Ok, ho deciso di scriverlo, mi pesa troppo.
Mostro-1 sul cellulare, papà. Penso a un ricovero, ci siamo sentiti solo un mese fa.
Invece no, da quando ha saputo del tradimento del mio lui è in paranoia.
Gli ruggisco contro.
- Lo sapevo, non avrei dovuto chiamarti.
- Bravo, non avresti dovuto.
- Aspetta! Novità?
- No.
- Perché non vuoi provare una terapia di coppia?
Non ho detto ai miei dello sbarellamento del mio forse-compagno, non li riguarda.
- Mille...ho il numero di uno bravo, l'ho cercato in giro con tua madre.
- Vi siete uniti di nuovo per assillarmi? Volete rompere il patto?
- Chiudo, non sei in te. Ti richiamo poi.
- Non farlo, ti avverto.
Sembro crudele o pazza, ma i miei genitori per me sono quasi degli estranei.
Mi hanno cresciuta normalmente fino agli 11 anni dandomi un'infanzia felice, poi mi hanno risucchiata nella loro crisi, scoppiata in seguito a molteplici tradimenti reciproci.
Prima c'è stata una strana tensione di cui mi incolpavo, poi un lungo periodo di urla atroci e fuoco incrociato su di me, sono arrivati a trattenermi per farmi sentire le rispettive avventure con gli amanti.
La cosa è durata tre anni, mio padre se ne è andato quando ne avevo poco meno di 15.
Le poche volte in cui mi incontrava veniva assalito dalla mania del controllo e voleva sapere perché non fossi mai a casa. Stavo imparando il mestiere che faccio ora e lavoravo di sera per pagare tutte le mie spese, non volevo nulla da loro. Per lui ero "una piccola stronza ingrata".
Una volta maggiorenne non ho più visto entrambi per 7 anni.
Da qualche parte li avevo definiti vecchi amici che mi hanno sostenuta e dato molta libertà...cazzate.
Timidezza da nuova arrivata che non sapeva ancora se scrivere o no qui sul forum, una mezza verità.
Le due persone che mi hanno accolta a 17 anni sono così, non i miei, proprio no. Mi vergogno per averlo scritto.
Ci siamo rivisti dopo tanto tempo solo perché si sono messi a scavare insistentemente per capire dove fossi finita.
Sono stata lontana dall'italia per 6 anni, nel mentre sono girate un sacco di voci su di me.
Per alcuni ero morta, per altri dormivo sotto ai ponti, c'era anche chi mi dava per sposata in Inghilterra.
Alla fine i miei hanno trovato i pochi che ancora sentivo. "Mille? E' via da anni, lavora". Panico.
Quando hanno saputo del mio ritorno ho dovuto incontrarli perché stavano facendo i pazzi in giro.
Volevano ricucire il rapporto con me "perché sono la loro unica figlia". Si sono offerti di aiutarmi con il mutuo e la ristrutturazione della mia casa, li ho mandati a cagare. Per la pace delle loro anime e per tenerli lontani dalla mia vita siamo arrivati ad un accordo: ci parliamo al telefono qualche volta all'anno. Questa è solo un'altra cosa fatta per sentirsi meglio. Figlia sentita...coscienza a posto.
Ora mi aspetto di essere chiamata anche da mia madre, che schifo