Verità per verità

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma non proteggi te stesso dal tuo ego. Non sempre è così ma nella banalità di tanti tradimenti ci vedo solo quello.
Sono d'accordo.

Adesso :)

Ma adesso non tradirei. E mica per l'altro.
Non tradirei per me stessa.

E non sto parlando di scopare con altri fuori dalla coppia.

Sto parlando del promettere senza assumersi la responsabilità di spezzare la promessa. Che è il rovescio della medaglia del promettere assumendosi la responsabilità del promettere stesso.

Questo per me è tradire. Adesso.

E nella mia esperienza, fra l'altro, mi sa che più o meno coscientemente è sempre stato questo. Che nella mia vecchia coppia, usare il corpo fuori da noi era permesso...ma io ho sentito di aver tradito.

E ci ho impiegato tempo a capire perchè il mio sentire si differenziasse tanto dai patti. Condivisi.

E la questione è l'ego. Ma non soltanto. Che non esiste un ego senza un io...e lavorano insieme...e quando uno è parcellizzato anche l'altro fa cose di conseguenza...

minestrone:D
 

spleen

utente ?
Sono d'accordo.

Adesso :)

Ma adesso non tradirei. E mica per l'altro.
Non tradirei per me stessa.

E non sto parlando di scopare con altri fuori dalla coppia.

Sto parlando del promettere senza assumersi la responsabilità di spezzare la promessa. Che è il rovescio della medaglia del promettere assumendosi la responsabilità del promettere stesso.

Questo per me è tradire. Adesso.

E nella mia esperienza, fra l'altro, mi sa che più o meno coscientemente è sempre stato questo. Che nella mia vecchia coppia, usare il corpo fuori da noi era permesso...ma io ho sentito di aver tradito.

E ci ho impiegato tempo a capire perchè il mio sentire si differenziasse tanto dai patti. Condivisi.

E la questione è l'ego. Ma non soltanto. Che non esiste un ego senza un io...e lavorano insieme...e quando uno è parcellizzato anche l'altro fa cose di conseguenza...

minestrone:D
Ho capito, però se mi spieghi la differenza (per te) tra l'ego e l'io, avrei piacere, io mi sono fatto una idea, ma mi piacerebbe sapere quello che pensi tu.
Ricorre spesso, in quello che scrivi, mi ricordo ad esempio il post fantachilometrico sull' egoismo o meglio sulla definizione di egoismo e altruismo, scrivi spesso dell' ascolto di se stessi, insomma, ci hai spesso a che fare col "sè).

Oserei dire che per te è stata una conquista, la definizione del "te stessa" e dei tuoi bisogni.:eek: Ma non voglio spingermi così in là.
 

disincantata

Utente di lunga data
per come la vedo io...

tradire è fare male sapendo che lo si sta facendo. Poi ce la si può raccontare fino a che si vuole.
Ma se non ci fosse questa consapevolezza di fondo, non ci sarebbero sotterfugi e menzogne e si andrebbe dal compagno/a dicendo semplicemente "senti cara/o, ho voglia di scoparmi il bagnino, per dire. Faccio in un pomeriggio e poi torno, tieni tu i bambini nel frattempo?"

Quindi.

Se decido di non farlo, non lo faccio e la questione non si pone. Non progetto nulla.

Se decido di farlo, assumendomi la responsabilità di quello che sto facendo, ossia mentire e imbrogliare, allora lo faccio bene. e lo faccio in modo da anche proteggere l'altro dai miei bisogni.

Mica che tradire è smettere di volere bene.

Tradire è tradire.

Farlo male, e in modo che le conseguenze delle proprie azioni vadano a ferire un altro non è tradire. E' essere scemi. per come la vedo io.
Che è un modo anche questo. Di progettare. Male. Credendo di uscirne indenni come se nulla fosse accaduto per concessione divina...

Credo che raramente si tradisca col primo/prima che capita...anche i seriali, come minimo cercano. Ergo progettano.
Pero' dovendo tradire con un altro, devi sempre sperare nella lealta' dell'amante per proteggere la persona che tradisci e che vorresti proteggere. NON SEMPRE VA COSÌ.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ho capito, però se mi spieghi la differenza (per te) tra l'ego e l'io, avrei piacere, io mi sono fatto una idea, ma mi piacerebbe sapere quello che pensi tu.
Ricorre spesso, in quello che scrivi, mi ricordo ad esempio il post fantachilometrico sull' egoismo o meglio sulla definizione di egoismo e altruismo, scrivi spesso dell' ascolto di se stessi, insomma, ci hai spesso a che fare col "sè).

