Tradita in gravidanza. virtuale? boh.. io non riesco a venirne fuori!

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Caciottina

Escluso
Ciao

mah, io non mentivo ... non ho mai raccontato storie ... o bugie vere ...
Certo, quando mi dimenticavo qualcosa o ne combinavo una delle mie,
qualche scusa me la inventavo ... lo sapevano e mi lasciavano dirle ...

Ma se mi chiedevano, soprattutto mia madre, io raccontavo ...
Solo due cose che mi erano capitate avevo omesso per anni di raccontarle ...

A tavola si parlava liberamente di tante cose ... poi, certo ...
due genitori molto impegnati. Ma senza fiducia, la cosa sarebbe finita male ...

Non bisogna generalizzare ... come in tutto,
è una domanda del tipo di rapporto ...
e non credo proprio di essere un caso isolato ...



sienne
somos dos :D
 
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Sbriciolata

Escluso

Caciottina

Escluso
a me manco chiedevano, io dicevo che dormivo fuori da amici. Mica mai detto bugie.
nemmeno io ho mai detto bugie. ma solo per la paura di essere beccata, mia madre non ci andava giu leggera.
piuttosto non facevo le cose...
quando i miei amici andavano a ballare a 14/15 anni la sera e la notte e dicevano che dormivano fuori io piuttosto non andavo. se morivo dalla voglia di andare almeno lo chiedevo. e la maggior parte delle volte il chiedere invece che fare e basta mi ha fruttato tantissimi si, forse troppi. ma mi e' sempre stata data fiducia al 100% che ho gestito bene fino ai 17 anni, poi sono degenerata male.....quando ho potuto fare da sola.
 

danny

Utente di lunga data
quindi a 14 anni li lasciamo da soli.
Non importa a che ora tornano a casa.
Non importa con chi stanno.
Non importa cosa fanno. Tanto non possiamo impedire.
Comodo.
Un po' come hanno fatto con me.
Solo che io dovevo avere un nume tutelare attaccato con la colla e sono sopravvissuta.
Altri no o perlomeno si sono bruciati un bel po'.
Sarà per questo che io, guarda un po', non sono d'accordo.
In medio stat virtus.
Non li puoi legare ma non puoi nemmeno permettere che si rovinino la vita.

No, no: noi decidiamo sugli orari e interveniamo sugli amici, la casa ha degli obblighi e degli orari da rispettare.
Ma non possiamo pensare di gestire tutta la loro vita controllandoli.
Sarebbe un fallimento.
Dobbiamo dare loro gli strumenti per farlo da soli.
 

danny

Utente di lunga data
nemmeno io ho mai detto bugie. ma solo per la paura di essere beccata, mia madre non ci andava giu leggera.
piuttosto non facevo le cose...
quando i miei amici andavano a ballare a 14/15 anni la sera e la notte e dicevano che dormivano fuori io piuttosto non andavo. se morivo dalla voglia di andare almeno lo chiedevo. e la maggior parte delle volte il chiedere invece che fare e basta mi ha fruttato tantissimi si, forse troppi. ma mi e' sempre stata data fiducia al 100% che ho gestito bene fino ai 17 anni, poi sono degenerata male.....quando ho potuto fare da sola.
Appunto...
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

ammetto, ho avuto molte libertà, ma anche molte responsabilità.

Il dormire fuori? Loro telefonavano alla famiglia, per presentarsi e / o ringraziare per accogliermi
e mi toccava portare ai genitori dell'amichetta una piccola cosa che preparava mia madre.
Con mia figlia faccio la stessa cosa ... cioè, mi presento e ringrazio ...

sienne
 

Nausicaa

sfdcef
La voglia, la curiosità, il desiderio di sperimentare il sesso arrivano più o meno presto.
Chi a 14, chi a 12. Chi ancora prima, chi ancora dopo.
Arriva quando il corpo diventa -fisicamente- maturo per il sesso, quando non sempre la testa è "matura" per il sesso. Ma cosa intendiamo per "maturi"?

Allora, diversi scenari.

Sesso tra adolescenti. Di certo, la loro maturità non è quella di un adulto. Ma è ovvio, è normale, è giusto, ogni età ha la sua maturità, e non per questo, necessariamente, una cosa va vissuta esclusivamente quando si abbia la testa di un adulto.
Le prime esperienze di ragazzino/a non avranno lo stesso significato, nella testa di chi lo compie, che fatte a 18-20-30 anni.
Fin qui, niente di male.
Spererei che la prima volta di Fra fosse indimenticabile, fatta con qualcuno di cui si sente innamorata etc etc, ma alla fine, pure se fosse fatto più che altro per curiosità e voglia, poco male...
Quello che terrorizza me come madre, è l'idea di tutte le terribili conseguenze che sesso poco responsabile può comportare.
Che Fra lo faccia quando non si sente pronta, perchè spinta da qualcuno e non perchè lo desidera. Che non usi precauzioni. Che ne venga ferita.
Cosa che in realtà può succedere ad ogni età eh... ma più facilmente quanto più un adolescente non ha la sensazione del pericolo e delle conseguenze delle proprie azioni.

