La solita storia (probabilmente)

stanco

Utente
Cosa intendi per "eventi interessanti"?????
Il tempo lo dovevi chiedere tu non lei secondo me o al massimo entrambi.
Concordo con te sul discorso del segnale che da parte di tua moglie, da quanto leggo, non c'è stato, io l'avrei preteso.
Anche mia moglie si sente con un amico in particolare, che io conosco bene, ma non mi ha mai nascosto nulla, nella massima trasparenza.
Non puoi rimanere "passivo" ed aspettare che tua moglie ti comunichi un giorno........ quello che vuole fare, è un rapporto totalmente squilibrato.
Mah, i tizi sono sempre al corrente di attività più o meno culturali, concerti e simili.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ecco, prima di darti la mia opinione, mi soffermo subito sull'evidenziato in rosso, e cioè la parola "relazione".
Ne abbiamo discusso tanto con mio marito sul significato di tale termine e sul suo uso, a detta sua, completamente improprio.
Secondo lui e per farla semplice, non si può parlare di "relazione" quando non si è andati a letto.

Come anche una avventura di una o poco più di una volta non può essere considerata tale.
Nel tuo caso, se non c'è stata fisicità, non è una relazione, e forse non lo sarebbe neanche se ci fosse stata, per via delle breve durata.
Scusa la lungaggine...ma mi piacerebbe sapere il tuo punto di vista alla luce di quanto ho detto, così come l'opinione degli altri.
Ciao Diletta :) come stai? Sul grassetto, te la dico con wikipedia, che a farla più teorica non se ne esce più.

https://it.wikipedia.org/wiki/Relazione_interpersonale

Tuo marito è bocciato in termini di conoscenza di ciò che dice e nei termini dell'utilizzo proprio delle parole.

Ma direi che si merita un 10 con lode per la capacità di giocare fra significante e significato per farsi i cazzi suoi e addolcire la pillola.

Io, di mio, ad un paraculo del genere avrei già tolto la pelle dal muso.

Ma io sono io, e capisco benissimo che per tenere su il vostro sistema relazionale una mediazione, un accomodamento lo dovete pur trovare.
Lieta che vi siate trovati e abbiate trovato un accodo per dipingervi reciprocamente una contesto in cui potervi in un qualche modo incontrare. Spero troviate serenità.

Detto questo, però, tornerei nei significati condivisi. E mi riferisco al tuo secondo grassetto.

Esistono diversi tipi di relazione, che vanno dalla superficie, la scopata per dire, o il pompino, o l'incontro casuale in ascensore, a tipologie più profonde e consapevoli dove gli attori diventano anche co-costruttori della relazione stessa.

Non è il cazzo o la figa a dare dignità ed esistenza ad una relazione. Come non lo sono i sentimenti.
Come non lo è il tempo.

Anche 5' minuti in ascensore fra due sconosciuti è una tipologia di relazione. Breve. Veloce. Determinata.
Ma relazione è.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Buongiorno, scrivo soprattutto per sfogo.

Ho 47 anni, mia moglie 40, ci siamo conosciuti circa 8 anni fa, sposati da 4 anni, con una bimba di quasi tre, abbiamo sempre avuto una grande intesa sotto tutti i punti di vista e condiviso interessi e attività da subito.

