La solita storia (probabilmente)

void

Utente di lunga data
Allora,
quanto alla "relazione" in oggetto, si sono conosciuti tempo fa, c'era stato qualche sms equivoco, avevo chiarito che non ero dispobile a giochi sotto banco, la situazione si é chiusa li, almeno 6 anni fa.

Adesso lei è andata a cercarlo, serate passate assieme a parlare, abbracciarsi e baciarsi, oltre questo dice non sono andati anche perchè lui sembra avere problemi. Non cercava sesso perchè almeno quello con me è sempre andato bene. Cosí ella disse, ci credo? Boh, fa differenza? Poca.

Il punto è che c'era un accordo che io ho sempre rispettato e lei no, le sto chiedendo di prenderne atto e di dirmi se vuole impegnarsi in un nuovo accordo, ha proposte alternative o dobbiamo gestire il naufragio e liquidare il relitto.

La tensione è forte, la confusione anche, sono d'accordo di darci un poco di tempo, ma non so quanto, forse dipende da quanto reggo una situazione che presenta ancora ambiguità.

Già, vista la situazione fa poca differenza. Ma l'ambiguità di cui parli è pesante da sopportare, e a lungo andare logora più del dubbio. Spero tu riesca a chiarire al più presto il neretto. Te lo auguro.
Lei ti ha dato un suo punto di vista sul futuro?
 

delfino curioso

Utente di lunga data
Allora,
quanto alla "relazione" in oggetto, si sono conosciuti tempo fa, c'era stato qualche sms equivoco, avevo chiarito che non ero dispobile a giochi sotto banco, la situazione si é chiusa li, almeno 6 anni fa.

Adesso lei è andata a cercarlo, serate passate assieme a parlare, abbracciarsi e baciarsi, oltre questo dice non sono andati anche perchè lui sembra avere problemi. Non cercava sesso perchè almeno quello con me è sempre andato bene. Cosí ella disse, ci credo? Boh, fa differenza? Poca.

Il punto è che c'era un accordo che io ho sempre rispettato e lei no, le sto chiedendo di prenderne atto e di dirmi se vuole impegnarsi in un nuovo accordo, ha proposte alternative o dobbiamo gestire il naufragio e liquidare il relitto.

La tensione è forte, la confusione anche, sono d'accordo di darci un poco di tempo, ma non so quanto, forse dipende da quanto reggo una situazione che presenta ancora ambiguità.
Penso che il tempo per riflettere sia passato......(4 mesi) adesso bisogna prendere delle posizioni e delle decisioni, anche perché andando avanti così ti fai solo del male.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ok, vada per la precisione linguistica del significato di partenza.

Riguardo alla tua ultima frase, ti rispondo che:
NO, assolutamente no, non perdonerei né perdonerò le balle!!
Infatti, lui, ora, può davvero essere se stesso con me e deve prendersi questa responsabilità.
Queste sono state le mie condizioni fin dall'inizio Ipazia e restano quelle.
Se mi mentirà e lo scoprirò sarà finita per sempre, non finirà se ha voglia di una trombata "extra".
Vedi, a me è rimasta solo la sincerità come punto di forza per il nostro rapporto, solo quella può farci vivere ancora insieme...
Sono dell'idea che sia inutile e stupido chiudere il recinto quando i buoi sono scappati...
Io chiedo solo sincerità, a questo punto.
E' importante. La precisione linguistica, o meglio, la condivisone di un significato di fondo comune.

Se no su cosa si discute?
O meglio, su cosa si appoggia la discussione?

Sulle soggettività?
Se ci si appoggia solo sulla soggettività, non se ne esce...non si comunica davvero. Si comunica solo di facciata. Imbrogliandosi fra l'altro....e finendo a discutere del nulla perchè non si sta partendo da una base di significato comune.

Dal significato comune, ci si può allora inoltrare sulle individuali declinazioni...e allora davvero si può cercare esposizione e chiarezza individuale e di conseguenza reciproca.

Se c'è un significato predominante e soggettivo e non condiviso, allora è vessazione.
Non comunicazione.
E la sincerità va a farsi benedire. Come la chiarezza. E la vicinanza.

La comunicazione diventa un adattarsi su equilibri di forza e non di sostanza.

Che poi va anche bene, se ci si sta dentro. Tante relazioni si costruiscono esattamente su equilibri di forza e potere.
Il punto è sapere riconoscere che quello è il gioco relazionale. E decidere di conseguenza che posizione assumere.

Io di mio per esempio, non ci sto dentro.

Nelle relazioni affettive intendo.

In altre forme relazionali, non ho nessun problema a riconoscere gli equilibri di forza e potere e i ruoli che ne discendono.

Ma in una relazione affettiva se riconosco quel gioco...io chiudo.
Non voglio affetto giocato sul potere relazionale.

A me il potere piace metterlo in mezzo. E poi giocarci insieme semmai.

Ecco perchè ho battuto sul significato del termine di partenza da cui semmai poi declinare posizioni.
Perchè da una base riconosciutamente oggettiva (per quanto possa esistere l'oggettività) poi si possono intersecare i significati soggettivi e confrontarsi serenamente.

E non come su un campo di battaglia in cui qualcuno ha ragione o ha torto.

Le posizioni soggettive sono semplicemente soggettive. E non possono portare ragione o torto.
Si può solo valutare se siano accettabili o meno per se stessi.
E da quella valutazione poi prendere ulteriormente posizione.

Quanto al grassetto....mi sembra il minimo sindacale. La sincerità intendo.

E non tanto per questioni di morale. Quanto proprio per questione di affidabilità.
Se sei inaffidabile....mi stai rubando il tempo. E il mio tempo è prezioso.

Poi la questione da qui in avanti si fa complessa....perchè messa in questi termini rischia di diventare una caccia alla prova della non sincerità nella sincerità. O della sincerità nella non sincerità.

E si rischia di perdersi nei paradossi...

E io farei molta attenzione a questo livello.

Che il rischio è perdere di vista i propri bisogni usando le proprie energie nella verifica costante dell'altro.
E anche la serenità va a farsi benedire. Con se stessi e di conseguenza con l'altro.

