USA&Israele VS Iran

Nicky

Utente di lunga data
Chi oggi contesta l’Occidente, anche dentro il Partito Democratico, dovrebbe ricordare che l’alternativa storica sarebbe stata un’Italia nel Patto di Varsavia, sotto l’influenza dell'Unione Sovietica.
In aree strategiche come il Medio Oriente, dove si concentrano risorse energetiche decisive, gli interessi americani coincidono con i nostri.
Ma non è più così. Te lo hanno detto in faccia. Due volte i discorsi ufficiali.uno di Vance e uno di Rubio, più moderato nei toni ma dallo stesso senso.
Non siamo più in quel mondo, siamo in un mondo in cui gli USA hanno deciso che l'Europa è, per loro, al più un mercato, ma non un luogo in cui si concentrano i loro interessi. L'Italia men che meno, visto che ha perso il ruolo che aveva fino a quando c'era il blocco sovietico.
Siamo spettatori che si barcamenano.
 

hammer

Utente di lunga data
Ma non è più così. Te lo hanno detto in faccia. Due volte i discorsi ufficiali.uno di Vance e uno di Rubio, più moderato nei toni ma dallo stesso senso.
Non siamo più in quel mondo, siamo in un mondo in cui gli USA hanno deciso che l'Europa è, per loro, al più un mercato, ma non un luogo in cui si concentrano i loro interessi. L'Italia men che meno, visto che ha perso il ruolo che aveva fino a quando c'era il blocco sovietico.
Siamo spettatori che si barcamenano.

Giudicare i rapporti tra Europa e Stati Uniti sulla base dell’attuale amministrazione di Donald Trump è un miope errore di prospettiva.
Negli USA si vota, l’alternanza è reale e fra pochi anni potrebbe esserci un presidente democratico pronto a rimettere in discussione molte scelte attuali. La politica americana cambia, a volte anche in modo netto.
Gli Stati Uniti restano una democrazia. Non lo sono Russia e China, tanto amate da certa sinistra, che sono regimi autoritari e tali restano nel tempo. È una differenza strutturale, non secondaria.
Per l’Italia, anche gli USA sono un mercato. La nostra bilancia commerciale verso gli USA è in attivo.
C’è anche un possibile effetto positivo in questa fase: la spinta all’Europa a diventare finalmente più autonoma sul piano strategico e della difesa, cosa di cui si parla da decenni senza averla mai davvero realizzata.
Per il resto, come ho già detto, siamo tornati al 1900.
L'alleanza con gli USA verrà mantenuta fino a quando sarà conveniente per l'Italia mantenerla.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
L'alleanza con gli USA verrà mantenuta fino a quando sarà conveniente per l'Italia mantenerla.
Chiami alleanza un rapporto di servile vassallaggio dove il Principe non si è neanche degnato di avvertire l'alleato dell'imminente attacco all'Iran (vedi Crosetto spiaggiato a Dubai).
 

ologramma

Utente di lunga data
Non si ipotizza che la Corea del Nord abbia l'arma nucleare. E' una certezza.
Il problema della Corea del Nord non potrà essere risolto se non da un colpo di stato interno o direttamente dal suo protettore: la Cina.
Campa cavallo mio , quando avverrà non ci sarò più ,sai ho una certa 😭
 
Ultima modifica:

Nicky

Utente di lunga data
Giudicare i rapporti tra Europa e Stati Uniti sulla base dell’attuale amministrazione di Donald Trump è un miope errore di prospettiva.
Negli USA si vota, l’alternanza è reale e fra pochi anni potrebbe esserci un presidente democratico pronto a rimettere in discussione molte scelte attuali. La politica americana cambia, a volte anche in modo netto.
Gli Stati Uniti restano una democrazia. Non lo sono Russia e China, tanto amate da certa sinistra, che sono regimi autoritari e tali restano nel tempo. È una differenza strutturale, non secondaria.
Per l’Italia, anche gli USA sono un mercato. La nostra bilancia commerciale verso gli USA è in attivo.
C’è anche un possibile effetto positivo in questa fase: la spinta all’Europa a diventare finalmente più autonoma sul piano strategico e della difesa, cosa di cui si parla da decenni senza averla mai davvero realizzata.
Per il resto, come ho già detto, siamo tornati al 1900.
L'alleanza con gli USA verrà mantenuta fino a quando sarà conveniente per l'Italia mantenerla.
Non penso che sia una tendenza legata a una specifica amministrazione, penso sia legata all'esigenza di mantenere un ruolo egemone nel mondo.
Certamente la nostra bilancia è in attivo, ma questo è vissuto dall'altro lato come un problema da riequilibrare.
 

ologramma

Utente di lunga data
L’Italia è nella NATO e ha accordi di difesa con gli Stati Uniti, il nostro alleato più forte, con cui condividiamo anche la deterrenza nucleare.
L’ombrello americano ci ha permesso per decenni di non dover sostenere da soli i costi di una difesa strategica completa, liberando risorse che sono finite nello sviluppo economico e nel welfare.

