La mia fine ...

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oscuro

Utente di lunga data
Danny

Tu non impari la cattiveria e neppure la violenza.
Quella ce l'hai dentro oppure no.
Puoi fare degli errori dovuti all'ambiente: io ho rubato e fatto degli atti vandalici, a seguire il gruppo, da ragazzo.
I valori etici erano infinitamente bassi.
Ma non ho mai alzato le mani su nessuno.
Non ne ho l'indole, anche se ho dovuto sviluppare le capacità.
Anni fa praticavo parecchie diverse arti marziali. Un mio insegnante mi aveva preso per allenarsi e soprattutto verificare tecniche di difesa dall'assalto con la pistola e il coltello. Questo per tenere un corso poi alle forze dell'ordine. Giustificò la mia scelta per il "fisico" e il mio carattere. Non voleva formare a certe pratiche uno che l'avrebbe utilizzate male. Io per lui ero uno "buono". Altri che aveva nel corso, no. Giudicava pericoloso condividere con loro certe tecniche. I cattivi io li ho conosciuti: non solo nell'ambiente degradato delle periferie di Milano.
Alle medie... un amico benestante con la passione delle armi.
Eravamo amici... lui amava sparare agli animali con la scusa della caccia. io ragazzino non davo peso alla cosa, lui con me era amico. Fino a quando non ho scoperto alcune cose che mi palesarono quanto fosse stato stronzo con me. Quello era cattivo dentro: la sua sensibilità nei confronti degli animali che uccideva era pari a quella verso di me che gli ero amico e mi ero illuso lo fosse anche lui nei miei confronti. Con me, dopo, aveva chiuso.
Ma di stronzi, cattivi dentro, ne ho trovati un po' ovunque.
Certo che conta l'ambiente... perché uno cattivo cambia faccia, ma non indole, se lo trovi in parrocchia, o nel centro sociale, o tra le famiglie bene cittadine, o tra i mafiosi del quartiere popolare.
Tutti ambienti che ho frequentato.
Come in "Sliding doors"... cambiano le storie, ma alla fine la persona se cattiva è cattiva rimane. Magari si nasconde meglio, non diventa un Totò Riina ma il vicino di casa che gode nel graffiarti la tua macchina che ti sei appena comprato.
Insomma.Io sono nato e cresciuto in un quartiere sano,confinante con altri quartieri meno sani....!Non credo si nasce cattivi,ma con una determinata predisposizione alla cattiveria.Mi è capitato di trovarmi in mezzo a litigi e risse,mi sono fatto anche una buona fama per motivi che non posso spiegare,ma crescendo ho avuto il privilegio di conoscere veramente persone cattive,e ho capito che avevano una marcia in più.La cattiveria conta,io ho visto e conosciuto un uomo che non aveva paura di nulla,non si può competere con persone così,riusciva stendere chiunque,solo contro tre o quattro,era lo stesso.Tutti abbiamo una coscienza,lui ne era privo,pugile talentuoso,cattiveria da strada,ti stendeva e ti finiva,puoi fare tutte le arti marziali che vuoi,se non hai una determinata cattiveria dentro non vai da nessuna parte in certi ambienti....!
 

Caciottina

Escluso
Caciottina, ci sono donne che non riescono più a farsi toccare da un uomo.
Una mia amica non riusciva più a lavarsi, l'abbiamo lavata noi per giorni.
C'è chi compie autolesionismo dopo.
Non c'è da vergognarsi a chiedere aiuto.
Tu, se ti piglia sotto una macchina, che fai?
Vai all'ospedare o fai come Rambo e ti ricuci da sola?
E denunciare serve.
Chi stupra deve essere conosciuto per quello che ha fatto, deve pagare, deve sapere che non la farà franca, deve avere paura di rifarlo.
Ma capisco benissimo chi non ce la fa, specie se si trova da sola.
La mia amica non ebbe la forza, sapeva nomi e cognomi.
Quelli(4) che la stuprarono ne stuprarono altre, sicuramente due, si vantavano pure, fino al bel giorno in cui una li denunciò e finirono in galera.
A loro passò la voglia, sono usciti, non l'hanno più rifatto.
Finchè la fanno franca, spesso, ci riprovano.

