vorrei parlare con traditrici o traditi

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Old bastardo dentro

Utente di lunga data
E' strabiliante notare quanto tu nel descrivere la tua storia stia quasi raccontando la mia. Hai ragione sono stata troppo presuntuosa, ho pensato che potevo fare tutto io. Con un unica eccezione io nel tempo l'aiuto l'ho chiesto ed in parte in varie occasioni mi è stato negato. In altre credimi non dovevo chiederlo, sarebbe stato naturale offrirlo. Io in tanti anni mi sono lamentata, credimi non so' quante volte ho urlato e chiesto attenzione. Cambiava per una settimana e poi strada vecchia. Il mio tradimento, peraltro non cercato, è avvenuto dopo quando oramai non c'era piu' niente da fare, 10 mesi fa' ed è peraltro finito da poco. Non è mai stata una soluzione per me.
Ha fatto solo parte di un mio percorso interno, lungo cominciato anni fa.
Grazie
Questo è un passaggio nodale, quello delle apsettative, ci sono momenti in cui senti che l'aiuto e la comprensione debbano arrivare - a prescindere - e quando non arrivano ci si sente enormemente frustrati. Nel mio caso non mi sono limitato a dare ma ho automaticamente generato grandi apsettative che inevitabilmente sono andate deluse. Io credo che questa sensazione su di me abbia cotntribuito molto a portarmi sulla strada del tradimento. Ho riconsiderato interamente tutto il mio percorso cercando di mettermi in discussione per capire se io amavo in una maniera costruttiva - e soprattutto se ero amato in una maniera costruttiva -. Ad entrambe le domande la risposta è stata no. mia moglie mi amava " a costo zero", senza sacrificio, senza dover in qualche modo compiere (mai) un azione che non fosse conforme al suo moo di pensare (anche se non potevo non percepire il suo amore). Da parte mia io amavo in maniera sia romantica sia pratica ma ero forse troppo critico ed avulso dalla sua realtà. In parole povere c'erano due piani diversi che la nascita dei figli hanno contribuito a rendere ancora più diversi... un abbraccio

bastardo dentro
 

Verena67

Utente di lunga data
Alnair

Io penso che era evidente qual'era (è) il tuo problema. Lo enunci bene.

E penso che con il tempo ti abituerai anche ai nostri toni, che a volte sono duri e non fanno sconti a nessuno.

Ma non nascondono cattiveria perché, qui tutti te lo possono testimoniare, si ASCOLTA TUTTI. E nei limiti del possibile si cerca di essere d'aiuto.

Pero' perché si stabilisca empatia occorre che si parli chiaro. A volte ci vuole un po' per arrivare al nucleo del problema.

Il tuo è evidente che non è l'amante.

Di lui non parli né bene né male, non ne parli proprio. E' meramente strumentale.

Il tuo orizzonte visivo - emotivamente - è il marito (ex? Come diceva Toto'..."ma mi faccia il piacere!").

Io sono sempre dell'idea che il marito, a priori, sia sempre piu' importante di qualunque amante. Anche quando (raramente ma capita) arriva una tutta trulla (buon per lei....) che dice "Ho lasciato mio marito perché ho trovato un uomo meraviglioso", resto convinta che se...la stia raccontando.

E il rapporto con il marito resta, emotivamente, sempre centrale.

Poi per carità nella vita si cambia anche, è lecito lasciarsi, è lecito rifarsi una vita, tutto quello che voi.

Ma psicologicamente il fantasma di Lord Macbeth - per le ladies - non è facile da buttare giu' dalla torre. Ci vanno anni di SERIA elaborazione (o il piu' completo denial - diniego della realtà - , ma tu non mi sembri tipo da piu' completo denial....).

Per cui affrontiamo le cose con il loro nome, e i nostri dolori e limiti per quello che sono, non per quello che agiograficamente vorremmo che fossero (il generico lamento "vorrei che mio marito mi lasciasse andare" a mio avviso, sono dura, lascia il tempo che trova quanto "non esistono piu' le mezze stagioni": se una vuole davvero, si alza e se ne va!)

Un abbraccio!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Io penso che era evidente qual'era (è) il tuo problema. Lo enunci bene.

E penso che con il tempo ti abituerai anche ai nostri toni, che a volte sono duri e non fanno sconti a nessuno.

Ma non nascondono cattiveria perché, qui tutti te lo possono testimoniare, si ASCOLTA TUTTI. E nei limiti del possibile si cerca di essere d'aiuto.

Pero' perché si stabilisca empatia occorre che si parli chiaro. A volte ci vuole un po' per arrivare al nucleo del problema.

