Anni fa leggevo questo forum, per farmi un'idea di situazioni da evitare, di esperienze che volevo conoscere per poterle esorcizzare, con rispetto umano per i protagonisti (niente morbosità, intendo) ma con la certezza che non mi avrebbeor riguardato. E ora invece sono tornato qui, dalla parte dei traditi. Storia complicata e assurda. Sposato da nove anni dopo quattro di convivenza con una donna che, prima di me, aveva avuto una vita piuttosto libea e movimentata. L'opposto mio. Quattro figli ancora piuttosto piccoli, di cui uno adottato.
Da due anni andava male. Da quando ero stato accusato ingiustamente di un tradimento mai compiuto. Avevo mal compeso e gestito ancora peggio le avances piuttosto pesanti di una collega di lavoro che, approfittandosene del mio stato depressivo causato dalla malattia e dalla morte di mia madre, si era fatta dei film da crocerossina nei miei confronti. Mia moglie l'aveva scoperto con mail (sue) deliranti che mi avevano sorpreso e avevo spostato in un'altra casella -della quale peraltro mia moglie aveva la password, e non certo per bearmene in privato (non le avevo nemmeno lette tutte) ma per affrontare la situazione assurda in un secondo tempo e non averle sotto gli occhi in quel periodo. Dovevo lavorare e gestire il lutto che sarebbe arrivato - come poi arrvò - di lì a poco.
Queste le premesse. Due anni di sofferenze atroci, per me. Un lutto mai elaborato anche a causa dell'assenza di mia moglie nei miei confronti, delle mie estreme difficoltà di tipo sessuale e comportamentale con i figli. Un dolore reso insopportabile dalla mia leggerezza NON di traditore (tra l'altro l'aspirante crocerossina in questione era anche un simile cesso che nemmeno dopo vent'anni di astinenza, e io alla fedeltà coniugale verso mia moglie che amo alla follia credo più che alla stessa mia vita) ma di mancanza di chiarezza per gli attacchi che stavo subendo senza rendermi conto della loro pericolosità. Mia moglie non mi ha creduto. Tutto si era combinato contro di me, come in un processo in cui si condanna l'imputato innocente semplicemente su base indiziaria, senza prove ma senza possibilità di demolire gli indizi. FIn qui le premesse.
Ora i fatti. Avevo dubbi pesanti sul comportamento di mia moglie, abile quanto mai a cancellare tracce informatiche di ogni genere. Poi l'imprevisto: la scoperta, da parte mia, di un profilo Fb inequivocabilmente suo, al quale ne corrisponde come "fidanzato" quello di un altro. L'idiota in questione, un quarantottenne che nemmeno in seconda media, ha pubblicato idiote foto parziali i varie località (dove naturalmente mia moglie ci era andata "per lavoro"), nelle quali mia moglie era riconoscibilissima per accessori indossati. Salvati i file in posti sicuri ho messo alle strette mia moglie. Da qui in poi, il tutto come da copione. Prima, il negare l'evidenza (non sono io, lo giuro), poi l'ammettere il minimo sindacale. "Un amico speciale che ha compreso le mie difficoltà di vivere con un uomo che si comporta come te". Quindi il rovesciamento completo di ruoli, la colpa che era mia, soltanto mia, il fatto che mi diceva da tempo che non mi amava più, oltre al fatto che "non è una relazione" e che "non ci ho mai scopato, almeno l'avessi fatto". E che non mi mentiva quando mi aveva chiesto di "essere uomo" d'ora in poi, e che non mi avrebbe persa. Tralascio la descrizione del mio stato d'animo perché inutile. Successivamente mi ha proposto di separarci, perché non avremmo funzionato più. Ma io non ci penso nemmeno. La amo nonostante tutto, più della mia vita. E non sono disposto a vedere i mei figli crescere senza mamma e papà insieme. Le parole che ho pronunciato, "nella salute e nella malattia, nella buona e nella cattiva sorte", e "fin che morte non ci separi" le considero un giuramento sacro da portare alle estreme conseguenze. Voglio fare tesoro delle mie "mancanze" che mi sono state rinfacciate e cambiare il mondo per riaverla. Cerco di non essere assillante nei confronti del suo rapporto con quell'essere. Cerco di non parlarne affatto, conscio che piangere, supplicare, ordinare, non servirebbe assolutamente a nulla. Ma come andare avanti, cercando di essere brillante, assertivo, "uomo" quando il cuore è sommerso e affogato in una vasca di letame? Grazie per chi ha avuto la pazienza di leggere fino in fondo, e per le eventuali risposte.
