Amore ed istruzione

Brunetta

Utente di lunga data

brenin

Utente
Staff Forum
un tempo la chiamavano umiltà. c'è chi è Re anche se vestito di stracci. e ci sono plebei che, anche col più bello dei vestiti regali, rimangono dei pezzenti.
Vero, però ci sono anche casi nei quali ci si lascia talmente coinvolgere dalla propria "carica" al punto tale da farla diventare "centro" della propria vita esistenziale,con tutte le nefaste conseguenze del caso.
 

Nobody

Utente di lunga data
No, dalle mie parti tengono botta i salesiani e le figlie di maria ausiliatrice con personale laico. Il distinguo comunque va fatto tra pubbliche, paritarie e private
Si i salesiani lo sapevo, alcuni conoscenti ci mandano i figli. Ma pensavo che dai gesuiti fosse tutta un'altra storia...
 

bettypage

Utente acrobata
Assolutamente vero, però penso che il tempo sia galantuomo... nel senso che se non sei all'altezza presto o tardi ( parlo del mondo bancario/finanziario ) ti bruci... e le cadute sono molto,ma molto,dolorose. Per quanto ho potuto vedere, avendo avuto pochi contatti con giovani laureati ( tutti con masters ovviamente ), ne ho tratto valutazioni che hanno suscitato in me estrema perplessità... in primis in merito alle loro "certezze" inoppugnabili maturate non da una conoscenza diretta e maturata negli anni,ma da studi "teorici" che in alcuni casi hanno minato le più elementari logiche di buon senso che dovrebbero sempre "albergare" in ognuno di noi.
La realtà di mio marito è quella industriale a scala mondiale e posso assicurarti che gente cosìcosì riesce ad arrivare tranquillamente a ruoli dirigenziali se sponsorizzata, se poi hanno le carte possono diventare ceo e quant altro. Salire dal basso solo con le carte e senza sponsor è durissima e comunque ad un certo punto ti bloccano.
precedentemente era in una società di consulenza americana e molto meritocratica ma assistevi comunque a promozioni perchè il "ragazzo" di famiglia buona portava clienti prestigiosi.
In cima ci arrivi solo con le capacità e i contatti.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Vero, però ci sono anche casi nei quali ci si lascia talmente coinvolgere dalla propria "carica" al punto tale da farla diventare "centro" della propria vita esistenziale,con tutte le nefaste conseguenze del caso.
e come chiamare costoro se non superbi?
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Perplesso, in tutta onestà mi fanno pena.
dice il saggio eremita del Monte Pulcioso:


le maschere, per loro natura, prima o poi cadono. e se non si ha cura di quello che c'è sotto la maschera, quando avviene la caduta, gli altri vedranno il pagliaccio che c'è sotto.

e rideranno forte. e quelle risate saranno tante coltellate. e a nessuno piace essere accoltellato. perchè fa male.
 

brenin

Utente
Staff Forum
La realtà di mio marito è quella industriale a scala mondiale e posso assicurarti che gente cosìcosì riesce ad arrivare tranquillamente a ruoli dirigenziali se sponsorizzata, se poi hanno le carte possono diventare ceo e quant altro. Salire dal basso solo con le carte e senza sponsor è durissima e comunque ad un certo punto ti bloccano.
precedentemente era in una società di consulenza americana e molto meritocratica ma assistevi comunque a promozioni perchè il "ragazzo" di famiglia buona portava clienti prestigiosi.
In cima ci arrivi solo con le capacità e i contatti.
Bella discussione.... faccio una doverosa premessa : in Italia nella maggior parte dei casi le capacità contano poco o niente,per certi incarichi e/o inquadramenti... sul grassettto ( che condivido per il mercato statunitense/anglosassone in particolar modo ) posso dirti che le capacità ( che devono essere indiscusse ) e le conoscenze ( vedi ritorni a conto economico ) sono essenziali. Però sai meglio di me che il posto che si occupa è estremamente aleatorio... in quei paesi ogni giorno devi provare e dimostrare che meriti, devi saper motivare i collaboratori,devi riuscire a creare "una squadra" e - soprattutto - a non avere " figli e figliastri ".
 