Sesso di un ragazzino/a con uno molto più grande.
Ohi, no, non concordo in nessun caso.
Sì, ci sono casi in cui "è andata bene", tipo quello che ha raccontato Sbriciolata, ma no, non c'è equilibrio, no. I rischi per il benessere del minore aumentano rispetto al caso precedente.

E quando è lo stesso ragazzino/a che cerca con tutte le sue forze di sedurre l'adulto -perchè sì, succede eccome- anche quando è la ragazzina/o che cerca situazioni di sesso promiscuo, in cui vuole sperimentare di tutto in giovanissima età... l'adulto dovrebbe tirarsi indietro.

Pompini nel bagno li faccia a un coetaneo.

Non è detto che le conseguenze psicologiche di sesso promiscuo in giovane età siano disastrose. Il carattere del ragazzo/a entra molto in questo. Anche un periodo passato a volersi sentire grandi facendo esperienze sessuali più per spuntare un elenco che per un desiderio vero, a mio parere rappresenta sì uno "squilibrio", ma uno come gli infiniti che si hanno in adolescenza. Da cui, a seconda, si può uscire molto bene o molto male. E da cui certo vorrei poter proteggere Fra.

Se mi accorgessi che capita a Fra... certo le parlerei, e cercherei di capire cosa c'è sotto. Non credo che lo ascriverei semplicemente agli ormoni.
Se a 14 anni scopro che è andata a letto col fidanzatino, alzerei gli occhi al cielo sperando per tutti i santi che tutto vada bene...
Se scopro che alla stessa età cerca di portarsi i professori e i miei colleghi in bagno, bè, no, cercherei di impedirlo.
 

Sbriciolata

Escluso
Ciao

ammetto, ho avuto molte libertà, ma anche molte responsabilità.

Il dormire fuori? Loro telefonavano alla famiglia, per presentarsi e / o ringraziare per accogliermi
e mi toccava portare ai genitori dell'amichetta una piccola cosa che preparava mia madre.
Con mia figlia faccio la stessa cosa ... cioè, mi presento e ringrazio ...

sienne
pure io. Io ho anche tutti o quasi i numeri dei cellulari degli amici e dei genitori. Come i loro genitori hanno i numeri dei miei figli e il mio. Mi pare normale,io quando porto i loro figli in giro sono responsabile e loro pure.
 

danny

Utente di lunga data
L

Se a 14 anni scopro che è andata a letto col fidanzatino, alzerei gli occhi al cielo sperando per tutti i santi che tutto vada bene...
Se scopro che alla stessa età cerca di portarsi i professori e i miei colleghi in bagno, bè, no, cercherei di impedirlo.
Direi.
Rimane insoluto solo il "come fare".
Diciamo sempre che proibire al traditore di tradire ottiene in molti casi l'effetto di celare meglio il tradimento.
Pensiamo a un adolescente che non riconosce neppure il legame matrimoniale che c'è in una coppia, ma vuole addirittura recidere quello parentale per diventare adulto...
Come fare per impedirglielo?
 
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sienne

lucida-confusa
pure io. Io ho anche tutti o quasi i numeri dei cellulari degli amici e dei genitori. Come i loro genitori hanno i numeri dei miei figli e il mio. Mi pare normale,io quando porto i loro figli in giro sono responsabile e loro pure.

Ciao

sei una bella mamma ... :)


È quello che possiamo fare, essere responsabili e presenti ...
Ascoltare, spiegare e capire le marachelle ...

sienne
 
Sesso a 14 anni.
Vidi nel contaneir della carta raccolta dalla parrocchia
un sacchetto sospetto.

Conteneva ben 5 esemplari di LE ORE.

Non fui più io con quella merce segretissima.
GUai se lo avessero saputo le ragazzine...guai...

Come mi avrebbero giudicato i miei insegnanti e le mie compagne?

E se torno indietro nel tempo.
A sette anni si bernava dottrina.
E lei veniva con noi.

E le davamo dieci lire e lei ci mostrava la patatina imberbe.