Oserei dire che per te è stata una conquista, la definizione del "te stessa" e dei tuoi bisogni.:eek: Ma non voglio spingermi così in là.
Detta male, e stile quattro chiacchiere al bar...l'Io è l'identità di sè. Quella che raccoglie il proprio essere. Quello che non stride. Quello che risponde semplicemente all'essere in armonia dentro. E al fluire fuori per conseguenza.
Quello che non cerca stabilità ed equilibrio. Ma si abbandona alla dinamicità dell'accadere. E che trova presenza nella propria presenza.

L'Ego è grezzo, ancora attorcigliato nei dover essere, nel dimostrare, nel cercare avendo già deciso cosa trovare. E spesso e volentieri è condizionato...

Che poi questa distinzione è proprio mia...non è accademica:D (lo psyco ridacchia, che dice che per liberarmi delle definizioni ne faccio di tutte mie)

..è il modo in cui mi sono tradotta i miei passaggi...e sì, più che la definizione di me stessa, è stato lo smettere di definirmi per la verità...mi è sembrato molto di più di una conquista...è stato come ricominciare a respirare :)

..la cosa ironica è che, prima di ricominciare a respirare, non mi ero neanche resa conto di aver smesso:D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Pero' dovendo tradire con un altro, devi sempre sperare nella lealta' dell'amante per proteggere la persona che tradisci e che vorresti proteggere. NON SEMPRE VA COSÌ.
vero.

per la verità quella lealtà secondo me è connessa anche con il tipo di amante che ci si sceglie e con il tipo di aspettative che ha e a cui si lascia spazio...anche scegliersi l'amante secondo me è una responsabilità...

poi ecco...le persone sono imprevedibili, e non si sa mai...

come dici tu, non sempre va come si era pensato/sperato andasse.
 

disincantata

Utente di lunga data
vero.

per la verità quella lealtà secondo me è connessa anche con il tipo di amante che ci si sceglie e con il tipo di aspettative che ha e a cui si lascia spazio...anche scegliersi l'amante secondo me è una responsabilità...

poi ecco...le persone sono imprevedibili, e non si sa mai...

come dici tu, non sempre va come si era pensato/sperato andasse.

Sicuramente, e soprattutto mai scegliere una libera e giovane, non votata alla solitudine!
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sicuramente, e soprattutto mai scegliere una libera e giovane, non votata alla solitudine!
eh...per esempio!

...questa è una scelta che dice già da principio, con una buona probabilità, del finale..:unhappy::unhappy:

che poi mi viene in mente...forse in questi casi, più che progettare è programmare..un passare al fare senza troppe mediazioni....in un progetto sarebbero variabili di cui tenere assolutamente conto. Come il non aver l'amante nello stesso ambiente lavorativo per esempio...
 

spleen

utente ?
Detta male, e stile quattro chiacchiere al bar...l'Io è l'identità di sè. Quella che raccoglie il proprio essere. Quello che non stride. Quello che risponde semplicemente all'essere in armonia dentro. E al fluire fuori per conseguenza.
Quello che non cerca stabilità ed equilibrio. Ma si abbandona alla dinamicità dell'accadere. E che trova presenza nella propria presenza.

L'Ego è grezzo, ancora attorcigliato nei dover essere, nel dimostrare, nel cercare avendo già deciso cosa trovare. E spesso e volentieri è condizionato...

Che poi questa distinzione è proprio mia...non è accademica:D (lo psyco ridacchia, che dice che per liberarmi delle definizioni ne faccio di tutte mie)

..è il modo in cui mi sono tradotta i miei passaggi...e sì, più che la definizione di me stessa, è stato lo smettere di definirmi per la verità...mi è sembrato molto di più di una conquista...è stato come ricominciare a respirare :)

..la cosa ironica è che, prima di ricominciare a respirare, non mi ero neanche resa conto di aver smesso:D
Già, interpretarsi fino in fondo, senza problemi e senza remore, senza condizionameni e senza preconcetti.:)
Consapevoli della propria natura. Come animali che rispondono solo allo stimolo che viene da se stessi.
Bello.
Difficile.:eek:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Già, interpretarsi fino in fondo, senza problemi e senza remore, senza condizionameni e senza preconcetti.:)
Consapevoli della propria natura. Come animali che rispondono solo allo stimolo che viene da se stessi.
Bello.
Difficile.:eek:
Credo che arrivare al grassetto..sarebbe magnifico. E credo sia un percorso, lungo una vita...:eek:

Per ora mi sto rendendo conto del fatto che quei senza, per stare in equilibrio dinamico e diventare risorse e non vincoli, hanno la necessità dei con...compresenza degli estremi...per uscire dagli assoluti.