danny

Utente di lunga data
Domandone da 32 gradi estivi...
Ma secondo voi, dal punto di vista sessuale, studiare tanto e pensare alla carriera per larga parte della gioventù inibisce rispetto a chi trova più spazio per i divertimenti propriamente giovanili?
Non so, io ho dei ricordi (per conoscenza indiretta e diretta) di ragazze che non erano proprio una cima dal punto di vista scolastico ma decisamente piene di spontaneo e vorace appetito, cosa che non capitava tra quelle del giro dell'università, che ricordo spesso molto calcolatrici in tutti i rapporti.
Idem per i maschi: molto più testosterone tra quelli con bassa scolarità, molte più fisime e inibizioni tra quelli che frequentavano università impegnative.
Sarà stato un caso...
Qualcuno di voi ha avuto sensazione analoghe?
O era solo una questione di "giro" e di "epoca" mia?
 

brenin

Utente
Staff Forum
Domandone da 32 gradi estivi...
Ma secondo voi, dal punto di vista sessuale, studiare tanto e pensare alla carriera per larga parte della gioventù inibisce rispetto a chi trova più spazio per i divertimenti propriamente giovanili?
Non so, io ho dei ricordi (per conoscenza indiretta e diretta) di ragazze che non erano proprio una cima dal punto di vista scolastico ma decisamente piene di spontaneo e vorace appetito, cosa che non capitava tra quelle del giro dell'università, che ricordo spesso molto calcolatrici in tutti i rapporti.
Idem per i maschi: molto più testosterone tra quelli con bassa scolarità, molte più fisime e inibizioni tra quelli che frequentavano università impegnative.
Sarà stato un caso...
Qualcuno di voi ha avuto sensazione analoghe?
O era solo una questione di "giro" e di "epoca" mia?
Premetto che l'epoca mia è antecedente alla tua... ma anche ai miei tempi i "secchioni" non eccellevano in divagazioni goderecce...
 

Nicka

Capra Espiatrice
Domandone da 32 gradi estivi...
Ma secondo voi, dal punto di vista sessuale, studiare tanto e pensare alla carriera per larga parte della gioventù inibisce rispetto a chi trova più spazio per i divertimenti propriamente giovanili?
Non so, io ho dei ricordi (per conoscenza indiretta e diretta) di ragazze che non erano proprio una cima dal punto di vista scolastico ma decisamente piene di spontaneo e vorace appetito, cosa che non capitava tra quelle del giro dell'università, che ricordo spesso molto calcolatrici in tutti i rapporti.
Idem per i maschi: molto più testosterone tra quelli con bassa scolarità, molte più fisime e inibizioni tra quelli che frequentavano università impegnative.
Sarà stato un caso...
Qualcuno di voi ha avuto sensazione analoghe?
O era solo una questione di "giro" e di "epoca" mia?
Non so se inibisce, quel che è certo è che alcuni indirizzano i pensieri in una certa direzione e altri in quella opposta.
Da giovani si rischia di far diventare totalizzante un pensiero, può essere lo studio o il sesso o l'amicizia, è crescendo che si impara a gestire più cose contemporaneamente.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Domandone da 32 gradi estivi...
Ma secondo voi, dal punto di vista sessuale, studiare tanto e pensare alla carriera per larga parte della gioventù inibisce rispetto a chi trova più spazio per i divertimenti propriamente giovanili?
Non so, io ho dei ricordi (per conoscenza indiretta e diretta) di ragazze che non erano proprio una cima dal punto di vista scolastico ma decisamente piene di spontaneo e vorace appetito, cosa che non capitava tra quelle del giro dell'università, che ricordo spesso molto calcolatrici in tutti i rapporti.
Idem per i maschi: molto più testosterone tra quelli con bassa scolarità, molte più fisime e inibizioni tra quelli che frequentavano università impegnative.
Sarà stato un caso...
Qualcuno di voi ha avuto sensazione analoghe?
O era solo una questione di "giro" e di "epoca" mia?
mah...io mi sono laureata la prima volta lavorando a tempo pieno, studiando e andando a feste di ogni tipo e genere...

e dopo laureata il pensare alla mia realizzazione professionale non ha toccato tutto il resto...

credo che dipenda dalle curiosità, dalle energie che ognuno mette in campo e dai limiti che ognuno si da.

