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Sbriciolata

Escluso
io non ci arrivo, me lo puoi spiegare?
L'impatto della strage di Bologna fu fortissimo, forse il più forte tra tutti, probabilmente perchè dai media arrivarono immagini come forse non era mai successo prima, terribili. Alcune credo siano state rese di dominio pubblico solo in un secondo momento.
La stazione era piena di famiglie, gente che andava in ferie, era un momento che doveva essere spensierato.
C'era la chiusura delle fabbriche al nord, tanti tornavano al sud.
Furono fatte diverse ipotesi sugli autori. Una molto sponsorizzata, tra l'altro anche dalla Mambro e da Fioravanti, era quella di una matrice palestinese, nella fattispecie NAZIFASCISTI PALESTINESI. Ovviamente accreditando questa tesi si spostava parecchio l'opinione pubblica: i mandanti erano fuori dal Paese, stranieri, un'altra religione, un'altra lingua, un mondo sconosciuto o quasi all'opinione pubblica, dei palestinesi si sa perlopiù che sono in guerra da una vita e che fanno attentati.
Quindi i mandanti non potevano avere nessun rapporto con poteri italiani più o meno legittimi.
Ecco cosa era diverso.
Io dico solo una cosa: a me, per quel poco che so del nazismo e del fascismo, che esistano nazifascisti palestinesi appare assai improbabile.
Mi pare altresì improbabile che abili terroristi che trasportano esplosivo, acquistato da un grosso trafficante, lo facciano esplodere per errore quando è fermo in una sala d'aspetto. Non sono un artificere io, però gli esplosivi instabili di solito sono pericolosi in movimento o sottoposti ad una fonte di calore.
Mi pare altresì improbabile che, sempre per favorire i nazifascisti palestinesi, il SISMI abbia tentato un depistaggio delle indagini facendo ritrovare una valigia piena di esplosivo simile su di un treno.
Per quanto deviati fossero, che gli fregava a questi di depistare dalla pista palestinese?
Però io non conto nulla, conta quello che dicono i giudici.
Peculiare è però che, dopo anni di indifferenza e silenzio, si sia riparlato subito della pista palestinese dopo i fatti di Parigi, da parte di una certa stampa.
 

tullio

Utente di lunga data
...me la spieghi?
Per come l ho capita io non ha senso questa frase.
Un ateo non è cristiano.
Un ateo non è musulmano.
È ateo.
Non c è cultura religiosa credibile a prescindere.
Sul piano della logica assoluta le cose sono proprio messe così: o sono credente o non lo sono; o sono ateo o non lo sono. Essere ateo o meno non ha a che vedere con "quale" divinità rifiuto, ha a che vedere solo con il fatto che io rifiuto la divinità, non ci credo, quale che essa sia. E dunque un ateo non è cristiano, non è mussulmano, non è buddhista... Questo sul piano di una logica che si presenta come assoluta e neutra.
Senonché per pensare una logica assoluta abbiamo bisogno di una storia che va da Aristotele, almeno, sino ai giorni nostri. In altre parole questa logica assoluta non è assoluta per niente ma è relativa a noi. Solo a noi. O meglio: solo a noi che poi, a forza di fucilate, la abbiamo imposta come colonizzatori all'intero mondo, compresa quella parte del mondo che combatte l'occidente.
E' possibile pensare l'ateismo, che so? nell'antico Israele? No: lì o sei dalla parte di Yhwh, e allora hai diritto alla terra, o sei dalla parte di Mlkm o Ishtr e allora non hai diritto alla terra. Analogamente, nella Grecia antica: o hai gli dei greci, e sei greco per questi, oppure non li hai e allora sei persiano. Se gli dei sono il modo con cui i Greci pensano il mondo, avere altri dei significa avere un mondo diverso. Idem a Roma ove gli dei non sono nemmeno personali (un po' come la nostra Giustizia che campeggia nei tribunali): anche qui non si pone la questione di "credere" agli dei: non c'è nulla da credere (non è che chi va in tribunale "crede" alla Giustizia) ma c'è solo ca condividere un modo di pensare la realtà. E quando Roma conquista altri popoli non ha problemi ad assimilare altri dei: se la realtà cambia cambiano anche i modi di pensarla e dunque possono essere utili altri dei. Ma questo non significa che i Romani "credono" a Juppiter o a Iside, ponendosi la questione: "Juppiter o Iside esistono davvero?". Significa che Juppiter mi serve per dire una cosa e Iside, dopo la conquista dell'Egitto, un'altra.
Poi arriva il cristianesimo che pone la questione di quale dio sia vero: è una questione tutta cristiana. Qui nasce il problema se sia vero Juppiter (e giù tutti a ridere) oppure Dio (e qui ridono solo i romani che pensano che i cristiani siano scemi). Il cristianesimo vince e impone le sue categorie. Ad esempio le impone all'Islam che non è pensabile senza il cristianesimo. Soprattutto le impone all'universo intero tramite la colonizzazione e i vari popoli che prima non avevano nessun dio cui credere sono costretti ad accettare le interpretazioni occidentali (il linguaggio dell'occidente) per poter discutere con i colonizzatori, per trovare una voce.
La novità del cristianesimo è la questione della fede e della scelta in coscienza. Qui o dici si o dici no. Fuori dal cristianesimo (fuori dalla cristianizzazione forzata imposta a fucilate) è possibile porre questa questione? E' possibile porla nel buddhismo, che non ammette l'esistenza dell'io (aggregato di "skanda", elementi) e che comunque punta sull'intelligenza/consapevolezza e non certo sulla fede? E' nota la questione: quanti dei ci sono nell'induismo? 23-24 milioni oppure l'induismo è monoteista? La risposta, in termini di politeismo/monoteismo rivela solo la comicità che risulta dal voler imporre categorie nostre agli altri. E, naturalmente, anche l'impossibilità di pensare l'ateismo tra gli Indiani dell'India (almeno prima dell'arrivo degli arabi).
Il fatto che noi si sia i "vincitori" non dovrebbe farci scambiare le nostre verità, la nostra logica, come se fossero gli unici modi di pensare la realtà e l'unica logica possibile. Analogamente il riconoscere le nostre verità come relative non dovrebbe indurci a ritenere che sono solo farfalle, per cui le possiamo tranquillamente abbandonare per assumerne altre. Possiamo essere atei (e forse l'ateismo è lo sviluppo coerente del cristianesimo inteso come cultura) ma non possiamo essere buddhisti. O meglio: possiamo essere buddhisti solo trasformando il buddhismo in un bene di consumo: c'è chi preferisce dash, chi preferisce dixan e chi preferisce buddha...
 