Penso che solo fuori dagli assoluti si possa riuscire ad ascoltare e ascoltarsi...e mi sto formando l'idea che stare fuori dagli assoluti sia fluire fra i "senza" e i "con" lasciando che sia, gli uni e gli altri. Ma riconoscendo semplicemente la loro compresenza nella realtà

In palestra "difficile" costa flessioni...ho eliminato la parola...nuovo, nuovo mi piace di più, e non finisco a fare flessioni!!:D
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Pero' dovendo tradire con un altro, devi sempre sperare nella lealta' dell'amante per proteggere la persona che tradisci e che vorresti proteggere. NON SEMPRE VA COSÌ.

O magari la si sceglie che pure lei ha qualcosa da perdere a venire scoperti e si sta in una botte di ferro. Salvo inciampare in un guizzo della bella addormentata che di colpo si desta dal lungo sonno :rotfl:
 

disincantata

Utente di lunga data
O magari la si sceglie che pure lei ha qualcosa da perdere a venire scoperti e si sta in una botte di ferro. Salvo inciampare in un guizzo della bella addormentata che di colpo si desta dal lungo sonno :rotfl:

Nel mio caso non volevo proprio svegliarmi. Non me lo so spiegare ma era così.
 

feather

Utente tardo
Perdona ma... che vuol dire "amorevole accettazione" in questo campo? Cioè: o ti va di farlo o non ti va. Non ci sono "ni".

E... sapete che però questa volta mi avete stupito voi? Sembra che davanti a certe cose caschiate giù dal pero :)

Come non fossero davanti a tutti esempi di coppie dove una parte "tollera" il sesso.
Beh, cadere dal pero..
Io non scopo più da anni con mia moglie, e poco anche prima, principalmente per questo motivo.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Sto leggendo...e più ti leggo riflettere su di lui, più mi vien da dirti di pensare a te.

Scopi senza che ti piaccia. E dal mio punto di vista, salvo che ti piaccia il non piacere e potrebbe benissimo essere, è una punizione che infliggi a te stessa.

Ho scopato in molti modi. L'ho sempre fatto per il mio piacere. Che ho deciso di volta in volta di condividere o meno, e a che livello.

Usi il non piacere del tuo, e ribadisco tuo, scopare per costruire disistima del tuo uomo.

Che poi magari no, magari a te non succede...io non potrei stimare un uomo che mi scopa e non si accorge che mi fumerei volentieri una sigaretta nel frattempo. DA me avrebbe solo disprezzo. Specialmente se fosse un uomo a cui sono legata.

Certo, esiste un sottile piacere nell'umiliazione silenziosa dell'altro, nel togliergli il potere di dare piacere, nell'appropriarsi in modo talmente stretto del proprio piacere da arrivare a rinunciarci perchè il piacere di non condividere piacere, è più forte del piacere stesso.

Stai facendo questo gioco?

SE è questo lo capisco...e capisco anche l'appagamento...

se non sai che stai facendo questo gioco, stai solo facendo male a te stessa. Alla tua relazione anche, ma solo poi.
E nutri ogni giorno la non speranza, per te. Per il tuo essere femmina e donna.

E' proprio difficile seguiti in questa conta...da fuori ti vedo lontana da te stessa...tanto...mi spiace. So che è doloroso non trovarsi.

Ipazia,

parto dal tuo intervento per fare qualche considerazione a più ampio respiro.

Quando mi dite di pensare a me stessa, a quel che mi fa piacere.... avete ragione. E nessuno, salvo al massimo qualche masochista, potrebbe darvi torto.

Punisco me stessa, dite? Mi allontano da me? Non capite come "si possa fare"?

Si è vero. Anche qui avete ragione.