Il tuo è evidente che non è l'amante.

Di lui non parli né bene né male, non ne parli proprio. E' meramente strumentale.

Il tuo orizzonte visivo - emotivamente - è il marito (ex? Come diceva Toto'..."ma mi faccia il piacere!").

Io sono sempre dell'idea che il marito, a priori, sia sempre piu' importante di qualunque amante. Anche quando (raramente ma capita) arriva una tutta trulla (buon per lei....) che dice "Ho lasciato mio marito perché ho trovato un uomo meraviglioso", resto convinta che se...la stia raccontando.

E il rapporto con il marito resta, emotivamente, sempre centrale.

Poi per carità nella vita si cambia anche, è lecito lasciarsi, è lecito rifarsi una vita, tutto quello che voi.

Ma psicologicamente il fantasma di Lord Macbeth - per le ladies - non è facile da buttare giu' dalla torre. Ci vanno anni di SERIA elaborazione (o il piu' completo denial - diniego della realtà - , ma tu non mi sembri tipo da piu' completo denial....).

Per cui affrontiamo le cose con il loro nome, e i nostri dolori e limiti per quello che sono, non per quello che agiograficamente vorremmo che fossero (il generico lamento "vorrei che mio marito mi lasciasse andare" a mio avviso, sono dura, lascia il tempo che trova quanto "non esistono piu' le mezze stagioni": se una vuole davvero, si alza e se ne va!)

Un abbraccio!
 
O

Old alnair

Guest
Questo è un passaggio nodale, quello delle apsettative, ci sono momenti in cui senti che l'aiuto e la comprensione debbano arrivare - a prescindere - e quando non arrivano ci si sente enormemente frustrati. Nel mio caso non mi sono limitato a dare ma ho automaticamente generato grandi apsettative che inevitabilmente sono andate deluse. Io credo che questa sensazione su di me abbia cotntribuito molto a portarmi sulla strada del tradimento. Ho riconsiderato interamente tutto il mio percorso cercando di mettermi in discussione per capire se io amavo in una maniera costruttiva - e soprattutto se ero amato in una maniera costruttiva -. Ad entrambe le domande la risposta è stata no. mia moglie mi amava " a costo zero", senza sacrificio, senza dover in qualche modo compiere (mai) un azione che non fosse conforme al suo moo di pensare (anche se non potevo non percepire il suo amore). Da parte mia io amavo in maniera sia romantica sia pratica ma ero forse troppo critico ed avulso dalla sua realtà. In parole povere c'erano due piani diversi che la nascita dei figli hanno contribuito a rendere ancora più diversi... un abbraccio

bastardo dentro
Mi sembra che il succo del discorso sia che, cercando di seguire il nostro amore, abbiamo dato troppo finchè alla fine rendendoci conto della non reciprocità del rapporto (non voglio dire dell'amore perchè quello dei nostri compagni forse è solo un modo diverso di dare amore) ci siamo sentiti sanguisugati e ribellandoci abbiamo creato il grosso danno
 

Old bastardo dentro

Utente di lunga data
Mi sembra che il succo del discorso sia che, cercando di seguire il nostro amore, abbiamo dato troppo finchè alla fine rendendoci conto della non reciprocità del rapporto (non voglio dire dell'amore perchè quello dei nostri compagni forse è solo un modo diverso di dare amore) ci siamo sentiti sanguisugati e ribellandoci abbiamo creato il grosso danno

Si, semplificando è così. nel mio caso non puoi non percepire una forma di amore ma non è quello che tu vorresti, o meglio, ci sono fasi della vita in cui sembra bastarti ed altre in cui la mancanza di un appoggio di qualcuno che ti aiuti a risolvere i problemi sembra insormontabile. Io sono cresciuto in fretta lavoro da quando ho 18 anni, ho sempre giocato per arrotondare... nel mentre facevo l'uniersità prima, l'esame di stato poi, tutto lavorando, vivendo solo, smpre preoccupato di non pesare su nessuno e di aiutarela mia famiglia di origine. Certo, volevo e voglio essere protettivo ci tengo a fare in modo che la donna che sta con me si senta una regina, sempre coccolata e gratificata dal mio amore, però.... ci deve essere - nel rispetto dei caratteri - reciprocità. Io non ho avuto l'umiltà di chiederla, di dirle che stavo male e così sono andato a cercarmi il rimedio e lagratificazione altrove. Se ripercorro il cammino, la scelta di tradire è proprio figlia della mia incapacità di chiedere aiuto, di dire di no alle persone a cui vuoi bene. Questo non comporta assoluzione, anzi... quella noi crediamo essere una manifestazione di forza - essere indipendenti - in realtà è solo insicurezza. un abbraccio

bastardo dentro
 
O

Old alnair

Guest
Io penso che era evidente qual'era (è) il tuo problema. Lo enunci bene.

