perchè ho pochissimo tempo, quindi non so dove siete arrivati e non so come sta Stark, soprattutto.
Comunque solo un pensiero: io ho cominciato a prendermi delle cotte alle elementari, duravano una settimana o due poi cambiavo mire. Via via con gli anni, le cotte si allungavano ma mica troppo. L'innamoramento passa, è fisiologico e sarebbe veramente imbarazzante, non si arriverebbe manco ai 40 anni, se dovessimo vivere decenni con la tremarella alle gambe ed il batticuore. Nello stato d'animo dell'innamoramento c'è così poco spazio per il resto del mondo che forse non si farebbero neppure i figli. Ci si innamora e poi ... viene l'amore, quello che dura.
Può passare pure quello, per carità. Ma non in un lampo. Perchè l'amore è un sentimento profondo, perchè è un insieme di sentimenti e di consapevolezza.
Amiamo la persona che ci appaga, che non ci fa sentire soli, ma anche la persona alla quale vogliamo raccontare ciò che ci succede, con la quale ci consigliamo, ci confrontiamo, la nostra persona.
Bon, siamo passati dai matrimoni combinati ai matrimoni per amore.
I matrimoni combinati non erano in discussione, quelli d'amore, per loro natura, lo sono.
Ma il matrimonio è rimasto un impegno. Ed è un impegno che ci si prende volontariamente.
Occorre essere consapevoli, al momento in cui ci si accolla l'impegno, che i sentimenti a volte possano essere confusi, che si possa incontrare qualcuno che ci fa girare la testa.
Ed al momento in cui la testa gira, non dimenticare in cosa consiste quell'impegno.
Questa secondo me è consapevolezza.
Invece, secondo me, le tante, troppe storie di sbandate che hanno sancito la fine di un matrimonio per poi rivelarsi, appunto, sbandate, hanno l'impronta della scelleratezza.
Se è questa la serietà con la quale un adulto si assume un impegno, molto meglio non prenderlo.
Si risparmiano pure i soldi del rinfresco.
Torno nella cripta.