Non esattamente. Mi spiego.
Ho ipotizzato, rispondendo a quel post di diletta una situazione che al netto della definizione di extraconiugale o meno per me implicherebbe una situazione in cui il mio partner perderebbe affidabilità ai miei occhi.
E a quel punto, perdita di affidabilità ai miei occhi, dell'altra relazione, che sia di 20 minuti o che altro, interesserebbe poco.
Sarebbe il mio compagno ad essere sotto i riflettori. Lui mente. Io sono in relazione con lui. Lui non sta tutelando il nostro territorio relazionale.
Cosa me ne frega dell'altra relazione (ascensore, caffè, 1,2,3 bagno, rapporto duraturo da scopamici, ammmore per sempre o quel che si vuole) se è lui a non essere più affidabile per me?
E fra l'altro mi girerebbe anche il cazzo il definire la mia relazione in funzione del tipo di relazione che il mio partner potrebbe aver avuto.
Perchè il punto non è che ha avuto una relazione. O che altro.
Il punto è che lui fa il bambino che finisce la nutella ma lascia il barattolo apparentemente intatto visto dall'esterno e al suo posto nell'armadietto. A me vien voglia di nutella, prendo il barattolo e me lo trovo vuoto.
E già mi gira e non poco.
Se poi osa anche negare che sia opera sua...ecco...prima di mandarlo a fare in culo avrei fortissimo il desiderio di appenderlo per gli alluci e lasciarlo lì a riflettere.
Quindi ovviamente parlo di come il mio partner si pone nella relazione con me anche quando si mette in relazione con il mondo.
Se non porta nel mondo la relazione che ha con me, non è il mio compagno.
E' il mio toy da 1,2,3 bagno...che, come dicevo a diletta, pur sempre relazione è.
Ma il tempo e le energie che ci dedico sono profondamente diverse.
Ecco perchè per me il mentire, anche solo su una relazione volante di un caffè al bar taciuta anche semplicemente perchè in buonafede non vuole inquietarmi, metterebbe in discussione la sua affidabilità.
Mi direbbe, attraverso il suo comportamento, che decide cose per me. E lo fa nella sua testa.
E io non voglio avere vicino persone che decidono per me. Nè dentro nella testa nè fuori.
Il discorso con diletta era partito dalla sovrapposizione del termine "relazione" inteso come terreno in cui si svolgono interazioni fra individui, a prescindere dalla tipologia e dalla durata.
E "relazione" inteso come rapporto più o meno stabile, duraturo e progettuale fra individui.
Questo secondo modo è improprio. Se lo utilizzo come assolutizzazione.
Perchè è semplicemente una tipologia relazionale.
Fra le tante a disposizione di ognuno. E appartiene alla libertà e al gusto di ognuno la decisione intorno alla declinazione del tipo di relazione. E l'onestà è dichiarare i propri gusti. Esplicitamente. Pee vedere se si accordano o meno con l'altro.
La questione è la comunicazione chiara all'altro e con l'altro della declinazione che se ne vuole dare. Insieme.
Per poter lasciare o meno libera scelta e affermazione. Per non vessare.
Per lasciare che entrambi abbino o spazio necessario ad esprimersi fedelmente a se stessi.
E anche per alcune conseguenze, non di poco conto....
Una delle conseguenze dell'utilizzo improprio del termine è dare accezione valoriale alle interazioni fra persone. Dire, implicitamente, e anche esplicitamente che solo alcune relazioni hanno valore e dignità e altre no.
Esempio concreto?
Scopata occasionale con puttana.
Relazione occasionale, di breve durata, di scambio sessuale.
Che viene collocata in una scala di misurazione inferiore rispetto alla trombata con un'amante fissa per esempio.
E ancor più in basso rispetto alla scopata con la moglie.
Da questo mal utilizzo ne esce per esempio che la puttana ha meno dignità della amante e ancor meno della moglie.
Ma l'amante è più vicina alla puttana, che non alla moglie, perchè scambia sesso pur non scambiando soldi.
Oppure diventa molto simile alla moglie, tanto che si verificano quelle situazioni confuse in cui si pensa di dover scegliere fra due persone (moglie/marito-amante) quando in realtà la decisione riguarda i propri bisogni. E le proprie esigenze.
Ho sempre sostenuto, e continuo a sostenere che ogni relazione, dall'1,2,3 bagno al matrimonio, ha pari dignità.
E pari il rispetto fra chi la anima con le interazioni che mette in campo.
Diversi sono gli obiettivi. LA profondità della condivisione. Dell'intimità. Diversa la progettualità.
MA la dignità relazionale e la dignità degli individui coinvolti, se si parla di adulti consenzienti, è la stessa.
Mal utilizzare i termini..porta ad equivoci quantomeno spiacevoli, a giudizi di valore, a etichette e categorizzazioni, e via dicendo fino ad arrivare al disprezzo con cui qualcuno parla della relazione occasionale con una puttana. Per fare questo esempio che è piuttosto evidente e diffuso. E anche utilizzato come giustificazione.
Robette tipo "ma era una puttana. Non è tradimento". :facepalm:
Che dire che quella relazione non esiste, pur esistendo, oltre che negare una realtà è anche un negare gli attori che l'hanno creata.
E sono d'accordo, è un buon alibi...ma crea tutta una serie di conseguenze spiacevoli a livello sociale più ampio.
Non so se sono riuscita a spiegarmi.
E mi scuso con stanco per l'ot. Anche se...forse questo ot può essere uno spunto...a suo uso.