Reddito di base - cosa ne pensate ...

sienne

lucida-confusa
Sienne, senza polemica alcuna da parte mia, ma mi auguro di non dover mai vivere in una società " più serena " del genere...

Ciao

nessun problema. Ma non ho capito cosa intendi ... :)
Mi piacerebbe capire.


sienne
 

brenin

Utente
Staff Forum
Ciao

quoto ... è quello che credo pure io ...


con un reddito di base, ci sarebbe un cambiamento colossale di tutta un'infrastruttura amministrativa dei vari rami di sostegno sociali, che oggi sono un buco nero per quanto riguardano i costi. E non sono necessariamente i costi per i vari tipi di "pensioni", ma soprattutto costi per la burocrazia e tutto l'apparato, che fanno la differenza. Dall'assistenza sociale, fino all'invalidità, dal sostengo per i disoccupati fino alla vecchiaia ecc. tutto unificato in un ramo.

Le condizioni di lavoro migliorerebbero, perché non sei più costretta ad accettare qualsiasi cosa per qualsiasi condizione per necessità, e si potranno mandare finalmente a quel paese tutte quelle ricerche che sostengono "die Wirtschaft" (credo, che si possa tradurre con "economia"), che attribuiscono la causa di tante malattie dovute allo stress lavorativo al soggetto, e non a certe condizioni. Insomma, una società più "serena", soprattutto per i working-poor.


sienne
Giusto per chiarirci.... parto - dal mio punto di vista - da un presupposto :
- l'assistenza agli anziani che vivono in stato di povertà,ai disabili, a tutte le persone che vivono sotto la soglia di povertà deve essere garantita e gestita dai Comuni;
- l'accompagnamento ai giovani nell'inserimento nel mondo del lavoro ( e prima ancora - come fanno tanti paesi europei - supportandoli durante il percorso formativo nei casi di reddito familiare basso/insufficiente ) è doveroso,dato per scontato che il futuro sono loro per il nostro paese;
- l'elarginazione " a prescndere " a tutti di un reddito mensile lo vedo come una forma "utilitarista" sulla quale partitelli e partitucoli si azzanneranno per ottenere consensi elettorali; non solo ma ritengo che "regalare" soldi a chi ancora non lavora " a prescindere " che un lavoro se lo cerchi o meno è qualcosa di difficilmente - per me - tollerabile in quanto diseducativo e - soprattutto - parleremmo di elargizioni " sine die " :
- non ho ancora capito da dove attingeremmo i fondi necessari ( per la Confederazione Elvetica,dagli articoli pubblicati e tenendo presente che ha una popolazione di poco più di 8 milioni di persone,si parla di oltre 400 miliardi di franchi l'anno ) a supportare un'iniziativa del genere;
- da ultimo ho il timore che queste forme di assistenzialismo incontrollato possano - nel medio termine - creare tutti i presupposti di "regime" socio/economico paragonabile a quello della vecchia Unione Sovietica,con tutte le nefaste conseguenze che seguirono.
Detto questo ben venga un aiuto "mirato" a chi veramente ha bisogno,a chi vive di stenti, ai ragazzi che hanno tutto il diritto di "vedere" un futuro, ma non si tramutino queste lodevoli iniziative in disdicevoli elargizioni di denaro a destra e manca.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
[MENTION=5903]brenin[/MENTION]

è esattamente quello che avverrà. illudersi che illudere la gente che anche se non lavora campa lo stesso, non può che portare a conseguenze nefaste.

tutto quello che esula dal supporto ad invalidi,malati,persone che si trovano in situazione di disagio per motivi vari e persone che stanno facendo un percorso di riqualificazione professionale è assistenzialismo.

e l'assistenzialismo è il male.
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

ma con quel reddito di base proposta, non è che si vivrà bene, anzi.
Ma è una base, che dà libertà di scelta ... e non saranno più i soldi a dominare ...


PS: Mi fermo. Mi mancha completamente la terminologia che userei normalemente per esprimermi.
Pazienza.


sienne
 

brenin

Utente
Staff Forum
Ciao

ma con quel reddito di base proposta, non è che si vivrà bene, anzi.
Ma è una base, che dà libertà di scelta ... e non saranno più i soldi a dominare ...


