Succhiatore di emozioni

Tessa

Escluso
Tulip, cerchiamo con calma di confrontarci su una frase che tu hai scritto e che ha dato origine al mio post.
"spesso traballo nel mio cammino, e ho sempre avuto bisogno di una persona che mi bilanciasse".


Se io dicessi "Non so stirare, e ho sempre avuto bisogno di una donna che mi stirasse le camicie al mio fianco", che tipo di giudizio daresti nei miei confronti?
Penseresti che io cerchi dei partner funzionali alle mie necessità.
Ovviamente parlando di atti o cose materiali, la cosa diventa più palese.
Ma anche scrivere:
"Io sempre sempre avuto bisogno di una persona che mi ami al mio fianco", rivela una necessità da soddisfare in una coppia, e un bisogno che sembra anteporsi alla persona.
Se io ti dico che questo non porta equilibrio se non in apparenza, ovvero finché dura l'atto o lo stato la coppia funziona, ho torto?
Finché la moglie stira o mi ama, la coppia resta in piedi.
Ma quando lei smette di stirare?
O per varie ragioni non mostra più di amarmi come prima (metti, per colpa di un mio tradimento, per esempio).
I bisogni in una coppia ci sono, ci mancherebbe, ma sono conseguenti alla volontà di "dare" alla persona gran parte di sé, senza chiedere, ma ricevendo spontaneamente.
E questo è un equilibrio reale, in cui se vengono a mancare parti ci si ritrova lo stesso, in cui si assorbono bene i colpi, inevitabili, che la vita ci dà.
Quando tu "davi" nelle coppie in cui stavi, inconsciamente ti ritrovavi a osservare anche quello che ricevevi?
Verde.
Penso che Tulip dovrebbe restare a confrontarsi con te.
 

Skorpio

Utente di lunga data
RI-RI-RIPETO mi interessava avere un dialogo alla pari, sennò non scrivevo nel 3d, (facevo la superficiale parlando solo di cose cucciolose) le sentenze senza approfondimento no. Io non le dò, quindi mi spiace quando vengono rivolte a me. Se poi continui ad andare a diritto pensando che io non voglia opinioni o dialogo....bè si vede che davvero sto parlando un'italiano mediocre...cosa che purtroppo detesto, quindi evito di continuare a scrivere.



Guarda anche questo tuo dire "un'idea ce l'ho ma la tengo per me" non fa altro che confermare che sto parlando ostrogoto antico, e che continui a non capire cosa intendevo.
Il link alla mia storia non c'è perché per problemi personali l'ho dovuta togliere. Ma: RI-RI-RIPETO non pretendevo che la si conoscesse. Avrei apprezzato che uno mi facesse qualche domande invece di dirmi un netto "usi le persone". Ma a regola ho espresso questo. Avrai ragione.
Detto questo smetto questa amabile conversazione...perché più rispondo, più la gente mi dirà che la faccio lunga, o che alzo le barricate. Volevo solo dialogare col forum su questo argomento e scambiare opinioni e dialoghi....se però non mi trovo d'accordo con "usi le persone" e provo a spiegarmi meglio, ma ogni mia spiegazione viene presa come un'alzata di scudi...bo vabbè non ci posso fare nulla.

Semplicemente non voglio più stare male per questo forum....ho provato diverse volte a tornare. Questo forum per me doveva essere come per chiunque un posto dove raccontarmi e confrontarmi, ma se le mie risposte sono "alzate di scudi", o non riesco a farmi capire dagli altri come invece fanno le altre e gli altri, e devo continuare a rimanerci male, per me è inutile rimanere. Ho un modo sbagliato di pormi, non ci sono dubbi.
Quindi se unisco il fatto che non voglio più avere a che fare con alcune persone, al fatto che lo scopo del forum per me (ovvero quello di avere un dialogo tranquillo sul proprio modo di essere e un confronto, e una piccola isola in cui scrivere) non funzioni, perché non so pormi bene per farmi capire, nemmeno quando cerco di spiegarmi, ma devo solo scrivere frasi a cazzeggio, che posso tranquillamente fare su facebook o whatsapp...allora è inutile che continui a scrivere.