lo so bene, lo dicevo prima a JB ....io davvero ho usato la cartavetrata sfregiandomi le gambe....poi non so nemmeno perche...volevo solo farlo....il male fisico superava decisamente quello interiore, e in piu penso che volessi eliminare proprio ogni traccia....e il sapone evidentemente non bastava ....
ma tu se un po mi conosci sai che sono la prima a chiedere aiuto....e lo faccio anche per le cazzatine.....
ci sono cose che invece (e qui e' soggettiva la cosa) che io ho pensato e vuoluto risolvere da sola....
non mi vergognavo mica, non mi sono mai vergonata ne sentita in colpa per quello che mi era successo.....

non voglio che si metta in dubbio la forza d animo di alcune donne e il superamento autodidatta di certe cose.,...
non epnso che Nicka avrebbe problemi a dire: non l ho superata,..,

per cui non caspico davvero questo (non tuo) volerle mettere in testa che in realta non ha superato nulla.....
 

Nicka

Capra Espiatrice
Premesso che non è nel mio stile imporre niente a nessuno io dubito abbia davvero superato un trauma simile.

esco pure io visto che anche essendo educati si viene fraintesi


Forse ragiono da madre e mai mai mai vorrei che una delle mie figlie bevesse anche solo un caffè con chi l'ha violentata.
Se io fossi madre e mi figlia mi raccontasse una cosa del genere non troverei alcun tipo di giustificazione...lo andrei a prendere in capo al mondo e gli farei passare la voglia di vivere...mi dovrebbe supplicare di ammazzarlo...

Ma questa cosa è successa a me, non a mia figlia, non a una amica, non a mia madre...
E' successa a me e me la sono gestita io...
Sbagliando? Facendo bene?
Credo che l'importante sia il risultato...:)
 

Caciottina

Escluso
Se io fossi madre e mi figlia mi raccontasse una cosa del genere non troverei alcun tipo di giustificazione...lo andrei a prendere in capo al mondo e gli farei passare la voglia di vivere...mi dovrebbe supplicare di ammazzarlo...

Ma questa cosa è successa a me, non a mia figlia, non a una amica, non a mia madre...
E' successa a me e me la sono gestita io...
Sbagliando? Facendo bene?
Credo che l'importante sia il risultato...:)

:):up:
 

Nicka

Capra Espiatrice
Ottenuta l'autorizzazione. Oscuro tiè!!!

Hai mai vagamente pensato che il suo atto possa essere stato pensato per "farsi veramente odiare"?
Per chiudere malamente ma definitivamente una storia senza più possibilità di ripensamenti?
Che tra il parlare ... abbia scelto quel modo che pure a lui magari appariva "straziante"?
Boh il tuo far menzione dei suoi occhi ... e solo tu puoi sapere ciò che hai visto ... mi ha fatto pensare come pure le tue parole sulla vicenda.

Che dici ... cazzata?
Vedi, questa si rischia di leggerla come una giustificazione, ma è esattamente il modo in cui l'ho vissuta...

E' chiaro che nei fatti quello che è subito è stata violenza, per carità...ma davvero bisogna "subirla" per capire quante sfumature ci possano essere anche in queste cose...
 

disincantata

Utente di lunga data
:up:
Se io fossi madre e mi figlia mi raccontasse una cosa del genere non troverei alcun tipo di giustificazione...lo andrei a prendere in capo al mondo e gli farei passare la voglia di vivere...mi dovrebbe supplicare di ammazzarlo...

Ma questa cosa è successa a me, non a mia figlia, non a una amica, non a mia madre...
E' successa a me e me la sono gestita io...
Sbagliando? Facendo bene?
Credo che l'importante sia il risultato...:)
:up:
 

danny

Utente di lunga data
Insomma.Io sono nato e cresciuto in un quartiere sano,confinante con altri quartieri meno sani....!Non credo si nasce cattivi,ma con una determinata predisposizione alla cattiveria.Mi è capitato di trovarmi in mezzo a litigi e risse,mi sono fatto anche una buona fama per motivi che non posso spiegare,ma crescendo ho avuto il privilegio di conoscere veramente persone cattive,e ho capito che avevano una marcia in più.La cattiveria conta,io ho visto e conosciuto un uomo che non aveva paura di nulla,non si può competere con persone così,riusciva stendere chiunque,solo contro tre o quattro,era lo stesso.Tutti abbiamo una coscienza,lui ne era privo,pugile talentuoso,cattiveria da strada,ti stendeva e ti finiva,puoi fare tutte le arti marziali che vuoi,se non hai una determinata cattiveria dentro non vai da nessuna parte in certi ambienti....!
Questo lo confermo.
 

