Una storia come tante

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Un_fiordiloto

Utente di lunga data
:up:

Penso che non lo giustificherai mai.

Altra cosa e' scegliere di restare insieme per tantissimi motivi.

Impensabile confrontare un matrimonio e decenni insieme ad una relazione saltuaria.

Ci avrei messo 5 minuti a sbatterlo fuori senza figli e matrimonio trentennale alle spalle e, problemi economici inerenti.

purtroppo, anche se i peggiori sono i primi mesi, il ricordo sara' eterno. Fara' meno male ma sara' sempre li a ricordare che lo ha fatto, che ne e' stato capace, che si e' dimenticato di te per un periodo, che ti mentiva.



Tutto questo impedisce di amare come prima, si diventa egoisti, come lo sono stati loro. Noi pero' abbiamo il diritto di esserlo e di dirlo.

Si torna a stare bene, benissimo, non per loro. Per noi, per i nostri figli, per i nostri amici, per la vita in se.

Tradotto, che tu ci sia o meno io vivo e bene, comunque.
neretto : per forza di cose, impossibile :up:

penso anch'io che sia impossibile scordarlo. Peccato che non si possano resettare certi avvenimenti devastanti della nostra vita.
Che tu ci sia o meno io vivo e bene, comunque : presuppone che non ci sia la voglia di ricucire il rapporto.. significa che si accetta una convivenza pacifica.. non è quello che voglio...
 

Un_fiordiloto

Utente di lunga data
A pieno difficile che lo capisca ma glielo devi dire, spiegare ciò che provi....sennò ai suoi occhi apparirai come unache fa drammi senza motivo, che soffre mentre "ha vinto" lei....solo così potete approfondire veramente, comunicando
Grazie Erato'
Si, io mi sforzo di spiegare quello che provo.
Non sono una che fa drammi senza motivo, lui lo sa. Sono sempre stata equilibrata, solare. Certo, il dialogo non deve mancare, questo l'ho messo nelle mie "nuove" priorità.
 

disincantata

Utente di lunga data
neretto : per forza di cose, impossibile :up:

penso anch'io che sia impossibile scordarlo. Peccato che non si possano resettare certi avvenimenti devastanti della nostra vita.
Che tu ci sia o meno io vivo e bene, comunque : presuppone che non ci sia la voglia di ricucire il rapporto.. significa che si accetta una convivenza pacifica.. non è quello che voglio...
Dipende. Per me significa che lui e' stato capace di tradirmi per cinque anni. Che non posso appunto cancellare il passato. Che anche se adesso tutto va bene questo e'.

Non e' questione di convivenza pacifica, noi non abbiamo mai litigato, bomba a parte, dove litigavo solo io e lui taceva.

A parole mi ama, a fatti mi vizia, mi aiuta, mi coccola, ma questo non toglie che abbia tradito.

tieni conto che io e lui abbiamo 61 anni.

Se dimenticare non si puo' che si fa?

O sì lascia o ci si convive. Io cerco di viverla al meglio. Perdonare mai e poi mai. Impossibile. Pero' non pesa piu' come i primi mesi.
Mio marito pero', almeno il post tradimento lo ha gestito bene, non si e' mai sognato di trovarsi una scusante o addebitarmi qualcosa, anzi, tutt'altro.

Conoscendomi sapeva che non sono tipo da mendicare niente e che lo avrei mandato via all'istante.

Io non gli ho certo risparmiato niente di niente dopo. E' stato male, molto male, in certi momenti piu' di me.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho letto che il tradimento è paragonabile ad un lutto, e l'iter di accettazione/superamento, è simile.
Eppure il lutto ci priva di una persona per sempre...forse dopo un tradimento "perdiamo" quella persona che avevamo accanto, perché di certo non potrà mai più essere quella di prima, e nemmeno noi..
A secondo del tipo di tradimento può morire la relazione che credevamo di avere, noi stessi come eravamo prima del tradimento e essere violentata la nostra vita precedente.
Altroché se è un lutto.
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

quello che incide tanto nell'elaborazione è, come viene concepito il tradimento.


sienne
 

Palladiano

utente d'altri tempi
Per me sbagli e alla grande.
Lui DEVE capire come stai. Lo dovrebbe capire se si trattasse di una delusione lavorativa, ancor più deve capirlo perché ne è stato lui la causa.
Tu ti fai carico di perdonare e ti colpevolizzi di non riuscirci con l'atteggiamento di chi non riesce a compiere un dovere.
Io credo che nella vita ci siano modi diversi di reagire alle batoste una è quella della tristezza e un'altra quella della rabbia.
Reagire solo con uno di questi sentimenti penso che sia sbagliato.
Tu la rabbia la reprimi e così implodi.
Quotissimo
 

Apollonia

Utente di lunga data
Si, ho riflettuto anche su questo aspetto... ma credo che per me sia ancora presto, per riuscire ad elaborare questi concetti.
grazie di cuore Apollonia
Si, decisamente si. Però ogni tanto pensaci...
 