La nascita della bimba è arrivata in un momento difficile per me a causa di una grossa delusione professionale e di una serie di problemi a contorno, per circa sei mesi lei mi ha accusato di essere inadeguato come padre e come marito, in quanto secondo lei non abbastanza affettuoso con lei e con la piccola, io credo di avere cercato di fare del mio meglio pur nelle difficoltà che non posso negare, ma la pressione era continua e si litigava spesso. Dopo i primi 6 mesi la situazione migliora gradualmente, anche se gli attacchi hanno lasciato un po’ il segno, soprattutto su di me, lei riconosce che il mio atteggiamento sia migliorato, a questo punto mi chiede di avere un altro figlio, si sente al limite con l’età e per lei diventa un punto centrale, io sono insicuro, ancora provato dalle accuse di inadeguatezza faccio fatica a fare una scelta che temo sia difficile da sostenere come coppia, ho dubbi sulla nostra tenuta, penso che dovremmo prima stabilizzarci. Le richieste procedono incalzanti con scontri sempre più pesanti.
Nel frattempo lei fa alcune scelte professionali che non producono l’esito sperato e si ritrova in una situazione difficile sul piano professionale. Perde una posizione di responsabilità e si ritrova messa da parte, pur con lo stesso trattamento economico e inquadramento, è depressa e insoddisfatta, cerca altre opportunità, anche valutando di allontanarsi dalla città in cui viviamo, i tentativi non hanno successo.
Questa estate dopo una breve vacanza trascorsa serenamente assieme con la nostra bimba io devo lavorare e rientro, mia moglie prosegue le vacanze da sola tornando nella sua città natale, a più di 400 km. Qui avvia una relazione con un altro che conosce da anni e che per sua ammissione le è sempre piaciuto, la cosa va avanti almeno due settimane, a detta di lei senza andarci a letto, solite cose: grande affinità di interessi culturali, lui la ascolta e la coccola, come io non faccio più, poi torna e inizialmente non dice nulla.
Io ho qualche sospetto, ho anche provato ad indagare sul cellulare, senza risultato se non quello di essere stato scoperto, a questo punto la situazione esplode, lei racconta tutto (almeno nella versione di cui sopra), si arrabbia con me, secondo lei il problema non è la relazione ma il mio no al secondo figlio, lei ritiene che il fatto di essersi cercata qualcun altro per un po’ sia più o meno normale e io dovrei superare la cosa, intanto però continuano a sentirsi, perché lei stessa ammette che la cosa le sia un poco sfuggita di mano.
Sostiene che con lui non ci sia alcun futuro perché, pur avendo più o meno la sua stessa età, è ancora a casa con i genitori e non ha mai avuto una fidanzata prima (!) e sta a 400 km di distanza, è una persona che le piace e con cui si è sentita in sintonia, l’ha fatta stare bene.
Io dopo una prima sensazione di sgomento sono distrutto, la prima reazione, se non ci fosse la piccola probabilmente sarebbe stata quella di andarmene. In realtà mi rendo ben conto che a causa dei miei impegni e del periodo di difficoltà che abbiamo attraversato sono stato spesso distante emotivamente, sono molto legato a lei e alla nostra famiglia e non vorrei distruggere tutto.
Stiamo incontrando un’analista per fare terapia di coppia e abbiamo cercato di parlarne il più serenamente possibile, ma non è facile, lei ammette di essere in grande confusione e molto depressa, dal mio punto di vista le ho proposto di provare a ricostruire il nostro rapporto, impegnandoci reciprocamente di nuovo, dal mio punto di vista dedicando più tempo alla nostra famiglia, evitando gli impegni gravosi durante le vacanze ed evitando di fare cose da solo nel poco tempo libero. Dal suo punto di vista mi aspetto che chiuda i contatti con l’altro e che accetti il fatto che la nostra relazione abbia delle regole che entrambi dobbiamo rispettare.
Purtroppo le cose non sono semplici, non è facile fingere che non sia successo nulla, non è facile ricostruire la fiducia, a volte sono triste e deluso, vederla poi in confusione non mi aiuta. Certo la vita con me è la soluzione più semplice, abbiamo la nostra casa, la nostra bimba e la nostra quotidianità, ma anche se io posso impegnarmi per quanto mi riguarda, il contesto non è detto che cambi, la realtà professionale non cambia di colpo, la città in cui viviamo, e dove dice di sentirsi sola, non cambia.
Mi ha chiesto di darle tempo, sto cercando di farlo, ma è difficile, mi sforzo di essere sereno ma a volte non posso fare a meno di pensare che è lei ad avere fatto la scelta di tradire la mia fiducia e ora a volte ho l’impressione di essere io dover fare sforzi per venirle incontro, come se il colpevole fossi solo io.
Scusate la lunghezza, ogni commento è il benvenuto.
Ciao, benvenuto :)

vado un po' in ordine sparso...

Intanto penso tu abbia fatto bene a non accettare il secondo figlio, sull'insistenza di tua moglie. E a mettere il paletto.

Le hai chiesto come mai, nonostante ti avesse accusato di essere inadeguato come padre, chiedesse un altro figlio con te?

E avete chiarito le aspettative che lei aveva e ha su di te?

Quanto all'aver cercato io non penso sia questine di normalità o meno. Che dal mio punto di vista non c'entra una benamata cippa.

Che allora se fosse normale, in caso di negazione del secondo figlio, scoparsi il cane dell'ortolano lei si sarebbe scopata il cane dell'ortolano perchè così fan tutti?

Chi decide cosa è normale e cosa non lo è?

Personalmente una risposta di quel genere...mi avrebbe fatto girare le storie e non poco.
Perchè è una risposta non risposta.