PS: Mi fermo. Mi mancha completamente la terminologia che userei normalemente per esprimermi.
Pazienza.


sienne
Non fermarti, scrivi pure in tedesco se vuoi,sarà interessante leggerti !
 

sienne

lucida-confusa
Non fermarti, scrivi pure in tedesco se vuoi,sarà interessante leggerti !

Ciao

sei molto gentile, grazie. Ed io molto orgogliosa, purtroppo, e così per contribuire alla discussione, mi studierò i termini. Ma guarda, che posso prendere solo posizione per quanto riguarda la Svizzera e non altri paesi e qui il problema del finanziamento non esiste, per quanto il Bundesrat ha appena esposto. Cioè ha corretto il suo calcolo. Perciò c'è da considerare altro. E con 2.500 Fr. al mese non vivi. Almeno qui. Ma è una base, che farebbe respirare tanti. Va bon. Da lunedì ho tempo ...

:)


sienne
 

brenin

Utente
Staff Forum
Ciao

sei molto gentile, grazie. Ed io molto orgogliosa, purtroppo, e così per contribuire alla discussione, mi studierò i termini. Ma guarda, che posso prendere solo posizione per quanto riguarda la Svizzera e non altri paesi e qui il problema del finanziamento non esiste, per quanto il Bundesrat ha appena esposto. Cioè ha corretto il suo calcolo. Perciò c'è da considerare altro. E con 2.500 Fr. al mese non vivi. Almeno qui. Ma è una base, che farebbe respirare tanti. Va bon. Da lunedì ho tempo ...

:)


sienne
Non c'è niente di meglio che confrontarsi ( liberi da pregiudizi ) con chi la pensa diversamente, pur tenendo presente che la vostra realtà è ben diversa dalla nostra. Non ci ho visto orgoglio da parte tua,ma coerenza di ragionamento,per cui aspettiamo di leggerti !
 

sienne

lucida-confusa
Non c'è niente di meglio che confrontarsi ( liberi da pregiudizi ) con chi la pensa diversamente, pur tenendo presente che la vostra realtà è ben diversa dalla nostra. Non ci ho visto orgoglio da parte tua,ma coerenza di ragionamento,per cui aspettiamo di leggerti !

Ciao

infatti, non vorrei invadere troppo con la nostra realtà, che come dici, è differente. Ne sono consapevole.
Mi interessa molto la vostra di realtà, come anche quella spagnola, tedesca, greca ecc.

Grazie ... comunque.
A lunedì ...


sienne
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

non so chi ha scritto, che questa iniziativa popolare è solo per raccattare voti.
Vorrei precisare che non è così. Non si saprebbe neanche a chi darli ...

Daniel Häni (imprenditore) e Enno Schmidt (artista) hanno fondato nel 2006 l'iniziativa per il reddito di base. Con una lunga preparazione d'informazioni e raccolta di firme. Nel 2013 è stato consegnato l'iniziativa valida "im Bundeshaus in Bern" (alla confederazione). Dopo lunghi esami ... (significa che è realizzabile), domani si andrà a votare.

Le mie previsioni sono, che non passerà ... ma è l'inizio di un cambiamento di pensiero ...


sienne
 

sienne

lucida-confusa
Giusto per chiarirci.... parto - dal mio punto di vista - da un presupposto :
- l'assistenza agli anziani che vivono in stato di povertà,ai disabili, a tutte le persone che vivono sotto la soglia di povertà deve essere garantita e gestita dai Comuni;
- l'accompagnamento ai giovani nell'inserimento nel mondo del lavoro ( e prima ancora - come fanno tanti paesi europei - supportandoli durante il percorso formativo nei casi di reddito familiare basso/insufficiente ) è doveroso,dato per scontato che il futuro sono loro per il nostro paese;
- l'elarginazione " a prescndere " a tutti di un reddito mensile lo vedo come una forma "utilitarista" sulla quale partitelli e partitucoli si azzanneranno per ottenere consensi elettorali; non solo ma ritengo che "regalare" soldi a chi ancora non lavora " a prescindere " che un lavoro se lo cerchi o meno è qualcosa di difficilmente - per me - tollerabile in quanto diseducativo e - soprattutto - parleremmo di elargizioni " sine die " :
- non ho ancora capito da dove attingeremmo i fondi necessari ( per la Confederazione Elvetica,dagli articoli pubblicati e tenendo presente che ha una popolazione di poco più di 8 milioni di persone,si parla di oltre 400 miliardi di franchi l'anno ) a supportare un'iniziativa del genere;
- da ultimo ho il timore che queste forme di assistenzialismo incontrollato possano - nel medio termine - creare tutti i presupposti di "regime" socio/economico paragonabile a quello della vecchia Unione Sovietica,con tutte le nefaste conseguenze che seguirono.
Detto questo ben venga un aiuto "mirato" a chi veramente ha bisogno,a chi vive di stenti, ai ragazzi che hanno tutto il diritto di "vedere" un futuro, ma non si tramutino queste lodevoli iniziative in disdicevoli elargizioni di denaro a destra e manca.