drusilla

Drama Queen
Sul piano della logica assoluta le cose sono proprio messe così: o sono credente o non lo sono; o sono ateo o non lo sono. Essere ateo o meno non ha a che vedere con "quale" divinità rifiuto, ha a che vedere solo con il fatto che io rifiuto la divinità, non ci credo, quale che essa sia. E dunque un ateo non è cristiano, non è mussulmano, non è buddhista... Questo sul piano di una logica che si presenta come assoluta e neutra.
Senonché per pensare una logica assoluta abbiamo bisogno di una storia che va da Aristotele, almeno, sino ai giorni nostri. In altre parole questa logica assoluta non è assoluta per niente ma è relativa a noi. Solo a noi. O meglio: solo a noi che poi, a forza di fucilate, la abbiamo imposta come colonizzatori all'intero mondo, compresa quella parte del mondo che combatte l'occidente.
E' possibile pensare l'ateismo, che so? nell'antico Israele? No: lì o sei dalla parte di Yhwh, e allora hai diritto alla terra, o sei dalla parte di Mlkm o Ishtr e allora non hai diritto alla terra. Analogamente, nella Grecia antica: o hai gli dei greci, e sei greco per questi, oppure non li hai e allora sei persiano. Se gli dei sono il modo con cui i Greci pensano il mondo, avere altri dei significa avere un mondo diverso. Idem a Roma ove gli dei non sono nemmeno personali (un po' come la nostra Giustizia che campeggia nei tribunali): anche qui non si pone la questione di "credere" agli dei: non c'è nulla da credere (non è che chi va in tribunale "crede" alla Giustizia) ma c'è solo ca condividere un modo di pensare la realtà. E quando Roma conquista altri popoli non ha problemi ad assimilare altri dei: se la realtà cambia cambiano anche i modi di pensarla e dunque possono essere utili altri dei. Ma questo non significa che i Romani "credono" a Juppiter o a Iside, ponendosi la questione: "Juppiter o Iside esistono davvero?". Significa che Juppiter mi serve per dire una cosa e Iside, dopo la conquista dell'Egitto, un'altra.
Poi arriva il cristianesimo che pone la questione di quale dio sia vero: è una questione tutta cristiana. Qui nasce il problema se sia vero Juppiter (e giù tutti a ridere) oppure Dio (e qui ridono solo i romani che pensano che i cristiani siano scemi). Il cristianesimo vince e impone le sue categorie. Ad esempio le impone all'Islam che non è pensabile senza il cristianesimo. Soprattutto le impone all'universo intero tramite la colonizzazione e i vari popoli che prima non avevano nessun dio cui credere sono costretti ad accettare le interpretazioni occidentali (il linguaggio dell'occidente) per poter discutere con i colonizzatori, per trovare una voce.
La novità del cristianesimo è la questione della fede e della scelta in coscienza. Qui o dici si o dici no. Fuori dal cristianesimo (fuori dalla cristianizzazione forzata imposta a fucilate) è possibile porre questa questione? E' possibile porla nel buddhismo, che non ammette l'esistenza dell'io (aggregato di "skanda", elementi) e che comunque punta sull'intelligenza/consapevolezza e non certo sulla fede? E' nota la questione: quanti dei ci sono nell'induismo? 23-24 milioni oppure l'induismo è monoteista? La risposta, in termini di politeismo/monoteismo rivela solo la comicità che risulta dal voler imporre categorie nostre agli altri. E, naturalmente, anche l'impossibilità di pensare l'ateismo tra gli Indiani dell'India (almeno prima dell'arrivo degli arabi).
Il fatto che noi si sia i "vincitori" non dovrebbe farci scambiare le nostre verità, la nostra logica, come se fossero gli unici modi di pensare la realtà e l'unica logica possibile. Analogamente il riconoscere le nostre verità come relative non dovrebbe indurci a ritenere che sono solo farfalle, per cui le possiamo tranquillamente abbandonare per assumerne altre. Possiamo essere atei (e forse l'ateismo è lo sviluppo coerente del cristianesimo inteso come cultura) ma non possiamo essere buddhisti. O meglio: possiamo essere buddhisti solo trasformando il buddhismo in un bene di consumo: c'è chi preferisce dash, chi preferisce dixan e chi preferisce buddha...
Che non essistesse l'ateismo nella antica Grecia non sono sicura. Alcibiade è stato il Charlie H. del V secolo a C. Ci devo pensare e rispolverare vecchi studi. Miei. Vecchi del millennio scorso[emoji17]
 