Io mi sarei sentita presa in giro. E non mi piacciono le prese in giro.
E a quel punto, per come sono fatta io, la questione si sarebbe spostata dagli unicorni della comprensione e delle coccole e delle mancanze e del pastrugnamento normale, al fatto che il mio partner mi stesse provando a vendere nebbia.

Nella migliore delle ipotesi.

La peggiore è che avesse la nebbia nel cervello e non me lo stesse comunicando. Usando invece le mie inadeguatezze come forma difensiva dalle sue.

Quanto alla normalità...lei non p nessuno per dirti cosa è normale PER TE e cosa non lo è.
Questa è roba tua. Sei tu che lo decidi. Come lei decide per se stessa.

E una volta deciso ognuno per sè, potete provare a vedere se avete significati condivisi in cui incontrarvi.

Io credo che la questione dell'altro sia di relativa importanza..nel senso che è più una deviazione da questioni che sono fra voi.

A partire dalle inadeguatezze di cui ti ha accusato e sotto cui sei restato tu...anche in termini di autostima, mi sa.

Hai digerito quel periodo?

..hai mai chiesto a tua moglie se fossi stato tu, a trovare la sintonia con un'altra donna, se le sarebbe sembrato normale e se ci sarebbe passata via liscia?

Potrebbe essere un bell'argomento di conversazione. ;)

Un consiglio, se lo vuoi...lascia perdere colpe, colpevoli, perdono e stronzate affini...non servono a niente. E sono disfunzionali alla comprensione.

Credo che questo sia il momento in cui dovete provare a incontrarvi sinceramente e senza sconti...per conoscervi.

Questa situazione potrebbe essere anche una opportunità...non pensi?
 

void

Utente di lunga data
Ciao Diletta :) come stai? Sul grassetto, te la dico con wikipedia, che a farla più teorica non se ne esce più.

https://it.wikipedia.org/wiki/Relazione_interpersonale

Tuo marito è bocciato in termini di conoscenza di ciò che dice e nei termini dell'utilizzo proprio delle parole.

Ma direi che si merita un 10 con lode per la capacità di giocare fra significante e significato per farsi i cazzi suoi e addolcire la pillola.

Io, di mio, ad un paraculo del genere avrei già tolto la pelle dal muso.

Ma io sono io, e capisco benissimo che per tenere su il vostro sistema relazionale una mediazione, un accomodamento lo dovete pur trovare.
Lieta che vi siate trovati e abbiate trovato un accodo per dipingervi reciprocamente una contesto in cui potervi in un qualche modo incontrare. Spero troviate serenità.

Detto questo, però, tornerei nei significati condivisi. E mi riferisco al tuo secondo grassetto.

Esistono diversi tipi di relazione, che vanno dalla superficie, la scopata per dire, o il pompino, o l'incontro casuale in ascensore, a tipologie più profonde e consapevoli dove gli attori diventano anche co-costruttori della relazione stessa.

Non è il cazzo o la figa a dare dignità ed esistenza ad una relazione. Come non lo sono i sentimenti.
Come non lo è il tempo.

Anche 5' minuti in ascensore fra due sconosciuti è una tipologia di relazione. Breve. Veloce. Determinata.
Ma relazione è
.
Non conosco la storia di Diletta e non mi esprimo su quello.

Ma sulla parte in grassetto, condivisione totale. Venti minuti intorno al tavolino di un bar, davanti a un "innocuo" caffè possono essere una relazione più "relazione" di un rapporto sessuale.
Molto dipende da quanto di noi si spende e si da all'altro in quei 20 minuti.
Questo a prescindere da come poi il tradito vive, quando ne viene a conoscenza, i due differenti tipi di relazione.
 

Diletta

Utente di lunga data
Ciao Diletta :) come stai? Sul grassetto, te la dico con wikipedia, che a farla più teorica non se ne esce più.

https://it.wikipedia.org/wiki/Relazione_interpersonale

Tuo marito è bocciato in termini di conoscenza di ciò che dice e nei termini dell'utilizzo proprio delle parole.

Ma direi che si merita un 10 con lode per la capacità di giocare fra significante e significato per farsi i cazzi suoi e addolcire la pillola.

Io, di mio, ad un paraculo del genere avrei già tolto la pelle dal muso.

Ma io sono io, e capisco benissimo che per tenere su il vostro sistema relazionale una mediazione, un accomodamento lo dovete pur trovare.
Lieta che vi siate trovati e abbiate trovato un accodo per dipingervi reciprocamente una contesto in cui potervi in un qualche modo incontrare. Spero troviate serenità.