Ciao

la domanda centrale è: che tipo di società si vuole. E che valore (e riconoscimento) si danno ai soldi e al lavoro. Seguire un certo ragionamento, spezza tanti tipi di pensieri su certi valori, attribuzioni e "Menschenbild" che hanno retto fino ad oggi queste società. Partendo dalla base, è come un nuovo paradigma. Capovolgere completamente il pensiero, come quando si ha dovuto accettare che la terra non è piatta ma tonda. Al centro si trovano domande sulla crescita, su questa società del consumo, la sempre più crescente forbice tra ricchi e poveri ecc. Questo "nuovo" (non lo è in effetti) pensiero, pone il diritto ad una vita dignitosa indipendentemente da qualsiasi valore commerciale.

In fin dei conti, già oggi, ognuno riceve in una forma o nell'altra un reddito / contributo. La percentuale di chi lavora con salario e che supporta di conseguenza tutta la società è di appena il 40 %. A livello europeo (perché è un problema che tocca tutti), si osserva che la deindustrializzazione-digitalizzazione avanza a passi veloci, che porta con se sempre più disoccupati (che ironia, i nostri padri e nonni hanno lavorato tanto per farci lavorare meno ...). E come se non bastasse, la lotta dei salariati per il posto di lavoro che entrano inevitabilmente nella spirale che cerca continuamente un aumento dell'efficienza ha, come ho già detto, conseguenze già oggi veramente drammatiche. Ovunque si registrano e crescono i casi che per via di malattie non possono più lavorare. In Germania nel 2010 si sono calcolati oltre 225 miliardi di euro l'anno di costi per via di questo fenomeno (per la perdita di valore aggiunto). La tendenza e drasticamente al rialzo.

OK. Altro aspetto da prendere in considerazione. Non tutti i lavori che vengono svolti per mantenere in piedi la società ricevono un salario (se già si parla che solo chi lavora, dovrebbe ricevere un reddito). Vogliamo quantificare le ore di lavoro di una famiglia, dell'assistenza, per le cure, per tutti i lavori volontari ecc. che fan si che la carrozza non si fermi? E questo ci porta, e i dati lo dimostrano, su che tipo di Menschenbild vi è realmente: L'essere umano di suo non è pigro. Fa molto. C'è tanto lavoro dietro, che non riceve neanche un centesimo. Ma viene fatto ugualmente, perché fa parte della nostra natura. Perciò mi sembra assurdo parlare che solo chi lavora (e qui c'è un problema di riconoscimento e valorizzazione ... che c'è lavoro e lavoro apparentemente) dovrebbe essere riconosciuto. E qui si perde di vista che uno stato è anche vita sociale. Perciò, assistenzialismo di che cosa esattamente?

Un reddito di base, non è come il parallelismo che riporti con la sovietica. Ma proprio per nulla. La sovietica voleva tutti uguali, il reddito di base invece vuole valorizzare la diversità e le varie differenti potenzialità e aprire nuove vie per la creatività. Che è, invece, proprio il contrario.

PS: Per il finanziamento ecc. sembra che ci siano modelli validi. Ma non sono un economa, e perciò mi fermo a seguire, senza pronunciarmi più di tanto.

PS 1: Ho fatto un po' un insalata. Ma tocca troppi aspetti da considerare. E ora ti auguro una buona giornata. Io vado a lavorare ... ;)


sienne
 

feather

Utente tardo
la sempre più crescente forbice tra ricchi e poveri
Concordo sul tuo scritto. Eccetto che per la forbice tra ricchi e poveri, che storicamente non è mai stata così bassa. Nel 1800 credo che la forbice fosse ben più ampia.