Apollonia

Utente di lunga data
ma non ti devi giustificare.
io quel 'ti amo' lo capisco benissimo.
era un dirgli 'ma sono io, ma hai fatto questo a me, ma io esisto e ho dei sentimenti'
è una reazione assolutamente comprensibile di fronte alla bestialità che non potevi comprendere.
Hai contrapposto la tua umanità alla sua scelleratezza.
Quoto!
 

Nicka

Capra Espiatrice
Caciottina, ci sono donne che non riescono più a farsi toccare da un uomo.
Una mia amica non riusciva più a lavarsi, l'abbiamo lavata noi per giorni.
C'è chi compie autolesionismo dopo.
Non c'è da vergognarsi a chiedere aiuto.
Tu, se ti piglia sotto una macchina, che fai?
Vai all'ospedare o fai come Rambo e ti ricuci da sola?
E denunciare serve.
Chi stupra deve essere conosciuto per quello che ha fatto, deve pagare, deve sapere che non la farà franca, deve avere paura di rifarlo.
Ma capisco benissimo chi non ce la fa, specie se si trova da sola.
La mia amica non ebbe la forza, sapeva nomi e cognomi.
Quelli(4) che la stuprarono ne stuprarono altre, sicuramente due, si vantavano pure, fino al bel giorno in cui una li denunciò e finirono in galera.
A loro passò la voglia, sono usciti, non l'hanno più rifatto.
Finchè la fanno franca, spesso, ci riprovano.
Il fatto di parlarne come ne parlo io può quasi far pensare che la cosa sia stata presa sotto gamba, non metabolizzata o altro perchè mi rendo conto che l'ho raccontata in maniera "tranquilla"...
E volutamente ho evitato di dire come sono stata nel periodo successivo...volutamente ho evitato di raccontare le mie difficoltà con gli uomini, il lavoro su me stessa che ho fatto, fisico e mentale, perchè sono cose che davvero reputo fin troppo intime...quindi evito.
Ma io sono una di quelle che per un periodo non poteva farsi toccare da un uomo...

Poi ho capito che lui non era tutti gli uomini. Ho capito che meritavo amore e quando l'ho trovato me lo sono preso a braccia spalancate...ed è stato il primo (dopo non so quanti) che è riuscito a toccarmi.
 

zanna

Utente di lunga data
Vedi, questa si rischia di leggerla come una giustificazione, ma è esattamente il modo in cui l'ho vissuta...

E' chiaro che nei fatti quello che è subito è stata violenza, per carità...ma davvero bisogna "subirla" per capire quante sfumature ci possano essere anche in queste cose...
:amici:
 

sienne

lucida-confusa
Si impara a esprimerla, e a non reprimerla. E' diverso.

Ciao

non è proprio così. Ci sono tanti studi che dimostrano, come il bimbo copia,
per affrontare o superare o per volere qualcosa ... Si, copia.
Non reprime nulla. Ma impara che la violenza è un mezzo per arrivare al fine ...

Che poi c'è chi reprime o chi non capisce e non la attua, o chi di suo è violento, chiaro.


sienne
 

Sbriciolata

Escluso
lo so bene, lo dicevo prima a JB ....io davvero ho usato la cartavetrata sfregiandomi le gambe....poi non so nemmeno perche...volevo solo farlo....il male fisico superava decisamente quello interiore, e in piu penso che volessi eliminare proprio ogni traccia....e il sapone evidentemente non bastava ....
ma tu se un po mi conosci sai che sono la prima a chiedere aiuto....e lo faccio anche per le cazzatine.....
ci sono cose che invece (e qui e' soggettiva la cosa) che io ho pensato e vuoluto risolvere da sola....
non mi vergognavo mica, non mi sono mai vergonata ne sentita in colpa per quello che mi era successo.....