E se te la devo dire tutta...spero proprio che in un modo o nell'altro tu e tuo marito riusciate a trovare una base comune che non sia la rappresentazione nè di uno nè dell'altro.
Ma sia davvero il prodotto di un equilibrio dinamico fra di voi. Che è tanto che non sei serena.

Ed è un vero peccato...

Sai, solo per questo io non potrei restare...se "mi" prendi (che è poi, ti do) per troppo tempo la mia non serenità...poi fra me e te io scelgo me.

Di vita ce n'è una.
E mi sembra, mi è sempre sembrato, di sprecarla non usandola per cercare benessere.

Quindi spero che ci riusciate.

E che le vostre posizioni individuali non derivino nè da una tua posizione che ha preso predominanza nè da una sua posizione che ha preso predominanza...ma che siano il frutto di una co-costruzione in cui guadagnate entrambi. Quotidianamente. Nel presente. :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Allora,
quanto alla "relazione" in oggetto, si sono conosciuti tempo fa, c'era stato qualche sms equivoco, avevo chiarito che non ero dispobile a giochi sotto banco, la situazione si é chiusa li, almeno 6 anni fa.

Adesso lei è andata a cercarlo, serate passate assieme a parlare, abbracciarsi e baciarsi, oltre questo dice non sono andati anche perchè lui sembra avere problemi. Non cercava sesso perchè almeno quello con me è sempre andato bene. Cosí ella disse, ci credo? Boh, fa differenza? Poca.

Il punto è che c'era un accordo che io ho sempre rispettato e lei no, le sto chiedendo di prenderne atto e di dirmi se vuole impegnarsi in un nuovo accordo, ha proposte alternative o dobbiamo gestire il naufragio e liquidare il relitto.

La tensione è forte, la confusione anche, sono d'accordo di darci un poco di tempo, ma non so quanto, forse dipende da quanto reggo una situazione che presenta ancora ambiguità.
gli accordi si fanno e si sfanno...


anche contrattualmente si scrivono tante cose, e poi nel concreto si va a contrattare diversamente...
succede su tutto, ogni giorno e in ogni contesto...

gli accordi sono il salvacondotto che rassicura... ma in realtà contano pochissimo, se stipulati senza convinzione e con chi non ci dà garanzie che vanno al di là di un rispetto formale degli stessi.

e contano ancor meno se dopo la "sigla" si cade nel torpore di chi si sente "tutelato"

ma le cose cambiano.. velocemente.. noi cambiamo senza rendercene conto

forse il problema, per te, ma per chiunque io credo, non è tanto stilare accordi, quanto, al di là dello "scritto" la consapevolezza di avere oggi accanto la persona che si desidera, con cui costruire scoprire o incontrare, o ridisegnare e ricontrattare accordi, assieme...

continuamente..

stracciando e riscrivendo senza immaginare di aver completato qualcosa
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Allora,
quanto alla "relazione" in oggetto, si sono conosciuti tempo fa, c'era stato qualche sms equivoco, avevo chiarito che non ero dispobile a giochi sotto banco, la situazione si é chiusa li, almeno 6 anni fa.

Adesso lei è andata a cercarlo, serate passate assieme a parlare, abbracciarsi e baciarsi, oltre questo dice non sono andati anche perchè lui sembra avere problemi. Non cercava sesso perchè almeno quello con me è sempre andato bene. Cosí ella disse, ci credo? Boh, fa differenza? Poca.

Il punto è che c'era un accordo che io ho sempre rispettato e lei no, le sto chiedendo di prenderne atto e di dirmi se vuole impegnarsi in un nuovo accordo, ha proposte alternative o dobbiamo gestire il naufragio e liquidare il relitto.

La tensione è forte, la confusione anche, sono d'accordo di darci un poco di tempo, ma non so quanto, forse dipende da quanto reggo una situazione che presenta ancora ambiguità.
Quel neretto mi sembra una direzione lucida. E legata a dati concreti e pratici. A dei fare visibili.

Poi, trasformarla in percorso...è complesso. E serve che siate in due.
Qualunque decisione prendiate.

Tu hai proposte alternative?

O propendi per il gestire il naufragio e liquidare il relitto?

Io penso che la questione del tempo sia individuale.
Il tempo io credo sia uno dei perni su cui le relazioni, di qualunque durata, si appoggino.

Intendo i tempi degli individui coinvolti sul terreno relazionale.

E quei tempi o coincidono o non coincidono.
A volte basta semplicemente aspettarsi. Ed è un semplicemente farlocco....che quell'aspettare io penso debba essere sottoposto al "ne vale la pena." E il ne vale la pena è una summa di valutazioni che viaggiano dal passato al presente. Senza che il futuro sia coinvolto.

A volte semplicemente aspettare non si può...è fuori portata. Per uno dei due o per entrambi.

A volte si decide di non aspettare.

Un mio amico una volta mi ha chiesto, riferendosi al mio compagno attuale, se sarei stata disposta a lasciarlo indietro.
Ci ho pensato su, un sacco.

Adesso che sento che è il mio compagno, credo di poter dire con una certa stabilità interiore che sì.
Lo lascerei indietro.

E non perchè non lo voglia accanto a me.
Ma perchè lo voglio. E se non c'è...non ha senso aspettarlo.

Otterrei come unico risultato il perdere me.

Che detta così sembra un po' la semplificazione di qualcosa di estremamente complesso.

ma prima hai detto una cosa molto importante secondo me. E cioè che devi pensare anche tu.

Ecco...è in quel pensare, che secondo me è più ascoltare te dentro di te, che si sciolgono cose. E si chiariscono panorami.
Avete l'opportunità di guardarvi "nuovi" per certi versi....vi auguro di non perdere questa occasione.

Credo che il "ne vale la pena" riguardi anche la disponibilità al guardarvi nuovi, reciprocamente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi viene da pensare che il sesso sia acqua fresca ormai, ma anche sulle relazioni avrei parecchio da obiettare.
Se 20 minuti al bar sono relazione io sono Gigi Rizzi.
E io BB
 

Brunetta

Utente di lunga data
Allora, delle sue accuse ne abbiamo parlato molto, secondo lei la situazione era migliorata con il crescere della bimba, non nascondo che per me passare da una situazioen di tensione e attacchi ad una richiesta simile era forse eccessivo, penso che ci entri anche la sua insoddisfazione professionale, anche di questo abbiamo parlato, in fondo lo ammette anche lei ma il desiderio secondo lei era spontaneo e forte, il mio rifiuto o anco solo la richiesta di aspettare sono stati accolti con scontri molto pesanti e crisi profonda, ho superato, si, non credo di essere un cattivo padre e nemmeno lei lo crede ora, come marito/compagno, ma, vedremo.