Comunque il succo del tuo discorso lo trovo corretto. Il punto è che, e lo avevo premesso, il modello economico attuale dovrebbe cambiare radicalmente. Da una economia basata sul denaro e il consumo a una economia basata sulle risorse.
Anche se le generazioni che si troveranno nell'interim tra i due modelli economici non se la passeranno per niente bene temo.
 

sienne

lucida-confusa
Concordo sul tuo scritto. Eccetto che per la forbice tra ricchi e poveri, che storicamente non è mai stata così bassa. Nel 1800 credo che la forbice fosse ben più ampia.

Comunque il succo del tuo discorso lo trovo corretto. Il punto è che, e lo avevo premesso, il modello economico attuale dovrebbe cambiare radicalmente. Da una economia basata sul denaro e il consumo a una economia basata sulle risorse.
Anche se le generazioni che si troveranno nell'interim tra i due modelli economici non se la passeranno per niente bene temo.

Ciao

per quanto riguarda la Svizzera, dipende cosa s'intende per povertà. Abbiamo una rete di sostegno sociale molto valida.

Ma senza andare a prendere statistiche e altro, basta ricordare come a Madrid l'anno scorso molte scuole hanno deciso di non chiudere la mensa scolastica durante le vacanze estive, per garantire almeno un pasto caldo / decente al giorno ai bambini ... molta gente, non sta bene.

L'iniziativa popolare non è passata. Come al solito sono stati Basilea-Città, Jura, Neuchâtel, parti di Zurigo e Ginevra che hanno avuto la percentuale più alta per accettare la proposta. A quanto pare, però, il tema non è tolto dall'agenda. Molti che non hanno votato, come anche chi ha votato "no" si sono espressi che ancora c'è molto da fare e che alcuni punti sono da chiarire, approfondire e modificare prima di azzardare un tale passo. Sono soddisfatta. La confederazione e la maggior parte dei cantoni, pur non essendo in accordo, hanno però riconosciuto che ci sono vari punti da prendere in considerazione e ciò lancia un dibattito.

Credo, che il lavoro più grande da fare sta proprio nelle concezioni di visioni verso l'economia, il consumo, il lavoro e la natura umana. Ci vogliono nuove definizioni. Punti di riferimento, per capire cosa è legato a cosa. E prima di cambiare così radicalmente le varie strutture e concezioni, bisogna fare un passo alla volta ...

Ho trovato molto simpatico la differenza tra la valutazione del se e dell'altro. Di se stessi la maggior parte non riesce ad immaginare di smettere di lavorare, studiare, correre dietro alle passioni, crescere ecc., mentre dell'altro si teme che si dedicherà solo all'ozio se non ci sono stimoli ... chi lo sa, da dove deriva questa distorsione. È interessante, comunque. E questo sarebbe uno dei punti, su cui lavorare ...


PS: Per la Svizzera non è che cambierebbe veramente tanto. Chi non c'è la fa, riceve già oggi un reddito o supporto dall'esistenza sociale. La parte nuova è il concetto di "incondizionato" ...


sienne
 
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feather

Utente tardo
Credo che ci sarà un'ampia fetta di popolazione che in effetti vivrà come dei gatti, spaparanzati su un divano da mane a sera.
Ma non lo ritengo un problema. Se uno non vuole fare niente della sua vita a me la cosa non crea problemi.
E in ogni caso, credo che quella fetta di popolazione nullafacente si ridurrebbe nel tempo.
Una società libera di seguire le proprie passioni e libera dalla schiavitù del 'dover' lavorare per mangiare innescherebbe un circolo virtuoso e generazione dopo generazione ci sarebbero sempre meno persone apatiche perché imparerebbero dai genitori cosa vuol dire crescere seguendo i propri desideri e piacere di fare.
 

sienne

lucida-confusa
Credo che ci sarà un'ampia fetta di popolazione che in effetti vivrà come dei gatti, spaparanzati su un divano da mane a sera.
Ma non lo ritengo un problema. Se uno non vuole fare niente della sua vita a me la cosa non crea problemi.
E in ogni caso, credo che quella fetta di popolazione nullafacente si ridurrebbe nel tempo.
Una società libera di seguire le proprie passioni e libera dalla schiavitù del 'dover' lavorare per mangiare innescherebbe un circolo virtuoso e generazione dopo generazione ci sarebbero sempre meno persone apatiche perché imparerebbero dai genitori cosa vuol dire crescere seguendo i propri desideri e piacere di fare.