non voglio che si metta in dubbio la forza d animo di alcune donne e il superamento autodidatta di certe cose.,...
non epnso che Nicka avrebbe problemi a dire: non l ho superata,..,

per cui non caspico davvero questo (non tuo) volerle mettere in testa che in realta non ha superato nulla.....
Il fatto è che se veniamo rapinate, andiamo alla polizia.
Se ci rubano la borsa, andiamo dalla polizia.
Se entrano in casa nostra, andiamo dalla polizia.
Se cadiamo per terra e ci facciamo male, andiamo al pronto soccorso.
Se troviamo un'altra donna picchiata e violentata la portiamo al pronto soccorso e chiamiamo la polizia.
Poi uno ci picchia e ci violenta e noi pensiamo di gestircela da sole.
Guarda che io non giudico eh?
Però c'è evidentemente qualcosa che non torna.
 

lolapal

Utente reloaded
Caciottina, ci sono donne che non riescono più a farsi toccare da un uomo.
Una mia amica non riusciva più a lavarsi, l'abbiamo lavata noi per giorni.
C'è chi compie autolesionismo dopo.
Non c'è da vergognarsi a chiedere aiuto.
Tu, se ti piglia sotto una macchina, che fai?
Vai all'ospedare o fai come Rambo e ti ricuci da sola?
E denunciare serve.
Chi stupra deve essere conosciuto per quello che ha fatto, deve pagare, deve sapere che non la farà franca, deve avere paura di rifarlo.
Ma capisco benissimo chi non ce la fa, specie se si trova da sola.
La mia amica non ebbe la forza, sapeva nomi e cognomi.
Quelli(4) che la stuprarono ne stuprarono altre, sicuramente due, si vantavano pure, fino al bel giorno in cui una li denunciò e finirono in galera.
A loro passò la voglia, sono usciti, non l'hanno più rifatto.
Finchè la fanno franca, spesso, ci riprovano.
Quoto.
 

gas

Utente di lunga data
Ci sono molti modi per finire una relazione, che sia d’amore, d’amicizia o clandestina.
Si può parlare, si può discutere e lanciare piatti, ci si può semplicemente allontanare pian piano fino a perdersi totalmente.
Chi mi conosce bene sa come è finita la mia storia da amante, non è una cosa che ho mai raccontato pubblicamente, ma non so…magari può essere di qualche aiuto, di qualche conforto per qualche donna che potrebbe leggere qualcosa che conosce nel suo intimo, semplicemente per dire che si supera...

La mia storia è finita in un pomeriggio di metà settembre.
Già da qualche mese le cose non andavano bene, si vedeva che c’era qualcosa che non andava, del resto dopo anni e anni di uscite quasi quotidiane ci si conosce molto bene e noi prima che amanti eravamo amici.


E prima di iniziare sottolineo che amici siamo rimasti.


Certo, è passato un po’ di tempo, ho dovuto metabolizzare, ha dovuto metabolizzare, ma abbiamo trovato un nostro equilibrio amichevole e di affetto. Gli voglio ancora oggi molto bene e so che la cosa è ricambiata…
Quando ci vediamo non è più per salire in casa sua, è per prendere un caffè e parlare come vecchi tonni (come si dice qui!) di lavoro, di salute, di stronzate…


La mia storia è finita con il peggior tradimento che una donna possa subire.
Quando una donna si mette letteralmente nelle mani di un uomo spera che la fiducia sia ben riposta, spera di essere al sicuro, spera che le urla siano di piacere e non di dolore.