Detto questo, però, tornerei nei significati condivisi. E mi riferisco al tuo secondo grassetto.

Esistono diversi tipi di relazione, che vanno dalla superficie, la scopata per dire, o il pompino, o l'incontro casuale in ascensore, a tipologie più profonde e consapevoli dove gli attori diventano anche co-costruttori della relazione stessa.

Non è il cazzo o la figa a dare dignità ed esistenza ad una relazione. Come non lo sono i sentimenti.
Come non lo è il tempo.

Anche 5' minuti in ascensore fra due sconosciuti è una tipologia di relazione. Breve. Veloce. Determinata.
Ma relazione è.


C'ero andata anch'io su Wikipedia!
Infatti lì si definisce una relazione interpersonale, o sociale, mi sembra, ma qui si sta parlando di un particolare tipo di relazione...che è quella extra, dove extra sta per "extraconiugale", anche se, per correttezza, gli andrebbe cambiato nome perché riguarda anche i conviventi, comunque questo è un altro discorso...

L'esempio dell'ascensore non c'entra proprio nulla con la materia di cui si sta parlando su questo forum.
Se invece vogliamo giocare con la semantica...giochiamo pure.

Non a caso anche in ambiente legale si dà rilievo al carattere continuativo per stabilire se si può parlare di "relazione extra", altrimenti anche la legge ci fa poco.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
C'ero andata anch'io su Wikipedia!
Infatti lì si definisce una relazione interpersonale, o sociale, mi sembra, ma qui si sta parlando di un particolare tipo di relazione...che è quella extra, dove extra sta per "extraconiugale", anche se, per correttezza, gli andrebbe cambiato nome perché riguarda anche i conviventi, comunque questo è un altro discorso...

L'esempio dell'ascensore non c'entra proprio nulla con la materia di cui si sta parlando su questo forum.
Se invece vogliamo giocare con la semantica...giochiamo pure.

Non a caso anche in ambiente legale si dà rilievo al carattere continuativo per stabilire se si può parlare di "relazione extra", altrimenti anche la legge ci fa poco.
Bene...allora approfondite con altre definizioni ;)

Ogni rapporto umano, di diversa profondità, durata è relazione.
Per definizione scientifica. E pulita da ogni connotazione.

Poi c'è il livello su cui ve la giocate tu e tuo marito, e la legge anche.

L'uso del termine che ne fate è inesatto.

Un livello è la definizione di relazione in sè e per sè.

Altro livello è la definizione che ognuno attribuisce alle "sue" relazioni. Questa è la parte altamente soggettiva.

In cui ognuno inserisce le sue aspettative, le sue attribuzioni.

E pii ce la parte intersoggettiva, lo spazio intermedio dove due individui si incontrano proprio per costruire un significato condiviso della "loro" relazione, declinandola nel loro contesto e cercando di cucirsela addosso su misura.

L'esempio dell'ascensore è un esempio di relazione.
Come lo potrebbe essere la scopata 1,2,3, bagno.
Come lo potrebbe essere la scopata da unicorni rosa e ammmmore eterno.
O la relazione che dura anni.
O il matrimonio.
Etc etc.

Non è che c'è la bilancia di misurazione del valore delle relazioni. Ognuno da il valore che da alle proprie.
Sono tutte relazioni. Ognuna con la sua gamma di significati. E di attribuzioni. E di soggettivizzazioni.

La questione legislativa riguarda la chiarificazione di quanto la relazione esterna abbia influito su quella preesistente.
E si da ovviamente dei parametri generali, validi per tutti.

I parametri, dovendo essere giurisprudenza, devono essere misurabili e parametrabili. E applicabili al maggior numero di utenti possibili.
Un po' come il matrimonio. Che è parametrato sul generale. E poi in ogni unione viene declinato secondo espressioni che rappresentano le individualità che hanno contratto il vincolo.

Ma nella giurisprudenza stessa, la reiterazione di relazioni occasionali può essere discussa come causa di disfacimento della coppia.

Questo sto dicendo. Io non gioco con la semantica.

Semplicemente faccio riferimento ai diversi livelli di significato che può avere un termine.

Poi, diletta, se tu e tuo marito avete definizioni condivise...dove sta la questione?

Se lui scopa, o ha scopato in giro, e a te va bene perchè fa in fretta, non vedo problema.
Ci sono coppie che stanno benissimo in quella situazione.
Altre che condividono le scopate.
Altre che vanno insieme a scopare a giro.
Altre che fanno diversi giochi ancora.