(Danny non è per te...questa è solo la goccia...non ce l'ho con te...e ho provato per quanto limitata dalle mie capacità a spiegarmi con te. Ma è semplicemente da tempo che penso di andarmene. Vi continuerò a leggere a tempo perso. Buona giornata a tutti quanti).
Tulip... io non son o tuo amico... mi voglio rivolgere a te come lo fossi...

Lo so che vuoi dialogo... lo so che vuoi ascolto.. lo so che ricerchi confronto...

questo a volte non è possibile.. si ricevono sentenze. o per così dire "giudizi", anche in buona fede, anche involontari..

può succedere.. succede qui, succede nella vita di tutti i giorni... succede...

succede a chiunque... ci sono anche i giudizi scritti e quelli non scritti... o non detti (nella realtà) ma può succedere...

Hai ragione a pensare che ciò non sia giusto... non è giusto.

ma succede....

e quando succede va considerata una occasione comunque.. per rafforzarsi, per interrogarsi, per capire gli altri, se non siamo stati compresi noi...

Starne male è umano e fa di te una persona molto umana... ma ci si può anche fortificare nella vita, e lo si fa proprio attraverso le difficoltà.. o l'incomprensione... o un ambiente esterno che non ti da le risposte che vorresti...

e non soltanto trovando proprio quello che abbisognerebbe.. che più che fortificare (e parlo per me) vizia

queste righe io non le scrivo per me, ma per TE

perché queste incomprensioni esisteranno ancora.. e non solo su questo forum.. per carità..
ma nella vita...

e prepararsi ad affrontarle ed a viverle con serenità, prendendo sempre il buono che può venirne, fa parte della vita..

Io comprendo il tuo disappunto... ma da questo disappunto possono nascerne muri.. o possono anche crollare quelli che forse c'erano,... o comunque può nascere qualcosa di positivo

sta a te..

nella negazione, nella privazione, nell'insoddisfazione di un bisogno può nascere qualcosa di buono e forte, non soltanto frustrazione e voglia di andarsene e sbattere la porta con rabbia...

questo è quanto di positivo sto cercando di trasmetterti da stamani...

ma a raccoglierlo sta a te.. se qualcosa di buono ci vedi....
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
RI-RI-RIPETO mi interessava avere un dialogo alla pari, sennò non scrivevo nel 3d, (facevo la superficiale parlando solo di cose cucciolose) le sentenze senza approfondimento no. Io non le dò, quindi mi spiace quando vengono rivolte a me. Se poi continui ad andare a diritto pensando che io non voglia opinioni o dialogo....bè si vede che davvero sto parlando un'italiano mediocre...cosa che purtroppo detesto, quindi evito di continuare a scrivere.



Guarda anche questo tuo dire "un'idea ce l'ho ma la tengo per me" non fa altro che confermare che sto parlando ostrogoto antico, e che continui a non capire cosa intendevo.
Il link alla mia storia non c'è perché per problemi personali l'ho dovuta togliere. Ma: RI-RI-RIPETO non pretendevo che la si conoscesse. Avrei apprezzato che uno mi facesse qualche domande invece di dirmi un netto "usi le persone". Ma a regola ho espresso questo. Avrai ragione.
Detto questo smetto questa amabile conversazione...perché più rispondo, più la gente mi dirà che la faccio lunga, o che alzo le barricate. Volevo solo dialogare col forum su questo argomento e scambiare opinioni e dialoghi....se però non mi trovo d'accordo con "usi le persone" e provo a spiegarmi meglio, ma ogni mia spiegazione viene presa come un'alzata di scudi...bo vabbè non ci posso fare nulla.

