Ho un amante da più di anno ... ho bisogno di consigli ...

Brunetta

Utente di lunga data
Anche a me i razzisti infastidiscono.

Mi infastidiscono perchè mi fanno scattare impotenza. Non posso farci proprio niente. In modo diretto.

E mi infastidisco perchè tendo a diventare razzista coi razzisti. :carneval:

Quindi li sento vicini, per certi versi. E giudico.

E non mi piace giudicare, più che altro non mi piaccio io quando lo faccio.

Nelle relazioni uomo-donna in particolare. Ma credo che in tutte le relazioni scattino riconoscimenti, difese, disconoscimenti...è uno dei sensi della relazione. Lo specchiamento.

Mi fa innervosire rendermi conto che spesso mi fermo alla differenziazione, evito l'identificazione libera e quindi perdo nutrimento per l'individuazione. Poi mi ricordo che ho tempo. E mi calmo.:D
Vero che fanno scattare la voglia di bastonarli.
 

Falcor

Escluso
Nuoooo
io e mia sorella ne facevamo parodie
Guardavamo insieme ste robe e commentavamo peggio della Gialappa's
C'ho quasi voglia di rivedere una puntatona super trash
All'epoca non esistevano i meme, per noi c'erano i personaggi di Andrea Celeste per stigmatizzare e descrivere in un'immagine il mondo. Soprattutto prendere per i fondelli il parentado :D
Ma ricordi quanto tempo ci metteva ad attraversare il salotto? Mentre camminava le venivano in mente duemila anni precedenti di angherie subite e ingiustizie :D Aveva due massimo tre espressioni l'attrice (Andre Del Boca, ancora lo ricordo :cool:), quella triste, quella tristissima e quella da funerale :rotfl:


Ti ringrazio. Mi domandavo chi fosse la riccioluta. Ma quando è andata in onda sta roba?
Io ero piccolo e mia nonna era ancora viva quindi anni 80 sicuro, ma almeno giù a Napoli le tv locali lo han riproposto fino a pochi anni fa :eek:

pomeriggio con sentimento ? Questo non lo ricordo nemmeno io e Andrea celeste l'ho riconosciuta solo dopo che l'ha citata @Falcor :D mentre la bella figheira della marchesini la ricordo benissimo :rotfl:
Beh quando faceva all'inizio Andrea Celeste non c'era ancora la Rossetti in TV, la Rossetti arrivò con quell'altro capolavoro che era Cuore Selvaggio :D
[MENTION=5281]Ecate[/MENTION] di Cuore Selvaggio che mi dici? :rotfl: C'era il figaccione Juan del Diablo interpretato dal compianto Edoardo Palomo che quando andava ospite dalla Rossetti faceva scivolare mutande con la sola imposizione del capelo fluente.

Non chiedetemi perché so tutte queste cose, ho avuto una adolescenza diversamente divertente :D
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma ricordi quanto tempo ci metteva ad attraversare il salotto? Mentre camminava le venivano in mente duemila anni precedenti di angherie subite e ingiustizie :D Aveva due massimo tre espressioni l'attrice (Andre Del Boca, ancora lo ricordo :cool:), quella triste, quella tristissima e quella da funerale :rotfl:




Io ero piccolo e mia nonna era ancora viva quindi anni 80 sicuro, ma almeno giù a Napoli le tv locali lo han riproposto fino a pochi anni fa :eek:



Beh quando faceva all'inizio Andrea Celeste non c'era ancora la Rossetti in TV, la Rossetti arrivò con quell'altro capolavoro che era Cuore Selvaggio :D
@Ecate di Cuore Selvaggio che mi dici? :rotfl: C'era il figaccione Juan del Diablo interpretato dal compianto Edoardo Palomo che quando andava ospite dalla Rossetti faceva scivolare mutande con la sola imposizione del capelo fluente.

Non chiedetemi perché so tutte queste cose, ho avuto una adolescenza diversamente divertente :D
Grazie. Ero certa che fosse un periodo in cui avevo da fare (figli piccoli) e ricordo Eduardo Palomo, tamarrissimo, presentato come sexy simbolo.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Ma ricordi quanto tempo ci metteva ad attraversare il salotto? Mentre camminava le venivano in mente duemila anni precedenti di angherie subite e ingiustizie :D Aveva due massimo tre espressioni l'attrice (Andre Del Boca, ancora lo ricordo :cool:), quella triste, quella tristissima e quella da funerale :rotfl:




Io ero piccolo e mia nonna era ancora viva quindi anni 80 sicuro, ma almeno giù a Napoli le tv locali lo han riproposto fino a pochi anni fa :eek:



Beh quando faceva all'inizio Andrea Celeste non c'era ancora la Rossetti in TV, la Rossetti arrivò con quell'altro capolavoro che era Cuore Selvaggio :D
@Ecate di Cuore Selvaggio che mi dici? :rotfl: C'era il figaccione Juan del Diablo interpretato dal compianto Edoardo Palomo che quando andava ospite dalla Rossetti faceva scivolare mutande con la sola imposizione del capelo fluente.

