Il tradimento fisico

spleen

utente ?
non sono sarcastica....30 anni assieme sono tanti...e sicuramente qualche compromesso l avrete fatto....spero in bene per noi...

quale fattore?
Il fattore F (fortuna) detto volgarmente C (culo).:D

Ci vuole anche quello nella vita, a volte le cose filano inspiegabilmente lisce, per anni e ti ritrovi con la stessa persona, e ad essere diventato un'altra persona, grazie a lei (o a lui).

Personalmente devo ammettere di aver ricevuto molto, qualcosa di importante, o in ogni modo qualcosa che si riflette ora su me stesso, rendendomi quello che sono, profondamente diverso da quando tutto è iniziato. :eek:

E poi via via nel tempo si matura il riflesso del "Noi", si costruisce attorno la propria storia, la propria epica di coppia (cit). E ci si sceglie, perennemente, perchè si capisce che il resto non ci serve.
 
Ultima modifica:

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Buonaseeeeeeera!!! :p

Sto latitando ma stavolta ho la giustificazione. Ho la moglie che si è beccata la sindrome bocca-mani-piedi.
E giuro che non la si becca facendo le zozzerie..anche se il nome lascerebbe intendere chissà cosa :D

Buscopann
Fate troppe zozzerie tu e lei,altroché :rotfl:


ma è tipo "quinta malattia " :confused:
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
Fate troppe zozzerie tu e lei,altroché :rotfl:


ma è tipo "quinta malattia " :confused:
forse è quella. E' 'na roba che dopo un paio di giorni di febbre, ti si infiammano le piante dei piedi e i palmi delle mani, nonché la gola (con tanto di afte). Dura circa una settimana e poi passa da sola.
Insomma..ho la moglie praticamente fuori uso per le zozzerie :D

Fa parte delle malattie esantematiche. E' piuttosto fastidiosa. Lei l'ha presa sembra anche in forma lieve. A parte ieri, che camminava come un'ottantenne per il dolori ai piedi, ha solo un paio di afte in bocca. Ci sono quelli che l'hanno avuta che ne erano pieni e non riuscivano neppure a mangiare.

Se l'è beccata dal pargolo. Lui però ha avuto solo febbre un paio di giorni e mal di gola. Poi più nulla.

Buscopann
 

delfino curioso

Utente di lunga data
Ma no dai...
Per una volta che due (soprattutto lei) si dicono veramente in faccia più o meno chi sono... me li fai omologare al solito "si fa ma non si dice"?:)
Ma se non stanno bene insieme per questo prima o poi lo capiranno e si lasceranno.
Meglio così che fingere a vita.


Concordo con te ma a nessuno è sembrata un po "furbetta"?????
Mi spiego: All'inizio del rapporto ha subito chiarito che voleva una relazione aperta accettata dal compagno.
Con il passare degli anni in lui questa relazione è passata ad una fase successiva (si è innamorato) ed ha commesso l'errore di non dire nulla circa il suo malessere, lei da persona intelligente se ne è accorta, ma ha pensato bene di continuare a vivere la relazione come se nulla fosse accaduto (finchè non mi dice niente vado avanti).
Ha commesso l'errore strategico di insistere nel farli incontrare e ha dovuto, contro voglia, prendere una decisione.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Infatti credo che sia soggettivo e capisco benissimo il tuo punto di vista
Credo anche che io arrivo da un'edicazione in cui mi hanno insegnato che ci si debba anche un po' sacrificare per altro
Se penso a me sicuramente ci sono stati momenti e ci saranno momenti per cui per la mia serenità la scelta giusta non è quella di restare. Ma se mi rendo che l'altro non mi ricatta con l'affetto ma semplicemente è un passo indietro e non ce la fa a raggiungermi o non vuole perché fa male farlo e non riesco a pensare per il bene che gli voglio a lasciarlo lì
Resto avanti e continui ad esserci ed aiutarlo
Ci ho ragionato su questo che hai scritto...credo che un punto di biforcazione riguardi esattamente il sacrificio. E pensa che sono stata educata anche io al sacrificio...credo che il fatto che su di me sia stato proiettato il sacrificio dell'essenza di sè di mia madre sia un ingrediente non indifferente, nella biforcazione.