Semplicemente non voglio più stare male per questo forum....ho provato diverse volte a tornare. Questo forum per me doveva essere come per chiunque un posto dove raccontarmi e confrontarmi, ma se le mie risposte sono "alzate di scudi", o non riesco a farmi capire dagli altri come invece fanno le altre e gli altri, e devo continuare a rimanerci male, per me è inutile rimanere. Ho un modo sbagliato di pormi, non ci sono dubbi.
Quindi se unisco il fatto che non voglio più avere a che fare con alcune persone, al fatto che lo scopo del forum per me (ovvero quello di avere un dialogo tranquillo sul proprio modo di essere e un confronto, e una piccola isola in cui scrivere) non funzioni, perché non so pormi bene per farmi capire, nemmeno quando cerco di spiegarmi, ma devo solo scrivere frasi a cazzeggio, che posso tranquillamente fare su facebook o whatsapp...allora è inutile che continui a scrivere.

(Danny non è per te...questa è solo la goccia...non ce l'ho con te...e ho provato per quanto limitata dalle mie capacità a spiegarmi con te. Ma è semplicemente da tempo che penso di andarmene. Vi continuerò a leggere a tempo perso. Buona giornata a tutti quanti).
ciao, premetto che non ho letto un granché ma capita qui di dover ri -spiegare ciò che si scrive perché si viene interpretati diversamente dalle nostre intenzioni.
a me capita di frequente :D penso di scrivere " il cielo è blu " ed invece scopro che ho scritto " il cielo è plumbeo "
Alcune volte mi accorgo di non essermi spiegata bene, altre volte sono fraintesa, qualche volta me la piglio un po' troppo, poi passa ...
Tutto questo per dirti :
resta e scrivi :)
 

banshee

The Queen
[MENTION=6555]Tulipmoon[/MENTION] non te ne andare, per favore.

a me piace molto la tua forza e il tuo vigore nel rispondere, mi piace la tua gentilezza usuale e mi piace come sei capace anche di essere divertente e alleggerire.

resta :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io non sono sicura. Ma non tanto in quello che penso di me, ma perché, pur avendo un carattere deciso e tendenzialmente forte, spesso traballo nel mio cammino, e ho sempre avuto bisogno di una persona che mi bilanciasse, in cui vedessi un sostegno e una sicurezza. Gli uomini che riescono anche con un solo gesto o parola a farmi capire che non sto camminando su una fune tremolante, ma su una strada solida, riescono a farmi innamorare. Anche semplicemente ricordandomi che la vita può essere leggera, quando tendo a dimenticarlo.
Quando poi sono innamorata riesco anche io a bilanciare le insicurezze dell'altro (non credo ci sia nessuno di immune da insicurezze, purtroppo), ma quando l'amore da parte mia finisce, non riesco a sopportare nemmeno la più piccola insicurezza dell'altro, divento incapace di stargli accanto...e addirittura mi vedo, dopo poco, e stravolgendo la realtà, quella più sicura e forte della coppia.

Lo so, non è bello, soprattutto dopo che una persona ha sopportato le mie immense insicurezze/instabilità, ma, se non altro, ho imparato ad usare questo mio difetto come un campanello di allarme per capire quando le cose nella coppia non stanno andando. Non ho invece capito se le cose, quando arrivano a quel punto, possano essere salvabili, questo lo devo ancora capire...per ora non le ho salvate.
Il problema con la mia ultima storia è stato che iniziò in un momento in cui io ero in cerca di cambiamento della mia vita, stavo stravolgendo tutto quello che ero, ed ero a dei livelli di insicurezza fuori dalla norma mia...per cui mi sono attaccata a quella persona, ma quando sono tornata "me" l'equilibrio della coppia non era più bilanciato. Non si dovrebbe mai iniziare una storia quando uno dei due non è propriamente in sè, che sia che sta passando un brutto momento o anche solo che sia in una fase di cambiamento..perché quando quella persona torna ad essere stabile, potrebbe essere che l'equilibrio che ha con il compagno, diventi "sbilanciato" rispetto a quello che dovrebbe essere perché le cose vadano bene.