Io non mi davo limiti :D

Altre conoscenze erano magari meno frenetiche ed iperattive di me, ma hanno lo stesso saputo tenere in equilibrio le diverse parti.

Altre invece erano assolutamente convinte che se si fossero date alle feste non avrebbero potuto lavorare/studiare. Quindi si autolimitavano.
Altre erano invece convinte che andando a fare festa non valesse la pena dare energia anche per lo studio e il lavoro.
E si autolimitavano allo stesso modo.

Poi c'erano quell* che ambivano ad avere i soldi per potersi sposare e fare famiglia.
E poi quell* che volevano i soldi per fare la "bella vita".

E si limitavano anche loro. Ognuno a modo proprio.

Credo che l'elemento di fondo riguardasse più che altro l'apertura mentale e l'immagine di sè.
E il rispondere all'immagine di sè.
Con tutto quello che ne deriva in termini di opzioni nel percorso personale.

Una cosa splendida che mi ha insegnato mio padre è stata la tensione ad aprire sempre il ventaglio delle opzioni e delle opportunità. E non dare mai per scontato che sia aperto del tutto.

Credo che quello che chiedi non riguardi tanto la scolarizzazione o progetti professionali, quanto l'allenamento e la tensione a vivere i desideri come opportunità. Senza rimanere incastrati nel predeterminarne la realizzazione.
 
Ultima modifica:

perplesso

Administrator
Staff Forum
Domandone da 32 gradi estivi...
Ma secondo voi, dal punto di vista sessuale, studiare tanto e pensare alla carriera per larga parte della gioventù inibisce rispetto a chi trova più spazio per i divertimenti propriamente giovanili?
Non so, io ho dei ricordi (per conoscenza indiretta e diretta) di ragazze che non erano proprio una cima dal punto di vista scolastico ma decisamente piene di spontaneo e vorace appetito, cosa che non capitava tra quelle del giro dell'università, che ricordo spesso molto calcolatrici in tutti i rapporti.
Idem per i maschi: molto più testosterone tra quelli con bassa scolarità, molte più fisime e inibizioni tra quelli che frequentavano università impegnative.
Sarà stato un caso...
Qualcuno di voi ha avuto sensazione analoghe?
O era solo una questione di "giro" e di "epoca" mia?
io ho fatto Giurisprudenza, quindi il mio discorso vale solo per quell'ambito.

le ragazze al tempo si dividevano grossomodo in 2 gruppi: quelle che sognavano di fare l'avvocato o il giudice e quelle che erano lì chiaramente con l'intento di sposare un avvocato o un giudice. perchè totalmente prive di altro talento se non il loro aspetto.

entrambe le categorie erano siano "di spontaneo e vorace appettito" che estremamente calcolatrici. insomma, per essere trucidi, ci stavano ma solo con chi frequentava e/o poteva introdurle in un determinato giro.


al converso, i ragazzi, si dividevano in 3 categorie: i predestinati, gli aspiranti Smithers e i paria.