Sono cresciuta mentre lei mi ricordava costantemente, e ancora lo fa, che io sono la causa del suo aver sacrificato se stessa. La sua vita. La sua felicità. E di questo devo eternamente essere riconoscente. Inchinarmi alla potenza del suo atto d'amore.
Nelle ultime settimane ho chiacchierato spesso con lei...e un giorno, fra il serio e il faceto le ho detto che in fondo io sono la carnificazione di tanto di quel che lei avrebbe desiderato e non ha fatto. Che in fondo, il mio essere Me è Riconoscenza della sua eredità. Aver Cura di me è avere Cura di ciò che lei mi ha lasciato in eredità, sogni infranti, desideri irrealizzati che ancora la sferzano, libertà...quella libertà che lei avrebbe tanto desiderato e non ha mai preso per sè stessa. Mi ha risposto, sgranando gli occhi "ma tu dovevi solo pensarlo!!!! non farlo per davvero!!!"

E mi ha fatto tenerezza...sembrava una bambina.
Che è anche un po' ironico che io, che l'ho scarnificata nella sua percezione, sia in questo momento la carnificazione dei suoi "vorrei ma non posso". (questo non gliel'ho detto..mi è sembrato inutilmente crudele).

Ecco...la mia idea di sacrificio si interseca con questi vissuti, con l'insoddisfazione che ancora le vedo negli occhi, con la sua rabbia, la sua ansia, la sua tristezza, la sua incapacità di gratitudine piena alla Vita, il suo Dolore costante e sordo...che ancora adesso rimpiange di non essere andata quando avrebbe desiderato farlo. E tutto questo si sovrappone con il mio tentativo( [MENTION=4875]ilnikko[/MENTION] ) di redenzione attraverso il sacrificio di me attraverso il mio ex...brutto rapporto con il sacrificio mi sa. Ogni tentativo di avvicinamento mi ha sbattuto in faccia che la rinuncia di me, toglie a me. E se manco io, non posso neanche essere presente all'altro. Non sarei Vera. Sarei la menzogna di me stessa. E toglierei così anche all'altro, esattamente quel che credo di dare. Un inganno.

Come dicevo...è ovviamente la mia prospettiva, che è la declinazione dei miei vissuti e di come li ho elaborati. Ora come ora, e mai dire mai, lascerei indietro...perchè se sono già andata avanti e lui non si muove, perderemmo entrambi. Io arenata nell'attesa di qualcuno che non riesce a smuoversi da dove è. Lui in continua tensione di arrivare dove arrivare non può, perchè non si può muovere...in ogni caso, per come la vedo io, saremmo lontani...e anche provare a sfiorarci sarebbe frustrazione per entrambi. Uno di quei dolori che non servono se non come catena. Non potrei farmi questo. Adesso e con le mie esperienze.

Tu sei sicura ne valga la pena? (e un abbraccio, comunque, e un grazie per questo scambio).
@lorella89scusal'OT
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Capisco e ti sono grata per i tuoi preziosi consigli.
Provo a capire qualcosa della mia situazione leggendovi e riflettendo su molti spunti che mi date.

Il senso di colpa è alla base di tutti i miei conflitti.
Lui ha iniziato ad avere problemi nel momento in cui io ho iniziato a stare male e in concomitanza alla perdita del lavoro.
La situazione si è evoluta con me che ho cambiato visione della vita e con lui che non ha accettato questa cosa. Ad un certo punto gli ho detto che non lo amavo più e che volevo andarmene in giro per il mondo perché mi sentivo soffocare. Gli è caduto il mondo addosso e da allora non si è più ripreso.
Io sono rientrata nei ranghi nell'unico modo che potevo ma non credo che lui mi abbia mai perdonata, lui dice di sì ma il suo corpo dice il contrario.
Mi sento colpevole di questo suo disagio. Pago le conseguenze.