Siamo parte dell’Occidente, siamo la seconda potenza manifatturiera d’Europa e una delle principali economie mondiali.
Questo ruolo comporta responsabilità e obblighi, se vogliamo mantenere il nostro livello di benessere.

Chi oggi contesta l’Occidente, anche dentro il Partito Democratico, dovrebbe ricordare che l’alternativa storica sarebbe stata un’Italia nel Patto di Varsavia, sotto l’influenza dell'Unione Sovietica.
In aree strategiche come il Medio Oriente, dove si concentrano risorse energetiche decisive, gli interessi americani coincidono con i nostri.

Grazie all'amicizia con gli USA in Venezuela, ad esempio, ENI ha potuto continuare a operare anche grazie al via libera americano.
ENI ha interessi importanti in Medio Oriente: energia e approvvigionamenti non sono temi ideologici, sono questioni vitali per il Paese.

Basti pensare che il precedente governo sostenuto da M5S e PD aveva deteriorato i rapporti con gli Emirati Arabi Uniti al punto da creare problemi perfino al sorvolo dei nostri aerei militari.
In politica estera le scelte ideologiche si pagano e la stupidità di chi governa ha effetti letali.

Quando immagino una Elly Schlein presidente del Consiglio, con Nicola Fratoianni agli Esteri e Angelo Bonelli alla Difesa, comincio a tremare per i brividi.

Governare un Paese come l’Italia, che resta una media potenza con interessi globali, richiede pragmatismo e realismo non cretinismo ideologico.
Mai messo in discussione quello che scrivi e te lo appoggio , anche se ho letto solo in grandi linee, ma esportare la democrazia per come la vogliamo noi con i paesi islamici nun è cosa, quelli dovranno essere governato da uno solo che sia un re o un partito definito tale , quindi perché hanno sempre cercato prima o dopo di sovvertire lo stato che c'era?
Perché non l'immaginei bobti devonfare un disegnino 😭 primo petrolio e gas perché il loro è na munnezze e ora le terre rare .
Ricordati che in Europa le bombe non le hanno solo gli americani ,ma anche membri dell' Europa come Inghilterra e Francia ,l'ultima giusto stamattina Macron vuole incrementare il suo deterrente nucleare così da ampliare sto famoso ombrello ☂🤣 poi mettici che sono membri della Nato che cazzo stanno a fare loro in tutti gli Stati europei? Ne servono cosi tante basi?
 

hammer

Utente di lunga data
Chiami alleanza un rapporto di servile vassallaggio dove il Principe non si è neanche degnato di avvertire l'alleato dell'imminente attacco all'Iran (vedi Crosetto spiaggiato a Dubai).
Perfino le particelle di sodio sanno che operazioni militari di questo tipo vengono mantenute segrete fino all'ultimo.

Nessuno, inclusa la NATO, è stato avvisato prima che le operazioni iniziassero.
Ufficialmente l'attacco all'Iran è una operazione militare bilaterale USA-Israele.

Continuare a propalare la vulgata secondo la quale l'Italia non sarebbe stata avvisata dagli USA denota il tipico atteggiamento anti italiano della sinistra teso a sminuire e ridicolizzare il paese di fronte al mondo intero.
 

hammer

Utente di lunga data
Non penso che sia una tendenza legata a una specifica amministrazione, penso sia legata all'esigenza di mantenere un ruolo egemone nel mondo.
Certamente la nostra bilancia è in attivo, ma questo è vissuto dall'altro lato come un problema da riequilibrare.
Peggio per loro. Gli interessi dell'Italia per me vengono prima di qualunque altra cosa.
Spero che un domani l'Europa possa avere anche lei l'esigenza di mantenere un ruolo egemone nel mondo.
 

