Ecco, stasera i pensieri si affollano. La bolla di sapone intorno a me si assottiglia... TI ringrazio per le belle parole che mi hai scritto. Sì, in qualche modo mi sfogo, gridando, imprecando, da solo. Per ora reggo anche se, in momenti come questi, vorrei diventare parte della pioggia che sta scendendo dal cielo.
Sulla domanda che mi fai, posso risponderti in diversi modi. Uso la ragione: sì, penso che ci sia stato. Le situazioni che ho ricostruito, tramite foto e ricordi di assenze lavorative, mi fanno propendere per il sì. D'altra parte, una donna di 43 anni che si vede con un tipo con il quale - ancorché protetti da un nome falso - si scambia messaggi di un certo genere su F (e non ho potuto accedere alla messaggistica privata) non penso passi il tempo a guardarlo negli occhi.
Ma il problema non è questo. Il problema vero, che mi ferisce ancora di più di quell'idea, sono le menzogne. QUelle non sono solo un'idea che mi sono fatto, sono la realtà. Il castello di enormi menzogne che mi ha raccontato, e che ancora mi stava raccontando di fronte all'evidenza. Menzogne spudorate, che hanno denotato ancora più di un tradimento fisico una mancanza completa di rispetto nei miei confronti. SOno le menzogne che ho paura di sentirmi raccontare ancora se e quando si tornerà sull'argomento.
Ora devo crederci io, al progetto. Non posso fare alcun affidamento, in questo momento, in promesse od altro da parte sua. Sono da solo per tutti e due.
Ecco quello che mi fa male. Il non sapere - posto che almeno da novembre la cosa era "ufficiale e conclamata" - che cosa ne resta ora. Che devo fare, chiedere ogni minuto: "oggi l'hai visto, oggi l'hai sentito"? Avrebbe senso, una qualunque risposta? Prima o poi, è ovvio, lo chiederò e le occasioni giuste non mancheranno. Ma ora? E' "presa", non è "presa"? Devo pensare se oggi quando mi sorride lo fa perché mi sto impegnando anch'io e le cose tra noi possono prendere una strada in lieve discesa? Oppure sorride perché vive beata nella sua doppia vita, che può fingere che io abbia accettato? Quando canticchia - e lo faceva raramente - lo fa perché canta pensando a quell'essere?
Ecco, questi sono i miei giorni.
Filippo, lo so che ci sono momenti in cui si vorrebbe fuggire dalla nostra stessa anima, per trovare un po' di pace interiore.
Io ti consiglio di non affidarti alla tua razionalità anche se ti porta a certe conclusioni logiche e magari anche reali perché le risposte che ti fai le devi avere da lei e lei te le deve in quanto tua moglie.
Non mi soffermerei sulla mancanza di rispetto dovuta al castello di menzogne che ti ha detto e che ancora ti dice.
Pensa che loro, i traditori, hanno una paura fottuta a dire la verità perché temono, e non hanno neanche torto, che il matrimonio naufraghi, e quante volte succede infatti questo epilogo...
Quindi, si arrampicano pateticamente sugli specchi.
E qui tocca al tradito rassicurare in tutti i modi possibili e convincere che solo la verità potrà essere la loro salvezza perché non c'è ricostruzione senza partire dalla verità dei fatti.
Se non c'è questa prerogativa non si parte nemmeno...
E poi, diciamolo, un po' di "torchiatura" porta sempre a dei risultati.
Più si mettono alle strette e prima vuotano il sacco, i mentecatti! :mrgreen:
Quindi, non sono d'accordo quando dici che sei da solo per tutti e due.
Ma cosa significa questo? Che lei non ha le idee chiare?
In quel caso se le chiarisca e velocemente perché ogni giorno in più che passa in questa situazione di stallo porta anche un allontanamento da parte tua, anche se tu non te ne accorgi, ma è così, oltre a tutto quel tormento che conosci.
Lei, non ha nessun diritto di causarti questo malessere e aggiungo anche, con la consapevolezza di chi ci è passato, che "loro" non meritano affatto il nostro dolore.
E te ne renderai presto conto anche tu.