Per effetto della Riforma Fornero
il sistema di calcolo retributivo è stato abolito per tutti i lavoratori a partire
dal 1° Gennaio 2012 anche se continua ad essere applicato per determinare una parte dell'importo della pensione per i lavoratori in possesso di anzianità contributiva antecedente al 1996.
Attualmente, pertanto, il metodo retributivo si applica esclusivamente
pro quota: 1) ai contributi di anzianità maturati fino al 31/12/2011 per chi al 31.12.1995 poteva far valere almeno 18 anni di anzianità contributiva (le anzianità successive al 2011 sono determinate con il sistema contributivo); 2) ai contributi di anzianità maturati sino al 31.12.1995 per chi a tale data non poteva far valere almeno 18 anni di anzianità (le anzianità successive al 1995 sono calcolate con il sistema contributivo).
Qui:
http://www.pensionioggi.it/dizionario/metodo-retributivo per chi volesse approfondire.
Dato che
l'anzianità contributiva complessiva riconosciuta può essere al massimo pari a 40 anni l'importo della pensione erogabile con il sistema retributivo, nel migliore dei casi, non può superare l'80% della media della retribuzione pensionabile (40 x 2% = 80%). A tal fine occorre segnalare che, con il passaggio al sistema contributivo, questo valore potrebbe essere superato per via dell'aggiunta della quota C di pensione maturata successivamente al 2011. Per tale ragione il legislatore ha imposto di recente un
tetto pensionabile il cui funzionamento ancora non risulta pienamente definito (articolo 1, comma 707 della
legge 190/2014).
Parlando del mio caso, me ne
andrò in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi, dal che deduco che i contributi da me versati negli ultimi 34 mesi saranno praticamente a " fondo perso ". Salvo sorprese inerenti alle modifiche che apporteranno alla legge 190/2014.