Sono arrabbiata perché è assente ma non è che le cose andassero benissimo quando era presente, forse questo è il male minore. Non c'è e la vita scorre serenamente, quando c'era si era creata un'aria pesante. Non sopportavo che si piangesse addosso, non sopportavo di averlo in giro per casa tutto il giorno a non fare nulla, e andare a letto era angosciante.
e io sono grata a te per i tuoi spunti :)

sicura sia senso di colpa?

Colpevole del suo disagio o responsabile?
Tipo chi sbaglia, paga...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
vedo due alternative in questo senso:

1) o uno lo decide e lo propone, e l'altro vi aderisce, oppure
2) si incontra.

romanticamente sono più affezionato alla seconda ipotesi, ma è una cosa tutta mia :rolleyes:
...l'opzione 1 l'ho sperimentata...e neanche sotto tortura lo rifarei.

Sono una romantica anche io mi sa...:)

Senza incontro, non penso che questo genere di progetti sia granchè appagante.

E' il COME ci si incontra, secondo me, a segnare alcune differenze...nel mio modo, di incontrarsi intendo, è esclusa la rinuncia a parti di me in funzione del progetto. Il progetto per me è un prodotto, non un fine..e men che meno un contenitore di idee...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si ma cazzo, voglio dire, la carbonara si fa con il guanciale.:mad:
:rotfl::rotfl:

eh...lo so!

ci ho anche provato a mangiare il guanciale...ma ha una consistenza che proprio non tollero...mi da un estremo fastidio quella roba sgusciante fra i denti...non so come possa piacere una roba così gelatinosa e sciogliolenta!!
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Lorella se tu hai voglia di uscire e conoscere altri uomini e farci sesso significa che a lui non vuoi bene.
Sforzarti di volergli bene ed evitare quelle uscite può anche funzionare finché tu avrai bisogno della sicurezza sentimentale di cui hai bisogno.
 

danny

Utente di lunga data
Per come la vedo io:
Lorella non ha ancora 30 anni, l'età media che oggi segna l'avvento della progettualità di coppia (all'approssimarsi del mitico orologio biologico).
Alla sua età molte coetanee sono più promiscue di lei.
Lei ha scelto di avere un ragazzo fisso e allo stesso tempo di mantenersi promiscua e fare le sue esperienze dichiarandolo.
Una posizione coraggiosa: altre ragazze lo avrebbero fatto comunque comunicandolo eventualmente solo all'amica del cuore.
Il suo ragazzo penso sia altrettanto giovane.
Per quel che mi ricordo di quell'età (20 anni sono un sedimento importante sulla memoria), una ragazza dichiaratamente aperta ti dà un apparente senso di libertà che inizialmente ti fa stare molto bene.
Non è, giusto per fare un esempio, la ragazza gelosa che si incazza se parli con un'amica o se ti scopre che volti lo sguardo verso una bella ragazza che passa o ti fa le menate perché sei tornato a casa tardi da un'uscita con gli amici.
E' quella con cui puoi parlare liberamente quasi come fosse un amico maschio, anzi, anche meglio, perché è pure assente la competitività che talvolta trovi nei tuoi compagni di genere. La vedi come complice.
E' quella con cui speri di tradurre in pratica tutte le fantasie erotiche che sogni.
E tutto questo ti fa sentire più libero: hai una ragazza, ma allo stesso tempo non subisci il corollario dell'esclusività tout court.
Purtroppo col tempo però ti accorgi che la sua libertà invece ti fa male, e non basta la tua sensazione di essere libero, a pareggiare quel senso di sconfitta che provi ogni volta che lei esce con un altro.
Lei lo intuisce, e cerca di compensare questa cosa non escludendoti dal suo mondo.
Come ti parla di tutto, in questa relazione basata sull'anelito di sincerità, ora ti mostra le parti di lei che non conosci.
E in quella parte c'è anche l'altro, perché conoscendo l'altro tu possa arrivare anche a conoscere di più anche lei.
E lei te.
Da quell'incontro lei comprende che dietro a te ora c'è sofferenza.
Decide di lasciare l'altro per dedicarsi a te.
Ma allo stesso tempo si interroga su cosa fare di sé: rinunciare al desiderio di piacere e trovare piacere con altri uomini per essere monogama a questo punto della vita è una soluzione? Ma lei potrà essere davvero così, per amore?
E' una domanda a cui dare una risposta è difficile.
Da parte mia, la risposta è "dipende".
Un rapporto aperto con un membro dell'altro genere, e per apertura intendo quel "dirsi tutto per conoscersi ogni giorno", è una gemma preziosa in un mondo in cui spesso anche in coppia si tace.
Però non so se questo può bastare, se non se ne è consapevoli.
E per diventarlo, a volte occorre farsi male.
 