E' normale avviare una relazione o "pseudo" relazione come reazione alla sitazione di crisi? non lo so. Dal mio punto di vista c'è un accordo alla base dalla nostra unione (matrimonio o meno) e ci sono regole condivise, se non ci vanno più bene ne possiamo parlare e decidere cosa fare, ma quello che mi fa male è oviamente che lei semplicemente abbia cercato un'altro perchè le andava un momento di evasione e adesso non sembri disposta ad accettarne le coseguenze sgradevoli su di noi. Conseguenze che vogliono dire in primo luogo assumersi la responsabilità e non scaricarla su di me per le mie vere o presunte mancanze.

Io sicuramente ho molte colpe: troppo tempo sottratto alla famiglia, momenti di difficoltà personale da gestire, talvolta eccessiva ruvidezza nel trattare i suoi problemi professionali e personali, ad ogni modo, come lei stessa amette io sono sempre stato qui, non sono scappato con nessuno e non ho tresche nascoste.

Tutto ciò premesso indubbiamente ora siamo al dunque, mi chiede tempo, sostiene di avere la tentazione di fuggire di fronte ad una situazione che non è ideale e che la fa sentire in gabbia (come se ce ne fosse una ideale) e di sentirsi al limite della tenuta psicologica, che posso fare? Cerco di darle tempo, si tratta solo di vedere quanto si può andare avanti e come evolveranno le cose, poi ci sarebbe anche quello che voglio fare io, ma in questo momento forse anche io ci devo pensare approfonditamente.
Perché la maggioranza dei traditi è composta da persone ragionevoli?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi sa che non ci stiamo intendendo.

La metto in concreto.

Se il mio compagno si bevesse un caffè e decidesse di non dirmelo...perderebbe punti di affidabilità ai miei occhi.

Se il mio compagno mi parlasse, e lo fa, del suo desiderio di sperimentare sesso con altre donne in mia compagnia, lo gradisco e molto e insieme a lui mi attivo per costruire un percorso per provare ad arrivarci senza farci male. Condividendo. Ed è fonte di piacere, a diversi livelli.

Fotte un cazzo se è una relazione extraconiugale. O un flirt da 1,2,3 bagno. O un caffè.

Se non mi dici, perchè hai deciso di mentire, non sei affidabile. Per me.

Poi si può discutere sul perchè hai pensato di mentire.

Ma ai miei occhi hai perso un sacco di punti.

Perchè significa che non sei abbastanza adulto da assumerti la responsabilità piena di quel che fai.

Mia presenza o assenza non conta niente.

Se mi tratti come la mammina a cui nascondere che hai mangiato la nutella.....beh...il mio compagno sa che se ne può andare bellamente a fare in culo.
E viceversa vale per me.

La questione non è la fedeltà.

La questione è assumersi la responsabilità di chi si è e di ciò che si fa. Semplicemente e liberamente.
SE questo non c'è, se non c'è cucitura condivisa del tessuto relazionale, la relazione semplicemente non c'è.

E allora per davvero, 20 minuti al bar con qualcuno che non si nasconde dietro un dito può avere più valore di una relazione decennale con qualcuno che fa il piccoletto che mangia la nutella e lascia il barattolo nell'armadietto per non farsi sgamare.. Per assurdo.

Che è vero che il valore deriva da ciò che è stato. Ma è solo una parte. SE si vuol progredire insieme.

A fare la differenza è quel che c'è. Adesso. Perchè è nell'adesso che costruiamo il futuro.

E se adesso mi tratti come la tua mammina...beh...io non sono la mamma di nessuno. Quindi arrivederci e grazie.
Mi bastano i miei tre gatti.

Questo per me ovviamente.

Poi c'è chi in questa formula ci sta benissimo. E va ben così.

A ognuno il suo.

Ma sui termini, mi spiace. Sono precisa.
Non perchè l'ho deciso io.
Ma perchè per convenzione mondiale esistono degli accordi sui significati dei termini. E del termine relazione nello specifico. visto che sono decenni che c'è gente che ci studia secondo molteplici paradigmi...da quelli umanistici a quelli chimici, fisici etc etc.

Poi si può disquisire sull'accordo o sul disaccordo. Sul valore o non valore. Nello specifico del significato di "rapporto duraturo fra due individui".

Ma se non c'è la condivisione del significato di partenza, (ossia che relazione è il prodotto di una interazione fra due individui, al netto di durata, stabilità e progettualità) e in questo caso c'è da parte di una intera comunità scientifica, direi che si discute sul nulla e sulle sensazioni. Personalismi.

E allora non ha senso. Per me.

Come nell'esempio del caffè che ti ho fatto sopra.

Paradossalmente tu perdoneresti le balle e non la trombata...io le balle non le tollererei, la trombata condivisa sì.
Vedi un po'.
Qui parli della relazione tra i partner non dell'altra relazione.
Beh, se in quei 20 minuti chi sedeva intorno al tavolo ha desiderato più il proprio interlocutore che il proprio partner, se ha desiderato che quei 20 minuti non finissero mai, se quando è tornato a casa ha provato un senso di vuoto .... e mi fermo qui..... non sono stati una relazione.
Il sesso non è acqua fresca ma, ma penso che quando perdi una persona perdi la sua mente e non il suo corpo.
Tu dai peso all'altra relazione.
 
