Senti Danny, ho avuto con mia moglie, dopo il suo tradimento, una buona dose di empatia per cercare di comprendere il suo gesto, ma quando ho iniziato a percepire che si stava sedendo bella e comoda su questa mia disponibilità a comprenderla, lì mi sono bloccato (prima differenza tra me e te, non che la voglia mettere sul personale, era solo per fare un esempio). Ho pensato, ma perchè sto qui io a sbattermi a capire, a vedere, a fare a disfare, quando è più giusto che sia lei a tirasi su le maniche e lavorare per la coppia? Il nulla.....
Dopo i primi mesi di delirio, dove ogni occasione era buona per litigare, sono passato ad una fase in cui tenevo perennemente il muso senza più parlare/parlarne, ero rinchiuso nel mio orgoglio di marito ferito che, se da una parte poteva essere deleterio per la coppia, dall'altra aveva un suo senso (vedi sopra). Adesso siamo in quella fase in cui l'argomento tradimento è un tabù e, ammetto, questa situazione va bene anche a me, non perchè abbia risolto i miei problemi anzi, ma perchè a ripensare ai bruttissimi momenti passati in cui ne parlavamo mi viene la pelle d'oca. Mia moglie non ha giustificazioni del suo gesto, quelle poche che mi ha dato sono di una stupidità tale che ho rinunciato subito ad approfondire. Il problema non sono io, è lei, l'argomento le fa paura solo a nominarlo. Sta malissimo, lo si percepisce nel suo volto, quando mi capita alle volte di farci battute, si blocca come un sasso, sa di avere fatto una grossa cazzata, ma non ha le capacità e l'autonomia per uscirne fuori. Non sono bravo a spiegarmi, ma spero tu abbia capito. Adesso la situazione a casa è tranquilla ma NON risolta, ma a questo punto non me ne frega più nulla (anche se ci soffro), da solo non ce la faccio a portare anche la croce del traditore. Due anni fa se mi avessero detto che sarei diventato così e avrei parlato e scritto queste cose, non ci avrei scommesso un euro, e invece.....lasciamo che il tempo faccia il suo corso.