I primi erano quelli che li guardavi in faccia e capivi.

i secondi erano quelli disposti a tutto pur di entrare in un determinato giro, anche di farselo stioccare nel ciocco.

gli altri erano quelli che in larga parte abbandonavano. o che se arrivavano in fondo, sapevano che nessuno gli avrebbe regalato nulla e che per farsi un nome come professionisti, avrebbero dovuto fare tanta gavetta, ma tanta.
e senza nessuna certezza di poter diventare altro che un medio avvocato di provincia. o un funzionario pubblico.

il testosterone viaggiava per tutti. ma specificare chi riusciva a trovare sfogo, parvemi superfluo.
gli altri era tanta grazia se riuscivano a mantenere la fidanzata del paese natio.
 

danny

Utente di lunga data
Premetto che l'epoca mia è antecedente alla tua... ma anche ai miei tempi i "secchioni" non eccellevano in divagazioni goderecce...
Quindi si potrebbe ipotizzare, tornando in tema, che una brillante carriera scolastica non costituisca garanzia, se vogliamo, di sviluppare un'altrettanto soddisfacente vita amorosa.
Amore e istruzione in alcuni casi potrebbero non andare d'accordo.
Eppure molti qui hanno indicato un'adeguato livello culturale nel partner come necessario per una relazione.
Pure io, a dire il vero.
In effetti, avere qualcosa di cui parlare e da condividere può servire quando si è giovani e all'inizio di una storia per trascorrere meglio il tempo in cui non si fa sesso.
Con il passare degli anni, ce n'è pure bisogno per poter gestire una casa, una famiglia, una vita insieme, dei figli.
Ma tutto questo rientra un po' nei calcoli di chi è arrivato ad avere dei programmi ben definiti per la propria vita.
Ho dentro ancora di me il ricordo di una magnifica ragazza incontrata la prima volta in piscina, con uno sgambatissimo costume intero.
Mi sembra fosse segretaria d'azienda.
In effetti, non ho dei precisi ricordi di cosa facesse dal punto di vista professionale.
La vista di quel posteriore annebbiò parecchio l'interesse per altri parametri che comunque non mi sarebbero stati utili.
E ancora quel ricordo non mi è uscito dalla testa, come pure altri successivi a questo.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
io ho fatto Giurisprudenza, quindi il mio discorso vale solo per quell'ambito.

le ragazze al tempo si dividevano grossomodo in 2 gruppi: quelle che sognavano di fare l'avvocato o il giudice e quelle che erano lì chiaramente con l'intento di sposare un avvocato o un giudice. perchè totalmente prive di altro talento se non il loro aspetto.

entrambe le categorie erano siano "di spontaneo e vorace appettito" che estremamente calcolatrici. insomma, per essere trucidi, ci stavano ma solo con chi frequentava e/o poteva introdurle in un determinato giro.


al converso, i ragazzi, si dividevano in 3 categorie: i predestinati, gli aspiranti Smithers e i paria.

I primi erano quelli che li guardavi in faccia e capivi.

i secondi erano quelli disposti a tutto pur di entrare in un determinato giro, anche di farselo stioccare nel ciocco.

gli altri erano quelli che in larga parte abbandonavano. o che se arrivavano in fondo, sapevano che nessuno gli avrebbe regalato nulla e che per farsi un nome come professionisti, avrebbero dovuto fare tanta gavetta, ma tanta.
e senza nessuna certezza di poter diventare altro che un medio avvocato di provincia. o un funzionario pubblico.

il testosterone viaggiava per tutti. ma specificare chi riusciva a trovare sfogo, parvemi superfluo.
gli altri era tanta grazia se riuscivano a mantenere la fidanzata del paese natio.
Già.
 

bettypage

Utente acrobata
Bella discussione.... faccio una doverosa premessa : in Italia nella maggior parte dei casi le capacità contano poco o niente,per certi incarichi e/o inquadramenti... sul grassettto ( che condivido per il mercato statunitense/anglosassone in particolar modo ) posso dirti che le capacità ( che devono essere indiscusse ) e le conoscenze ( vedi ritorni a conto economico ) sono essenziali. Però sai meglio di me che il posto che si occupa è estremamente aleatorio... in quei paesi ogni giorno devi provare e dimostrare che meriti, devi saper motivare i collaboratori,devi riuscire a creare "una squadra" e - soprattutto - a non avere " figli e figliastri ".
Teste rotolare se ne sono viste effettivamente:D
Comunque la realta di cui parlo è davvero globale, fanno spesso call conference con america/brasile/ inghilterra dunque la mentalità è influenzata e ad onor del vero trova gli americani molto rilassati, lavorano per vivere più che il contrario. Resta che gli italiani hanno il senso di colpa ad uscire presto(dopo8 ore) dall ufficio
 