Non chiedetemi perché so tutte queste cose, ho avuto una adolescenza diversamente divertente :D
Maroooo non ricordo un cacchio :singleeye:
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Ti urtano proprio un sacco. Chissà in cosa ti offendono :)

Mi ricordo che qualche anno fa non li tolleravo. Li disprezzavo moltissimo. E siccome sono tenerella, ci giocavo al gatto col topolino...e mi piaceva molto umiliarli e destabilizzarli nella loro parte più fragile. Il cazzo :D

Se non ci giocavo, li disprezzavo e basta. Comunque. E mi infastidivano tantissimo.

Mi sono resa conto che urtavano le mie insicurezze sulla mia femminilità. Mi mandava in sfida il fatto che credessero che con quattro moine, qualche cena potessero pensare di farsi una trombata o anche soltanto avere la mia attenzione.
In realtà me la prendevo con loro, ma quella insicura ero io. Insicura della mia femminilità e del mio "potere decisionale". Loro, con il loro modo di proporsi, osavano mettere in discussione i miei appigli.

Adesso mi fanno tenerezza per il semplice motivo che non mi sento più di dover dimostrare a nessuno cosa voglio, come lo voglio, da chi lo voglio. Lo so io. E tanto basta. :)

E non mi sembrano più ometti bavosi...li vedo solo maschi insicuri di se stessi, in cerca di costante rassicurazione su loro stessi, e non autonomi nel rassicurarsi da soli. Oltre che scarsamente in comunicazione col loro cazzo. Che trattano come un totem...a cui si inchinano.

E a me semplicemente non piacciono i cazzocentrici. Sono noiosi.

E sono talmente schiavi del loro cazzo, che non sono liberi di darlo a me...e mi tolgono il divertimento :D

A quel punto anche l'amore, e non penso lo sia in queste condizioni, diventa una manfrina, che mi delude moltissimo.
E l'ennesimo modo per cercare rassicurazione da me.

Che noia...meglio l'aperitivo!:carneval:
Ecco.. sul neretto una risposta di controcalcolo... riallacciandomi a quanto dicevo prima...

Parlando per me, quando "praticavo" più che "convinzione" era "speranza"..

Probabilmente immaginavo che potevo giocarmi quelle carte perché quelle avevo.. ma non c'era in realtà una valutazione seria di chi mi stava davanti, più una (vera o presunta) consapevolezza mia...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mah...forse il mio fastidio è causato da una sorta di empatia nei confronti della gente avvicinata da soggetti che non mi piacciono assolutamente. Anche io li sento a una distanza siderale da me, se al mondo fossimo soli probabilmente staremmo ognuno al polo opposto.
Esempio, io mi inalbero molto di più che certi soggetti (viscidi, vomitosi e bislacchi) possano far male a qualcuno a me vicino. In genere da parte mia c'è quell'indifferenza di cui parli se si rivolgono a me. Però no, tenerezza no. Tutt'al più appunto indifferenza.
Quando mi inalbero lo faccio sempre per altre persone, non per me.
Beh..l'empatia è fondamentalmente riconoscimento di emozione dell'altro in sè.

Questo significa che quell'emozione è pre-presente in te. Quindi la vedi negli altri.

Forse conosci il male che possono fare, emozionalmente, perchè l'hai vissuto in un qualche modo e quindi passi attraverso la protezione dell'altro per riconfermarti che tu ti sai proteggere.

Si fanno giri strani. Anche attraverso gli altri.

Ma di solito quando scattano i meccanismi emozionali che portano rabbia, fastidio, sotto c'è altro.
La rabbia non è un'emozione primaria. Ha una funzione di copertura. E di difesa.

A me la rabbia scatta quando vado in allarme. E vado in allarme quando sono insicura di qualcosa. E quel qualcosa di solito è qualcosa che non è al suo posto, di cui istintivamente non mi fido in me. Ho imparato ad ascoltare la rabbia e andarci sotto. Trovo sempre cose interessanti. :)

Credo sia un continuo lavoro di aggiustamento e miglioramento. Che finisce con la morte questo. Se lo si vuol fare.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Vero che fanno scattare la voglia di bastonarli.
Esatto..e poi finisce che mi incazzo perchè il tempo che perdo a gestire quel desiderio, lo tolgo a me.

E il mio tempo è prezioso. Voglio poter decidere da sola come sprecarlo.

E non perchè non so gestire l'effetto che mi fa un razzista. Che tanto, anche se lo bastono, resta tale.

Quindi lo spreco sarebbe immenso.