Bene: ora prendete una persona. Una che - fino a sei anni fa - aveva un lavoro d'oro. E che lavorava fino alle 10 di sera. Sportiva, nel tempo libero. Impegnata. Fidanzata. Poi neo sposata. Questa ero io.

E riducete man mano questa persona all'ombra di se stessa. Con la sua stessa cooperazione, eh, per carità, prendiamoci pure le responsabilità del caso.

Pensate che questa persona abbia la forza di uscire dal baratro?

E' come se il mondo giorno dopo giorno mi si fosse chiuso addosso.

Sia chiaro: non mi voglio né compiangere, né sentir compiangere.
 

oro.blu

Never enough
Ipazia,

parto dal tuo intervento per fare qualche considerazione a più ampio respiro.

Quando mi dite di pensare a me stessa, a quel che mi fa piacere.... avete ragione. E nessuno, salvo al massimo qualche masochista, potrebbe darvi torto.

Punisco me stessa, dite? Mi allontano da me? Non capite come "si possa fare"?

Si è vero. Anche qui avete ragione.

Bene: ora prendete una persona. Una che - fino a sei anni fa - aveva un lavoro d'oro. E che lavorava fino alle 10 di sera. Sportiva, nel tempo libero. Impegnata. Fidanzata. Poi neo sposata. Questa ero io.

E riducete man mano questa persona all'ombra di se stessa. Con la sua stessa cooperazione, eh, per carità, prendiamoci pure le responsabilità del caso.

Pensate che questa persona abbia la forza di uscire dal baratro?

E' come se il mondo giorno dopo giorno mi si fosse chiuso addosso.

Sia chiaro: non mi voglio né compiangere, né sentir compiangere.


Spero tu ne esca il prima possibile...altrimenti ti svegli un giorno e non sai più chi sei e con hai fatto a trovarti li. Ad accettare tutto...
Ti abbraccio
 

Foglia

utente viva e vegeta
Spero tu ne esca il prima possibile...altrimenti ti svegli un giorno e non sai più chi sei e con hai fatto a trovarti li. Ad accettare tutto...
Ti abbraccio
In verità sto aspettando quel giorno. capendo che mi devo muovere per andargli incontro, ma non riuscendo. Devo trovare quello che mi sblocca, ed evidentemente ce ne vuole :rolleyes:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ipazia,

parto dal tuo intervento per fare qualche considerazione a più ampio respiro.

Quando mi dite di pensare a me stessa, a quel che mi fa piacere.... avete ragione. E nessuno, salvo al massimo qualche masochista, potrebbe darvi torto.

Punisco me stessa, dite? Mi allontano da me? Non capite come "si possa fare"?

Si è vero. Anche qui avete ragione.

Bene: ora prendete una persona. Una che - fino a sei anni fa - aveva un lavoro d'oro. E che lavorava fino alle 10 di sera. Sportiva, nel tempo libero. Impegnata. Fidanzata. Poi neo sposata. Questa ero io.

E riducete man mano questa persona all'ombra di se stessa. Con la sua stessa cooperazione, eh, per carità, prendiamoci pure le responsabilità del caso.

Pensate che questa persona abbia la forza di uscire dal baratro?

E' come se il mondo giorno dopo giorno mi si fosse chiuso addosso.

Sia chiaro: non mi voglio né compiangere, né sentir compiangere.
Foglia..quello che è stato è stato...ognuno qui ha il suo passato.

Per quanto mi riguarda conosco piuttosto bene l'ombra di me stessa.

Ma il passato è passato. E' la strada che ha portato al presente.
Accetta quella che eri. Accetta la tua ombra.

Accetta che non tornerà più quella che eri. E accetta anche che non sei in nessun modo legata a rimanere nella tua ombra.
Non che quell'ombra ti lascerà mai, anzi...io ti auguro tu non perda la tua ombra...sarebbe una perdita orribile.

Io nella mia ombra ho trovato me. E le sono affezionata. A volte litighiamo. A volte ci abbracciamo.

Credo che il salto sia l'aver smesso di ignorarci a vicenda e esserci sedute una di fronte all'altra ed esserci guardate negli occhi. E non con l'intento di avere una ragione dell'altra.
Ma con l'intento di conoscerci. Di farci spazio.
Di concederci la libertà di espressione di cui avevamo bisogno.

Doloroso? Direi di sì.
Faticoso? Anche.

Appagante? Moltissimo.