hammer

Utente di lunga data
Mai messo in discussione quello che scrivi e te lo appoggio , anche se ho letto solo in grandi linee, ma esportare la democrazia per come la vogliamo noi con i paesi islamici nun è cosa, quelli dovranno essere governato da uno solo che sia un re o un partito definito tale , quindi perché hanno sempre cercato prima o dopo di sovvertire lo stato che c'era?
Perché non l'immaginei bobti devonfare un disegnino 😭 primo petrolio e gas perché il loro è na munnezze e ora le terre rare .
Ricordati che in Europa le bombe non le hanno solo gli americani ,ma anche membri dell' Europa come Inghilterra e Francia ,l'ultima giusto stamattina Macron vuole incrementare il suo deterrente nucleare così da ampliare sto famoso ombrello ☂🤣 poi mettici che sono membri della Nato che cazzo stanno a fare loro in tutti gli Stati europei? Ne servono cosi tante basi?
Ho capito che gli americani non ti stanno simpatici.
Per quanto mi riguarda sono ottimi clienti e molti miei parenti, negli States, ci vivono da generazioni, tanto che potrei trasferirmi a New York e trovare strade aperte e spianate. Il rapporto che lega USA e Italia va oltre la politica.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Perfino le particelle di sodio sanno che operazioni militari di questo tipo vengono mantenute segrete fino all'ultimo.

Nessuno, inclusa la NATO, è stato avvisato prima che le operazioni iniziassero.
Ufficialmente l'attacco all'Iran è una operazione militare bilaterale USA-Israele.

Continuare a propalare la vulgata secondo la quale l'Italia non sarebbe stata avvisata dagli USA denota il tipico atteggiamento anti italiano della sinistra teso a sminuire e ridicolizzare il paese di fronte al mondo intero.
Non chiamatelo almeno “attacco preventivo”: bombardare l’Iran è stata un’aggressione premeditata e deliberata, non scaturita da alcuna minaccia imminente. L’Iran non voleva la guerra e non pensava di usare armi di distruzione contro Israele e non perché sia un paese di pacifisti innocui ma perché sapeva che un attacco a Israele avrebbe decretato la distruzione dell’Iran e la fine del regime. Che è avvenuta comunque, anche in mancanza di un’azione aggressiva di Teheran. Certo, il regime degli ayatollah è repressivo e liberticida, una parte della popolazione, non sappiamo se maggioritaria, lo sostiene e un’altra lo detesta. Non sappiamo davvero quale delle due sia maggioritaria e quanto sia estesa la zona grigia nel mezzo. Non sappiamo quanto sia reale la rappresentazione che ne viene data in occidente e quanto la protesta sia autoctona e genuina o manovrata, sobillata dall’esterno. Ma ci fa inorridire un ordine mondiale imposto con la forza delle armi e la prepotenza dei capi; un impero che decide in modo unilaterale chi merita di stare sulla faccia della terra e chi no, e un paese che può impunemente da anni colpire i paesi vicini. Un imperatore prepotente affiancato da un criminale di guerra, sterminatore di popolo, che decidono a loro insindacabile e irreparabile giudizio chi sono i Criminali da uccidere e quelli invece che sono amici e alleati. Trump e Netanyahu stanno mettendo a rischio il pianeta, l’equilibrio internazionale e stanno legittimando con le loro azioni di guerra altri soprusi e altre aggressioni nel mondo. Speriamo che l’attacco non si estenda e non inneschi altri conflitti interni e internazionali.
E l’Italia? Cosa volete che possa fare, è stata tenuta all’oscuro di tutto, come una minorenne. Continua a pettinare le bambole delle leggi elettorali……


Chi ha scritto quest'articolo?
 

cipolino

Utente di lunga data
Ma non è più così. Te lo hanno detto in faccia. Due volte i discorsi ufficiali.uno di Vance e uno di Rubio, più moderato nei toni ma dallo stesso senso.
Non siamo più in quel mondo, siamo in un mondo in cui gli USA hanno deciso che l'Europa è, per loro, al più un mercato, ma non un luogo in cui si concentrano i loro interessi. L'Italia men che meno, visto che ha perso il ruolo che aveva fino a quando c'era il blocco sovietico.
Siamo spettatori che si barcamenano.
La tua è una valutazione fin troppo benevola verso gli USA: per loro, le nazioni europee sono al più un mercato, ma l'UE è un vero e proprio nemico, perché ha troppo peso geopolitico, pur avendone poco.

Non è un mistero che gli ideologi della Brexit siano stati ampiamente foraggiati dalla destra americana (Bannon & co) e dalla Russia, nella speranza che risultasse un colpo fatale per l'UE. E in questo hanno buon gioco, dato che li aiutiamo noi stessi nel loro lavoro: non c'è paese europeo che non ritiene di essere ontologicamente superiore agli altri, vuoi per cultura, tradizione, storia, ecc, vere o presunte. E gli italiani non fanno certo eccezione, anzi eccellono in ciò! Si può dire che gli italiani sono superiori a tutti nel sentirsi superiori, visto che la superiorità la decliniamo a livello di nazione, poi di macroregione, poi di regione fino ad arrivare al campanile! O viceversa, se preferisci.