Ultima modifica:

Kid

Utente un corno
Ma no dai...
Per una volta che due (soprattutto lei) si dicono veramente in faccia più o meno chi sono... me li fai omologare al solito "si fa ma non si dice"?:)
Ma se non stanno bene insieme per questo prima o poi lo capiranno e si lasceranno.
Meglio così che fingere a vita.
A me pare palese che lui non voglia fare sharing della propria donna... quindi o lei comincia a mentire, o smette di ricordarglielo.
 

Diletta

Utente di lunga data
Per come la vedo io:
Lorella non ha ancora 30 anni, l'età media che oggi segna l'avvento della progettualità di coppia (all'approssimarsi del mitico orologio biologico).
Alla sua età molte coetanee sono più promiscue di lei.
Lei ha scelto di avere un ragazzo fisso e allo stesso tempo di mantenersi promiscua e fare le sue esperienze dichiarandolo.
Una posizione coraggiosa: altre ragazze lo avrebbero fatto comunque comunicandolo eventualmente solo all'amica del cuore.
Il suo ragazzo penso sia altrettanto giovane.
Per quel che mi ricordo di quell'età (20 anni sono un sedimento importante sulla memoria), una ragazza dichiaratamente aperta ti dà un apparente senso di libertà che inizialmente ti fa stare molto bene.
Non è, giusto per fare un esempio, la ragazza gelosa che si incazza se parli con un'amica o se ti scopre che volti lo sguardo verso una bella ragazza che passa o ti fa le menate perché sei tornato a casa tardi da un'uscita con gli amici.
E' quella con cui puoi parlare liberamente quasi come fosse un amico maschio, anzi, anche meglio, perché è pure assente la competitività che talvolta trovi nei tuoi compagni di genere. La vedi come complice.
E' quella con cui speri di tradurre in pratica tutte le fantasie erotiche che sogni.
E tutto questo ti fa sentire più libero: hai una ragazza, ma allo stesso tempo non subisci il corollario dell'esclusività tout court.
Purtroppo col tempo però ti accorgi che la sua libertà invece ti fa male, e non basta la tua sensazione di essere libero, a pareggiare quel senso di sconfitta che provi ogni volta che lei esce con un altro.
Lei lo intuisce, e cerca di compensare questa cosa non escludendoti dal suo mondo.
Come ti parla di tutto, in questa relazione basata sull'anelito di sincerità, ora ti mostra le parti di lei che non conosci.
E in quella parte c'è anche l'altro, perché conoscendo l'altro tu possa arrivare anche a conoscere di più anche lei.
E lei te.
Da quell'incontro lei comprende che dietro a te ora c'è sofferenza.
Decide di lasciare l'altro per dedicarsi a te.
Ma allo stesso tempo si interroga su cosa fare di sé: rinunciare al desiderio di piacere e trovare piacere con altri uomini per essere monogama a questo punto della vita è una soluzione? Ma lei potrà essere davvero così, per amore?
E' una domanda a cui dare una risposta è difficile.
Da parte mia, la risposta è "dipende".
Un rapporto aperto con un membro dell'altro genere, e per apertura intendo quel "dirsi tutto per conoscersi ogni giorno", è una gemma preziosa in un mondo in cui spesso anche in coppia si tace.
Però non so se questo può bastare, se non se ne è consapevoli.
E per diventarlo, a volte occorre farsi male.