Per cui io forse la vedo un po' al contrario di Ermik, io mi sono sempre sentita in colpa per aver "succhiato le emozioni" delle persone con cui stavo, per aver portato il mio primo ragazzo a definire lo stare con me come lo stare su delle montagne russe fino ad arrivare a sentirmi dire che io lo trascinavo sul fondo con me, quando le cose alla fine sono andate a rotoli. Perché forse è vero. E si ci siamo bilanciati bene per anni, ma quando le cose sono finite per me, ho sentito di aver buttato tutto il suo sostegno nel cestino....mi sono sentita di averlo "usato". Per cui non capisco come tu @ermik possa vedere te o comunque le persone più "forti" nella coppia, esattamente come io vedo me o le persone più "deboli" nella coppia: qualcuno che si nutre dell'altro e ne riesce rafforzato.
Il tuo primo ragazzo è stato di una indelicatezza unica. Oltre che un gran paraculo.

Che sul fondo non è mai l'altro che trascina. Ci si va. E se fosse stato forse più presente a se stesso, sarebbe rimasto dove era dicendoti "oh! io sono qui. Quando hai fatto il tuo giro, torna, che ne parliamo.".

Questa è una persone che ha una posizione e che la mantiene.

Il forte e il debole...sono costruzioni giustificatorie. Per come la vedo io.
Che se sono debole,allora scarico la mia debolezza sulla forza dell'altro?
O, viceversa, se sono forte mi assumo le debolezze dell'altro?

Io sono del secondo genere. E mi sopravvaluto fra l'altro. Quindi finisco per massacrarmi. Finendo all'estremo opposto e cioè sottovalutandomi.
E mi sono massacrata assumendomi le responsabilità di chi stava molto comodo nel mio assumermi le responsabilità per entrambi.

Non era voluto o pensato in malafede. Semplicemente una struttura debole unita ad una pigrizia mentale ha messo lui in condizione di affidarsi a me. Totalmente, in termini affettivi.
E questo unito ad una mia inconsapevolezza di me...oltre che ad una gran fame di affetto di entrambi.

E io, dopo un periodo di grande gratificazione ho iniziato a sentirmi immensamente sola. E sovraccarica. Senza tempo e spazio per aver cura di me.

Ma l'ammore....la responsabilità di aver promesso impegno. Sono restata. Non è stato per niente intelligente.
Non lo rimpiango. Non avrei imparato quello che ho imparato.

Chi succhiava fra noi?

Io che mi nutrivo della sua debolezza e del suo affidamento o lui che si nutriva della mia durezza e della mia assunzione di responsabilità?

Io credo entrambi. Ci siamo vampirizzati a vicenda. Semplicemente.

E' bello? Non è bello?

Tulip...ma che cazzo conta se è bello o no?

Conta l'origine, per come la vedo io.
Ed entrambi eravamo persone affettivamente problematiche.
Ma facevamo quelli che l'ammore avrebbe resistito a tutto. E noi avremmo vinto.

I vampiri ci sono, come no, lo siamo tutti. Perchè tutti abbiamo bisogno di nutrimento.
E, relazionalmente parlando, non siamo vampiri solo se lo scambio del nutrimento è dichiarato.

Che è come carnefice e vittima...non esiste uno senza l'altro.
Non esiste vampiro senza chi si fa vampirizzare.

Se si uscisse dall'ottica in cui la colpevolezza di uno assolve l'altro, o viceversa, e si iniziasse a a ragionare in termini di dinamiche in costante movimento forse staremmo tutti un po' meglio.

Quindi hai usato?
Forse sì. MA non eri da sola.

Salvo tu stessi con un disabile.

Non è assoluzione. E' capire chi siamo e chi è l'altro.

In questa mia nuova esperienza relazionale, e mica lo so se è giusta o sbagliata, per ora so soltanto che le ansie si svelano anzichè rimanere sotterrate ed entambi, anche dolorando, ci esprimiamo, è dichiarato l'uso reciproco.

E' dichiarata la cura reciproca.

E mica per amore.

Io mi prendo cura di lui perchè se lui si sente bene, è disponibile con me. Sono dichiaratamente una stronza. Affettuosa.
E viceversa lui si prende cura di me perchè io sono più disponibile con lui. E' dichiaratamente uno stronzo. Affettuoso.

Ad ogni livello.

E' innanzitutto per me. Che mi piace prendermi cura di lui. E per lui è uguale.