Ciao

Quoto.
Si, lo credo anche io ...

credo anche, che prenderà soprattutto quella fetta che lavora veramente tanto e si sente con il fiato sul collo ... quella fetta, che si sente spremuta da questo sistema. Infatti una tipica risposta di chi non farebbe nulla è stata: dormirei. Sono molto stanco.

Poi i fannulloni esistono da sempre ... ma credo che siano una minima parte. E questi usufruiscono già oggi dei vari sostegni.


sienne
 

brenin

Utente
Staff Forum
Ciao

la domanda centrale è: che tipo di società si vuole. E che valore (e riconoscimento) si danno ai soldi e al lavoro. Seguire un certo ragionamento, spezza tanti tipi di pensieri su certi valori, attribuzioni e "Menschenbild" che hanno retto fino ad oggi queste società. Partendo dalla base, è come un nuovo paradigma. Capovolgere completamente il pensiero, come quando si ha dovuto accettare che la terra non è piatta ma tonda. Al centro si trovano domande sulla crescita, su questa società del consumo, la sempre più crescente forbice tra ricchi e poveri ecc. Questo "nuovo" (non lo è in effetti) pensiero, pone il diritto ad una vita dignitosa indipendentemente da qualsiasi valore commerciale.

In fin dei conti, già oggi, ognuno riceve in una forma o nell'altra un reddito / contributo. La percentuale di chi lavora con salario e che supporta di conseguenza tutta la società è di appena il 40 %. A livello europeo (perché è un problema che tocca tutti), si osserva che la deindustrializzazione-digitalizzazione avanza a passi veloci, che porta con se sempre più disoccupati (che ironia, i nostri padri e nonni hanno lavorato tanto per farci lavorare meno ...). E come se non bastasse, la lotta dei salariati per il posto di lavoro che entrano inevitabilmente nella spirale che cerca continuamente un aumento dell'efficienza ha, come ho già detto, conseguenze già oggi veramente drammatiche. Ovunque si registrano e crescono i casi che per via di malattie non possono più lavorare. In Germania nel 2010 si sono calcolati oltre 225 miliardi di euro l'anno di costi per via di questo fenomeno (per la perdita di valore aggiunto). La tendenza e drasticamente al rialzo.

OK. Altro aspetto da prendere in considerazione. Non tutti i lavori che vengono svolti per mantenere in piedi la società ricevono un salario (se già si parla che solo chi lavora, dovrebbe ricevere un reddito). Vogliamo quantificare le ore di lavoro di una famiglia, dell'assistenza, per le cure, per tutti i lavori volontari ecc. che fan si che la carrozza non si fermi? E questo ci porta, e i dati lo dimostrano, su che tipo di Menschenbild vi è realmente: L'essere umano di suo non è pigro. Fa molto. C'è tanto lavoro dietro, che non riceve neanche un centesimo. Ma viene fatto ugualmente, perché fa parte della nostra natura. Perciò mi sembra assurdo parlare che solo chi lavora (e qui c'è un problema di riconoscimento e valorizzazione ... che c'è lavoro e lavoro apparentemente) dovrebbe essere riconosciuto. E qui si perde di vista che uno stato è anche vita sociale. Perciò, assistenzialismo di che cosa esattamente?

Un reddito di base, non è come il parallelismo che riporti con la sovietica. Ma proprio per nulla. La sovietica voleva tutti uguali, il reddito di base invece vuole valorizzare la diversità e le varie differenti potenzialità e aprire nuove vie per la creatività. Che è, invece, proprio il contrario.

PS: Per il finanziamento ecc. sembra che ci siano modelli validi. Ma non sono un economa, e perciò mi fermo a seguire, senza pronunciarmi più di tanto.