bettypage

Utente acrobata
Domandone da 32 gradi estivi...
Ma secondo voi, dal punto di vista sessuale, studiare tanto e pensare alla carriera per larga parte della gioventù inibisce rispetto a chi trova più spazio per i divertimenti propriamente giovanili?
Non so, io ho dei ricordi (per conoscenza indiretta e diretta) di ragazze che non erano proprio una cima dal punto di vista scolastico ma decisamente piene di spontaneo e vorace appetito, cosa che non capitava tra quelle del giro dell'università, che ricordo spesso molto calcolatrici in tutti i rapporti.
Idem per i maschi: molto più testosterone tra quelli con bassa scolarità, molte più fisime e inibizioni tra quelli che frequentavano università impegnative.
Sarà stato un caso...
Qualcuno di voi ha avuto sensazione analoghe?
O era solo una questione di "giro" e di "epoca" mia?
Lo stereotipo del manovale/idraulico più focoso dell impiegatuccio?
Trovo che lo stress da studio/lavoro influisca sulla vita sessuale
 

brenin

Utente
Staff Forum
Quindi si potrebbe ipotizzare, tornando in tema, che una brillante carriera scolastica non costituisca garanzia, se vogliamo, di sviluppare un'altrettanto soddisfacente vita amorosa.
Amore e istruzione in alcuni casi potrebbero non andare d'accordo.
Eppure molti qui hanno indicato un'adeguato livello culturale nel partner come necessario per una relazione.
Pure io, a dire il vero.
In effetti, avere qualcosa di cui parlare e da condividere può servire quando si è giovani e all'inizio di una storia per trascorrere meglio il tempo in cui non si fa sesso.
Con il passare degli anni, ce n'è pure bisogno per poter gestire una casa, una famiglia, una vita insieme, dei figli.
Ma tutto questo rientra un po' nei calcoli di chi è arrivato ad avere dei programmi ben definiti per la propria vita.
Ho dentro ancora di me il ricordo di una magnifica ragazza incontrata la prima volta in piscina, con uno sgambatissimo costume intero.
Mi sembra fosse segretaria d'azienda.
In effetti, non ho dei precisi ricordi di cosa facesse dal punto di vista professionale.
La vista di quel posteriore annebbiò parecchio l'interesse per altri parametri che comunque non mi sarebbero stati utili.
E ancora quel ricordo non mi è uscito dalla testa, come pure altri successivi a questo.
Danny, a mio modo di vedere le cose, non c'è mai alcuna garanzia in campo amoroso... quello che sarebbe da approfondire è : perchè è così importante che l'eventuale partner disponga di un elevato livello culturale prima di iniziare un'eventuale relazione ? ed alla fine, quanto "peserebbe" un profondo coinvolgimento emotivo ( innamoramento ) sul livello di QI ?
 

danny

Utente di lunga data
Danny, a mio modo di vedere le cose, non c'è mai alcuna garanzia in campo amoroso... quello che sarebbe da approfondire è : perchè è così importante che l'eventuale partner disponga di un elevato livello culturale prima di iniziare un'eventuale relazione ? ed alla fine, quanto "peserebbe" un profondo coinvolgimento emotivo ( innamoramento ) sul livello di QI ?
Ti posso dire che con quella ragazza dal bel sedere il dialogo era limitato.
Non fai progetti con chi non riesci a valutare come un interlocutore adeguato.
E dopo un po' all'attrazione era subentrata la noia.
L'empatia a livello culturale stimola alcune parti di noi.
E probabilmente la maggior gratificazione ci rende più predisposti all'altro.
 
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