Io sono stufa di tutta questa retorica dell'amore per cui si fa gratuitamente.
Io credo che la gratuità verso l'altro, sia la conseguenza del fare per sè in modo dichiarato.

E quando io, a cui viene detto come a te, che sono "intensa", parto nei miei gorghi, lui se ne sta dove ha voglia di stare e mi dice semplicemente "io sono qui. Fai quel devi. Ti aspetto."
E quando nei gorghi ci va lui, io faccio la stessa cosa.

E quel "ti aspetto" è dichiarato perchè per entrambi ne vale la pena.
Non tanto per l'idillio che costruiremo in futuro.
Quanto per il fatto che finora l'esserci aspettati ha portato significativi vantaggi, ognun per sè che poi sono ricaduti nella coppia.

Che si è formata quasi contro il nostro volere. Almeno consapevole.

Siam vampiri emotivi uno dell'altro?
Sì e no. Lui mi nutre e io nutro lui.

Ci comprenetriamo. E non ci compensiamo nè ci completiamo, per fortuna. Scapperei a gambe levate. E lui anche.
E sarebbe un'offesa. Io non voglio stampelle e lui neanche. CI facciamo compagnia camminandoci accanto. E i suoi bisogni e la sua cura si compenetra con la mia. DI questo abbiamo cura insieme.

Credo che la vera differenza fra adesso e tutte le mie esperienze precedenti, sia che è dichiarato. Come è dichiarata l'attenzione ognuno a sè nel verificare i confini e i limiti. Adesso, rispetto a prima, la debolezza e la forza di ognuno sono esplicitate. E ognuno ne ha cura per cercare completezza in sè da mettere poi in comune.

Ed è responsabilità individuale. Questa.

Traballiamo. Oscilliamo. Come tutti. Ci facciamo male. Fin tanto che il dolore è dolore utile, che porta evoluzioni individuali, va bene. Fin tanto che non distrae da se stessi. Fin tanto che non leva tempo e spazio ad ognuno.

Non penso esista l'assoluta sicurezza di non farsi male. Anzi penso esista la sicurezza di farsene.
Il punto è avere chiaramente sulla bilancia il piacere e il dolore. E cercare un equilibrio dinamico fra i due.

Lasciando che siano compresenti, che si alternino.
 

danny

Utente di lunga data
CI facciamo compagnia camminandoci accanto. E i suoi bisogni e la sua cura si compenetra con la mia. DI questo abbiamo cura insieme.

Credo che la vera differenza fra adesso e tutte le mie esperienze precedenti, sia che è dichiarato. Come è dichiarata l'attenzione ognuno a sè nel verificare i confini e i limiti. Adesso, rispetto a prima, la debolezza e la forza di ognuno sono esplicitate. E ognuno ne ha cura per cercare completezza in sè da mettere poi in comune.
Questo cose che hai scritto in particolare e che evidenzio isolandole mi piacciono particolarmente.
E si si deve riflettere sopra, lungamente.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
[video=youtube;iQj7MoVtIKA]https://www.youtube.com/watch?v=iQj7MoVtIKA[/video]

..film vecchiotto...sempre bello secondo me. :)

Al minuto 1.38 circa il vampiro, dice quello che i vampiri dicono..."don't see me".

I vampiri emozionali si nascondono.
Ma hanno bisogno del permesso per entrare in casa...ed è lo stesso permesso del non essere visti.:)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Questo cose che hai scritto in particolare e che evidenzio isolandole mi piacciono particolarmente.
E si si deve riflettere sopra, lungamente.
Con lui lo chiamiamo un "fatto che non può essere sfatto", perchè ognuno lo prende innanzitutto come apprendimento individuale.
Ma contemporaneamente ci ricordiamo vicendevolmente che ha la necessità di essere riconfermato ogni volta. Nei fatti e anche anche a parole. Senza cadere nello scontato.

