Posso dirti, in modo molto crudo, una sensazione che ho leggendoti?
E perfavore, non sentirla come un qualcosa CONTRO di te.
Io credo che tu stai ancora elaborando il tuo peso nel tradimento che hai subito.
Beh...te lo dico da traditrice. Non c'entri nulla.
Non hai niente da dimostrare.
La scelta di tuo marito è solo sua. Ed è stato uno stronzo a passare attraverso te per giustificarsi ai suoi stessi occhi.
E' a se stesso che non ha saputo dare risposte. Non nelle tue supposte mancanze.
Che magari pure c'erano. Ma LUI non ha saputo avere Cura di te in quelle mancanze.
Non sono d'accordo sull'andare oltre le mancanze.
Le mancanze compongono l'essere. Sono solo una faccia della medaglia. Andare oltre è inumano. E ideale.
Le mancanze fanno parte dell'accettazione. Di se stessi innanzitutto.
E poi di quel che si chiede venga accettato dall'altro.
Una cosa che leggo leggendoti è la tensione a dover giustificare ad altri le tue azioni. Questo difendere il tuoi fallimenti. Ribadendo la tua libertà di fallire.
E' con te stessa questo discorso.
Tu percepisci fallimento ciò che per esempio, per me, è apprendimento.
Per usare il tuo esempio....tu puoi finire o non finire. Lui può sostenerti o non sostenerti.
Entrambi quello che potete giocare è l'impegno.
Garantire, non garantire (che è poi la stessa cosa) la riuscita del progetto come lo si era pensato iniziandolo, è un po' un gioco di illusionismo.
Tuo marito non ti ha tradito per il culo o il fisico.
Non it ha tradito perchè non ha saputo andare oltre le mancanze.
Ti ha tradito perchè non era lì, prima ancora di andare via.
Tu ti sei tolta dallo spazio comune....e lui non ha fatto niente per venire a prenderti.
E guarda...che rompersi il cazzo vicendevolmente perchè le cose siano fatte e fatte bene...non è gettarsi addosso aspettative. E' aversi Cura. E' tenersi per mano.
Che la mia mamma mi sgrida se non finisco una cosa.
E sgrida la bambina.
La donna sa perchè una cosa la finisce o meno. La fa o meno. Rende conto a se stessa e semplicemente spiega a chi ha desiderio di ascoltare.
Credo che tu debba pacificarti con te stessa....non hai niente da dimostrare...vai bene così.
Solo partendo dall'andare bene esattamente come sei, puoi aver Cura di te.
E concedere all'altro di fare altrettanto.
Dieci anni fa non sarei stata capace di accettare critiche come stimoli sul mio corpo.
Adesso non solo lo so fare, ma mi piace. E mi piace perchè io per prima adoro io mio corpo.
Mi ammiro e mi lascio ammirare. E' una concessione che faccio a me.
G. semplicemente, per come è fatto, mi compenetra...e mi soddisfa nelle sue critiche che non sono non mi intaccano nelle mie sicurezze, ma mi stimolano a guardarmi da altre prospettive per essere ancora meglio di come sono
Abbi cura di te iosolo...i fallimenti non esistono.
Sono solo aspettative che a confronto con la realtà hanno rivelato il loro essere astratte.
E un abbraccio....