Ovviamente se pestano i piedi a me, mi concedo il e al piacere di usare il mio tempo con loro. Non bastonando. Ma giocandoci ancora sì.

Ma solo se mi vengono sotto e dopo averli avvertiti non si spostano. Se mi invadono insomma.

Ma non capita mai...e quando sotto sotto mi parte un sommesso "purtroppo", mi rendo conto che ne ho ancora molta di strada da camminare per uscire dal giudizio, di me innanzitutto. Che il desiderio di avere ragione di qualcuno è il rovescio della ricerca di conferma della mia ragione. Fra le altre cose. Fra cui c'è una cosa ridicolissima..tipo cavaliere mascherato...delirio di onnipotenza all'opera..:facepalm: :)
 

Ecate

Utente di lunga data
Quelli a me no.

Però la posizione sociale (la sessualità) è un condizionamento che ho scardinato molto molto giovane. Anche grazie al lavoro che ho fatto.

Questi a me facevano scattare sadismo per il potere che legavano al cazzo. Alla posizione sociale.
Che non solo non riconoscevo, ma anche mi faceva scattare meccanismi di difesa di me.
Ferocissimi.

La parte più ferita, e più negata, di me è sempre stata la mia femminilità. Autodeterminazione

Sia in famiglia sia poi.

Quel potere attribuito al cazzo (alla posizione sociale) era l'ennesimo sfregio. L'ennesima provocazione.
L'ennesima messa in discussione della mia femminilità. Orgoglio e potere su me stessa
E io ero in guerra. :carneval:

Che poi loro, poveri cristi, neanche si rendessero conto..neanche mi ponevo la questione.

Era tutto un movimento emozionale. Paradossalmente emozioni che negavo. A cui quindi non avevo accesso. Per vessazione mia di me. Che proiettavo su di loro.

Avevo semplicemente tutte le ragioni.

Il rovescio di questo meccanismo...è finire succubi, non tanto dell'uomo, quanto della relazione con quell'uomo.
Mettendosi nel ruolo colei che si prende cura estrema.(Deve essere custodita) Maternage (filiage? O filliage?) :/

..la medaglia è sempre quella...scarsa consapevolezza di sè. Come femmina innanzitutto.
come individuo libero, con libertà di autodeterminazione
Wow
l'ho fatto mio
Mi piace vincere facile :D
OT ma non troppo: il film Frances con Jessica Lange rimarrà sempre un sunto delle mie angosce passate (e sempre risvegliabili)
 

Nicka

Capra Espiatrice
Beh..l'empatia è fondamentalmente riconoscimento di emozione dell'altro in sè.

Questo significa che quell'emozione è pre-presente in te. Quindi la vedi negli altri.

Forse conosci il male che possono fare, emozionalmente, perchè l'hai vissuto in un qualche modo e quindi passi attraverso la protezione dell'altro per riconfermarti che tu ti sai proteggere.

Si fanno giri strani. Anche attraverso gli altri.

Ma di solito quando scattano i meccanismi emozionali che portano rabbia, fastidio, sotto c'è altro.
La rabbia non è un'emozione primaria. Ha una funzione di copertura. E di difesa.

A me la rabbia scatta quando vado in allarme. E vado in allarme quando sono insicura di qualcosa. E quel qualcosa di solito è qualcosa che non è al suo posto, di cui istintivamente non mi fido in me. Ho imparato ad ascoltare la rabbia e andarci sotto. Trovo sempre cose interessanti. :)

Credo sia un continuo lavoro di aggiustamento e miglioramento. Che finisce con la morte questo. Se lo si vuol fare.
Però la rabbia, la vera rabbia è qualcosa di raro. E scatta in situazioni limite, almeno per me.
Ho capito il tuo discorso e penso di poterlo condividere.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ecco.. sul neretto una risposta di controcalcolo... riallacciandomi a quanto dicevo prima...

Parlando per me, quando "praticavo" più che "convinzione" era "speranza"..

Probabilmente immaginavo che potevo giocarmi quelle carte perché quelle avevo.. ma non c'era in realtà una valutazione seria di chi mi stava davanti, più una (vera o presunta) consapevolezza mia...
Questa era una cosa che percepivo nettamente e mi mandava ai matti.

Come si permetteva di non prendermi seriamente???? A me???? :carneval:

anatema. (cit)

Adesso non sento il bisogno di essere valutata. Nè seriamente nè non seriamente. Non mi interessa più di tanto che venga fatto o non fatto.

Ma sento di poter valutare io il come e il cosa, innanzitutto, con cui viene o non viene fatto. E io decido. Il chi.
E cosa prendere e cosa buttare.

Allora questa libertà di me non l'avevo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Wow
l'ho fatto mio
Mi piace vincere facile :D
OT ma non troppo: il film Frances con Jessica Lange rimarrà sempre un sunto delle mie angosce passate (e sempre risvegliabili)
Che bello!!!!!!!! :):)

Pensa che roba...quando si becca il meccanismo, basta personalizzarlo e ci si ritrova...