E qui di solito cado io :eek:..che tendo a finire nel controllo, di me prima di tutto...e poi arrivo lagnandomi di me ed esponendo questa parte di cui ho molta vergogna, in verità...ma mi sto allenando a non aver vergogna di aver vergogna...e lui allena se stesso ad essere disponibile ma senza giocarcisi dentro tempi e spazi suoi...a costo di essere duri e crudi uno con l'altro :)

Ed è una gran sfaticata emotivamente parlando...però è anche proprio bello...io sto riflettendo sul fatto che forza e debolezza, come entità a se stanti non esistono...esistono insieme...siamo noi che siamo incriccati e tendiamo a incastrarci nell'una e nell'altra, cercando rassicurazioni su sè, sul ruolo...credo che lasciar andare, in una delle sue esplicazioni, riguardi questa cosa della forza e della debolezza...
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
[video=youtube;iQj7MoVtIKA]https://www.youtube.com/watch?v=iQj7MoVtIKA[/video]

..film vecchiotto...sempre bello secondo me. :)

Al minuto 1.38 circa il vampiro, dice quello che i vampiri dicono..."don't see me".

I vampiri emozionali si nascondono.
Ma hanno bisogno del permesso per entrare in casa...ed è lo stesso permesso del non essere visti.:)
Mi viene in mente anche "Il fantasma dell'Opera", di Webber.
 

banshee

The Queen
Con lui lo chiamiamo un "fatto che non può essere sfatto", perchè ognuno lo prende innanzitutto come apprendimento individuale.
Ma contemporaneamente ci ricordiamo vicendevolmente che ha la necessità di essere riconfermato ogni volta. Nei fatti e anche anche a parole. Senza cadere nello scontato.

E qui di solito cado io :eek:..che tendo a finire nel controllo, di me prima di tutto...e poi arrivo lagnandomi di me ed esponendo questa parte di cui ho molta vergogna, in verità...ma mi sto allenando a non aver vergogna di aver vergogna...e lui allena se stesso ad essere disponibile ma senza giocarcisi dentro tempi e spazi suoi...a costo di essere duri e crudi uno con l'altro :)

Ed è una gran sfaticata emotivamente parlando...però è anche proprio bello...io sto riflettendo sul fatto che forza e debolezza, come entità a se stanti non esistono...esistono insieme...siamo noi che siamo incriccati e tendiamo a incastrarci nell'una e nell'altra, cercando rassicurazioni su sè, sul ruolo...credo che lasciar andare, in una delle sue esplicazioni, riguardi questa cosa della forza e della debolezza...
buonaseeeeera :D avete chiamato?

:p
 

danny

Utente di lunga data
Con lui lo chiamiamo un "fatto che non può essere sfatto", perchè ognuno lo prende innanzitutto come apprendimento individuale.
Ma contemporaneamente ci ricordiamo vicendevolmente che ha la necessità di essere riconfermato ogni volta. Nei fatti e anche anche a parole. Senza cadere nello scontato.

E qui di solito cado io :eek:..che tendo a finire nel controllo, di me prima di tutto...e poi arrivo lagnandomi di me ed esponendo questa parte di cui ho molta vergogna, in verità...ma mi sto allenando a non aver vergogna di aver vergogna...e lui allena se stesso ad essere disponibile ma senza giocarcisi dentro tempi e spazi suoi...a costo di essere duri e crudi uno con l'altro :)

Ed è una gran sfaticata emotivamente parlando...però è anche proprio bello...io sto riflettendo sul fatto che forza e debolezza, come entità a se stanti non esistono...esistono insieme...siamo noi che siamo incriccati e tendiamo a incastrarci nell'una e nell'altra, cercando rassicurazioni su sè, sul ruolo...credo che lasciar andare, in una delle sue esplicazioni, riguardi questa cosa della forza e della debolezza...
Verissimo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi viene in mente anche "Il fantasma dell'Opera", di Webber.
Sì...nella versione tragica dello strappare la maschera...prima di andare...ricordo bene?

Io credo che tutti indossiamo la maschera...solo quando si sente di poterla togliere, rivelando anche la parte mostruosa...si possa iniziare ad incontrarsi.

A volte strappare la maschera all'altro serve per sfuggire.