PS 1: Ho fatto un po' un insalata. Ma tocca troppi aspetti da considerare. E ora ti auguro una buona giornata. Io vado a lavorare ... ;)


sienne
Bel post,nonostante la pensi diametralmente all'opposto....
- il reddito di base "incondizionato" a mio avviso può creare enormi tensioni sociali ;
- è ( almeno così lo vedo io ) fortemente penalizzante in tema di meritorietà;
- essendo lo Stato esattore,ci si troverebbe con una parte di cittadini che contribuiscono a versare imposte e contributi alle casse dello Stato ed una parte di cittadini che usufruirebbe di benefici "irriversibili" per i quali non ha apportato alcun contributo;
- lo vedo come incentivo ( soprattutto se si vive in casa con i genitori,per fare un esempio ) a ritardare "sine die " l'inserimento nella vita lavorativa ed a diventare parte "attiva" della popolazione ;
- l'accostamento con la vecchia Unione Sovietica non è casuale... ai tempi il regime sovietico pensava " a tutto " per i propri cittadini,con il conseguente ed inevitabile appiattimento di ogni giusta e legittima aspirazione per i lavoratori: con quale motivazioni ed argomentazioni si può spiegare a chi percepisce un reddito di 2500 franchi che non ha diritto ad alcuna elargizione ( sai meglio di me quanto il costo della vita cambi da cantone a cantone ) ? E perchè i promotori hanno generalizzato per l'intera Confederazione il tetto dei 2500 franchi ? ( il costo della vita a Chiasso o in un paesino del Ticino è infinitamente più basso di quello delle grandi città della Svizzera interna );
- c'è poi un aspetto molto personale e riguarda la dignità dei "percipienti".... io non permetterei mai a mio figlio di usufruire di un reddito fisso del genere,mentre accetterei di buon grado che lo Stato si attivasse ( usasse meglio le proprie risorse finanziarie ) per fornire a lui ed a tutti gli altri disoccupati reali possibilità di lavoro derivanti non da una visione utopistica del concetto di economia ( benessere sociale,più brutalmente " tutto a tutti o quasi " ) ma da precisi e mirati interventi volti a favorire l'inserimento nel mondo del lavoro,alla riqualificazione professionale,ad una revisione generale del mondo del lavoro senza la quale questi interventi ( demagogici ) possono solo essere visti come un mero palliativo ( mi viene in mente una discussione con colleghi francesi ai quali chiesi quando sarebbero stati attuati i famosi interventi "risolutivi" sul problema disoccupazione tanto decantati dal candidato socialista in campagna elettorale... e sai cosa mi risposero.... " la caisse est vide.... " );
- come potrà lo Stato assolvere il proprio dovere verso i pensionati ? dove recepirà i fondi visto l'invecchiamento della popolazione e l'innalzamento dell'età media ?
- perchè non si vuole andare al nocciolo della questione ( e punto il dito contro la cosiddetta "globalizzazione" , contro le lobbies petrolifere,contro lo sfruttamento/schiavitù della manodopera e via dicendo ) e sanzionare/boicottare pesantemente a livello comemerciale queste nazioni che con il loro dumping tanto penalizzano le nostre economie ?
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

Bel post,nonostante la pensi diametralmente all'opposto....
- il reddito di base "incondizionato" a mio avviso può creare enormi tensioni sociali ;
Perché dovrebbe? E tra quali membri della società?

- è ( almeno così lo vedo io ) fortemente penalizzante in tema di meritorietà;
Continuerebbe a valere come ora. Perché un voto a scuola dovrebbe cambiare di valore? Perché una paga supplementare per chi lavora dovrebbe basarsi su altro?

- essendo lo Stato esattore,ci si troverebbe con una parte di cittadini che contribuiscono a versare imposte e contributi alle casse dello Stato ed una parte di cittadini che usufruirebbe di benefici "irriversibili" per i quali non ha apportato alcun contributo;
Perché, non è già oggi così? La distinzione sta nel fatto, che per avere oggi un reddito che non sia legato al lavoro, devi avere una certa condizione, che tanti la vivono come umiliante e denigrante. Perché vengono visti come parassiti. Stigmatizzati. Proprio per un modo di pensare che lega il valore di una persona al lavoro con reddito. Una delle prime domande che si fa è, di fatti, che lavoro fai e non cosa ti piace della vita.

- lo vedo come incentivo ( soprattutto se si vive in casa con i genitori,per fare un esempio ) a ritardare "sine die " l'inserimento nella vita lavorativa ed a diventare parte "attiva" della popolazione ;
Potrebbe essere per tanti anche la possibilità di non rimanere a casa presso i genitori, perché hanno la possibilità di gestire la propria vita autonomamente. Quanti sono costretti a vivere presso i genitori, perché non hanno altre possibilità?