Ah sesso di quegli anni.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
... essere pronti fisicamente al sesso non significa avere consapevolezza di quello che significa.
Questo SE intendiamo dare un valore all'atto sessuale che non sia il mero raggiungimento del piacere.
Tutti gli adolescenti sani hanno forti pulsioni sessuali.
Ma non solo: la masturbazione, spesso, comincia nella prima infanzia, quando non si sa ancora che esista, il sesso.
Si sa solo che sollecitare certe zone provoca piacere, esattamente come mangiare la nutella.
Quindi: dato che l'atto sessuale non è un'abbuffata di nutella o perlomeno non dovrebbe esserlo... un minimo di consapevolezza bisognerebbe averlo.
a 12 anni è fuori luogo
a 14 dubito che vi sia consapevolezza, ma che due ragazzini di quell'età si possano innamorare ed arrivare a farlo, magari pure in modo disastroso... capita spesso. E' per questo che hanno inventato i genitori: gli adolescenti, di loro, non aspettano.
a 16 una ragazza è, per la mia esperienza consapevole.
Io avevo 16 anni, lui... quasi 30.
Andò molto meglio a me che alla gran parte delle mie amiche, come prima volta.
E ricordo lui sempre con tanto affetto perchè è stato sempre riguardosissimo e correttissimo e... innamorato, probabilmente.
Ma sono stata fortunata... o forse no visto che le persone si scelgono.
Ma se un trentenne oggi girasse attorno a mia figlia lo cioncherei.
Secondo me.
Quototi
 

Brunetta

Utente di lunga data
La ragazza che li fece è una donna decisamente insospettabile. Sposata con un dentista.
Madre. Era già ben messa economicamente all'epoca.
Sua madre era l'amica (non so quanto) di un famosissimo fumettista ora defunto.
Vivevano in centro a Milano.
Loro mica lo sapevano dei pompini.
E neppure di quello che avrebbero fatto dopo. I genitori non sanno niente.
Figurati cosa sai tu di cosa succede dentro a un adolescente, non sei il loro psicanalista.
Leggi cosa dicono qui degli adulti.
La chiudo qui.
 
Figurati cosa sai tu di cosa succede dentro a un adolescente, non sei il loro psicanalista.
Leggi cosa dicono qui degli adulti.
La chiudo qui.
Meglio! Povero Danny altrimenti.:eek::eek::eek:
 

Brunetta

Utente di lunga data
Direi.
Rimane insoluto solo il "come fare".
Diciamo sempre che proibire al traditore di tradire ottiene in molti casi l'effetto di celare meglio il tradimento.
Pensiamo a un adolescente che non riconosce neppure il legame matrimoniale che c'è in una coppia, ma vuole addirittura recidere quello parentale per diventare adulto...
Come fare per impedirglielo?
Si trasmette l'idea di avere un grande valore.
Chi vale non sperimenta nel cesso.
 

danny

Utente di lunga data
Si trasmette l'idea di avere un grande valore.
Chi vale non sperimenta nel cesso.
Questo è vero. Ed è quello che faccio con mia figlia.
Poi ci sono i compagni di classe che ti dicono che sei una/o sfigato.
Mia moglie la prendevano in giro chiamandola suora.
A me chiamandomi culo.
I coetanei sono spietati: tu sei un adolescente che cerca di capire cosa è e cosa sarà.
Se sei forte sopravvivi. Se non lo sei ti adatti alle dinamiche di gruppo, nei casi più disperati ti suicidi.
Un mio amico a 18 anni si è buttato sotto a un treno. Altri miei compagni d'infanzia si sono dati alla droga.
Altri miei compagni di classe sono diventati filofobici.
Conosco persone che alla mia età non hanno MAI avuto una donna.
Neppure baciata.
Per alcuni ruoli che ho ricoperto sono entrato in contatto con organizzazioni per il tempo libero dei ragazzi.
Ho parlato con chi si occupa dei loro problemi. Qualcosa ne so, senza essere uno psicologo, per esperienze riportate da chi quel lavoro lo fa ogni giorno. Puoi come genitore pensare di trasmettere tutti i valori che vuoi, ma entri in competizione con un mondo che non riesci a controllare. Il sesso dai ragazzini viene appreso da siti come Youporn. La comunicazione è diventata virtuale, il tempo passato da molti adolescenti in rete è superiore a quello trascorso con persone reali. Tu mi dici... ma i genitori dove sono?
Lavorano.
Escono di casa alle 7 di mattina e tornano alle 20.
Entrambi. O uno solo, trattandosi di famiglie divorziate, cosa che accade sempre più spesso. Oggi.
Da noi si era finanziata una specie di doposcuola per questi ragazzi, per occupar loro il tempo e dargli la presenza di un adulto nelle ore di vuoto pomeridiane, aiutandoli a parlare dei loro problemi.
Perché quello che manca loro è la figura di un adulto che li ascolti. Loro interagiscono praticamente solo tra coetanei e con i media.
Poi tutto questo è venuto a mancare quando sono finiti i finanziamenti comunali.
 