Salve,sono nuova...quando ho letto la tua storia sono tornata un po' indietro nel tempo,ho pensato a quando anche io volevo un altro figlio e mio marito no...il suo "no" lo vedevo come una mancanza di amore verso me e mia figlia,per cui posso capire l'amarezza di tua moglie,ma non approvo il resto del comportamento...anche io ho passato momenti difficili ma non ho mai pensato di tradire in nessun modo mio marito perche comunque lo amavo e lo rispettavo (forse per questo i suoi tradimenti mi hanno "distrutta"cosi' tanto...perche in fondo sono una dimostrazione di un boccone amaro da digerire).
Quando ci sono i bambini tutte le scelte diventano piu' difficili perche siamo responsabili non solo di noi ma anche di loro....trovo giusto cercare insieme un qualche accordo,ma devi essere capace di liberare la tua mente dal ricordo perche altrimenti ad ogni piccola incomprensione tornera' tutto in mente e non sara' facile andare avanti.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Salve,sono nuova...quando ho letto la tua storia sono tornata un po' indietro nel tempo,ho pensato a quando anche io volevo un altro figlio e mio marito no...il suo "no" lo vedevo come una mancanza di amore verso me e mia figlia,per cui posso capire l'amarezza di tua moglie,ma non approvo il resto del comportamento...anche io ho passato momenti difficili ma non ho mai pensato di tradire in nessun modo mio marito perche comunque lo amavo e lo rispettavo (forse per questo i suoi tradimenti mi hanno "distrutta"cosi' tanto...perche in fondo sono una dimostrazione di un boccone amaro da digerire).
Quando ci sono i bambini tutte le scelte diventano piu' difficili perche siamo responsabili non solo di noi ma anche di loro....trovo giusto cercare insieme un qualche accordo,ma devi essere capace di liberare la tua mente dal ricordo perche altrimenti ad ogni piccola incomprensione tornera' tutto in mente e non sara' facile andare avanti.
Benvenuta :) Stella
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Salve,sono nuova...quando ho letto la tua storia sono tornata un po' indietro nel tempo,ho pensato a quando anche io volevo un altro figlio e mio marito no...il suo "no" lo vedevo come una mancanza di amore verso me e mia figlia,per cui posso capire l'amarezza di tua moglie,ma non approvo il resto del comportamento...anche io ho passato momenti difficili ma non ho mai pensato di tradire in nessun modo mio marito perche comunque lo amavo e lo rispettavo (forse per questo i suoi tradimenti mi hanno "distrutta"cosi' tanto...perche in fondo sono una dimostrazione di un boccone amaro da digerire).
Quando ci sono i bambini tutte le scelte diventano piu' difficili perche siamo responsabili non solo di noi ma anche di loro....trovo giusto cercare insieme un qualche accordo,ma devi essere capace di liberare la tua mente dal ricordo perche altrimenti ad ogni piccola incomprensione tornera' tutto in mente e non sara' facile andare avanti.
Benvenuta :) Stella
Benvenuta anche da parte mia :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma non credo Ipazia che la maggioranza delle persone considerino "relazione extraconiugale o extraconvivenza" l'avere preso un caffé spendendoci un certo tempo.
Questo è un paradosso e lo sapete anche voi, tu e gli altri che hanno preso questa posizione (perché certo che lo è).
Va da sé che la relazione di coppia ciascuno dei componenti se la modella sulla base della propria essenza e delle proprie aspettative, con modalità soggettive.
Mi sa che non ci stiamo intendendo.

La metto in concreto.

Se il mio compagno si bevesse un caffè e decidesse di non dirmelo...perderebbe punti di affidabilità ai miei occhi.

Se il mio compagno mi parlasse, e lo fa, del suo desiderio di sperimentare sesso con altre donne in mia compagnia, lo gradisco e molto e insieme a lui mi attivo per costruire un percorso per provare ad arrivarci senza farci male. Condividendo. Ed è fonte di piacere, a diversi livelli.

Fotte un cazzo se è una relazione extraconiugale. O un flirt da 1,2,3 bagno. O un caffè.

Se non mi dici, perchè hai deciso di mentire, non sei affidabile. Per me.

Poi si può discutere sul perchè hai pensato di mentire.

Ma ai miei occhi hai perso un sacco di punti.

Perchè significa che non sei abbastanza adulto da assumerti la responsabilità piena di quel che fai.

Mia presenza o assenza non conta niente.

Se mi tratti come la mammina a cui nascondere che hai mangiato la nutella.....beh...il mio compagno sa che se ne può andare bellamente a fare in culo.
E viceversa vale per me.

La questione non è la fedeltà.

La questione è assumersi la responsabilità di chi si è e di ciò che si fa. Semplicemente e liberamente.
SE questo non c'è, se non c'è cucitura condivisa del tessuto relazionale, la relazione semplicemente non c'è.

E allora per davvero, 20 minuti al bar con qualcuno che non si nasconde dietro un dito può avere più valore di una relazione decennale con qualcuno che fa il piccoletto che mangia la nutella e lascia il barattolo nell'armadietto per non farsi sgamare.. Per assurdo.

Che è vero che il valore deriva da ciò che è stato. Ma è solo una parte. SE si vuol progredire insieme.

A fare la differenza è quel che c'è. Adesso. Perchè è nell'adesso che costruiamo il futuro.

E se adesso mi tratti come la tua mammina...beh...io non sono la mamma di nessuno. Quindi arrivederci e grazie.
Mi bastano i miei tre gatti.

Questo per me ovviamente.

Poi c'è chi in questa formula ci sta benissimo. E va ben così.

A ognuno il suo.

Ma sui termini, mi spiace. Sono precisa.
Non perchè l'ho deciso io.
Ma perchè per convenzione mondiale esistono degli accordi sui significati dei termini. E del termine relazione nello specifico. visto che sono decenni che c'è gente che ci studia secondo molteplici paradigmi...da quelli umanistici a quelli chimici, fisici etc etc.

Poi si può disquisire sull'accordo o sul disaccordo. Sul valore o non valore. Nello specifico del significato di "rapporto duraturo fra due individui".

Ma se non c'è la condivisione del significato di partenza, (ossia che relazione è il prodotto di una interazione fra due individui, al netto di durata, stabilità e progettualità) e in questo caso c'è da parte di una intera comunità scientifica, direi che si discute sul nulla e sulle sensazioni. Personalismi.

E allora non ha senso. Per me.

Come nell'esempio del caffè che ti ho fatto sopra.

Paradossalmente tu perdoneresti le balle e non la trombata...io le balle non le tollererei, la trombata condivisa sì.
Vedi un po'.
Qui parli della relazione tra i partner non dell'altra relazione.
Non esattamente. Mi spiego.