Basta scegliere che tipo di declinazione di relazione si vuol dare alla propria e il resto discende di conseguenza.

Anche se mi pare che tuo marito voglia definire la vostra relazione alla luce del valore delle altre non-relazioni che ha avuto o ha.
Da donna...lo prenderei a calci in culo solo per questo.
 
Ultima modifica:

Piperita

Sognatrice
Non conosco la storia di Diletta e non mi esprimo su quello.

Ma sulla parte in grassetto, condivisione totale. Venti minuti intorno al tavolino di un bar, davanti a un "innocuo" caffè possono essere una relazione più "relazione" di un rapporto sessuale.
Molto dipende da quanto di noi si spende e si da all'altro in quei 20 minuti.
Questo a prescindere da come poi il tradito vive, quando ne viene a conoscenza, i due differenti tipi di relazione.
La penso come te, ma molti la pensano diversamente. Fanno una netta distinzione tra rapporto fisico e mentale, il primo è grave , il secondo è normale. Io continuo a sostenere che se mio marito facesse sesso occasionale con qualche donna, potrebbe essere solo un'esigenza fisiologica del tutto naturale, se invece fosse preso, innamorato, pur non facendoci sesso, mi sentirei tradita.
 

Diletta

Utente di lunga data
Bene...allora approfondite con altre definizioni ;)

Ogni rapporto umano, di diversa profondità, durata è relazione.
Per definizione scientifica. E pulita da ogni connotazione.

Poi c'è il livello su cui ve la giocate tu e tuo marito, e la legge anche.

L'uso del termine che ne fate è inesatto.

Un livello è la definizione di relazione in sè e per sè.

Altro livello è la definizione che ognuno attribuisce alle "sue" relazioni. Questa è la parte altamente soggettiva.

In cui ognuno inserisce le sue aspettative, le sue attribuzioni.

E pii ce la parte intersoggettiva, lo spazio intermedio dove due individui si incontrano proprio per costruire un significato condiviso della "loro" relazione, declinandola nel loro contesto e cercando di cucirsela addosso su misura.

L'esempio dell'ascensore è un esempio di relazione.
Come lo potrebbe essere la scopata 1,2,3, bagno.
Come lo potrebbe essere la scopata da unicorni rosa e ammmmore eterno.
O la relazione che dura anni.
O il matrimonio.
Etc etc.

Non è che c'è la bilancia di misurazione del valore delle relazioni. Ognuno da il valore che da alle proprie.
Sono tutte relazioni. Ognuna con la sua gamma di significati. E di attribuzioni. E di soggettivizzazioni.

La questione legislativa riguarda la chiarificazione di quanto la relazione esterna abbia influito su quella preesistente.
E si da ovviamente dei parametri generali, validi per tutti.

I parametri, dovendo essere giurisprudenza, devono essere misurabili e parametrabili. E applicabili al maggior numero di utenti possibili.
Un po' come il matrimonio. Che è parametrato sul generale. E poi in ogni unione viene declinato secondo espressioni che rappresentano le individualità che hanno contratto il vincolo.

Ma nella giurisprudenza stessa, la reiterazione di relazioni occasionali può essere discussa come causa di disfacimento della coppia.

Questo sto dicendo. Io non gioco con la semantica.

Semplicemente faccio riferimento ai diversi livelli di significato che può avere un termine.

Poi, diletta, se tu e tuo marito avete definizioni condivise...dove sta la questione?

Se lui scopa, o ha scopato in giro, e a te va bene perchè fa in fretta, non vedo problema.
Ci sono coppie che stanno benissimo in quella situazione.
Altre che condividono le scopate.
Altre che vanno insieme a scopare a giro.
Altre che fanno diversi giochi ancora.

Basta scegliere che tipo di declinazione di relazione si vuol dare alla propria e il resto discende di conseguenza.

Anche se mi pare che tuo marito voglia definire la vostra relazione alla luce del valore delle altre non-relazioni che ha avuto o ha.
Da donna...lo prenderei a calci in culo solo per questo.


'Per definizione scientifica' ok, l'accetto, ma sul resto rimango sulla mia posizione.
Per la cronaca: se scoprissi una sua tresca, anche solo a livello di flirt, con altra donna, metto immediatamente la parola fine al nostro "viaggio" insieme.
In quel caso, il percorso della vita ce lo facciamo ognuno per conto suo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non conosco la storia di Diletta e non mi esprimo su quello.