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danny

Utente di lunga data
Figurati cosa sai tu di cosa succede dentro a un adolescente, non sei il loro psicanalista.
Leggi cosa dicono qui degli adulti.
La chiudo qui.

Sai il perché di tutto questo discorso?
Questo thread si era concluso positivamente a un certo punto.
Chi l'ha aperto aveva capito la questione ripromettendosi di cercare di risolvere i problemi.
Poteva finire lì.
Due persone in una coppia possono sbagliare, commettere errori, avere dei problemi, ma riconoscendoli si fa già un gran passo per migliorarsi e forse risolverli.
Ma questa non è una coppia.
E' una famiglia con un bambino.
E un bambino ha il diritto di avere due genitori, soprattutto se ha un anno appena.
E i genitori devono fare tutto il possibile perché ciò avvenga.
Anche saper capire, perdonare l'altro quando sbaglia, ma soprattutto impegnarsi per essere una coppia il più possibile unita anche di fronte ai rispettivi problemi.
Mettere la pulce nell'orecchio a una persona con dei problemi personali (e palesemente insicura) che il marito non è una persona degna (ma anche il contrario), è rischiare di far franare una coppia e di far ritrovare un bambino senza la presenza di una figura parentale.
Io sono figlio di separati, avevo 4 anni quando è successo, ma se a 46 anni sono qui ancora che mi struggo all'idea di non avere mai avuto una famiglia, qualche problema quando i genitori si separano c'è per i figli. E loro se lo portano dentro tutta la vita. Puoi ragionare dicendo che certi padri è meglio non averli.
Non è vero: questo è un giudizio da moglie, non è quello di un figlio.
E i padri, anche da separati, ci sono sempre. Solo che son separati, vedono i figli una volta la settimana, sopportano il rancore delle madri (quello che ho fatto io), e i figli sono il serbatoio in cui confluiscono le ansie, e quando poi nasce un fratello con un altro padre, vengono messi da parte. Perché è quello che è accaduto a me: lo si fa inconsciamente, perché sai che il nuovo partner tiene di più a suo figlio che a quello di un altro.
Questo è il problema.
Di quella ragazza presumibilmente disturbata (ma è un'ipotesi nostra, una diagnosi richiede ben altro che un racconto di tre parole su un forum) qui non si sarebbe neppure dovuto parlare.
Ma avremmo dovuto concentrarci su una famiglia e sul bambino che hanno scelto di avere.
Saranno due genitori fantastici se sapranno risolvere i loro rispettivi problemi.
Ma lo possono e devono fare uniti, confidando nella speranza di riuscire a farlo insieme.
 
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danny

Utente di lunga data
Io non metto in dubbio le responsabilità di Melody nella sua relazione.
Quello che trovo tremendo di lui è il rapporto con questa ragazza.
Capisco che l'atteggiamento da facocera la renda anche una figura antipatica ma è sempre una ragazza molto giovane che ha provocato più uomini dell'ufficio della madre e che è rimasta incinta a 13 anni. Queste cose il marito le sapeva. Ha cercato di non trovarsi incastrato ma non si è preoccupato se poteva far del male a una ragazza già provata.
Questo mi farebbe scadere subito quest'uomo. Non certo il fatto che abbia subito il fascino di un'altra in un periodo difficile per la coppia.
Questo è il post tuo di cui parlo.
 
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danny

Utente di lunga data
wow... stampo le frasi tue e di Danny e me le leggo tutte le mattine!!!! hai ragione... in tutto e per tutto... domani mattina vado al consultorio a prendere appuntamento dalla psicologa. Poi se vi va vi tengo aggiornati cosi se per caso ho momenti no posso confidarmi... se non sono troppo stressante!!!!

E questo era l'ultimo di Melody, scritto prima.
Io vi ho letto molta propositività. La palla passava alla psicologa.
Era ed è lei che poteva e doveva in un contesto diverso occuparsi della questione.
Questo spiega tutto il mio affanno per dirottare l'argomento su altri temi e uscirne fuori.
Mi dispiace poi che si siano toccate altre corde che hanno innescato alcune polemiche.
Ma se questa storia è vero - e la ritengo credibile - vorrei che finisse nel miglior modo possibile.
Soprattutto per il bambino.
Indipendentemente da quello che ognuno di noi può pensare, in base alle proprie esperienze, dei soggetti adulti coinvolti.
 
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