Ho ipotizzato, rispondendo a quel post di diletta una situazione che al netto della definizione di extraconiugale o meno per me implicherebbe una situazione in cui il mio partner perderebbe affidabilità ai miei occhi.

E a quel punto, perdita di affidabilità ai miei occhi, dell'altra relazione, che sia di 20 minuti o che altro, interesserebbe poco.

Sarebbe il mio compagno ad essere sotto i riflettori. Lui mente. Io sono in relazione con lui. Lui non sta tutelando il nostro territorio relazionale.

Cosa me ne frega dell'altra relazione (ascensore, caffè, 1,2,3 bagno, rapporto duraturo da scopamici, ammmore per sempre o quel che si vuole) se è lui a non essere più affidabile per me?

E fra l'altro mi girerebbe anche il cazzo il definire la mia relazione in funzione del tipo di relazione che il mio partner potrebbe aver avuto.

Perchè il punto non è che ha avuto una relazione. O che altro.

Il punto è che lui fa il bambino che finisce la nutella ma lascia il barattolo apparentemente intatto visto dall'esterno e al suo posto nell'armadietto. A me vien voglia di nutella, prendo il barattolo e me lo trovo vuoto.
E già mi gira e non poco.
Se poi osa anche negare che sia opera sua...ecco...prima di mandarlo a fare in culo avrei fortissimo il desiderio di appenderlo per gli alluci e lasciarlo lì a riflettere.

Quindi ovviamente parlo di come il mio partner si pone nella relazione con me anche quando si mette in relazione con il mondo.
Se non porta nel mondo la relazione che ha con me, non è il mio compagno.

E' il mio toy da 1,2,3 bagno...che, come dicevo a diletta, pur sempre relazione è.

Ma il tempo e le energie che ci dedico sono profondamente diverse.

Ecco perchè per me il mentire, anche solo su una relazione volante di un caffè al bar taciuta anche semplicemente perchè in buonafede non vuole inquietarmi, metterebbe in discussione la sua affidabilità.

Mi direbbe, attraverso il suo comportamento, che decide cose per me. E lo fa nella sua testa.

E io non voglio avere vicino persone che decidono per me. Nè dentro nella testa nè fuori.

Il discorso con diletta era partito dalla sovrapposizione del termine "relazione" inteso come terreno in cui si svolgono interazioni fra individui, a prescindere dalla tipologia e dalla durata.

E "relazione" inteso come rapporto più o meno stabile, duraturo e progettuale fra individui.

Questo secondo modo è improprio. Se lo utilizzo come assolutizzazione.

Perchè è semplicemente una tipologia relazionale.
Fra le tante a disposizione di ognuno. E appartiene alla libertà e al gusto di ognuno la decisione intorno alla declinazione del tipo di relazione. E l'onestà è dichiarare i propri gusti. Esplicitamente. Pee vedere se si accordano o meno con l'altro.
La questione è la comunicazione chiara all'altro e con l'altro della declinazione che se ne vuole dare. Insieme.
Per poter lasciare o meno libera scelta e affermazione. Per non vessare.
Per lasciare che entrambi abbino o spazio necessario ad esprimersi fedelmente a se stessi.

E anche per alcune conseguenze, non di poco conto....

Una delle conseguenze dell'utilizzo improprio del termine è dare accezione valoriale alle interazioni fra persone. Dire, implicitamente, e anche esplicitamente che solo alcune relazioni hanno valore e dignità e altre no.

Esempio concreto?
Scopata occasionale con puttana.
Relazione occasionale, di breve durata, di scambio sessuale.

Che viene collocata in una scala di misurazione inferiore rispetto alla trombata con un'amante fissa per esempio.
E ancor più in basso rispetto alla scopata con la moglie.

Da questo mal utilizzo ne esce per esempio che la puttana ha meno dignità della amante e ancor meno della moglie.
Ma l'amante è più vicina alla puttana, che non alla moglie, perchè scambia sesso pur non scambiando soldi.
Oppure diventa molto simile alla moglie, tanto che si verificano quelle situazioni confuse in cui si pensa di dover scegliere fra due persone (moglie/marito-amante) quando in realtà la decisione riguarda i propri bisogni. E le proprie esigenze.

Ho sempre sostenuto, e continuo a sostenere che ogni relazione, dall'1,2,3 bagno al matrimonio, ha pari dignità.
E pari il rispetto fra chi la anima con le interazioni che mette in campo.

Diversi sono gli obiettivi. LA profondità della condivisione. Dell'intimità. Diversa la progettualità.

MA la dignità relazionale e la dignità degli individui coinvolti, se si parla di adulti consenzienti, è la stessa.

Mal utilizzare i termini..porta ad equivoci quantomeno spiacevoli, a giudizi di valore, a etichette e categorizzazioni, e via dicendo fino ad arrivare al disprezzo con cui qualcuno parla della relazione occasionale con una puttana. Per fare questo esempio che è piuttosto evidente e diffuso. E anche utilizzato come giustificazione.

Robette tipo "ma era una puttana. Non è tradimento". :facepalm:

Che dire che quella relazione non esiste, pur esistendo, oltre che negare una realtà è anche un negare gli attori che l'hanno creata.

E sono d'accordo, è un buon alibi...ma crea tutta una serie di conseguenze spiacevoli a livello sociale più ampio.

Non so se sono riuscita a spiegarmi.

E mi scuso con stanco per l'ot. Anche se...forse questo ot può essere uno spunto...a suo uso. :)
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Mi sa che non ci stiamo intendendo.

La metto in concreto.

Se il mio compagno si bevesse un caffè e decidesse di non dirmelo...perderebbe punti di affidabilità ai miei occhi.

Se il mio compagno mi parlasse, e lo fa, del suo desiderio di sperimentare sesso con altre donne in mia compagnia, lo gradisco e molto e insieme a lui mi attivo per costruire un percorso per provare ad arrivarci senza farci male. Condividendo. Ed è fonte di piacere, a diversi livelli.

Fotte un cazzo se è una relazione extraconiugale. O un flirt da 1,2,3 bagno. O un caffè.

