnamora per motivi misteriosi quali quelli per cui ci si innamora.
A posteriori si cercano ragioni, ma se nell'innamoramento si individua nei begli occhi o anche in piccoli teneri difetti come un dente storto o un sorriso sbilenco, nel disinnamorarsi si cercano difetti e mancanze sempre presenti e se ne fa carico l'ex oggetto d'amore.
Chi si disinnamora è arrabbiato per aver perso quella magia e cerca di darne la colpa al partner invece è tutto nella sua incapacità di trasformare l'innamoramento in amore.
Nessun motivo misterioso per me. Ci si disinnamora perchè è naturale. Perchè è la quotidianità che ti porta via quella magia. L'amore richiede impegno.

Ultimamente vedo che tutti puntano al subito, intenso e veloce.
Mi chiedo poi cosa rimane.

Forse solo un ulteriore vuoto da riempire
 

iosolo

Utente di lunga data
Posso dirti, in modo molto crudo, una sensazione che ho leggendoti?

E perfavore, non sentirla come un qualcosa CONTRO di te.

Io credo che tu stai ancora elaborando il tuo peso nel tradimento che hai subito.

Beh...te lo dico da traditrice. Non c'entri nulla.
Non hai niente da dimostrare.

La scelta di tuo marito è solo sua. Ed è stato uno stronzo a passare attraverso te per giustificarsi ai suoi stessi occhi.
E' a se stesso che non ha saputo dare risposte. Non nelle tue supposte mancanze.

Che magari pure c'erano. Ma LUI non ha saputo avere Cura di te in quelle mancanze.

Non sono d'accordo sull'andare oltre le mancanze.
Le mancanze compongono l'essere. Sono solo una faccia della medaglia. Andare oltre è inumano. E ideale.

Le mancanze fanno parte dell'accettazione. Di se stessi innanzitutto.
E poi di quel che si chiede venga accettato dall'altro.

Una cosa che leggo leggendoti è la tensione a dover giustificare ad altri le tue azioni. Questo difendere il tuoi fallimenti. Ribadendo la tua libertà di fallire.

E' con te stessa questo discorso.
Tu percepisci fallimento ciò che per esempio, per me, è apprendimento.

Per usare il tuo esempio....tu puoi finire o non finire. Lui può sostenerti o non sostenerti.

Entrambi quello che potete giocare è l'impegno.

Garantire, non garantire (che è poi la stessa cosa) la riuscita del progetto come lo si era pensato iniziandolo, è un po' un gioco di illusionismo.

Tuo marito non ti ha tradito per il culo o il fisico.
Non it ha tradito perchè non ha saputo andare oltre le mancanze.

Ti ha tradito perchè non era lì, prima ancora di andare via.

Tu ti sei tolta dallo spazio comune....e lui non ha fatto niente per venire a prenderti.

E guarda...che rompersi il cazzo vicendevolmente perchè le cose siano fatte e fatte bene...non è gettarsi addosso aspettative. E' aversi Cura. E' tenersi per mano.

Che la mia mamma mi sgrida se non finisco una cosa.
E sgrida la bambina.

La donna sa perchè una cosa la finisce o meno. La fa o meno. Rende conto a se stessa e semplicemente spiega a chi ha desiderio di ascoltare.

Credo che tu debba pacificarti con te stessa....non hai niente da dimostrare...vai bene così.

Solo partendo dall'andare bene esattamente come sei, puoi aver Cura di te.
E concedere all'altro di fare altrettanto.

Dieci anni fa non sarei stata capace di accettare critiche come stimoli sul mio corpo.
Adesso non solo lo so fare, ma mi piace. E mi piace perchè io per prima adoro io mio corpo.

Mi ammiro e mi lascio ammirare. E' una concessione che faccio a me.

G. semplicemente, per come è fatto, mi compenetra...e mi soddisfa nelle sue critiche che non sono non mi intaccano nelle mie sicurezze, ma mi stimolano a guardarmi da altre prospettive per essere ancora meglio di come sono :)

Abbi cura di te iosolo...i fallimenti non esistono.