Era un pomeriggio di metà settembre quando mi ha invitata a casa e io come sempre sono andata.
Lo sapevo cosa avremmo fatto, sapevo che avremmo scherzato…anche se meno rispetto al passato, sapevo che lui sarebbe stato sulla soglia di camera sua e io in corridoio e giocare col gatto e lo avrei guardato come a dirgli “eh bè, mò che vuoi!?”, sapevo che mi si sarebbe avvicinato e mi avrebbe presa per mano oppure mi avrebbe abbracciata e baciata lì prima di prendermi in braccio per portarmi sul letto. C’erano giorni in cui ci si divertiva col solletico e giorni in cui giocavamo a fare la lotta, le solite schermaglie di due cretini.
Quel pomeriggio ho suonato e sono entrata in casa ed era seduto sul letto.
Non ha detto molto, mi sono seduta accanto a lui e vedevo che era strano…qualche giorno prima mi aveva detto che dovevamo parlare e già sapevo cosa voleva dirmi. Quando una persona ti dice che ti vuole parlare non è mai per una cosa bella.
Ero lì accanto a lui come sempre e non mi ha guardata in faccia, mi ha solo spogliata velocemente strappandomi di dosso le cose…gli ho detto di fermarsi, gliel’ho urlato di fermarsi, non mi sentiva.
Mi sono trovata sotto di lui senza che riuscissi a divincolarmi e cominciavo a piangere, cercavo di guardarlo negli occhi per farlo smettere. Di tutta risposta mi ha girata di peso e mi ha spinto la faccia sul cuscino, così da soffocare le mie urla, mi teneva stretta per i capelli, non riuscivo a respirare, cercavo di serrare le gambe, ma lui è entrato con forza e in quel momento ho sentito solo una lama che mi trafiggeva.
Una delle cose più piacevoli sulla faccia della terra era diventata all’improvviso un dolore indescrivibile.
Non riesco a spiegarlo in altro modo, è stata una vera e propria coltellata, fisicamente e psicologicamente.
Il coltello lo ha girato nella piaga quando per la prima volta in 6 anni, mentre mi nascondeva la faccia contro il cuscino e sentivo i capelli tirati mi ha chiamata amore, rendendosi conto all’improvviso di cosa aveva detto e dicendo “ma che cazzo ti chiamo amore”. E allo stesso modo per la prima volta in 6 anni mi è venuto dentro, quasi con disprezzo. E per la prima volta non è stato accanto a me a farmi le coccole, ma mi ha lasciata lì sul letto con dolori ovunque, la faccia impiastricciata di lacrime e quella cosa che distingue una donna da un uomo completamente violata ed è andato a farsi una doccia dicendo solo “rivestiti”.
Quando è tornato ha continuato a non guardarmi, si è seduto di fianco a me che continuavo a piangere e ha detto che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo toccati.

L’unica cosa che ho avuto il coraggio di chiedergli è stata se avesse mai provato qualcosa per me, mi ha risposto semplicemente “no”. Mi ha detto che amava la sua ragazza e l'avrebbe sposata.
Ed è stata la prima volta che guardandolo in faccia gli ho detto che lo amavo. Con un sorriso, nonostante continuassi a piangere.
Lo sguardo a quelle parole lo ricorderò finchè campo. Probabilmente in quel momento gli ho fatto male io.
Sapevo che lo avevo perdonato in quello stesso momento, sapevo che forse non aveva mai avuto il coraggio di chiudere con me e nella sua debolezza e incapacità ha pensato che fosse l’unico modo per mettere la parola fine, non mettendo in conto che non era mai stato il sesso a legarci.

A 25 anni sono stata violentata dalla persona che amavo, che quello stesso giorno ha scelto definitivamente un’altra.


A 25 anni ho smesso di giocare.
Mi sono sempre domandato come faccia un uomo a usare violenza nei confronti di una donna e non sono mai riuscito a darmi una risposta
quando sento o leggo di violenze subite da donne, mi chiedo come faccia un uomo ad avere eccitazione in quel momento

a volte mi dispiace appartenere alla categoria degli uomini.

comunque mi dispiace per te, non ho letto tutto, mi sono soffermato al tuo sfogo
per cui spero che tu abbia superato questo momento
 

lolapal

Utente reloaded
lo so bene, lo dicevo prima a JB ....io davvero ho usato la cartavetrata sfregiandomi le gambe....poi non so nemmeno perche...volevo solo farlo....il male fisico superava decisamente quello interiore, e in piu penso che volessi eliminare proprio ogni traccia....e il sapone evidentemente non bastava ....
ma tu se un po mi conosci sai che sono la prima a chiedere aiuto....e lo faccio anche per le cazzatine.....
ci sono cose che invece (e qui e' soggettiva la cosa) che io ho pensato e vuoluto risolvere da sola....
non mi vergognavo mica, non mi sono mai vergonata ne sentita in colpa per quello che mi era successo.....

