Infatti credo che sia soggettivo e capisco benissimo il tuo punto di vista
Credo anche che io arrivo da un'edicazione in cui mi hanno insegnato che ci si debba anche un po' sacrificare per altro
Se penso a me sicuramente ci sono stati momenti e ci saranno momenti per cui per la mia serenità la scelta giusta non è quella di restare. Ma se mi rendo che l'altro non mi ricatta con l'affetto ma semplicemente è un passo indietro e non ce la fa a raggiungermi o non vuole perché fa male farlo e non riesco a pensare per il bene che gli voglio a lasciarlo lì
Resto avanti e continui ad esserci ed aiutarlo
Ci ho ragionato su questo che hai scritto...credo che un punto di biforcazione riguardi esattamente il sacrificio. E pensa che sono stata educata anche io al sacrificio...credo che il fatto che su di me sia stato proiettato il sacrificio dell'essenza di sè di mia madre sia un ingrediente non indifferente, nella biforcazione.
Sono cresciuta mentre lei mi ricordava costantemente, e ancora lo fa, che io sono la causa del suo aver sacrificato se stessa. La sua vita. La sua felicità. E di questo devo eternamente essere riconoscente. Inchinarmi alla potenza del suo atto d'amore.
Nelle ultime settimane ho chiacchierato spesso con lei...e un giorno, fra il serio e il faceto le ho detto che in fondo io sono la carnificazione di tanto di quel che lei avrebbe desiderato e non ha fatto. Che in fondo, il mio essere Me è Riconoscenza della sua eredità. Aver Cura di me è avere Cura di ciò che lei mi ha lasciato in eredità, sogni infranti, desideri irrealizzati che ancora la sferzano, libertà...quella libertà che lei avrebbe tanto desiderato e non ha mai preso per sè stessa. Mi ha risposto, sgranando gli occhi "ma tu dovevi solo pensarlo!!!! non farlo per davvero!!!"
E mi ha fatto tenerezza...sembrava una bambina.
Che è anche un po' ironico che io, che l'ho scarnificata nella sua percezione, sia in questo momento la carnificazione dei suoi "vorrei ma non posso". (questo non gliel'ho detto..mi è sembrato inutilmente crudele).
Ecco...la mia idea di sacrificio si interseca con questi vissuti, con l'insoddisfazione che ancora le vedo negli occhi, con la sua rabbia, la sua ansia, la sua tristezza, la sua incapacità di gratitudine piena alla Vita, il suo Dolore costante e sordo...che ancora adesso rimpiange di non essere andata quando avrebbe desiderato farlo. E tutto questo si sovrappone con il mio tentativo( [MENTION=4875]ilnikko[/MENTION] ) di redenzione attraverso il sacrificio di me attraverso il mio ex...brutto rapporto con il sacrificio mi sa. Ogni tentativo di avvicinamento mi ha sbattuto in faccia che la rinuncia di me, toglie a me. E se manco io, non posso neanche essere presente all'altro. Non sarei Vera. Sarei la menzogna di me stessa. E toglierei così anche all'altro, esattamente quel che credo di dare. Un inganno.
Come dicevo...è ovviamente la mia prospettiva, che è la declinazione dei miei vissuti e di come li ho elaborati. Ora come ora, e mai dire mai, lascerei indietro...perchè se sono già andata avanti e lui non si muove, perderemmo entrambi. Io arenata nell'attesa di qualcuno che non riesce a smuoversi da dove è. Lui in continua tensione di arrivare dove arrivare non può, perchè non si può muovere...in ogni caso, per come la vedo io, saremmo lontani...e anche provare a sfiorarci sarebbe frustrazione per entrambi. Uno di quei dolori che non servono se non come catena. Non potrei farmi questo. Adesso e con le mie esperienze.
Tu sei sicura ne valga la pena? (e un abbraccio, comunque, e un grazie per questo scambio).
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lorella89scusal'OT