Lorella è stata coraggiosa perché è leale e per questo ha tutta la mia stima, ma l'onestà non basta a salvare il loro rapporto, così come non basterà quella gemma preziosa della sincerità di cui hai parlato.
Loro sono incompatibili: il suo ragazzo non sarà mai come lei perché non ha quella inclinazione e lo stesso vale per lei che ora si sta "sacrificando" per amore, ma tale rinuncia non funzionerà a lungo termine perché non è un compromesso fattibile.
Nessuno può rinunciare a se stesso e alla propria natura.
Non ci si fa, tutto qui.
E il suo ragazzo è più avanti di lei perché l'ha già capito...
 

ilnikko

utente chitarrista
Per come la vedo io:
Lorella non ha ancora 30 anni, l'età media che oggi segna l'avvento della progettualità di coppia (all'approssimarsi del mitico orologio biologico).
Alla sua età molte coetanee sono più promiscue di lei.
Lei ha scelto di avere un ragazzo fisso e allo stesso tempo di mantenersi promiscua e fare le sue esperienze dichiarandolo.
Una posizione coraggiosa: altre ragazze lo avrebbero fatto comunque comunicandolo eventualmente solo all'amica del cuore.
Il suo ragazzo penso sia altrettanto giovane.
Per quel che mi ricordo di quell'età (20 anni sono un sedimento importante sulla memoria), una ragazza dichiaratamente aperta ti dà un apparente senso di libertà che inizialmente ti fa stare molto bene.
Non è, giusto per fare un esempio, la ragazza gelosa che si incazza se parli con un'amica o se ti scopre che volti lo sguardo verso una bella ragazza che passa o ti fa le menate perché sei tornato a casa tardi da un'uscita con gli amici.
E' quella con cui puoi parlare liberamente quasi come fosse un amico maschio, anzi, anche meglio, perché è pure assente la competitività che talvolta trovi nei tuoi compagni di genere. La vedi come complice.
E' quella con cui speri di tradurre in pratica tutte le fantasie erotiche che sogni.
E tutto questo ti fa sentire più libero: hai una ragazza, ma allo stesso tempo non subisci il corollario dell'esclusività tout court.
Purtroppo col tempo però ti accorgi che la sua libertà invece ti fa male, e non basta la tua sensazione di essere libero, a pareggiare quel senso di sconfitta che provi ogni volta che lei esce con un altro.
Lei lo intuisce, e cerca di compensare questa cosa non escludendoti dal suo mondo.
Come ti parla di tutto, in questa relazione basata sull'anelito di sincerità, ora ti mostra le parti di lei che non conosci.
E in quella parte c'è anche l'altro, perché conoscendo l'altro tu possa arrivare anche a conoscere di più anche lei.
E lei te.
Da quell'incontro lei comprende che dietro a te ora c'è sofferenza.
Decide di lasciare l'altro per dedicarsi a te.
Ma allo stesso tempo si interroga su cosa fare di sé: rinunciare al desiderio di piacere e trovare piacere con altri uomini per essere monogama a questo punto della vita è una soluzione? Ma lei potrà essere davvero così, per amore?
E' una domanda a cui dare una risposta è difficile.
Da parte mia, la risposta è "dipende".
Un rapporto aperto con un membro dell'altro genere, e per apertura intendo quel "dirsi tutto per conoscersi ogni giorno", è una gemma preziosa in un mondo in cui spesso anche in coppia si tace.
Però non so se questo può bastare, se non se ne è consapevoli.
E per diventarlo, a volte occorre farsi male.
ero io quello degli assoluti...:cool:
 

trilobita

Utente di lunga data
:rotfl::rotfl:

eh...lo so!

ci ho anche provato a mangiare il guanciale...ma ha una consistenza che proprio non tollero...mi da un estremo fastidio quella roba sgusciante fra i denti...non so come possa piacere una roba così gelatinosa e sciogliolenta!!
Per non parlare delle piume....
 
Top