Cosa gli hai fatto passare? Me lo racconti?
Lo chiedo senza intento polemico, davvero.
Diletta,
mi riferivo al fatto raccontato più volte da te che dopo la scoperta gli staresti facendo passare una vita da povero cane bastonato.
Vedi, con questa tua risposta mi apri due ipotesi: che non capisci veramente un cazzo oppure che tenti di sviare il discorso. Plausibili e legittime e ineccepibili entrambe, nel senso che non ne contesterei nemmeno una.
Perché non è questione di carattere (che pur ha la sua importanza nel subire o rimbalzare gli avvenimenti e quindi nel vivere con un po' di serenità in più) ma del fatto che mentre lui fa e ha fatto sempre quello che lo faceva star bene, tu hai sempre fatto quel che pensi si debba fare, a prescindere dal fatto che possa andarti di farlo o no.
E questo alla lunga ti logora l'autostima, la costanza, la volontà, la voglia...a meno che tu non sia un robot a batterie o un ostinato ciocco di legno.
Tu saresti spinta a nasconderti dalla vergogna probabilmente perché ti hanno insegnato che quella sarebbe la giusta e sacrosanta reazione a un comportamento del genere: non perché faccia parte delle tue corde. Altrimenti non ti faresti nessuna domanda e continueresti a vivere secondo i tuoi principi nonostante tuo marito e senza neanche soffrire troppo.
E ti risparmio commenti sul quel neretto, che la dice lunga sulla falsa stima che hai di te stessa.
Ma, facciamo a capirci che è meglio.
Cosa gli ho fatto passare?
Quello che passano tutti i fedifraghi dopo essere stati scoperti.
Lui ha passato questi ultimi anni abbastanza di merda, ma anch'io li ho passati allo stesso modo perché non mi sono mica divertita, per questo ho parlato di non premeditazione.
Le scene, le sfuriate, gli oggetti tirati addosso...non sono punizioni calcolate, sono il frutto dell'impulsività.
Certo è che non gliel'ho mandate a dire...
La punzione più grande rimane comunque quella di avere perso la mia fiducia e non credo che sia poco in un rapporto di coppia. A me importerebbe tanto e dispiacerebbe altrettanto...
Sul fatto che ho sempre vissuto per come penso si debba vivere, ci hai preso in pieno, ma questo è frutto dell'educazione ricevuta e non vale solo per me, ma per tutti.
Tutti noi assorbiamo il modo di pensare dell'ambiente in cui abbiamo vissuto dalla nascita, è normale no?
Non capisco cosa intendi per farmi o no delle domande...