Lei mi conosce bene, sa che non sono io questo. E credimi, lo capisce che sono a disagio.
Non lo faccio per orgoglio, non lo faccio per sentirmi nel giusto, soprattutto non lo sto facendo per me stesso. È mia moglie, so che è lei che vuole andar via, ma capisco che sta passando un periodo non bello. E in me prevale l'istinto di proteggerla, di non buttare alla benzina sul fuoco. Sono un coglione, ne sono consapevole, ma non riesco in questo momento a comportarmi diversamente...
Ryoga tu non la stai proteggendo, tu stai sperando che quanto sta accadendo non sia reale.
Tu la ami, la ami ancora, sei legato a lei.
All'inizio non comprendevo la tua apparente disinvoltura, anche quando ci siamo visti quella sera e abbiamo parlato... mi sembravi molto tranquillo. Troppo.
Tu stai reprimendo un dolore che però dentro te è enorme.
Sei in una situazione di limbo emozionale.
Hai uno shock che ti ha bloccato.
Ti capisco perché l'ho provato anch'io.
Però quella tua apparente tranquillità che hai palesato con noi, se è stata ugualmente condivisa con lei, può ingannare e renderla meno consapevole di quello che provi realmente, e ridurle sensibilità e sensi di colpa.
Ma accidenti... lei sta ancora in casa con te ed esce con lui apertamente, dichiaratamente.
E ci credo che stai male! Chiunque starebbe da cani.
Non è una ceretta, è strappare un pelo alla volta.
Io ti abbraccio, mi sei simpatico e mi dispiace tantissimo quanto sta accadendo... te lo dico... ma lei se ne sta approfittando. Finché resta in casa con te non dovrebbe uscire con l'altro. Non siete separati: vivete ancora insieme.
Se vuole andarsene via con lui nei we o far tardi la notte, che si cerchi una casa o vada a stare direttamente da lui. (mamma permettendo...)