E penso che con il tempo ti abituerai anche ai nostri toni, che a volte sono duri e non fanno sconti a nessuno.

Ma non nascondono cattiveria perché, qui tutti te lo possono testimoniare, si ASCOLTA TUTTI. E nei limiti del possibile si cerca di essere d'aiuto.

Pero' perché si stabilisca empatia occorre che si parli chiaro. A volte ci vuole un po' per arrivare al nucleo del problema.

Il tuo è evidente che non è l'amante.

Di lui non parli né bene né male, non ne parli proprio. E' meramente strumentale.

Il tuo orizzonte visivo - emotivamente - è il marito (ex? Come diceva Toto'..."ma mi faccia il piacere!").
Io sono sempre dell'idea che il marito, a priori, sia sempre piu' importante di qualunque amante. Anche quando (raramente ma capita) arriva una tutta trulla (buon per lei....) che dice "Ho lasciato mio marito perché ho trovato un uomo meraviglioso", resto convinta che se...la stia raccontando.

E il rapporto con il marito resta, emotivamente, sempre centrale.

Poi per carità nella vita si cambia anche, è lecito lasciarsi, è lecito rifarsi una vita, tutto quello che voi.

Ma psicologicamente il fantasma di Lord Macbeth - per le ladies - non è facile da buttare giu' dalla torre. Ci vanno anni di SERIA elaborazione (o il piu' completo denial - diniego della realtà - , ma tu non mi sembri tipo da piu' completo denial....).

Per cui affrontiamo le cose con il loro nome, e i nostri dolori e limiti per quello che sono, non per quello che agiograficamente vorremmo che fossero (il generico lamento "vorrei che mio marito mi lasciasse andare" a mio avviso, sono dura, lascia il tempo che trova quanto "non esistono piu' le mezze stagioni": se una vuole davvero, si alza e se ne va!)

Un abbraccio!
Come persona mi manca tantissimo ma se devo essere sincera quello che mi manca è quello che ho sempre desiderato che lui mi desse; il fatto che tutto questo non sia arrivato quando lo desideravo mi fa sentire un fallimento.
Se mi concentro a pensare a quello che in realta era il nostro rapporto mi viene da scappare.
Non parlo dell'amante perchè non è lui il problema?
Hai ragione su una cosa...devo imparare a tirar fuori tutte le cose.
Ora però non ce la faccio, l'amante che adoro, che vorrei respirare ogni attimo...è in realtà un amore tormentato e impossibile.
Non riesco in questo momento è troppo dura per me discutere anche questo.
Sento di dover procedere per gradini...
il primo è il rapporto coi figli il secondo riuscire a staccarmi veramente dalla dipendenza emotiva del marito e quindi imparare a vivere sola...risolvere i casini con l'amante sarà sicuramente l'ultimo proprio perchè solo se risolverò gli altri anche questo potrebbe risolversi
 

Bruja

Utente di lunga data
alnair

Come persona mi manca tantissimo ma se devo essere sincera quello che mi manca è quello che ho sempre desiderato che lui mi desse; il fatto che tutto questo non sia arrivato quando lo desideravo mi fa sentire un fallimento.
Se mi concentro a pensare a quello che in realta era il nostro rapporto mi viene da scappare.
Non parlo dell'amante perchè non è lui il problema?
Hai ragione su una cosa...devo imparare a tirar fuori tutte le cose.
Ora però non ce la faccio, l'amante che adoro, che vorrei respirare ogni attimo...è in realtà un amore tormentato e impossibile.
Non riesco in questo momento è troppo dura per me discutere anche questo.
Sento di dover procedere per gradini...
il primo è il rapporto coi figli il secondo riuscire a staccarmi veramente dalla dipendenza emotiva del marito e quindi imparare a vivere sola...risolvere i casini con l'amante sarà sicuramente l'ultimo proprio perchè solo se risolverò gli altri anche questo potrebbe risolversi

Molto chiara ed onesta la tua esposizione, ma a questo punto, finchè non ci saranno tutte le tessere del mosaico, sarà difficile darti risposte fattive.... e ti dirò, che non tutto fosse stato detto mi sembrava abbastanza orobabile.... hai delle evidenti resistenze ed è giusto che tu ti apra quando sari pronta.
Nel frattempo sai che ci siamo.... anche solo per un saluto, una parola....
Bruja
 