Da due anni andava male. Da quando ero stato accusato ingiustamente di un tradimento mai compiuto. Avevo mal compeso e gestito ancora peggio le avances piuttosto pesanti di una collega di lavoro che, approfittandosene del mio stato depressivo causato dalla malattia e dalla morte di mia madre, si era fatta dei film da crocerossina nei miei confronti. Mia moglie l'aveva scoperto con mail (sue) deliranti che mi avevano sorpreso e avevo spostato in un'altra casella -della quale peraltro mia moglie aveva la password, e non certo per bearmene in privato (non le avevo nemmeno lette tutte) ma per affrontare la situazione assurda in un secondo tempo e non averle sotto gli occhi in quel periodo. Dovevo lavorare e gestire il lutto che sarebbe arrivato - come poi arrvò - di lì a poco.
Queste le premesse. Due anni di sofferenze atroci, per me. Un lutto mai elaborato anche a causa dell'assenza di mia moglie nei miei confronti, delle mie estreme difficoltà di tipo sessuale e comportamentale con i figli. Un dolore reso insopportabile dalla mia leggerezza NON di traditore (tra l'altro l'aspirante crocerossina in questione era anche un simile cesso che nemmeno dopo vent'anni di astinenza, e io alla fedeltà coniugale verso mia moglie che amo alla follia credo più che alla stessa mia vita) ma di mancanza di chiarezza per gli attacchi che stavo subendo senza rendermi conto della loro pericolosità. Mia moglie non mi ha creduto. Tutto si era combinato contro di me, come in un processo in cui si condanna l'imputato innocente semplicemente su base indiziaria, senza prove ma senza possibilità di demolire gli indizi. FIn qui le premesse.
Ora i fatti. Avevo dubbi pesanti sul comportamento di mia moglie, abile quanto mai a cancellare tracce informatiche di ogni genere. Poi l'imprevisto: la scoperta, da parte mia, di un profilo Fb inequivocabilmente suo, al quale ne corrisponde come "fidanzato" quello di un altro. L'idiota in questione, un quarantottenne che nemmeno in seconda media, ha pubblicato idiote foto parziali i varie località (dove naturalmente mia moglie ci era andata "per lavoro"), nelle quali mia moglie era riconoscibilissima per accessori indossati. Salvati i file in posti sicuri ho messo alle strette mia moglie. Da qui in poi, il tutto come da copione. Prima, il negare l'evidenza (non sono io, lo giuro), poi l'ammettere il minimo sindacale. "Un amico speciale che ha compreso le mie difficoltà di vivere con un uomo che si comporta come te". Quindi il rovesciamento completo di ruoli, la colpa che era mia, soltanto mia, il fatto che mi diceva da tempo che non mi amava più, oltre al fatto che "non è una relazione" e che "non ci ho mai scopato, almeno l'avessi fatto". E che non mi mentiva quando mi aveva chiesto di "essere uomo" d'ora in poi, e che non mi avrebbe persa. Tralascio la descrizione del mio stato d'animo perché inutile. Successivamente mi ha proposto di separarci, perché non avremmo funzionato più. Ma io non ci penso nemmeno. La amo nonostante tutto, più della mia vita. E non sono disposto a vedere i mei figli crescere senza mamma e papà insieme. Le parole che ho pronunciato, "nella salute e nella malattia, nella buona e nella cattiva sorte", e "fin che morte non ci separi" le considero un giuramento sacro da portare alle estreme conseguenze. Voglio fare tesoro delle mie "mancanze" che mi sono state rinfacciate e cambiare il mondo per riaverla. Cerco di non essere assillante nei confronti del suo rapporto con quell'essere. Cerco di non parlarne affatto, conscio che piangere, supplicare, ordinare, non servirebbe assolutamente a nulla. Ma come andare avanti, cercando di essere brillante, assertivo, "uomo" quando il cuore è sommerso e affogato in una vasca di letame? Grazie per chi ha avuto la pazienza di leggere fino in fondo, e per le eventuali risposte.