Cara Sad,
ti posso dire che io non mi riconosco nella frase detta dal tuo compagno. Non credodi aver mai voluto una relazione " a latere". Mi sono chiesto come abbia potuto innamorarmi di un'altra persona; me lo chiedo anche ora nei momenti in cui il suo ricordo bussa più forte. la domanda vera che io mi pongo è il perchè ho dato spazio a quel sentimento? perchè l'ho lasciato libero di crescere? dopo un anno di interruzione della relazione e 8 mesi di silenzio assoluto non ho ancora una risposta precisa. Sicuramente posso dire di averlo fatto per me - non per scuotere, non per provocare reazioni, non per lanciare segnali, anzi sono stato così bravo nel celare che mia moglie (complice il mio lavoro, altrettanto bastardo) non mi ha mai scoperto. L'ho fatto per me, ripeto,forse perchè era una vita che "remavo" rinunciando a tante cose (ho sempre lavorato da quando ho vent'anni mi sono sempre consumato per fare mille cose insieme) e la parola d'ordine è sempre stato rinuncia, al cibo (mi allenavo e non si poteva mangiare...) a uscire troppo spesso (dovevo studiare....) a spendere troppo (volevo comprare casa.... a 22 anni....). insomma tanti traguardi, ma anche tante lotte e soprattutto tanta disponibilità nei confronti delle persone che ho amato. Le parole più belle della mia amante sono state:"...nessuno mai mi ha fatto sentire tanto amata...". Spesso me lo ripeteva anche mia moglie,prima della nascita dei bimbi.... Ero il suo principe e lei la mia regina. Sono stato immaturo nel non capire il cambiamento, nel non gestire insieme a lei un momento difficile (molto) con due bambini con poco più di un anno di differenza. non ho capito la sua chiusura verso la mia famiglia che - appartenendo ad un altra genereazione - l'ha sempre trattata (ci ha sempre trattati) come ragazzini quando invece ci siamo sempre fatti un gran mazzo.... e non abbiamo mai chiesto nulla .... Lei sicuramente ha le sue colpe: in prmis l'insicurezza continua e perenne, il fatto di avere iniziato a considerare scontato -e non sufficiente - tutto quanto avevamo faticosamente raggiunto insieme. Insomma, pressato da una famiglia d'origine molto brava a chiedere e poco incline a concedere, e lo stesso dicasi per mia moglie che non capiva quanto fatocoso fosse fare carriera, senza raccomandazioni, in un mondo esclusivamente riervato a gente di lignaggio .... tralascio altre storie familiari, importanti,mi hanno costretto a farmi carico, sin da giovane, di molti problemi. Che centra il tradimento ? bè la mia amante sembrava una persona forte, più autonoma, una persona in cui potessi -magari solo qualche volta - trovare rifugio. Non so se fosse vero, se fosse poi una caratteristica reale del suo carattere o solo un best behaviour ma credo di essermi innamorato di quello. Certo ne scorgevo anche la fragilità, la sua voglia di essere amata e coccolata - cosa che nessuno faceva troppo percependola come forte ed autonoma -. da questo è scaturito tutto il resto, una grande storia d'amore, nel momento più sbagliato ma comunque un grande sentimento. Ho dormito con lei più di 40 notti l'ho vista in tutte le salse ed i modi e l'unica cosa che non posso dire è che non ci fosse tra noi un grande "bene". Un bene che poi io ho sempre cercato anche per lei (lasciandola andare ogni volta che si sentiva in imbarazzo a vivere una storia parallela) e ino ogni discorso a mente fredda (se possibile) le dicevo che la sua strada non poteva essere con me. Certo, mentirei se dicessi che non ho desiderato averla tutta per me. mentirei se non dicessi di aver pensato a vivere tutta la vita con lei. Una volta appresa la sua decisione - che più che decisione è stata costrizione (dovuta all'arrivo del figlio) - non ho mai chiamato, non l'ho mai cercata e ho posto nuovamente lo sguardo su ciò che avevo, ho chiesto a me stesso e a mia moglie un'altra possibilità - anche se lei era ignara di tutto - giorno dopo giorno qualcosa è cambiato. Pensa che quando parlava mentre stavo con l'altra non riuscivo a "sentirla". A poco a poco il dialogo si è reinstaurato, aiutato da un'intesa fisica mai venuta meno, la comunicazione, la voglia di stare insieme. Ho cominciato a chiedere aiuto, a dire quali fossero le mie esigenze, a pensare che una persona vicina può anche aiutare e non deve solo essere aiutata. Ecco,su queste basi vado avanti. Non so come sarà il cammino ma, oggi a quasi 36 anni, avere avuto moltissimo dalla vita. Nonostante la vistossissma "crepa" nel mio preziosissimo vaso ming, ho entusiasmo, ho voglia di corteggiare mia moglie, ho voglia di fare il papà; mentre corro, mentre gioco ancora a tennis ogni tanto con gli amici di tante battaglie sul campo, sento l'energia che scorre dentro sento di nuovo la mia vita, e ho voglia di ridere e non mi sento più come un bambino colpevole e sempre circospetto. E' chiaro, dentro di me, per come sono fatto, mi sento sempre in credito nei confronti di mia moglie, per averla ingannata, turlupinata, da vero bastardo, ma sono lì a fianco a lei e in ogni azione dal caffè la mattina alla carezza della buona notte ci metto un pò di più, più slancio, più voglia, più affetto, più attenzione. Forse era necessario anche questo per crescere (certo per tutto il dolore che ho sofferto me la sarei davvero risparmiata.....), forse era necessario perdere, per me, che avevo sempre vinto, che dicevo sempre: se c'è un problema c'è anche una soluzione...... non è sempre così, purtroppo. Resta il ricordo che inizia, piano piano, ad assumere altre connotazioni, meno dolorose. Non so se ti sia d'aiuto quanto ho scritto per capire cosa possa passare nella testa del tuo compagno per farti capire cosa lo abbia allontanato da te; ma forse guardando ai suoi gest e in fondo ai suoi occhi potrai capire se è sincero, se è confuso e soprattutto se vuole che tu stia sempre accanto a lui. Grazie per avermi dato modo di ripercorrere tutta la mia storia e scusami per la lunghezza della risposta.
bastardo dentro