Ma sulla parte in grassetto, condivisione totale. Venti minuti intorno al tavolino di un bar, davanti a un "innocuo" caffè possono essere una relazione più "relazione" di un rapporto sessuale.
Molto dipende da quanto di noi si spende e si da all'altro in quei 20 minuti.
Questo a prescindere da come poi il tradito vive, quando ne viene a conoscenza, i due differenti tipi di relazione.
Già...il grassetto mi trova pienamente d'accordo. :)

Quanto al quanto ci si spende...io ci preciserei dentro quanto ci si mette in termini di aspettative, interne intendo.

Cosa ci si sta cercando dentro.

Che sia un caffè che sia una trombata. A seconda di come ognuno si muove nei diversi piani del suo essere.

E dipende anche dal tipo di relazione che si era impostata prima, secondo me.

A me lascia piuttosto perplessa, da sempre, la questione della fedeltà come vincolo che cala a cappio su una coppia.

Io credo sia un percorso. Condiviso. E declinato. Ed anche erotizzabile. Fra l'altro.

Ma è un discorso OT rispetto alla storia di stanco.

E sono sempre più convinta che il tradimento sia un sintomo, non un problema. Un dato del problema. SE di problema si vuol parlare.

E spesso non se ne vuol parlare....tanto che per tanti, basta non sapere e va tutto bene. O quasi almeno.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

'Per definizione scientifica' ok, l'accetto, ma sul resto rimango sulla mia posizione.
Per la cronaca: se scoprissi una sua tresca, anche solo a livello di flirt, con altra donna, metto immediatamente la parola fine al nostro "viaggio" insieme.
In quel caso, il percorso della vita ce lo facciamo ognuno per conto suo.
Diletta.. ma al di là delle posizioni, di vedere un fenomeno e "posizionarsi" sul chiamarlo Pippo o Franco..

mica conta il nome di battesimo né tanto meno il parere del giudice o dell'amministratore di condominio...
e nemmeno la definizione di tuo marito, né tanto meno di chiunque altro..

conta se va bene a te.. a te va bene?... e allora va tutto bene

ci sono persone i cui coniugi si sparano le pippe davanti a una chat scambiandosi foto confidenze e intimità con una sconosciuta di Lamporecchio, e sono di là belli tranquilli... perché tanto il "topo" non scappa ed è bello al sicuro in casetta

ognuno ha una sensibilità diversa... ci sono persone per cui se non c'è materialità il fatto semplicemente "non esiste"

tu probabilmente sei fra quelle... e va bene così...
 

spleen

utente ?

Diletta

Utente di lunga data
Non conosco la storia di Diletta e non mi esprimo su quello.

Ma sulla parte in grassetto, condivisione totale. Venti minuti intorno al tavolino di un bar, davanti a un "innocuo" caffè possono essere una relazione più "relazione" di un rapporto sessuale.
Molto dipende da quanto di noi si spende e si da all'altro in quei 20 minuti.
Questo a prescindere da come poi il tradito vive, quando ne viene a conoscenza, i due differenti tipi di relazione.


Guarda che l'ho sempre pensata così e tuttora condivido, ma ci deve essere anche l'altro elemento fondamentale che è la prosecuzione del caffé al tavolino di un bar.
Se quel caffé resta circoscritto ad una volta e stop non lo considererò mai una relazione e per quanto ci starei male, non avrebbe ripercussioni.
E sai perché?
Perché se rimane un fatto isolato significa solo una cosa: che non era importante, a prescindere dall'intensità di quei momenti.
Altrimenti, gli si darebbe un seguito.
Secondo me, la logica ci viene incontro e può darci tante risposte.
 

Diletta

Utente di lunga data
Diletta.. ma al di là delle posizioni, di vedere un fenomeno e "posizionarsi" sul chiamarlo Pippo o Franco..

mica conta il nome di battesimo né tanto meno il parere del giudice o dell'amministratore di condominio...
e nemmeno la definizione di tuo marito, né tanto meno di chiunque altro..

conta se va bene a te.. a te va bene?... e allora va tutto bene

ci sono persone i cui coniugi si sparano le pippe davanti a una chat scambiandosi foto confidenze e intimità con una sconosciuta di Lamporecchio, e sono di là belli tranquilli... perché tanto il "topo" non scappa ed è bello al sicuro in casetta

ognuno ha una sensibilità diversa... ci sono persone per cui se non c'è materialità il fatto semplicemente "non esiste"

tu probabilmente sei fra quelle... e va bene così...

