Sono più che pronta, anche perchè giudici più severi di me stessa finora non ne ho trovati.
E' chiaro che ho riassunto il tutto, quindi le decisioni (tipo il figlio) nel racconto risultano più repentine e accelerate di quello che sono effettivamente state.
Risposte sparse:
- sì, in qualche modo il mio compagno è il porto sicuro. La persona che più al mondo mi fa sentire bene. Così è sempre stato. Sono altrettanto consapevole che evidentemente non mi basta, mi manca qualcosa.
- la frase sulla "gabbia" è una semplificazione. Non considero la fedeltà un dogma, motivo per cui non mi sposo. E' una cosa su cui sono sempre stata chiara e che il mio compagno comprende e condivide. E' evidente che questo non ha NULLA a che fare con la situazione che sto vivendo, nè mi giustifica in alcun modo
-il figlio che non è mai arrivato è un discorso accantonato, non sono pazza. Fidatevi, che quasi 4 anni di sofferenza alla ricerca di una gravidanza, bastano e avanzano per capire che ad un certo punto devi dire basta. O almeno mettere un punto e virgola.
La verità è che vorrei liberarmi dell'altro e recuperare il rapporto con il mio compagno, perchè ci credo, perchè 13 anni di vita insieme non si buttano via così, perchè insieme ancora sappiamo divertirci ed entrambi siamo l'appoggio dell'altra. Quello che mi terrorizza è l'incapacità di dimenticare, di levarmi dalla testa i famosi "brividi" (anche qui, semplifico). E il non sapere da dove iniziare.