è stupefacente!!

Siamo proprio esseri buffi e anche goffi!!:)

mai visto....me lo guardo!. Grazie dello spunto!
 

Skorpio

Utente di lunga data
Questa era una cosa che percepivo nettamente e mi mandava ai matti.

Come si permetteva di non prendermi seriamente???? A me???? :carneval:

anatema. (cit)

Adesso non sento il bisogno di essere valutata. Nè seriamente nè non seriamente. Non mi interessa più di tanto che venga fatto o non fatto.

Ma sento di poter valutare io il come e il cosa, innanzitutto, con cui viene o non viene fatto. E io decido. Il chi.
E cosa prendere e cosa buttare.

Allora questa libertà di me non l'avevo.
:rotfl::rotfl: ma sono atteggiamenti fissi...

non vanno presi troppo sul serio... :carneval::rotfl:
 

Ecate

Utente di lunga data
[MENTION=5748]Falcor[/MENTION] io mi ero incagliata su Andrea Del Boca e oltre non sono andata
tra l'altro devo averne seguite più d'una facendo confusione con le trame, perché erano tutte simili
Ero ipnotizzata da Tereza, la perfida, personaggio che appariva in due telenovelas diverse con lo stesso nome e lo stesso turbante
Mi faceva morire il thè al veleno, che arrivava a fine serie come deus ex machina
Il personale di servizio, quasi sempre ridotto a macchietta
I riconoscimenti di paternità
I rallenty e i vestiti assurdamente infantili di lei, a rimarcarne l'innocente purezza.
Anni dopo ho studiato Goldoni e ho pensato
"io tutta questa roba qui la so già"
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Però la rabbia, la vera rabbia è qualcosa di raro. E scatta in situazioni limite, almeno per me.
Ho capito il tuo discorso e penso di poterlo condividere.
Cosa intendi per rabbia vera?

Pensa che io la sento, in me e intorno a me, ancora prima che si manifesti.

Come un cambio di pressione dell'aria.

E poi riconosco i segni. Sul corpo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
:rotfl::rotfl: ma sono atteggiamenti fissi...

non vanno presi troppo sul serio... :carneval::rotfl:

eh...:carneval::rotfl:

edit: se mi dici che sono carina, e io non sono mica tanto sicura e sono anche incazzosa, il primo riflesso è incollarti al muro.
E non per farti piacere. Il piacere è solo mio, ed è quello di metterti in difficoltà almeno il doppio di quanto lo sono io. Come osi mettermi in discussione con me stessa...stronzo!!:D:D
 
Ultima modifica:

Nicka

Capra Espiatrice
Cosa intendi per rabbia vera?

Pensa che io la sento, in me e intorno a me, ancora prima che si manifesti.

Come un cambio di pressione dell'aria.

E poi riconosco i segni. Sul corpo.
Sai a volte si dice "mi fa rabbia questa cosa", ma è solo un modo di dire nei confronti di una cosa che semplicemente infastidisce, come una zanzara di notte. Una sensazione diffusa che tenti di scacciare riuscendoci anche in breve.
La rabbia vera (che conosco io) è quella che appunto sento nell'aria e sul corpo. A me stringe lo stomaco e mi fa stringere i denti e le mani, mi fa chiudere ovunque. Per fortuna la provo raramente.
 

Nicka

Capra Espiatrice
:rotfl::rotfl::rotfl:
Perché è la stessa roba!
Pure la simbologia dell'infantilismo negli abiti
Cambiano i dettagli, che per una serie di coincidenze fortuite mi avevano portata a leggere quella telenovela come parodia della realtà
Immagino che i capelli di lui simboleggino l'entrata di lei nella vita sessualmente attiva...:rotfl::rotfl::rotfl:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sai a volte si dice "mi fa rabbia questa cosa", ma è solo un modo di dire nei confronti di una cosa che semplicemente infastidisce, come una zanzara di notte. Una sensazione diffusa che tenti di scacciare riuscendoci anche in breve.
La rabbia vera (che conosco io) è quella che appunto sento nell'aria e sul corpo. A me stringe lo stomaco e mi fa stringere i denti e le mani, mi fa chiudere ovunque. Per fortuna la provo raramente.
Beh..quello è un estremo. In termini di intensità. E' quella che si è caricata e caricata. E poi arriva lì.
E poi finisce in esplosione o in implosione. Per difesa. Serve per sfogare le emozioni che si sono accumulate per arrivare lì. Tipo la valvola della pentola a pressione.

Non si può tenerla come riferimento. O meglio. La si può tenere come riferimento sapendo che è un estremo di intensità.

Ma è uno spettro emozionale la rabbia. E si compone nel campo emozionale.
 
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