A volte è la spintarella che poteva servire...ma per liberare se stessi. Non l'altro.

Che è la risposta al "don't see me"...lucy è libera quando decide di vedere, uscendo dalle sue illusioni. Vampiro incluso. E quando il vampiro non si nasconde più, nelle sue illusioni di recuperare un passato ormai andato, lei può decidere di baciarlo davvero, lasciandolo andare. E ritrovando anche se stessa. E lui può andare. Liberato.

Chi era il forte fra loro?

Credo che ci sia reciprocità e compenetrazione quando ognuno leva la propria maschera spontaneamente.
E non per mostrarsi all'altro. E non avendo l'altro come motivazione.

Ma per essere liber* semplicemente di essere ciò che si è. Mostruosità incluse.
 

brenin

Utente
Staff Forum
Con lui lo chiamiamo un "fatto che non può essere sfatto", perchè ognuno lo prende innanzitutto come apprendimento individuale.
Ma contemporaneamente ci ricordiamo vicendevolmente che ha la necessità di essere riconfermato ogni volta. Nei fatti e anche anche a parole. Senza cadere nello scontato.

E qui di solito cado io :eek:..che tendo a finire nel controllo, di me prima di tutto...e poi arrivo lagnandomi di me ed esponendo questa parte di cui ho molta vergogna, in verità...ma mi sto allenando a non aver vergogna di aver vergogna...e lui allena se stesso ad essere disponibile ma senza giocarcisi dentro tempi e spazi suoi...a costo di essere duri e crudi uno con l'altro :)

Ed è una gran sfaticata emotivamente parlando...però è anche proprio bello...io sto riflettendo sul fatto che forza e debolezza, come entità a se stanti non esistono...esistono insieme...siamo noi che siamo incriccati e tendiamo a incastrarci nell'una e nell'altra, cercando rassicurazioni su sè, sul ruolo...credo che lasciar andare, in una delle sue esplicazioni, riguardi questa cosa della forza e della debolezza...
Senza l'esternazione della debolezza penso non si potrebbe mai provare la gioia di quel momento in cui avviene... ovviamente ci vuole tempo,la persona giusta,ma penso che sia uno dei più bei "regali" ( o dimostrazione del legame profondo che unisce due persone ) che ci si possa fare.... Perchè è coraggio di esporsi,mettersi in gioco,donare/permettere all'altra persona di scoprire qualcosa di intimo chissà per quanto tempo gelosamente custodito o che forse non si immaginava di possedere ( a livello di sensazioni e stati d'amino ).
 

Nicka

Capra Espiatrice
[video=youtube;iQj7MoVtIKA]https://www.youtube.com/watch?v=iQj7MoVtIKA[/video]

..film vecchiotto...sempre bello secondo me. :)

Al minuto 1.38 circa il vampiro, dice quello che i vampiri dicono..."don't see me".

I vampiri emozionali si nascondono.
Ma hanno bisogno del permesso per entrare in casa...ed è lo stesso permesso del non essere visti.:)
Mi taccio... :D
 

danny

Utente di lunga data
Sì...nella versione tragica dello strappare la maschera...prima di andare...ricordo bene?

Io credo che tutti indossiamo la maschera...solo quando si sente di poterla togliere, rivelando anche la parte mostruosa...si possa iniziare ad incontrarsi.

A volte strappare la maschera all'altro serve per sfuggire.

A volte è la spintarella che poteva servire...ma per liberare se stessi. Non l'altro.

Che è la risposta al "don't see me"...lucy è libera quando decide di vedere, uscendo dalle sue illusioni. Vampiro incluso. E quando il vampiro non si nasconde più, nelle sue illusioni di recuperare un passato ormai andato, lei può decidere di baciarlo davvero, lasciandolo andare. E ritrovando anche se stessa. E lui può andare. Liberato.

Chi era il forte fra loro?

Credo che ci sia reciprocità e compenetrazione quando ognuno leva la propria maschera spontaneamente.
E non per mostrarsi all'altro. E non avendo l'altro come motivazione.