Se non mi dici, perchè hai deciso di mentire, non sei affidabile. Per me.

Poi si può discutere sul perchè hai pensato di mentire.

Ma ai miei occhi hai perso un sacco di punti.

Perchè significa che non sei abbastanza adulto da assumerti la responsabilità piena di quel che fai.

Mia presenza o assenza non conta niente.

Se mi tratti come la mammina a cui nascondere che hai mangiato la nutella.....beh...il mio compagno sa che se ne può andare bellamente a fare in culo.
E viceversa vale per me.

La questione non è la fedeltà.

La questione è assumersi la responsabilità di chi si è e di ciò che si fa. Semplicemente e liberamente.
SE questo non c'è, se non c'è cucitura condivisa del tessuto relazionale, la relazione semplicemente non c'è.

E allora per davvero, 20 minuti al bar con qualcuno che non si nasconde dietro un dito può avere più valore di una relazione decennale con qualcuno che fa il piccoletto che mangia la nutella e lascia il barattolo nell'armadietto per non farsi sgamare.. Per assurdo.

Che è vero che il valore deriva da ciò che è stato. Ma è solo una parte. SE si vuol progredire insieme.

A fare la differenza è quel che c'è. Adesso. Perchè è nell'adesso che costruiamo il futuro.

E se adesso mi tratti come la tua mammina...beh...io non sono la mamma di nessuno. Quindi arrivederci e grazie.
Mi bastano i miei tre gatti.

Questo per me ovviamente.

Poi c'è chi in questa formula ci sta benissimo. E va ben così.

A ognuno il suo.

Ma sui termini, mi spiace. Sono precisa.
Non perchè l'ho deciso io.
Ma perchè per convenzione mondiale esistono degli accordi sui significati dei termini. E del termine relazione nello specifico. visto che sono decenni che c'è gente che ci studia secondo molteplici paradigmi...da quelli umanistici a quelli chimici, fisici etc etc.

Poi si può disquisire sull'accordo o sul disaccordo. Sul valore o non valore. Nello specifico del significato di "rapporto duraturo fra due individui".

Ma se non c'è la condivisione del significato di partenza, (ossia che relazione è il prodotto di una interazione fra due individui, al netto di durata, stabilità e progettualità) e in questo caso c'è da parte di una intera comunità scientifica, direi che si discute sul nulla e sulle sensazioni. Personalismi.

E allora non ha senso. Per me.

Come nell'esempio del caffè che ti ho fatto sopra.

Paradossalmente tu perdoneresti le balle e non la trombata...io le balle non le tollererei, la trombata condivisa sì.
Vedi un po'.
Non esattamente. Mi spiego.

Ho ipotizzato, rispondendo a quel post di diletta una situazione che al netto della definizione di extraconiugale o meno per me implicherebbe una situazione in cui il mio partner perderebbe affidabilità ai miei occhi.

E a quel punto, perdita di affidabilità ai miei occhi, dell'altra relazione, che sia di 20 minuti o che altro, interesserebbe poco.

Sarebbe il mio compagno ad essere sotto i riflettori. Lui mente. Io sono in relazione con lui. Lui non sta tutelando il nostro territorio relazionale.

Cosa me ne frega dell'altra relazione (ascensore, caffè, 1,2,3 bagno, rapporto duraturo da scopamici, ammmore per sempre o quel che si vuole) se è lui a non essere più affidabile per me?

E fra l'altro mi girerebbe anche il cazzo il definire la mia relazione in funzione del tipo di relazione che il mio partner potrebbe aver avuto.

Perchè il punto non è che ha avuto una relazione. O che altro.

Il punto è che lui fa il bambino che finisce la nutella ma lascia il barattolo apparentemente intatto visto dall'esterno e al suo posto nell'armadietto. A me vien voglia di nutella, prendo il barattolo e me lo trovo vuoto.
E già mi gira e non poco.
Se poi osa anche negare che sia opera sua...ecco...prima di mandarlo a fare in culo avrei fortissimo il desiderio di appenderlo per gli alluci e lasciarlo lì a riflettere.

Quindi ovviamente parlo di come il mio partner si pone nella relazione con me anche quando si mette in relazione con il mondo.
Se non porta nel mondo la relazione che ha con me, non è il mio compagno.

E' il mio toy da 1,2,3 bagno...che, come dicevo a diletta, pur sempre relazione è.

Ma il tempo e le energie che ci dedico sono profondamente diverse.

Ecco perchè per me il mentire, anche solo su una relazione volante di un caffè al bar taciuta anche semplicemente perchè in buonafede non vuole inquietarmi, metterebbe in discussione la sua affidabilità.

Mi direbbe, attraverso il suo comportamento, che decide cose per me. E lo fa nella sua testa.

E io non voglio avere vicino persone che decidono per me. Nè dentro nella testa nè fuori.

Il discorso con diletta era partito dalla sovrapposizione del termine "relazione" inteso come terreno in cui si svolgono interazioni fra individui, a prescindere dalla tipologia e dalla durata.

E "relazione" inteso come rapporto più o meno stabile, duraturo e progettuale fra individui.

Questo secondo modo è improprio. Se lo utilizzo come assolutizzazione.

Perchè è semplicemente una tipologia relazionale.
Fra le tante a disposizione di ognuno. E appartiene alla libertà e al gusto di ognuno la decisione intorno alla declinazione del tipo di relazione. E l'onestà è dichiarare i propri gusti. Esplicitamente. Pee vedere se si accordano o meno con l'altro.
La questione è la comunicazione chiara all'altro e con l'altro della declinazione che se ne vuole dare. Insieme.
Per poter lasciare o meno libera scelta e affermazione. Per non vessare.
Per lasciare che entrambi abbino o spazio necessario ad esprimersi fedelmente a se stessi.

E anche per alcune conseguenze, non di poco conto....

Una delle conseguenze dell'utilizzo improprio del termine è dare accezione valoriale alle interazioni fra persone. Dire, implicitamente, e anche esplicitamente che solo alcune relazioni hanno valore e dignità e altre no.

Esempio concreto?
Scopata occasionale con puttana.
Relazione occasionale, di breve durata, di scambio sessuale.