- l'accostamento con la vecchia Unione Sovietica non è casuale... ai tempi il regime sovietico pensava " a tutto " per i propri cittadini,con il conseguente ed inevitabile appiattimento di ogni giusta e legittima aspirazione per i lavoratori: con quale motivazioni ed argomentazioni si può spiegare a chi percepisce un reddito di 2500 franchi che non ha diritto ad alcuna elargizione ( sai meglio di me quanto il costo della vita cambi da cantone a cantone ) ? E perchè i promotori hanno generalizzato per l'intera Confederazione il tetto dei 2500 franchi ? ( il costo della vita a Chiasso o in un paesino del Ticino è infinitamente più basso di quello delle grandi città della Svizzera interna )
Dare un reddito di base non significa pensare a tutto. Anzi. Da solo la possibilità, a tutti, di essere membri attivi di una società con vita sociale. Poi, chi vuole altro, fa altro. E basta dare un'occhiata a chi già oggi ha un patrimonio che gli permetterebbe di non dover lavorare. La maggior parte di questi decidono di lavorare. E quale incintivo avrebbero? Le aspirazioni a raggiungere qualcosa, perché dovrebbe appiattirsi? Che cosa si potrà mai costruire con 2500 Fr.?
Per il resto, è così già oggi. La mia entrata corrisponde all'entrata di mia sorella. Io vivo nel canton Berna e me la cavo giusto giusto, lei invece vivendo nel canton Zugo, può permettersi veramente tanto (proprio per la sproporzione della percentuale di tasse da pagare. Io supero un terzo della paga, lei non arriva neanche al 15 %). Sono scelte.


- c'è poi un aspetto molto personale e riguarda la dignità dei "percipienti".... io non permetterei mai a mio figlio di usufruire di un reddito fisso del genere,mentre accetterei di buon grado che lo Stato si attivasse ( usasse meglio le proprie risorse finanziarie ) per fornire a lui ed a tutti gli altri disoccupati reali possibilità di lavoro derivanti non da una visione utopistica del concetto di economia ( benessere sociale,più brutalmente " tutto a tutti o quasi " ) ma da precisi e mirati interventi volti a favorire l'inserimento nel mondo del lavoro,alla riqualificazione professionale,ad una revisione generale del mondo del lavoro senza la quale questi interventi ( demagogici ) possono solo essere visti come un mero palliativo ( mi viene in mente una discussione con colleghi francesi ai quali chiesi quando sarebbero stati attuati i famosi interventi "risolutivi" sul problema disoccupazione tanto decantati dal candidato socialista in campagna elettorale... e sai cosa mi risposero.... " la caisse est vide.... " )
Tu non hai scelta. Fai parte di un sistema, che ti costringe a farne parte. E se non ci riesci o non puoi, sei fuori. Anche se ricevi l'assistenza sociale. Ma una volta che sei entrato in questa spirale, difficilmente ne esci. Che incentivo ti dà il sapere che la tua paga sarà "pignorata" per anni, affinché non hai restituito una parte? Che vita è, se non puoi neanche decidere di accudire tua madre negli ultimi anni di vita, perché devi lavorare per sopravvivere e la dai in mano ad altri, estranei, a fare un lavoro che tu vorresti fare? (Che ironia). Che vita è, che non puoi decidere a secondo del tuo stato sociale se crescere tu i tuoi figli? Che vita è, se ogni cosa che ti accade che non ti fa stare al passo viene registrato e influisce sul tuo futuro lavorativo? (Conosco alcuni manager di alto rango, e non solo, che non gli viene più dato fiducia perché hanno dovuto sospendere per depressione, burne-out ecc. il lavoro per alcuni mesi)? Che vita è, dove si registrano suicidi su suicidi da parte di giovani, perché hanno il terrore del loro futuro? Eppure le vie per formarsi, qui, sono ottime.
Qui abbiamo veramente un buon sistema. Ma ne siamo completamente prigionieri. Dei veri schiavi. Il tutto sta producendo più malessere che altro.
Per il resto, c'è una differenza se si vive in una democrazia diretta con la formula della concordanza che ci deve essere tra i sette consiglieri, che vivere in una democrazia indiretta con a capo un solo partito / candidato (detto terra terra). A certe promesse, qui, ti ridono dietro.


