Cara Apollonia,
forse le mie parole ti suoneranno perlomeno improprie, ma voglio comunque scrivertele.
Io mi metto nei panni di un uomo, tuo marito, che non ti aveva mai tradita prima. Un uomo, quindi, che tu hai giustamente considerato un uomo serio, un buon compagno di vita, un alleato, insomma, la persona bella che stava con te, che è stata con te per 24 anni.
Avete una vita insieme. Questo non devi scordarlo in nessun istante. Non è un altro uomo quello che hai dinanzi ora. E' lo stesso uomo che hai conosciuto prima.
E' però emerso ora un lato di lui che ha sconvolto non tanto l'immagine complessiva di lui che avevi, ma la superficie di quell'immagine, che si è intorbidata, come uno specchio d'acqua in cui non ti rifletti più, perché ci cade dentro un masso. E' l'immagine dai contorni spezzati che tu non vedi più. Ma lo specchio d'acqua è lo stesso di prima.
Perché ti dico questo? Perché dalla certezza che quello è l'uomo di sempre devi partire per ricominciare, se immagini con quell'uomo il tuo futuro. Il presente suggerirebbe solo disprezzo e calcoli sui prezzi (la solitudine, ecc.). Insomma, nienete a che fare con l'amore.
L'amore perdona. Se non sei capace di questa preliminare operazione di pulizia di quello specchio d'acqua intorbidato, significa che questo tradimento è stata pietra dell'inciampo anche per te, perché ti costringe ad accorgerti di qualcosa di cui lui forse s'era accorto da prima, e cioè che tu non lo ami più.
La tua repulsione, la tua chiusura sono certamente effetto di un'offesa, di una ferita che hai subito.
Ti è richiesta un'operazione di strabismo: con un occhio vedere l'offesa, la tua ferita; con l'altro vedere quell'uomo come un uomo, e, per di più, come l'uomo che hai scelto 24 anni fa.
Lui continua a scegliere te, anche se sicuramente è stato innamorato dell'altra. ma non è uno stupido: valuta l'assurdità della distanza tra sé e questa giovane donna. Sa che non può durare.
Ti chiede di essergli, per una volta, madre.
Ci riesci?