È pieno di utili idioti, ahimè, che sentendosi superiori si fanno usare come dei burattini per cercare di minare alla base il vivere comune nell'UE, come se l'Italia (ma anche la Spagna, la Francia o la Germania) se ritornassero a vivere da sole con le loro lire, pesetas, franchi e marchi contassero singolarmente di più di un Venezuela qualsiasi. E riprova ne è la Gran Bretagna, che pur essendo certamente un paese importante tra quelli non importanti, è semplicemente costretta a genuflettersi agli USA senza possibilità di scelta.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Personalmente ho rispetto per tutti, tranne per chi, per motivi ideologici, assume posizioni anti italiane.
Come gli antifascisti che in questi giorni chiedono al governo di distanziarsi dall'alleanza con gli USA per appoggiare l'Iran e il suo governo sanguinario e teo-fascista.
Ma chi sta chiedendo questo?
 

Nicky

Utente di lunga data
La tua è una valutazione fin troppo benevola verso gli USA: per loro, le nazioni europee sono al più un mercato, ma l'UE è un vero e proprio nemico, perché ha troppo peso geopolitico, pur avendone poco.
Sì, anche io ho questa impressione.
Non riesco a capire tutto, perché l'ordine (o disordine) mondiale è davvero complesso, ma penso che si sia in una fase in cui occorre ridefinire anche la nostra impostazione, cercare di capire che evoluzione stanno avendo anche gli altri paesi e potenze, conoscendo il passato ma senza affidarci solo a quello.
 

danny

Utente di lunga data
Stretto di Hormuz bloccato.
Voli aerei bloccati.
Io spero ci sia una strategia dietro, perché confidare nella rivolta del popolo iraniano quando i giovani ribelli sono appena stati sterminati a migliaia mi sembra un po' vago
Particolare poi come il fuoco amico tiri giù tre aerei USA.
Se questa cosa dura a lungo credo che le nostre valutazioni sul mondo che ci riguarda cambieranno velocemente
 

cipolino

Utente di lunga data
Sì, anche io ho questa impressione.
Non riesco a capire tutto, perché l'ordine (o disordine) mondiale è davvero complesso, ma penso che si sia in una fase in cui occorre ridefinire anche la nostra impostazione, cercare di capire che evoluzione stanno avendo anche gli altri paesi e potenze, conoscendo il passato ma senza affidarci solo a quello.
Non so... forse sono io che semplifico troppo ma a me sembra piuttosto semplice: dopo la seconda guerra mondiale il mondo è stato attraversato da un brivido di orrore e sulla scia della tragedia e della distruzione ha provato a cercare di archiviare il vecchio paradigma in cui il più forte mena e prende quel che vuole, che è come il mondo funzionava fino a quel momento.

Si è provato a prendere la via del dialogo e della concertazione.