- come potrà lo Stato assolvere il proprio dovere verso i pensionati ? dove recepirà i fondi visto l'invecchiamento della popolazione e l'innalzamento dell'età media ?
Perché i pensionati dovrebbero stare fuori dal reddito di base? Esisterebbero i pensionati ancora, nel termine di oggi, che dopo una certa età non devi più lavorare o sei invece libero di lavorare fino a quando vuoi tu? Quanti già oggi continuano a lavorano oltre la loro età pensionistica? Non tutti hanno svolto lavori "duri". Molti sono ancora ben in forma. Basta pensare a certe categorie.
Per quanto riguarda il finanziamento ci sono due modelli principali che hanno proposto. Uno sull'IVA e un altro che riguarda una micro-tassa sulle transazioni. Che poi, il sistema che abbiamo oggi, con tutto un'apparato burocratico ecc. non è che non costi nulla. Anzi.

- perchè non si vuole andare al nocciolo della questione ( e punto il dito contro la cosiddetta "globalizzazione" , contro le lobbies petrolifere,contro lo sfruttamento/schiavitù della manodopera e via dicendo ) e sanzionare/boicottare pesantemente a livello comemerciale queste nazioni che con il loro dumping tanto penalizzano le nostre economie ?
Siamo noi i primi veri "criminali". Per vivere per come viviamo, una grande parte del mondo ne paga le conseguenze. Ce ne siamo fregati e approfittato, di fare affari con persone di stati corrotti (come ad esempio in Africa); ce ne siamo fregati e continuiamo alla grande, quando andiamo a fare la spesa e desideriamo le fragole in inverno. Ce ne freghiamo, se il tappeto in realtà è fatto con manine da bimbi. Ce ne freghiamo di talmente tante cose ... solo per mantenere il nostro. Ci ritroviamo con una mentalità che sfrutta il prossimo. Forse, sarebbe ora di iniziare a vivere un po' con più umiltà, sfruttando maggiormente le proprie risorse e possibilità. Ma per fare ciò, ci vuole un po' di aria e libertà (vera) di scelta in questo sistema che ha reso tutti solo delle merci.

Comunque, non è proprio la questione del reddito di base, che incentiva certi problemi esistenti dovuti dalla globalizzazione. Che come termine fa ridere, visto che ognuno continua con una politica di un sistema chiuso e non aperto e comunitario. E qui si nota, che l'idea forse non era neanche così cattiva, ma non esercitabile mantenendo le stesse mentalità. Ma questo, è un'altro discorso.

sienne
 
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LDS

Utente di lunga data
in francia abbiamo una cosa del genere....

lo chômage.

Inutile nemmeno discuterne.
è una vergogna clamorosa.
ma quale reddito minimo garantito.
si lavora, come fanno tutti.
tanto è sempre pantalone che paga, io non darei nemmeno un centesimo a chi non lavora.

Aiutare chi è in difficoltà ed ha dei problemi è una cosa, mantenere chi non ha voglia di fare un cazzo, è vergognoso.
 

Scaredheart

Romantica sotto copertura
in francia abbiamo una cosa del genere....

lo chômage.

Inutile nemmeno discuterne.
è una vergogna clamorosa.
ma quale reddito minimo garantito.
si lavora, come fanno tutti.
tanto è sempre pantalone che paga, io non darei nemmeno un centesimo a chi non lavora.

Aiutare chi è in difficoltà ed ha dei problemi è una cosa, mantenere chi non ha voglia di fare un cazzo, è vergognoso.
Ma il reddito base, per come era stato pensato in Svizzera, non aveva proprio lo scopo di premiare la pigrizia. Anzi, tutt'altro.

Non so come funziona quello francese...
 

sienne

lucida-confusa
in francia abbiamo una cosa del genere....

lo chômage.

Inutile nemmeno discuterne.
è una vergogna clamorosa.
ma quale reddito minimo garantito.
si lavora, come fanno tutti.
tanto è sempre pantalone che paga, io non darei nemmeno un centesimo a chi non lavora.

Aiutare chi è in difficoltà ed ha dei problemi è una cosa, mantenere chi non ha voglia di fare un cazzo, è vergognoso.

Ciao

lo chômage corrisponde alla disoccupazione. Lo spero bene che lo abbiano ...

Ti dedico questa canzone ... :D


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sienne
 
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