Verena67

Utente di lunga data
Come persona mi manca tantissimo ma se devo essere sincera quello che mi manca è quello che ho sempre desiderato che lui mi desse; il fatto che tutto questo non sia arrivato quando lo desideravo mi fa sentire un fallimento.
Se mi concentro a pensare a quello che in realta era il nostro rapporto mi viene da scappare.
Non parlo dell'amante perchè non è lui il problema?
Hai ragione su una cosa...devo imparare a tirar fuori tutte le cose.
Ora però non ce la faccio, l'amante che adoro, che vorrei respirare ogni attimo...è in realtà un amore tormentato e impossibile.
Non riesco in questo momento è troppo dura per me discutere anche questo.
Sento di dover procedere per gradini...
il primo è il rapporto coi figli il secondo riuscire a staccarmi veramente dalla dipendenza emotiva del marito e quindi imparare a vivere sola...risolvere i casini con l'amante sarà sicuramente l'ultimo proprio perchè solo se risolverò gli altri anche questo potrebbe risolversi

Anche!


ora tutto si chiarisce....stai saltando senza rete....

Non è facile per niente, lo comprendo.

Un abbraccio!
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Anche. Ma sostanzialmente lasci un legame primario come il matrimonio...per il niente (tormentato e impossibile = Sposato?).

Bacio!
Vere non scordare che quel legame primario lei l'ha reciso anche indipendentemente dall'altro...non sempre si lascia un ramo solo se già ci si è attaccati a un altro...specie se già coi piedi si è per terra..

Il punto è quello...ha i piedi già ben piantati per terra?
 
O

Old alnair

Guest
Si, semplificando è così. nel mio caso non puoi non percepire una forma di amore ma non è quello che tu vorresti, o meglio, ci sono fasi della vita in cui sembra bastarti ed altre in cui la mancanza di un appoggio di qualcuno che ti aiuti a risolvere i problemi sembra insormontabile. Io sono cresciuto in fretta lavoro da quando ho 18 anni, ho sempre giocato per arrotondare... nel mentre facevo l'uniersità prima, l'esame di stato poi, tutto lavorando, vivendo solo, smpre preoccupato di non pesare su nessuno e di aiutarela mia famiglia di origine. Certo, volevo e voglio essere protettivo ci tengo a fare in modo che la donna che sta con me si senta una regina, sempre coccolata e gratificata dal mio amore, però.... ci deve essere - nel rispetto dei caratteri - reciprocità. Io non ho avuto l'umiltà di chiederla, di dirle che stavo male e così sono andato a cercarmi il rimedio e lagratificazione altrove. Se ripercorro il cammino, la scelta di tradire è proprio figlia della mia incapacità di chiedere aiuto, di dire di no alle persone a cui vuoi bene. Questo non comporta assoluzione, anzi... quella noi crediamo essere una manifestazione di forza - essere indipendenti - in realtà è solo insicurezza. un abbraccio

bastardo dentro
mi scuso per la sparizione ma ho avuto un pessimo fine settimana.
Carissimo B.D. come dirti che sembri veramente il mio specchio...giovedì ho incontrato mio marito per strada...brutto incontro...ci siamo messi a camminare e abbiamo tirato fuori rancori a non finire.
Il tirare fuori rancori è sintomo chiaro della mia inscurezza. Se tuttte le cose le avessi dette da subito non mi troverei a questo punto.
Se però devo essere sincera in realtà io le tiravo fuori ...probabilmente con poca determinazione.
Quando dicevo cosa non andava o di cosa avrei avuto bisogno avevo comunque un atteggiamento di protezione nei suoi confronti; insomma, sotto sotto gli dicevo "ma non ti preoccupare so che sei fatto cosi e ti amo ugualmente"
 
O

Old alnair

Guest
Vere non scordare che quel legame primario lei l'ha reciso anche indipendentemente dall'altro...non sempre si lascia un ramo solo se già ci si è attaccati a un altro...specie se già coi piedi si è per terra..

Il punto è quello...ha i piedi già ben piantati per terra?
Grazie per questa precisazione.
Non riesco a volte a capire perchè tutti ed in primis il marito si dimenticano che la rottura è arrivata prima.
Sembra che il motivo per cui un matrimonio si possa rompere sia solo il tradimento...tutto il resto non conta
 
O

Old alnair

Guest
Anche. Ma sostanzialmente lasci un legame primario come il matrimonio...per il niente (tormentato e impossibile = Sposato?).