Tu ti sei messa nel baratro. Nessuno ha quel potere, se non lo si concede. Riappropriati di te.
Perchè non è questione di forza uscire dal baratro. E neanche di coraggio.

E' questione di accettazione e calma. E determinazione. Ed è questione di nutrimento.
Di tutte le parti del sè. Comprese quelle che in quel baratro ti ci hanno spedita.

E sono tue. Lui è molto relativo in tutto questo.

Paradossalmente, a ben guardare, potresti accorgerti che più che attore protagonista, lui è stato un semplice co-protagonista di un processo tuo.

...non è il mondo ad essersi chiuso su di te. Sei tu ad esserti chiusa al mondo.

Al mondo, fondamentalmente, interessa molto poco di te. Di me. Di noi.
E per fortuna. Questa è l'essenza della libertà di essere. Per la mia esperienza.

E la domanda è: al netto del definirti in termini di forza, tu ti vuoi? Tutta. Ombre comprese.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Foglia..quello che è stato è stato...ognuno qui ha il suo passato.

Per quanto mi riguarda conosco piuttosto bene l'ombra di me stessa.

Ma il passato è passato. E' la strada che ha portato al presente.
Accetta quella che eri. Accetta la tua ombra.

Accetta che non tornerà più quella che eri. E accetta anche che non sei in nessun modo legata a rimanere nella tua ombra.
Non che quell'ombra ti lascerà mai, anzi...io ti auguro tu non perda la tua ombra...sarebbe una perdita orribile.

Io nella mia ombra ho trovato me. E le sono affezionata. A volte litighiamo. A volte ci abbracciamo.

Credo che il salto sia l'aver smesso di ignorarci a vicenda e esserci sedute una di fronte all'altra ed esserci guardate negli occhi. E non con l'intento di avere una ragione dell'altra.
Ma con l'intento di conoscerci. Di farci spazio.
Di concederci la libertà di espressione di cui avevamo bisogno.

Doloroso? Direi di sì.
Faticoso? Anche.

Appagante? Moltissimo.

Tu ti sei messa nel baratro. Nessuno ha quel potere, se non lo si concede. Riappropriati di te.
Perchè non è questione di forza uscire dal baratro. E neanche di coraggio.

E' questione di accettazione e calma. E determinazione. Ed è questione di nutrimento.
Di tutte le parti del sè. Comprese quelle che in quel baratro ti ci hanno spedita.

E sono tue. Lui è molto relativo in tutto questo.

Paradossalmente, a ben guardare, potresti accorgerti che più che attore protagonista, lui è stato un semplice co-protagonista di un processo tuo.

...non è il mondo ad essersi chiuso su di te. Sei tu ad esserti chiusa al mondo.

Al mondo, fondamentalmente, interessa molto poco di te. Di me. Di noi.
E per fortuna. Questa è l'essenza della libertà di essere. Per la mia esperienza.

E la domanda è: al netto del definirti in termini di forza, tu ti vuoi? Tutta. Ombre comprese.
No, purtroppo no. E se mi sono chiusa al mondo, e mi sono ridotta come mi sono ridotta, credo sia per mancanza di stima (e amore) nei miei confronti. Se ne avessi, probabilmente non vivrei quel che sto vivendo.

E guarda: quando andai in terapia dallo psichiatra, mi disse che potevo evitare di "scavare", se non volevo. Evitai.

Leggo spesso nel forum che anzitutto occorre volere bene a se stessi.

Bè... io dico che è la cosa più difficile da fare.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
No, purtroppo no. E se mi sono chiusa al mondo, e mi sono ridotta come mi sono ridotta, credo sia per mancanza di stima (e amore) nei miei confronti. Se ne avessi, probabilmente non vivrei quel che sto vivendo.

E guarda: quando andai in terapia dallo psichiatra, mi disse che potevo evitare di "scavare", se non volevo. Evitai.

Leggo spesso nel forum che anzitutto occorre volere bene a se stessi.

Bè... io dico che è la cosa più difficile da fare.

Primo grassetto...Da parte di chi?

Secondo grassetto...non esistono cose difficili, esistono cose nuove e sconosciute...e questo dice molto del rapporto con te stessa.

Concordo con lo psichiatra. Scavare è una decisione. E' una posizione.

Farlo ha conseguenze.
Non farlo ne ha altre.

La posizione è estremamente personale. E anche assumersi la responsabilità del prendere la decisione.
 
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