Sono solo aspettative che a confronto con la realtà hanno rivelato il loro essere astratte.

E un abbraccio....

Credo che sia vero che il tradimento in questo periodo mi rispecchia ma credimi molto di quello che ho scritto lo penso assolutamente.

No i fallimenti per me esistono, possiamo chiamarli in modo diverso ma sempre dei fallimenti rimangono, la semantica non cambia il senso di profonda delusione che noi proviamo nel vivere quell'insuccesso.
Ma se non ci fossero i fallimenti non ci sarebbero nemmeno i successi. Fanno parte della vita.

Il tradimento ha rilevato profondità di me un po' nascoste come tutti i gran dolori, ma erano solo sotto, erano tutti con me.
Così come erano tutti con lui. Il tradimento probabilmente faceva parte di lui, ben prima che lui lo perpetrasse.

Quello che dico io, lo dici anche tu. Lui doveva venirmi a cercare per tirarmi fuori dal mio buco, ma se dal mio buco non riusciva a tirarmi fuori, doveva cmq rimanere con me. Nel bene e nel male.
Doveva fare qualsiasi cosa ti ripeto per aiutarmi a uscire dal buco.
Qualsiasi cosa. Ma se non ci riesco, se tu non riesci, io rimango con te. Non ti lascio sola, perchè nel mio aver cura di te, c'è anche avere cura di te quando tu non riesci a farlo da sola.
Perchè se tu sei nel buco, io che tengo a te... con te rimango. Perchè tu sei tu.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Credo che sia vero che il tradimento in questo periodo mi rispecchia ma credimi molto di quello che ho scritto lo penso assolutamente.

No i fallimenti per me esistono, possiamo chiamarli in modo diverso ma sempre dei fallimenti rimangono, la semantica non cambia il senso di profonda delusione che noi proviamo nel vivere quell'insuccesso.
Ma se non ci fossero i fallimenti non ci sarebbero nemmeno i successi. Fanno parte della vita.

Il tradimento ha rilevato profondità di me un po' nascoste come tutti i gran dolori, ma erano solo sotto, erano tutti con me.
Così come erano tutti con lui. Il tradimento probabilmente faceva parte di lui, ben prima che lui lo perpetrasse.

Quello che dico io, lo dici anche tu. Lui doveva venirmi a cercare per tirarmi fuori dal mio buco, ma se dal mio buco non riusciva a tirarmi fuori, doveva cmq rimanere con me. Nel bene e nel male.
Doveva fare qualsiasi cosa ti ripeto per aiutarmi a uscire dal buco.
Qualsiasi cosa. Ma se non ci riesco, se tu non riesci, io rimango con te. Non ti lascio sola, perchè nel mio aver cura di te, c'è anche avere cura di te quando tu non riesci a farlo da sola.
Perchè se tu sei nel buco, io che tengo a te... con te rimango. Perchè tu sei tu.
Hai una visione che io ho lasciato indietro...

Non è sema ti a la mia. Non considero il successo e neanche l'insuccesso.

Io so semplicemente che do il meglio di me. E so anche quando faccio la paracula e tiro a ribasso.

Non mi interessa la valutazione delle prestazioni, se non nei termini dell'imparare da me stessa.

So chi sono...e finalmente sento di non dover dimostrare nulla a riguardo... In primis a me stessa.

So la mia presenza in me...e non mi delude...anche quando si rivela i adatta e inadeguata alle circostanze. Se lo sono, cerco di capire dove è che ho mancato e miglioro, se sono in grado. Se non lo sono... Beh.. Ho appena sbattuto il naso con un mio limite. E ne faccio tesoro.

Che i limiti valgono tanto quanto le risorse. E mi comporto o. Sono parte di me. Mi rendono quella che sono.

Quanto al buco... Ecco..non lo so... Ci devo pensare.

Non si può tirar fuori dal buco chi vuol restarci.
Aspettarsi che io ci entri insieme è una pretesa che non penso accetterei.

Posso aspettare...ma solo fino a che ne vale la pena per me.

Se l'altro vuol stare nel buco. Ok. Accetto.

Non è per niente detto che quel buco faccia per me.