Che viene collocata in una scala di misurazione inferiore rispetto alla trombata con un'amante fissa per esempio.
E ancor più in basso rispetto alla scopata con la moglie.

Da questo mal utilizzo ne esce per esempio che la puttana ha meno dignità della amante e ancor meno della moglie.
Ma l'amante è più vicina alla puttana, che non alla moglie, perchè scambia sesso pur non scambiando soldi.
Oppure diventa molto simile alla moglie, tanto che si verificano quelle situazioni confuse in cui si pensa di dover scegliere fra due persone (moglie/marito-amante) quando in realtà la decisione riguarda i propri bisogni. E le proprie esigenze.

Ho sempre sostenuto, e continuo a sostenere che ogni relazione, dall'1,2,3 bagno al matrimonio, ha pari dignità.
E pari il rispetto fra chi la anima con le interazioni che mette in campo.

Diversi sono gli obiettivi. LA profondità della condivisione. Dell'intimità. Diversa la progettualità.

MA la dignità relazionale e la dignità degli individui coinvolti, se si parla di adulti consenzienti, è la stessa.

Mal utilizzare i termini..porta ad equivoci quantomeno spiacevoli, a giudizi di valore, a etichette e categorizzazioni, e via dicendo fino ad arrivare al disprezzo con cui qualcuno parla della relazione occasionale con una puttana. Per fare questo esempio che è piuttosto evidente e diffuso. E anche utilizzato come giustificazione.

Robette tipo "ma era una puttana. Non è tradimento". :facepalm:

Che dire che quella relazione non esiste, pur esistendo, oltre che negare una realtà è anche un negare gli attori che l'hanno creata.

E sono d'accordo, è un buon alibi...ma crea tutta una serie di conseguenze spiacevoli a livello sociale più ampio.

Non so se sono riuscita a spiegarmi.

E mi scuso con stanco per l'ot. Anche se...forse questo ot può essere uno spunto...a suo uso. :)
Confemo. Tu e Diletta parlate lingue diverse.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Confemo. Tu e Diletta parlate lingue diverse.
usti che sì!

Abbiamo anche vissuti profondamente diversi.

Io oggi ci tenevo solo a fare chiarezza linguistica.
Riguardo ad una sovrapposizione che fa fare un sacco di casini.

Mi ricordo all'inizio della relazione con G., pur sapendo esattamente in termini di conoscenze teoriche quel che so oggi riguardo il termine relazione, mi ostinavo ad affermare che non era una relazione. (ti ricordi? ...esperimento...:carneval:)
E mi affannavo a trovare sinonimi e sinonimetti.

la cosa simpatica è che non avevo la minima difficoltà ad applicare le conoscenze sul termine all'1,2,3 bagno o ad altre relazioni che non mi toccavano emotivamente o direttamente. Non riuscivo però ad applicarlo su di me, ad una situazione che mi stava destabilizzando. Da dentro, non ci riuscivo....usti se facevo fatica. E rifiutavo. Me fondamentalmente.

Avessi visto la stessa cosa fatta da un'altra avrei colto immediatamente.

Su di me non riuscivo. Troppa roba in gioco.

E lo psyco che mi rimandava ogni volta alla definizione scientifica. Un aggancio alla realtà. Neutra. ù

Ribadendomi che quello che dovevo affrontare non era una parola. Ma le paure che la parola sollevava in me.
I significati che io legavo a quella parola. I condizionamenti. Gli immaginari. Le aspettative.

Quindi conosco bene quei giochetti mentali, nelle loro molteplici declinazioni...sono una appassionata giocatrice di lungo corso...;)
Resta che sono trappole per stendere veli sulla realtà e farsela risultare il più vicina possibile.
Il più confermante possibile il sistema conosciuto. In modo da non destabilizzare troppo.

E' che da dentro non ce ne si rende conto...in fondo una macchina non si può spingere standoci seduti dentro :D
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
usti che sì!

Abbiamo anche vissuti profondamente diversi.

Io oggi ci tenevo solo a fare chiarezza linguistica.
Riguardo ad una sovrapposizione che fa fare un sacco di casini.

Mi ricordo all'inizio della relazione con G., pur sapendo esattamente in termini di conoscenze teoriche quel che so oggi riguardo il termine relazione, mi ostinavo ad affermare che non era una relazione. (ti ricordi? ...esperimento...:carneval:)
E mi affannavo a trovare sinonimi e sinonimetti.

la cosa simpatica è che non avevo la minima difficoltà ad applicare le conoscenze sul termine all'1,2,3 bagno o ad altre relazioni che non mi toccavano emotivamente o direttamente. Non riuscivo però ad applicarlo su di me, ad una situazione che mi stava destabilizzando. Da dentro, non ci riuscivo....usti se facevo fatica. E rifiutavo. Me fondamentalmente.

Avessi visto la stessa cosa fatta da un'altra avrei colto immediatamente.

Su di me non riuscivo. Troppa roba in gioco.

E lo psyco che mi rimandava ogni volta alla definizione scientifica. Un aggancio alla realtà. Neutra. ù

Ribadendomi che quello che dovevo affrontare non era una parola. Ma le paure che la parola sollevava in me.
I significati che io legavo a quella parola. I condizionamenti. Gli immaginari. Le aspettative.

Quindi conosco bene quei giochetti mentali, nelle loro molteplici declinazioni...sono una appassionata giocatrice di lungo corso...;)
Resta che sono trappole per stendere veli sulla realtà e farsela risultare il più vicina possibile.
Il più confermante possibile il sistema conosciuto. In modo da non destabilizzare troppo.

E' che da dentro non ce ne si rende conto...in fondo una macchina non si può spingere standoci seduti dentro :D
Però puoi farti aiutare a spingerla mentre siedi alla guida...basta che non freni.
Solo che a volte con Diletta (ed è successo anche con te, come racconti) mentre si suda spingendo ci si accorge che il piede è sul freno.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Però puoi farti aiutare a spingerla mentre siedi alla guida...basta che non freni.
Solo che a volte con Diletta (ed è successo anche con te, come racconti) mentre si suda spingendo ci si accorge che il piede è sul freno.
Certo che sì...:)

Con G. abbiamo riso (quando ci riprendevamo) dei rispettivi freni a mano...di quelli che mandano tutti, guidatore compreso, a finire col culo per terra. Se va bene. :carneval:

Ed è un riflesso quel frenare. Talmente veloce che quasi neanche lo si riconosce.