Ma per essere liber* semplicemente di essere ciò che si è. Mostruosità incluse.
Sì, è così. Mi stupii a tradimento scoperto quando mia moglie mi disse per la prima volta che il nostro matrimonio vacillava già da parecchio tempo prima. Mi stupii perché non ne avevamo mai parlato. Eppure all'epoca ritenevo che avessimo un buon dialogo, che non ci fossero maschere tra noi. Come si fa a non discutere di una cosa così importante? È una domanda retorica. Non lo si fa per avere uno strumento in più per gestire l'altro. Non tutte le coppie hanno volontà e capacità di ambire a una consapevolezza di sé e della coppia per gestire un equilibrio dinamico. Spesso ci si incastra in un equilibrio statico dove idee esigenze e bisogni si incastrano tra loro.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Senza l'esternazione della debolezza penso non si potrebbe mai provare la gioia di quel momento in cui avviene... ovviamente ci vuole tempo,la persona giusta,ma penso che sia uno dei più bei "regali" ( o dimostrazione del legame profondo che unisce due persone ) che ci si possa fare.... Perchè è coraggio di esporsi,mettersi in gioco,donare/permettere all'altra persona di scoprire qualcosa di intimo chissà per quanto tempo gelosamente custodito o che forse non si immaginava di possedere ( a livello di sensazioni e stati d'amino ).
Sì, sono d'accordo :)

Quando accade reciprocamente è davvero una gioia e un dono. Che è importante curare. E riconoscere.

Ma penso sia una esigenza che debba esserci innanzitutto in ognuno.

Io mi espongo. Lui si espone.
Ma ognun per sè.
L'altro arriva dopo. Come di conseguenza.

E il legame si nutre quasi di conseguenza...credo che la scelta riguardi il rimanere lì a guardarsi reciprocamente mentre ci si spoglia, pur rimanendo vestiti.

A me fa bene il riconoscimento. A lui l'accettazione.
E diventiamo passerella uno per l'altro.
 

brenin

Utente
Staff Forum
Sì, sono d'accordo :)

Quando accade reciprocamente è davvero una gioia e un dono. Che è importante curare. E riconoscere.

Ma penso sia una esigenza che debba esserci innanzitutto in ognuno.

Io mi espongo. Lui si espone.
Ma ognun per sè.
L'altro arriva dopo. Come di conseguenza.

E il legame si nutre quasi di conseguenza...credo che la scelta riguardi il rimanere lì a guardarsi reciprocamente mentre ci si spoglia, pur rimanendo vestiti.

A me fa bene il riconoscimento. A lui l'accettazione.
E diventiamo passerella uno per l'altro.
Verissimo sulla reciproca esigenza, e che sia ognuno per sè... però è anche bello lo stupore che si prova, poi, quando ci accorgiamo che si sono superati "muri" che si riteneva fossero inespugnabili... e viene quasi il desiderio di vedere fin dove ci si potrà spingere nel prosieguo...
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Verissimo sulla reciproca esigenza, e che sia ognuno per sè... però è anche bello lo stupore che si prova, poi, quando ci accorgiamo che si sono superati "muri" che si riteneva fossero inespugnabili... e viene quasi il desiderio di vedere fin dove ci si potrà spingere nel prosieguo...
Si..
Basta non aver paura che uno quando si spogliasse troppo, l altro giri i tacchi e se ne vada...

Perché appunto si fa x se...

Ma a prenderci gusto uno si può anche confondere, e immaginario che alla altro piaccia a prescindere....

Il piacere è nel gesto di spogliarsi, non tanto nell aspettarsi che l altro possa scrutare sotto una cosa carina
 

brenin

Utente
Staff Forum
Si..
Basta non aver paura che uno quando si spogliasse troppo, l altro giri i tacchi e se ne vada...

Perché appunto si fa x se...

Ma a prenderci gusto uno si può anche confondere, e immaginario che alla altro piaccia a prescindere....

Il piacere è nel gesto di spogliarsi, non tanto nell aspettarsi che l altro possa scrutare sotto una cosa carina
D'accordissimo, secondo me hai centrato benissimo lo stato d'animo.
 
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