È io non rinuncio a me stessa per nessuno
Come non chiedo di uscire dal buco a chi vuole restarci

Ma prendo atto che i bisogni sono diversi.

È anche le strade si possono dividere.

Io mi lego.

Ma non mi incateno.
E men che me o desidero l'altro incatenato a me.

A me rende serena se l'altro è sereno.
È vederlo agganciato a me per bisogno... È triste

Per me.
 

iosolo

Utente di lunga data
Hai una visione che io ho lasciato indietro...

Non è sema ti a la mia. Non considero il successo e neanche l'insuccesso.

Io so semplicemente che do il meglio di me. E so anche quando faccio la paracula e tiro a ribasso.

Non mi interessa la valutazione delle prestazioni, se non nei termini dell'imparare da me stessa.

So chi sono...e finalmente sento di non dover dimostrare nulla a riguardo... In primis a me stessa.

So la mia presenza in me...e non mi delude...anche quando si rivela i adatta e inadeguata alle circostanze. Se lo sono, cerco di capire dove è che ho mancato e miglioro, se sono in grado. Se non lo sono... Beh.. Ho appena sbattuto il naso con un mio limite. E ne faccio tesoro.

Che i limiti valgono tanto quanto le risorse. E mi comporto o. Sono parte di me. Mi rendono quella che sono.

Quanto al buco... Ecco..non lo so... Ci devo pensare.

Non si può tirar fuori dal buco chi vuol restarci.
Aspettarsi che io ci entri insieme è una pretesa che non penso accetterei.

Posso aspettare...ma solo fino a che ne vale la pena per me.

Se l'altro vuol stare nel buco. Ok. Accetto.

Non è per niente detto che quel buco faccia per me.

È io non rinuncio a me stessa per nessuno
Come non chiedo di uscire dal buco a chi vuole restarci


Ma prendo atto che i bisogni sono diversi.

È anche le strade si possono dividere.

Io mi lego.

Ma non mi incateno.
E men che me o desidero l'altro incatenato a me.

A me rende serena se l'altro è sereno.
È vederlo agganciato a me per bisogno... È triste

Per me.
Non ho detto che lui vuole restarci, ma che lui non riesce ad uscire.

Lo abbandoni?! Rinunci a stare bene, per lui?
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Non ho detto che lui vuole restarci, ma che lui non riesce ad uscire.

Lo abbandoni?! Rinunci a stare bene, per lui?
Sai... Molto spesso chi è nel buco diventa aggressivo se gli dici che è nel buco.
E ti dice che no, non è in nessun buco e non ha alcun bisogno di uscire da nulla

È li che capisci che non si vuole aiutare

Allora o ci entri (a pieno rischio) o ce lo lasci (spesso venendo ricoperto di insulti)

Non è cosi semplice. Per ciò che ho visto e vissuto io almeno
 

iosolo

Utente di lunga data
Sai... Molto spesso chi è nel buco diventa aggressivo se gli dici che è nel buco.
E ti dice che no, non è in nessun buco e non ha alcun bisogno di uscire da nulla

È li che capisci che non si vuole aiutare

Allora o ci entri (a pieno rischio) o ce lo lasci (spesso venendo ricoperto di insulti)

Non è cosi semplice. Per ciò che ho visto e vissuto io almeno
E' vero anche questo. Ma è altrettanto vero che molti nemmeno ci provano.
Poi io non voglio nemmeno estremizzare.
Parlando di chissà quale buchi, o chissà quali mancanze.

A volte è solo più facile per noi, girare la testa.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

E' vero anche questo. Ma è altrettanto vero che molti nemmeno ci provano.
Poi io non voglio nemmeno estremizzare.
Parlando di chissà quale buchi, o chissà quali mancanze.

A volte è solo più facile per noi, girare la testa.
Dipende anche in che buchi si cade, Ovviamente.

O magari l'altro ci vede in un buco, e per noi non è assolutamente cosi...

Dipende da tante cose..

Esser consci di esser in un buco e saper chieder aiuto in un modo giusto per noi, per l'altro, x la coppia, sarebbe già un successo, a volte
 
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