non voglio che si metta in dubbio la forza d animo di alcune donne e il superamento autodidatta di certe cose.,...
non epnso che Nicka avrebbe problemi a dire: non l ho superata,..,

per cui non caspico davvero questo (non tuo) volerle mettere in testa che in realta non ha superato nulla.....
Veramente, da come scrive Nicka, è evidente il lavoro che ha fatto su di sé per riuscire a far pace con questa brutta esperienza, è da ammirare per questo...
 

oscuro

Utente di lunga data
Sto

Ci sono molti modi per finire una relazione, che sia d’amore, d’amicizia o clandestina.
Si può parlare, si può discutere e lanciare piatti, ci si può semplicemente allontanare pian piano fino a perdersi totalmente.
Chi mi conosce bene sa come è finita la mia storia da amante, non è una cosa che ho mai raccontato pubblicamente, ma non so…magari può essere di qualche aiuto, di qualche conforto per qualche donna che potrebbe leggere qualcosa che conosce nel suo intimo, semplicemente per dire che si supera...

La mia storia è finita in un pomeriggio di metà settembre.
Già da qualche mese le cose non andavano bene, si vedeva che c’era qualcosa che non andava, del resto dopo anni e anni di uscite quasi quotidiane ci si conosce molto bene e noi prima che amanti eravamo amici.


E prima di iniziare sottolineo che amici siamo rimasti.


Certo, è passato un po’ di tempo, ho dovuto metabolizzare, ha dovuto metabolizzare, ma abbiamo trovato un nostro equilibrio amichevole e di affetto. Gli voglio ancora oggi molto bene e so che la cosa è ricambiata…
Quando ci vediamo non è più per salire in casa sua, è per prendere un caffè e parlare come vecchi tonni (come si dice qui!) di lavoro, di salute, di stronzate…


La mia storia è finita con il peggior tradimento che una donna possa subire.
Quando una donna si mette letteralmente nelle mani di un uomo spera che la fiducia sia ben riposta, spera di essere al sicuro, spera che le urla siano di piacere e non di dolore.

Era un pomeriggio di metà settembre quando mi ha invitata a casa e io come sempre sono andata.
Lo sapevo cosa avremmo fatto, sapevo che avremmo scherzato…anche se meno rispetto al passato, sapevo che lui sarebbe stato sulla soglia di camera sua e io in corridoio e giocare col gatto e lo avrei guardato come a dirgli “eh bè, mò che vuoi!?”, sapevo che mi si sarebbe avvicinato e mi avrebbe presa per mano oppure mi avrebbe abbracciata e baciata lì prima di prendermi in braccio per portarmi sul letto. C’erano giorni in cui ci si divertiva col solletico e giorni in cui giocavamo a fare la lotta, le solite schermaglie di due cretini.
Quel pomeriggio ho suonato e sono entrata in casa ed era seduto sul letto.
Non ha detto molto, mi sono seduta accanto a lui e vedevo che era strano…qualche giorno prima mi aveva detto che dovevamo parlare e già sapevo cosa voleva dirmi. Quando una persona ti dice che ti vuole parlare non è mai per una cosa bella.
Ero lì accanto a lui come sempre e non mi ha guardata in faccia, mi ha solo spogliata velocemente strappandomi di dosso le cose…gli ho detto di fermarsi, gliel’ho urlato di fermarsi, non mi sentiva.
Mi sono trovata sotto di lui senza che riuscissi a divincolarmi e cominciavo a piangere, cercavo di guardarlo negli occhi per farlo smettere. Di tutta risposta mi ha girata di peso e mi ha spinto la faccia sul cuscino, così da soffocare le mie urla, mi teneva stretta per i capelli, non riuscivo a respirare, cercavo di serrare le gambe, ma lui è entrato con forza e in quel momento ho sentito solo una lama che mi trafiggeva.
Una delle cose più piacevoli sulla faccia della terra era diventata all’improvviso un dolore indescrivibile.
Non riesco a spiegarlo in altro modo, è stata una vera e propria coltellata, fisicamente e psicologicamente.
Il coltello lo ha girato nella piaga quando per la prima volta in 6 anni, mentre mi nascondeva la faccia contro il cuscino e sentivo i capelli tirati mi ha chiamata amore, rendendosi conto all’improvviso di cosa aveva detto e dicendo “ma che cazzo ti chiamo amore”. E allo stesso modo per la prima volta in 6 anni mi è venuto dentro, quasi con disprezzo. E per la prima volta non è stato accanto a me a farmi le coccole, ma mi ha lasciata lì sul letto con dolori ovunque, la faccia impiastricciata di lacrime e quella cosa che distingue una donna da un uomo completamente violata ed è andato a farsi una doccia dicendo solo “rivestiti”.
Quando è tornato ha continuato a non guardarmi, si è seduto di fianco a me che continuavo a piangere e ha detto che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo toccati.