Via via che il tempo è passato, che il ricordo dell'orrore si è affievolito, che la memoria storica si è sbiadita, gli atteggiamenti "muscolari" hanno ripreso vigore. Hanno iniziato prima le nazioni che hanno vissuto meno sulla loro pelle gli orrori e la distruzione, avendo meno contezza di quel che è stato: il tempo necesario a calarsi di nuovo nel paradigma della muscolarità è direttamente proporzionale alla distruzione subita e all'orrore vissuto in prima persona durante la guerra.
In questo gli Stati Uniti sono stati in prima fila e ormai da anni sono assolutamente "leader". Inizialmente, cercavano di mettere ipocritamente un pannicello di condivisione alle loro azioni (cfr. Iraq), adesso hanno perso ogni pudore, avendo un capo senza pudore che invidia i monarchi assoluti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sì, anche io ho questa impressione.
Non riesco a capire tutto, perché l'ordine (o disordine) mondiale è davvero complesso, ma penso che si sia in una fase in cui occorre ridefinire anche la nostra impostazione, cercare di capire che evoluzione stanno avendo anche gli altri paesi e potenze, conoscendo il passato ma senza affidarci solo a quello.
Dire che non ci si capisce niente è una cosa che tanti vogliono evitare a tutti i costi.
Ma è una situazione molto complessa di cui non solo non abbiamo a disposizione tutti gli elementi necessari per dominare l’argomento, ma dovremmo proprio studiare. Ma studiare e contemporaneamente vivere una vita adulta è molto, molto difficile.
Purtroppo la maggior parte delle persone non ha nemmeno mai studiato bene il passato.
Storia è una materia difficile e spesso insegnata male. Perché gli stessi insegnanti nella scuola dell’obbligo non sono specialisti e dove sono proposte scansioni temporali che non consentono di creare strutture su cui poi effettuare approfondimenti progressivi.
Poi pochi vanno oltre la scuola dell’obbligo e tra questi pochi in scuole secondarie che possono costruire un metodo e dare conoscenze.
Ieri ho seguito una parte del programma dí Alberto Angela su Versailles. È stato impressionante il tentativo di divulgazione a un target considerato con conoscenze molto ridotte, sia per linguaggio, sia per conoscenze storiche.
Se la popolazione non ha studiato bene Storia, non può essere in grado di comprendere il presente, che ha una complessità ancora maggiore, perché in divenire.
Il presente è particolarmente complicato perché coinvolge molti aspetti contemporaneamente.
Semplificare è ciò che fa, ad esempio Trump.
La conferenza stampa di ieri non è stata un intervento del capo di Stato che ha spiegato la propria politica. È stato un palinsesto televisivo in cui è partito da un tg in cui ha illustrato che gli altri non volevano più parlare con lui e allora è stato necessario prenderli a sberle. Una spiegazione che non accetteremmo da un bambino della scuola dell’infanzia.
Poi è passato a dire come è bello e forte l’esercito americano, quindi è passato al ricordo-premiazione di eroici ebrei americani, deportati durante la seconda guerra mondiale, che ha pure invitato ad alzarsi, con il tono di chi non aveva chiaro l’età. Poi ha premiato un polacco, eroico contro dei terroristi. Poi ho smesso di seguire…
La semplificazione dei rapporti internazionali a rapporti interpersonali è perseguita da Trump con costanza, come quando aveva trattato da schiavo Zelensky, perché vestito in modo inadeguato.
Quindi non possiamo avere informazioni adeguate da chi prende le decisioni.
Chi di noi ha tempo e voglia di raccogliere informazioni, organizzarle, creare schemi e mappe concettuali, davanti a una cartina geografica, anzi più cartine geografiche?!
 

Nicky

Utente di lunga data
Dire che non ci si capisce niente è una cosa che tanti vogliono evitare a tutti i costi.
Ma è una situazione molto complessa di cui non solo non abbiamo a disposizione tutti gli elementi necessari per dominare l’argomento, ma dovremmo proprio studiare. Ma studiare e contemporaneamente vivere una vita adulta è molto, molto difficile.
Riconoscere di non avere sufficienti conoscenze e di non capire tutto è essenziale, ma passi se non lo facciamo noi. Il fatto è che sembra che anche negli strati "superiori" sia venuto a mancare lo studio; mi riferisco ai funzionari di stato. I politici fanno la facciata, ma dietro dovrebbero esserci funzionari preparati, con conoscenza dei territori, visione. Io inizio ad avere dei dubbi su tutti questi strati.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non so... forse sono io che semplifico troppo ma a me sembra piuttosto semplice: dopo la seconda guerra mondiale il mondo è stato attraversato da un brivido di orrore e sulla scia della tragedia e della distruzione ha provato a cercare di archiviare il vecchio paradigma in cui il più forte mena e prende quel che vuole, che è come il mondo funzionava fino a quel momento.

Si è provato a prendere la via del dialogo e della concertazione.

Via via che il tempo è passato, che il ricordo dell'orrore si è affievolito, che la memoria storica si è sbiadita, gli atteggiamenti "muscolari" hanno ripreso vigore. Hanno iniziato prima le nazioni che hanno vissuto meno sulla loro pelle gli orrori e la distruzione, avendo meno contezza di quel che è stato: il tempo necesario a calarsi di nuovo nel paradigma della muscolarità è direttamente proporzionale alla distruzione subita e all'orrore vissuto in prima persona durante la guerra.
In questo gli Stati Uniti sono stati in prima fila e ormai da anni sono assolutamente "leader". Inizialmente, cercavano di mettere ipocritamente un pannicello di condivisione alle loro azioni (cfr. Iraq), adesso hanno perso ogni pudore, avendo un capo senza pudore che invidia i monarchi assoluti.
Ricordiamoci che Spielberg ha detto che ha prodotto Salvate il soldato Ryan perché i giovani americani del 98 (figuriamoci ora e pure i giovani europei) non sapevano nulla della Seconda guerra mondiale.
Io credo che nessuno ora ricordi che è stato distrutto l’Iraq per le armi di distruzione di massa che non c’erano.
 
Top