O Scorpione,
non ci hai proprio preso, io sono tutta il contrario...:cool:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
'Per definizione scientifica' ok, l'accetto, ma sul resto rimango sulla mia posizione.
Per la cronaca: se scoprissi una sua tresca, anche solo a livello di flirt, con altra donna, metto immediatamente la parola fine al nostro "viaggio" insieme.
In quel caso, il percorso della vita ce lo facciamo ognuno per conto suo.
La mia non è una posizione.
Ti basterebbe andarti a leggere qualcosina di pedagogia, per dire. O di sociologia.

E ti renderesti conto che la tua posizione è un arroccamento costruito sull'ignorare (nei termini di non andare ad approfondire e conoscere).
Che poi va benissimo, sia chiaro. Sono affari tuoi. :)

Però se fai passare informazioni non corrette, trovo corretto sottolinearlo.
E non per te o contro di te. Sia altrettanto chiaro.

Semplicemente per correttezza.

Se a te va bene la tua posizione perchè ti permette di starci dentro, come ti dicevo, ne sono lieta. E dico davvero Diletta. PEnso sia ora che tu ti riposi un po'...e mi auguro che tu ci riesca per davvero.

Se la condividete tu e tuo marito, e insieme vi state declinando una "VOSTRA" relazione, con regole vostre, modi vostri, io penso sia una cosa bella. E finalmente.

Penso che alla fine si trovi pace dove la si può trovare e ognuno sa quanto costa la sua pace.
E non credo che ci siano tipi di Pace e di pace. A ognuno il suo. Sotto la sua responsabilità. Oneri e onori. :)

Però ecco...il tuo discorso sarebbe paragonabile ad un mio ipotetico in cui, siccome io contemplo la possibilità di aperture sessuali a terzi nella coppia, e il mio compagno con me, mi mettessi a dire che relazione di coppia è essere coppia aperta a terzi, quarti o quel che è.
O che i poliamoristi si mettessero a dire che la loro declinazione di relazione è l'unica valida.
O che i monogami duri e puri si mettessero a dire che è il loro modo quello universalmente valido.

Non sarebbe, no, una definizione di relazione? ti pare?
Sarebbero soltanto descrizioni di diverse declinazioni dello stare in relazione.

Io sono piuttosto convinta che essendo individui, ognuno si faccia e si declini le sue regole.
E penso sia pure giusto.

Onestà è, dal mio punto di vista, non raccontare cazzate a chi si ha vicino.

Io non potrei stare con un maschio che non contempla la possibilità, anche soltanto in termini fantasmatici, di terzi.
Mentirei a me stessa e di conseguenza a lui.
Quindi mi son trovata un maschio che condivide con me quel tipo di visione. E ce la siam comunicata. Insieme ad altre. E a NOI va bene. A noi. Questo conta.

E' questione di onestà. Intellettuale. Secondo me. Verso se stessi.

Non di relazioni extra.

Per la cronaca: potresti anche decidere che ti va bene il flirt, ma vuoi al contempo in regalo 77 collane di perle.
Oppure potreste decidere che voi due siete il nucleo fermo. Ed ognuno si concede di sperimentare anche altre opzioni. O quel che vuoi/volete.

Credo che la serenità sia poter davvero viaggiare insieme.

Io non viaggerei con qualcuno di inaffidabile.
E per inaffidabile intendo uno che non mi dice chi è.

Non so se mi spiego.
 

danny

Utente di lunga data
Non conosco la storia di Diletta e non mi esprimo su quello.

Ma sulla parte in grassetto, condivisione totale. Venti minuti intorno al tavolino di un bar, davanti a un "innocuo" caffè possono essere una relazione più "relazione" di un rapporto sessuale.
Molto dipende da quanto di noi si spende e si da all'altro in quei 20 minuti.
Questo a prescindere da come poi il tradito vive, quando ne viene a conoscenza, i due differenti tipi di relazione.

Mi viene da pensare che il sesso sia acqua fresca ormai, ma anche sulle relazioni avrei parecchio da obiettare.
Se 20 minuti al bar sono relazione io sono Gigi Rizzi.
 

stanco

Utente
Ciao, benvenuto :)

vado un po' in ordine sparso...

Intanto penso tu abbia fatto bene a non accettare il secondo figlio, sull'insistenza di tua moglie. E a mettere il paletto.

Le hai chiesto come mai, nonostante ti avesse accusato di essere inadeguato come padre, chiedesse un altro figlio con te?