giorgiocan

Utente prolisso
e forse l'ateismo è lo sviluppo coerente del cristianesimo inteso come cultura
Ecco, adesso devo approfondirla questa. Devo dire che l'ultima volta che ne abbiamo discusso sei stato tremendamente convincente: devi avermi fatto scattare qualcosa in testa, ed è ancora lì che lavora...
 
Io non capisco perchè dovremmo credere in Dio e non dovremmo credere in Babbo Natale.

La religione è l'oppio dei poveri. Certo è consolante pensare che esista una giustizia divina, un aldilà, qualcuno che ci può giudicare per come siamo realmente. Mi domando quanti uomini si sentano meritevoli dell'inferno in punto di morte, e quanti agiscano nella piena consapevolezza di fare del male e quindi qualcosa di oggettivamente sbagliato.

Ci sono tantissimi punti in comune nelle religioni, al punto che è evidente che siano la stessa cosa interpretata secondo una cultura diversa, ovvero lo stesso bisogno di dare un senso e un seguito alla vita.

Io grazie a Dio sono ateo.
Mio caro piccolo e dolce Zod...
Noi non dobbiamo credere! A meno che non arrivi un feroce salamino e ci dica...o ti converti e credi o qui con la mia scimitarra faccio ruzzolare quella testa di caucciù che ti ritrovi...

Il discorso è che siamo liberi di credere a quel che ci pare non trovi?
Quanti credono nei maghi? QUanti in wanna Marchi?
Quanti credono beatamente a quel che a loro pare credibile?
Quanti credono sia vera una cosa solo perchè la dice la tv?

Orsù dunque discutiamo alquanto!
Se solo tu sapessi a quante realtà io ho creduto che poi si sono rivelate pie illusioni eh...

Ma ho fede! Ogni uomo ha le sue buone ragioni per credere a idee false!

Il punto qui è, se ammettiamo che la dimensione spirituale di una persona, sia importante per lei, noi dobbiamo tenere presente questa importanza e averne umano rispetto.
Ma nulla vieta ahimè che con enorme disdoro, qualcuno non sia disposto a vedere nella pietà di Michelangelo un'opera d'arte ma solo un pezzo di marmo da prendere a martellate no?

Nulla vieta che io possa vedere in un crocifisso un oggetto contundente no?