E' una macchina complessa quella dei sistemi che puntano al mantenimento di uno stato di equilibrio...mi sa. :D

Una cosa che ho imparato su di me, pur sapendola già per interposte esperienze, è che quando ci si lascia spingere, la spinta primaria è proprio concedere innanzitutto a se stessi quello spingere.
E riconoscerselo come proprio. Come un proprio bisogno.

Se non ci si riconosce il bisogno...il piede va sul freno. E non può fare diversamente.

E riconoscersi e poi concedersi i propri bisogni, è tutto fuorchè scontato.
E torniamo al famoso specchio...:)
 

danny

Utente di lunga data
Esattamente a questo chiarificazione sto tendendo.

Sottolineando che le definizioni soggettive universali, tipo quella del marito di diletta, sono imprecise. E aderenti soltanto a chi condivide quei significati soggettivi. Ma non applicabili per default alla generalità.

Questo sto sottolineando.

E son piuttosto convinta sia importante.

Anche per non autoingannarsi, vautando in termini valoriali, e quindi accontentandosi, le questioni.

Del tipo: e vabbè. mi hai raccontato una valanga di balle per berti il caffè e poi fare una trombatina, ma non è successo niente...essù...non è mica una relazione!!!

Che poi per me...mi fa anche sorridere...a farmi profondamente incazzare sono le balle. Come dicevo a diletta, se il mio compagno mi deve raccontare balle, può andare a cagare. Significa che non è in grado di assumersi chi è e cosa fa...e non va bene per me. Non sarebbe affidabile.

E non sarebbe affidabile nè se tromba nè se non tromba.

Perchè se racconta balle è inaffidabile anche sul conto in banca. Sul pagare la bolletta della luce. Sul fare la spesa. Per fare esempi scemi.

Non so se mi sto spiegando.

Tornando a da dove ero partita....sottolineavo che la moglie di stanco, se è andata da un altro a cercar conferme, riempimenti di vuoti che sentiva con stanco, rassicurazioni...usti se si è messa in relazione. E non solo in relazione occasionale. Ma presente. E attiva.

Che poi abbia scopato o meno...cosa conta?

Per la coppia, in gioco c'è la fiducia del costruire insieme.

E del rivedersi...e rispondere ad alcune domande.
Che riguardano la comunicazione di coppia, le interazioni, la vicinanza, la complicità, l'intesa.
LA serenità di potersi esporre uno all'altro in modo proattivo e non accusatorio nei termini del colpevole/innocente.
Il non stare in un contesto di copia in cui invece di essere alleati, co-costruenti Legame e affidabilità reciproca, ci si ritrova nemici e giudici uno dell'altro.

Che in quello che descrive stanco, la scopata sarebbe l'ultimo dei problemi, secondo me.

LA questione, che credo anche stanco abbia individuato quando parla di fiducia tradita, riguarda l'affidabilità.

Credevo ti saresti rivolta a me per ciò che riguardava me e te. E invece non solo hai cercato fuori, che ci potrebbe anche stare. Ma mi hai mentito.

Non so se mi spiego.
@stanco...correggimi se ho mal interpretato. :)
Sul neretto: se il mio compagno/a racconta balle o omette parti importanti della sua vita il rapporto che lui/lei ha con me è superficiale e probabilmente non corrisponde alle mie aspettative.
In una coppia progettuale l'apertura verso l'altro la considero determinante.
Quello che spiazza in un tradimento è proprio dover fare i conti con una mancanza di profondità e conoscenza nei rapporti che emerge improvvisamente.
Che sia la sveltina o la relazione di due anni, il partner ha celato una parte importante di sé e io non ho avuto la capacità di rendermene conto
La delusione è il minimo che ne può conseguire.
 
Ultima modifica:

Skorpio

Utente di lunga data
...

[MENTION=5159]ipazia[/MENTION]
Non sono sicuro che in assoluto un caffè con una amica di cui ti sia negata notizia , sia per non inquietarTI o per proteggerTI

Ma per non inquietarSI e per proteggerSI da parte di chi prende quel caffè

Che come tutti, decide per se il suo proteggerSI ...

O no??....
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
io credo che la sincerità che propone [MENTION=5159]ipazia[/MENTION] e la sincerità nel matrimonio di [MENTION=3502]Diletta[/MENTION] siano due cose diverse
Provo a spiegarmi:
Se io ti chiedo di essere sincero con me, vuol dire che davanti alla tua sincerità affrontiamo insieme la questione e decidiamo cosa sia meglio per la nostra coppia
Se per te essere sincero porta come conseguenza che a quel punto sei libero ti fare ciò che vuoi allora è paraculismo (non so se esiste come termine) e questa è la sincerità secondo me del marito di Diletta
Della serie, finalmente posso dire ciò che mi passa per la testa e sono a questo punto autorizzato a fare ciò che prima facevo mentendo
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

io credo che la sincerità che propone [MENTION=5159]ipazia[/MENTION] e la sincerità nel matrimonio di [MENTION=3502]Diletta[/MENTION] siano due cose diverse
Provo a spiegarmi:
Se io ti chiedo di essere sincero con me, vuol dire che davanti alla tua sincerità affrontiamo insieme la questione e decidiamo cosa sia meglio per la nostra coppia
Se per te essere sincero porta come conseguenza che a quel punto sei libero ti fare ciò che vuoi allora è paraculismo (non so se esiste come termine) e questa è la sincerità secondo me del marito di Diletta
Della serie, finalmente posso dire ciò che mi passa per la testa e sono a questo punto autorizzato a fare ciò che prima facevo mentendo
Non so.... Dipende

Io sono iscritto qui di nascosto a mia moglie, come forse altra utenza.

Se domani mia moglie mi dicesse che potrei tranquillamente stare iscritto in un forum come questo, e perfino incontrare utenti senza problemi, io la ringrazierei della sua apertura, e continuerei tranquillamente a scriver qui a sua insaputa

È una cosa mia. Non voglio renderne conto a nessuno, se non per mia libera scelta, e non in conseguenza di porte spalancate
 
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