Io facevo così:
tenevo la carota in una mano e il bastone nell'altra...
Vale a dire che tutte le volte che si dialogava perché volevo SAPERE il più possibile, mi mostravo calma, serena e comprensiva, anzi, accogliente, come dice la tua psico.
E lui parlava e rispondeva a tutto quanto, mille domande da parte mia e relative mille risposte, interi pomeriggi passati così.
Mi forzavo a rimanere calma...e ce la facevo (quasi sempre) perché il desiderio di conoscere era così grande che andava oltre il dolore, che mi lancinava dentro, ma che riuscivo a non mostrare.
Per non parlare della rabbia: ancora ora mi stupisco di come abbia fatto a non prenderlo a calci nel culo, ma il fine giustificava i mezzi.
Se mi fossi mostrata aggressiva non avrei cavato un ragno dal buco...sì, in questo senso bisogna trattarli come dei bimbi, con tatto e delicatezza (ma guarda che ci tocca fare! :incazzato

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