E veniamo alle tue fortune...
A theos...alfa privativo, che potremmo tradurre con "senza" senza dio...

Allora capisci che per un credente, l'ateo, è una persona a cui manca un pezzo importante no?

Per diventare anch'io ateo, ho bisogno di segni tangibili che mi aiutino a NON credere eh?
Invece mio malgrado, sono costretto a testimoniare, che più volte nella mia vita ho avvertito la presenza del divino nella mia miserabile ed esecrabile esistenza eh?

La fede è qualcosa che relativizza tutto quanto io pensi come assoluto.

Avrei bisogno di segni tangibili forti tipo...che le porte degli inferi prevalgano sulla chiesa...
Avrei avuto bisogno che quel lupo grigio avesse ucciso un papa...

Poi ovvio le prove e le delusioni non mancano...
Lo dico sempre...ancora non si è capito bene chi sia Bergoglio...
Ma vorria vedare quanti preti fossero passati per la sua vita se non avrebbero buttato via la veste...eh?

Non ho idea di come si convertano gli uomini...io non lo so...

Ma mi pare che anche quando quel fisico spiegò la teoria del big bang...non è che fossero tutti lì disposti a credergli eh?
 
Sul piano della logica assoluta le cose sono proprio messe così: o sono credente o non lo sono; o sono ateo o non lo sono. Essere ateo o meno non ha a che vedere con "quale" divinità rifiuto, ha a che vedere solo con il fatto che io rifiuto la divinità, non ci credo, quale che essa sia. E dunque un ateo non è cristiano, non è mussulmano, non è buddhista... Questo sul piano di una logica che si presenta come assoluta e neutra.
Senonché per pensare una logica assoluta abbiamo bisogno di una storia che va da Aristotele, almeno, sino ai giorni nostri. In altre parole questa logica assoluta non è assoluta per niente ma è relativa a noi. Solo a noi. O meglio: solo a noi che poi, a forza di fucilate, la abbiamo imposta come colonizzatori all'intero mondo, compresa quella parte del mondo che combatte l'occidente.
E' possibile pensare l'ateismo, che so? nell'antico Israele? No: lì o sei dalla parte di Yhwh, e allora hai diritto alla terra, o sei dalla parte di Mlkm o Ishtr e allora non hai diritto alla terra. Analogamente, nella Grecia antica: o hai gli dei greci, e sei greco per questi, oppure non li hai e allora sei persiano. Se gli dei sono il modo con cui i Greci pensano il mondo, avere altri dei significa avere un mondo diverso. Idem a Roma ove gli dei non sono nemmeno personali (un po' come la nostra Giustizia che campeggia nei tribunali): anche qui non si pone la questione di "credere" agli dei: non c'è nulla da credere (non è che chi va in tribunale "crede" alla Giustizia) ma c'è solo ca condividere un modo di pensare la realtà. E quando Roma conquista altri popoli non ha problemi ad assimilare altri dei: se la realtà cambia cambiano anche i modi di pensarla e dunque possono essere utili altri dei. Ma questo non significa che i Romani "credono" a Juppiter o a Iside, ponendosi la questione: "Juppiter o Iside esistono davvero?". Significa che Juppiter mi serve per dire una cosa e Iside, dopo la conquista dell'Egitto, un'altra.
Poi arriva il cristianesimo che pone la questione di quale dio sia vero: è una questione tutta cristiana. Qui nasce il problema se sia vero Juppiter (e giù tutti a ridere) oppure Dio (e qui ridono solo i romani che pensano che i cristiani siano scemi). Il cristianesimo vince e impone le sue categorie. Ad esempio le impone all'Islam che non è pensabile senza il cristianesimo. Soprattutto le impone all'universo intero tramite la colonizzazione e i vari popoli che prima non avevano nessun dio cui credere sono costretti ad accettare le interpretazioni occidentali (il linguaggio dell'occidente) per poter discutere con i colonizzatori, per trovare una voce.
La novità del cristianesimo è la questione della fede e della scelta in coscienza. Qui o dici si o dici no. Fuori dal cristianesimo (fuori dalla cristianizzazione forzata imposta a fucilate) è possibile porre questa questione? E' possibile porla nel buddhismo, che non ammette l'esistenza dell'io (aggregato di "skanda", elementi) e che comunque punta sull'intelligenza/consapevolezza e non certo sulla fede? E' nota la questione: quanti dei ci sono nell'induismo? 23-24 milioni oppure l'induismo è monoteista? La risposta, in termini di politeismo/monoteismo rivela solo la comicità che risulta dal voler imporre categorie nostre agli altri. E, naturalmente, anche l'impossibilità di pensare l'ateismo tra gli Indiani dell'India (almeno prima dell'arrivo degli arabi).
Il fatto che noi si sia i "vincitori" non dovrebbe farci scambiare le nostre verità, la nostra logica, come se fossero gli unici modi di pensare la realtà e l'unica logica possibile. Analogamente il riconoscere le nostre verità come relative non dovrebbe indurci a ritenere che sono solo farfalle, per cui le possiamo tranquillamente abbandonare per assumerne altre. Possiamo essere atei (e forse l'ateismo è lo sviluppo coerente del cristianesimo inteso come cultura) ma non possiamo essere buddhisti. O meglio: possiamo essere buddhisti solo trasformando il buddhismo in un bene di consumo: c'è chi preferisce dash, chi preferisce dixan e chi preferisce buddha...
:up::up::up::up::up::up::up:
Bellissimo post...
Che mi sento di contrappuntare...
Ribaltando la questione il nostro guaio con l'Islam è rappresentarcelo con le nostre categorie no?