E avete chiarito le aspettative che lei aveva e ha su di te?

Quanto all'aver cercato io non penso sia questine di normalità o meno. Che dal mio punto di vista non c'entra una benamata cippa.

Che allora se fosse normale, in caso di negazione del secondo figlio, scoparsi il cane dell'ortolano lei si sarebbe scopata il cane dell'ortolano perchè così fan tutti?

Chi decide cosa è normale e cosa non lo è?

Personalmente una risposta di quel genere...mi avrebbe fatto girare le storie e non poco.
Perchè è una risposta non risposta.

Io mi sarei sentita presa in giro. E non mi piacciono le prese in giro.
E a quel punto, per come sono fatta io, la questione si sarebbe spostata dagli unicorni della comprensione e delle coccole e delle mancanze e del pastrugnamento normale, al fatto che il mio partner mi stesse provando a vendere nebbia.

Nella migliore delle ipotesi.

La peggiore è che avesse la nebbia nel cervello e non me lo stesse comunicando. Usando invece le mie inadeguatezze come forma difensiva dalle sue.

Quanto alla normalità...lei non p nessuno per dirti cosa è normale PER TE e cosa non lo è.
Questa è roba tua. Sei tu che lo decidi. Come lei decide per se stessa.

E una volta deciso ognuno per sè, potete provare a vedere se avete significati condivisi in cui incontrarvi.

Io credo che la questione dell'altro sia di relativa importanza..nel senso che è più una deviazione da questioni che sono fra voi.

A partire dalle inadeguatezze di cui ti ha accusato e sotto cui sei restato tu...anche in termini di autostima, mi sa.

Hai digerito quel periodo?

..hai mai chiesto a tua moglie se fossi stato tu, a trovare la sintonia con un'altra donna, se le sarebbe sembrato normale e se ci sarebbe passata via liscia?

Potrebbe essere un bell'argomento di conversazione. ;)

Un consiglio, se lo vuoi...lascia perdere colpe, colpevoli, perdono e stronzate affini...non servono a niente. E sono disfunzionali alla comprensione.

Credo che questo sia il momento in cui dovete provare a incontrarvi sinceramente e senza sconti...per conoscervi.

Questa situazione potrebbe essere anche una opportunità...non pensi?
Allora, delle sue accuse ne abbiamo parlato molto, secondo lei la situazione era migliorata con il crescere della bimba, non nascondo che per me passare da una situazioen di tensione e attacchi ad una richiesta simile era forse eccessivo, penso che ci entri anche la sua insoddisfazione professionale, anche di questo abbiamo parlato, in fondo lo ammette anche lei ma il desiderio secondo lei era spontaneo e forte, il mio rifiuto o anco solo la richiesta di aspettare sono stati accolti con scontri molto pesanti e crisi profonda, ho superato, si, non credo di essere un cattivo padre e nemmeno lei lo crede ora, come marito/compagno, ma, vedremo.

E' normale avviare una relazione o "pseudo" relazione come reazione alla sitazione di crisi? non lo so. Dal mio punto di vista c'è un accordo alla base dalla nostra unione (matrimonio o meno) e ci sono regole condivise, se non ci vanno più bene ne possiamo parlare e decidere cosa fare, ma quello che mi fa male è oviamente che lei semplicemente abbia cercato un'altro perchè le andava un momento di evasione e adesso non sembri disposta ad accettarne le coseguenze sgradevoli su di noi. Conseguenze che vogliono dire in primo luogo assumersi la responsabilità e non scaricarla su di me per le mie vere o presunte mancanze.

Io sicuramente ho molte colpe: troppo tempo sottratto alla famiglia, momenti di difficoltà personale da gestire, talvolta eccessiva ruvidezza nel trattare i suoi problemi professionali e personali, ad ogni modo, come lei stessa amette io sono sempre stato qui, non sono scappato con nessuno e non ho tresche nascoste.

Tutto ciò premesso indubbiamente ora siamo al dunque, mi chiede tempo, sostiene di avere la tentazione di fuggire di fronte ad una situazione che non è ideale e che la fa sentire in gabbia (come se ce ne fosse una ideale) e di sentirsi al limite della tenuta psicologica, che posso fare? Cerco di darle tempo, si tratta solo di vedere quanto si può andare avanti e come evolveranno le cose, poi ci sarebbe anche quello che voglio fare io, ma in questo momento forse anche io ci devo pensare approfonditamente.
 
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