Bacio!
E' una persona che conosco da tanto tempo (almeno 13 anni), negli anni mi ha insegnato ad amare un qualcosa che nemmeno pensavo esistesse per me.
Dopo che ho lasciato il marito la prima volta ci siamo trovati a fare insieme una cosa impegnativa e quando ormai ci sentivamo sicuri di esserci riusciti ci siamo tranquillizzati a vicenda con un abbraccio.
Quell'abbraccio per me è stato fatale.
Normalmente sono sempre rigida anche col marito lo ero, quasi per marcherare continuamente le mie debolezze, ma in quell'abbraccio è scattato uno strano meccanismo e mi sono sentita completamente rilassata; in me non esisteva più nessuna rigidità.
Tormentato e impossibile=sposato?
No non è sposato...ma forse è peggio.
Non ho ancora il coraggio di parlarne.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
E' una persona che conosco da tanto tempo (almeno 13 anni), negli anni mi ha insegnato ad amare un qualcosa che nemmeno pensavo esistesse per me.
Dopo che ho lasciato il marito la prima volta ci siamo trovati a fare insieme una cosa impegnativa e quando ormai ci sentivamo sicuri di esserci riusciti ci siamo tranquillizzati a vicenda con un abbraccio.
Quell'abbraccio per me è stato fatale.
Normalmente sono sempre rigida anche col marito lo ero, quasi per marcherare continuamente le mie debolezze, ma in quell'abbraccio è scattato uno strano meccanismo e mi sono sentita completamente rilassata; in me non esisteva più nessuna rigidità.
Tormentato e impossibile=sposato?
No non è sposato...ma forse è peggio.
Non ho ancora il coraggio di parlarne.
Oh santo cielo!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
la tua reazione mi fapensare che devo seriamente preoccuparmi....non che non lo sapessi già...ma leggere la tua frase me lo ha sottolineato
Credo di aver capito e non credo che una cosa del genere sia irrilevante nel determinare non solo le possibilità di futuro del rapporto, ma proprio il tipo di rapporto
 

Bruja

Utente di lunga data
????

Sono perplessa perchè pensare di aver capito non è aver chiaro come stiano proprio le cose, anzi le sensazioni.
E' chiaro che non aver parlato e detto con serietà pretendendo di essere ascoltata circa i problemi, al tempo ha alienato parecchie delle possibilitàù risolventi , ma adesso se devo essere sincera vorrei capire "dentro" cosa veramente vuoi, cosa pensi sia giusto e cosa ti sta facendo sentire come se avessi una impotenza comportamentale....
Bisogna cercare di appartare il momento che ti affligge per pensare, anche se è dura, a quello che potrebbe essere un progetto futuro per la tua vita.
Bruja
 
O

Old alnair

Guest
Sono perplessa perchè pensare di aver capito non è aver chiaro come stiano proprio le cose, anzi le sensazioni.
E' chiaro che non aver parlato e detto con serietà e pretesa di essere ascoltata quali erano i problemi ha alienato parecchie delle possibilitàù risolventi al tempo, ma adesso se deco essere sincera correi capire "dentro" cosa veramente vuoi, cosa pensi sia giusto e cosa ti sta facendo sentire come impotente....
Bisogna cercare di appartare il momento che ti affligge per pensare, anche se è dura, a querllo che potrebbe essere un progetto futuro per la tua vita.
Bruja
Credo sia questo il vero nocciolo della questione.
Sono sempre stata pronta a decidere, organizzare e risolvere per gli altri ma ora che lo devo fare per me stessa ho proprio perso la strada.
Quel poco che ho chiaro sembra irrealizzabile.
 

Bruja

Utente di lunga data
alnair

Credo sia questo il vero nocciolo della questione.
Sono sempre stata pronta a decidere, organizzare e risolvere per gli altri ma ora che lo devo fare per me stessa ho proprio perso la strada.
Quel poco che ho chiaro sembra irrealizzabile.
Ho leggermente "risistemato il mio post" ma il senso è invariato.... sai quello che credo, ma è una sensazione e quindi potrei non centrare perfettamente il problema, non è tanto il sapere quel che vuoi, ma il non credere in partenza che possa avverarsi... C'è in te come una resistenza oggettiva, e temo invece che sia soggettiva e non te ne accorga.... forse non ci credi abbastanza o forse non riponi abbastaza fiducia verso le condizioni che dovrebbero cambiare.
Comunque non fare in modo che un giorno ti venga da dirti, chissà, magari se ci avessi provato??!!..... Nulla è gratuito, specie se porta alla realizzazioni delle nostre speranze. In fondo non agire sai che pèorta ad un unico risultato, ma provandoci possono essere talmente tante le interazioni che nulla va dato per scontato.
Bruja
 
Stato
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