Ed è questa la colpa che io riconosco ai vignettisti.

Con il risultato di far attecchire nella nostra cultura le storpiature dei fondamentalisti ( ossia saria come dire la democrazia secondo Rauti), come prodotto della cultura islamica.

Ma non c'è nulla di che stupirsi.

Se io dico a loro islamici guardate che cosa ha prodotto la vostra cultura eh? Ha prodotto Osama...
Loro mi rispondono...e la tua? Non ha forse prodotto Hitler?

Bon nel secolo precedente...durante il positivismo l'area germanica era l'area culturale più avanzata d'Europa...

Ora Tullio sono le persone che fanno le idee, o le idee plasmano le persone?

Altro caso che mi ha lasciato di sasso eh? L'Iran.
Prima del 1978, l'Iran era il paese islamico più occidentale di Oriente eh?
Dalla sera alla mattina è precipitato in un baratro...

Cioè nel tentativo di andare meglio sono andati peggio...
 
Che non essistesse l'ateismo nella antica Grecia non sono sicura. Alcibiade è stato il Charlie H. del V secolo a C. Ci devo pensare e rispolverare vecchi studi. Miei. Vecchi del millennio scorso[emoji17]
Ma mi pare che anche qualche filosofo presocratico...dicesse che gli dei non esistono no?
 

lolapal

Utente reloaded
Un bel lavorino. Non si nota nulla.
Ma credo, che anche qui le notizie vengano un po' "manipolate".

una cosa davveero notevole



rettifico... ho sbagliato a leggere...
 
Ultima modifica:

Tebe

Egocentrica non in incognito
Sul piano della logica assoluta le cose sono proprio messe così: o sono credente o non lo sono; o sono ateo o non lo sono. Essere ateo o meno non ha a che vedere con "quale" divinità rifiuto, ha a che vedere solo con il fatto che io rifiuto la divinità, non ci credo, quale che essa sia. E dunque un ateo non è cristiano, non è mussulmano, non è buddhista... Questo sul piano di una logica che si presenta come assoluta e neutra.
Senonché per pensare una logica assoluta abbiamo bisogno di una storia che va da Aristotele, almeno, sino ai giorni nostri. In altre parole questa logica assoluta non è assoluta per niente ma è relativa a noi. Solo a noi. O meglio: solo a noi che poi, a forza di fucilate, la abbiamo imposta come colonizzatori all'intero mondo, compresa quella parte del mondo che combatte l'occidente.
E' possibile pensare l'ateismo, che so? nell'antico Israele? No: lì o sei dalla parte di Yhwh, e allora hai diritto alla terra, o sei dalla parte di Mlkm o Ishtr e allora non hai diritto alla terra. Analogamente, nella Grecia antica: o hai gli dei greci, e sei greco per questi, oppure non li hai e allora sei persiano. Se gli dei sono il modo con cui i Greci pensano il mondo, avere altri dei significa avere un mondo diverso. Idem a Roma ove gli dei non sonori nemmeno personali (un po' come la nostra Giustizia che campeggia nei tribunali): anche qui non si pone la questione di "credere" agli dei: non c'è nulla da credere (non è che chi va in tribunale "crede" alla Giustizia) ma c'è solo ca condividere un modo di pensare la realtà. E quando Roma conquista altri popoli non ha problemi ad assimilare altri dei: se la realtà cambia cambiano anche i modi di pensarla e dunque possono essere utili altri dei. Ma questo non significa che i Romani "credono" a Juppiter o a Iside, ponendosi la questione: "Juppiter o Iside esistono davvero?". Significa che Juppiter mi serve per dire una cosa e Iside, dopo la conquista dell'Egitto, un'altra.
Poi arriva il cristianesimo che pone la questione di quale dio sia vero: è una questione tutta cristiana. Qui nasce il problema se sia vero Juppiter (e giù tutti a ridere) oppure Dio (e qui ridono solo i romani che pensano che i cristiani siano scemi). Il cristianesimo vince e impone le sue categorie. Ad esempio le impone all'Islam che non è pensabile senza il cristianesimo. Soprattutto le impone all'universo intero tramite la colonizzazione e i vari popoli che prima non avevano nessun dio cui credere sono costretti ad accettare le interpretazioni occidentali (il linguaggio dell'occidente) per poter discutere con i colonizzatori, per trovare una voce.
La novità del cristianesimo è la questione della fede e della scelta in coscienza. Qui o dici si o dici no. Fuori dal cristianesimo (fuori dalla cristianizzazione forzata imposta a fucilate) è possibile porre questa questione? E' possibile porla nel buddhismo, che non ammette l'esistenza dell'io (aggregato di "skanda", elementi) e che comunque punta sull'intelligenza/consapevolezza e non certo sulla fede? E' nota la questione: quanti dei ci sono nell'induismo? 23-24 milioni oppure l'induismo è monoteista? La risposta, in termini di politeismo/monoteismo rivela solo la comicità che risulta dal voler imporre categorie nostre agli altri. E, naturalmente, anche l'impossibilità di pensare l'ateismo tra gli Indiani dell'India (almeno prima dell'arrivo degli arabi).
Il fatto che noi si sia i "vincitori" non dovrebbe farci scambiare le nostre verità, la nostra logica, come se fossero gli unici modi di pensare la realtà e l'unica logica possibile. Analogamente il riconoscere le nostre verità come relative non dovrebbe indurci a ritenere che sono solo farfalle, per cui le possiamo tranquillamente abbandonare per assumerne altre. Possiamo essere atei (e forse l'ateismo è lo sviluppo coerente del cristianesimo inteso come cultura) ma non possiamo essere buddhisti. O meglio: possiamo essere buddhisti solo trasformando il buddhismo in un bene di consumo: c'è chi preferisce dash, chi preferisce dixan e chi preferisce buddha...
:unhappy:
Minchia.
Ho capito tre quarti ma...riassumendo.
Diagora di Milo detto l ateo era...ateo appunto.
Ben più di 400 anni prima della nascita di Cristo. Mi sembra. Anno più anno meno.
E il cristianesimo nasce con lui. Non diagoea ma Cristo.

Quelli prima sono al limite, protocristiani o protocristianesimo, insieme a teisti, deisti, pandeisti e via discorrendo.

Direi che non sono d'accordo con la tua frase. No. No.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Che non essistesse l'ateismo nella antica Grecia non sono sicura. Alcibiade è stato il Charlie H. del V secolo a C. Ci devo pensare e rispolverare vecchi studi. Miei. Vecchi del millennio scorso[emoji17]
No no. Esisteva.
Mi sono appena andata a scoficchiare un paio di libri.

(Minchia se ero scema da giovane. Ho trovato un paio di foglietti dentro che...:unhappy:....)
 

drusilla

Drama Queen
Ma mi pare che anche qualche filosofo presocratico...dicesse che gli dei non esistono no?
Si. Ma Alcibiade ne ha distrutto la statua di Ermete ( e gli ateniensi hanno avuto un attacco isterico l'hanno tolto il commando della flotta diretta a Siracusa e in sintesi hanno perso la guerra del Peloponesso). Chi era il più radicale? Zenone di Elea? Cavolo ho un buco nella memoria di decenni accidenti
 

drusilla

Drama Queen
No no. Esisteva.
Mi sono appena andata a scoficchiare un paio di libri.

(Minchia se ero scema da giovane. Ho trovato un paio di foglietti dentro che...:unhappy:....)
Io ho trovato la scuola del "agnosticismo" che non è esattamente ateismo. Ma credo l'ateismo odierno sia proprio agnosticismo. Ma c'era uno proprio ateo, ne sono sicura.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Ho le ciglia finte agnostiche e la guest atea.
Le ciglia non si pongono domande sul esistenza di un mascara superiore, la guest non ha mai visto un miracolo.
 
Stato
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