L’unica cosa che ho avuto il coraggio di chiedergli è stata se avesse mai provato qualcosa per me, mi ha risposto semplicemente “no”. Mi ha detto che amava la sua ragazza e l'avrebbe sposata.
Ed è stata la prima volta che guardandolo in faccia gli ho detto che lo amavo. Con un sorriso, nonostante continuassi a piangere.
Lo sguardo a quelle parole lo ricorderò finchè campo. Probabilmente in quel momento gli ho fatto male io.
Sapevo che lo avevo perdonato in quello stesso momento, sapevo che forse non aveva mai avuto il coraggio di chiudere con me e nella sua debolezza e incapacità ha pensato che fosse l’unico modo per mettere la parola fine, non mettendo in conto che non era mai stato il sesso a legarci.

A 25 anni sono stata violentata dalla persona che amavo, che quello stesso giorno ha scelto definitivamente un’altra.


A 25 anni ho smesso di giocare.

Ho cercato le parole giuste per definire un uomo che agisce così,non le ho trovate.Semplicemente non è un uomo,non le ho trovate per questo motivo...!
 
Il fatto è che se veniamo rapinate, andiamo alla polizia.
Se ci rubano la borsa, andiamo dalla polizia.
Se entrano in casa nostra, andiamo dalla polizia.
Se cadiamo per terra e ci facciamo male, andiamo al pronto soccorso.
Se troviamo un'altra donna picchiata e violentata la portiamo al pronto soccorso e chiamiamo la polizia.
Poi uno ci picchia e ci violenta e noi pensiamo di gestircela da sole.

Guarda che io non giudico eh?
Però c'è evidentemente qualcosa che non torna.
già , perché abbiamo questo senso di colpa inculcato bene nella mente che comunque abbiamo provocato noi quello che è successo
e quando non ce lo abbiamo noi ci pensano gli altri.
 

lolapal

Utente reloaded
Vedi, questa si rischia di leggerla come una giustificazione, ma è esattamente il modo in cui l'ho vissuta...

E' chiaro che nei fatti quello che è subito è stata violenza, per carità...ma davvero bisogna "subirla" per capire quante sfumature ci possano essere anche in queste cose...
Il fatto di parlarne come ne parlo io può quasi far pensare che la cosa sia stata presa sotto gamba, non metabolizzata o altro perchè mi rendo conto che l'ho raccontata in maniera "tranquilla"...
E volutamente ho evitato di dire come sono stata nel periodo successivo...volutamente ho evitato di raccontare le mie difficoltà con gli uomini, il lavoro su me stessa che ho fatto, fisico e mentale, perchè sono cose che davvero reputo fin troppo intime...quindi evito.
Ma io sono una di quelle che per un periodo non poteva farsi toccare da un uomo...

Poi ho capito che lui non era tutti gli uomini. Ho capito che meritavo amore e quando l'ho trovato me lo sono preso a braccia spalancate...ed è stato il primo (dopo non so quanti) che è riuscito a toccarmi.
Come dicevo, si evince da come ne parli che tu hai fatto un lavoro faticoso per superare il tutto...
Credo che il modo in cui si affrontano questi traumi sia estremamente soggettivo, come soggettive sono le risposte che hai avuto: in un frangente come questo il carattere, l'età, il vissuto, il genere contano molto.
E sono elementi che contano anche se si è la vittima e, in un modo o nell'altro, devi cercare di superare la paura...
 
Stato
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