Apollonia

Utente di lunga data
Ho parlato della rabbia perché non è il mio modo spontaneo di reagire, il mio modo spontaneo è il dolore e la tristezza.
Ho imparato che la rabbia dà invece una grande energia, forza e autostima.
Per indole o educazione succede più spesso alle donne di non riuscire a sentire ed esprimere la rabbia e di tendere più a colpevolizzarsi e di domandarsi in quale modo si è potuto essere causa di quanto è successo.
E' un retaggio antico quello che porta a domandarsi se non si ha provocato la violenza o se non si è state abbastanza, per qualche aspetto, per "tenersi il marito".
Anche qui a volte escono in controluce, quando non esplicitamente, pensieri del genere.
Io credo che sia sbagliato perché, in qualunque situazione ci si trovi, si può sempre ed è doveroso esprimere l'insoddisfazione e non agirla come fanno bambini e adolescenti.
Per me è il minimo che è dovuto a chi condivide la vita.
Ma se non si ha questo chiaro pensiero scatta subito l'auto-colpevolizzazione che finisce per essere più del tradito che del traditore.
Se il traditore, come spesso avviene, si è già creato proprie spiegazioni e giustificazioni, reagirà pretendendo perdono ed oblio perché si sentirà quello che in fondo aveva le sue buone ragioni.
In termini più semplici si finisce "cornuti e mazziati" :carneval:
Quoto, e non posso darti verde!
 

Apollonia

Utente di lunga data
Ho letto che il tradimento è paragonabile ad un lutto, e l'iter di accettazione/superamento, è simile.
Eppure il lutto ci priva di una persona per sempre...forse dopo un tradimento "perdiamo" quella persona che avevamo accanto, perché di certo non potrà mai più essere quella di prima, e nemmeno noi..
Esatto! Lui non sarà più il LUI, ma sarà un uomo con le sue debolezze, e tu sarai una donna estremamente più forte di prima. Diventerai una roccia, prima di quelle che si sbriciolano, poi, a poco apoco diventerai granitica.
Se leggerai il libro di Recalciati, troverai questa similitudine del lutto spiegata molto bene.
 

Apollonia

Utente di lunga data
neretto : per forza di cose, impossibile :up:

penso anch'io che sia impossibile scordarlo. Peccato che non si possano resettare certi avvenimenti devastanti della nostra vita.
Che tu ci sia o meno io vivo e bene, comunque : presuppone che non ci sia la voglia di ricucire il rapporto.. significa che si accetta una convivenza pacifica.. non è quello che voglio...
No, non si possono dimenticare. Così come non si possono dimenticare altre cose.
Ma prova a pensarci. Se pensi all'evento X doloroso dela tua vita, senti lo stesso dolore di quando è successo? No. È molto sfumato ora rispetto ad allora. E credo che succederà lo stesso con il tradimento. Il tempo è un gran dottore, si dice. Sarà retorico, ma è cosi. Quanto tempo? Non è dato di sapere prima, purtroppo.

Neretto : invece qui sta la chiave di volta per superare. Tu devi stare bene A PRESCINDERE da lui. Ci ho messo un sacco di tempo a capire questo. Non ti dico le 'sgridate' della psicologa, ma alla fine è arrivata da sola, questa consapevolezza. Che non vuol dire non star bene con l'altro o non voler ricucire. Significa star bene con se stesse. Ri-centrarsi.
Significa sè-pararsi. Cioè proteggere il sè.
Ma sono sicura che c'è la farai.
Ti abbraccio!
 

Apollonia

Utente di lunga data
Dipende. Per me significa che lui e' stato capace di tradirmi per cinque anni. Che non posso appunto cancellare il passato. Che anche se adesso tutto va bene questo e'.

Non e' questione di convivenza pacifica, noi non abbiamo mai litigato, bomba a parte, dove litigavo solo io e lui taceva.

A parole mi ama, a fatti mi vizia, mi aiuta, mi coccola, ma questo non toglie che abbia tradito.

tieni conto che io e lui abbiamo 61 anni.

Se dimenticare non si puo' che si fa?

O sì lascia o ci si convive. Io cerco di viverla al meglio. Perdonare mai e poi mai. Impossibile. Pero' non pesa piu' come i primi mesi.
Mio marito pero', almeno il post tradimento lo ha gestito bene, non si e' mai sognato di trovarsi una scusante o addebitarmi qualcosa, anzi, tutt'altro.


Conoscendomi sapeva che non sono tipo da mendicare niente e che lo avrei mandato via all'istante.

Io non gli ho certo risparmiato niente di niente dopo. E' stato male, molto male, in certi momenti piu' di me.
Brava, brava, brava!
 

Apollonia

Utente di lunga data
Grazie. Nella vita meglio accontentarsi.
Si, bisogna godere della cose che la vita ci offre. Prendere il meglio da ogni situazione. Ma l'ho capito adesso, dopo anni, anni, e anni di seghe mentali!
 

Un_fiordiloto

Utente di lunga data
Ho parlato della rabbia perché non è il mio modo spontaneo di reagire, il mio modo spontaneo è il dolore e la tristezza.
Ho imparato che la rabbia dà invece una grande energia, forza e autostima.
Per indole o educazione succede più spesso alle donne di non riuscire a sentire ed esprimere la rabbia e di tendere più a colpevolizzarsi e di domandarsi in quale modo si è potuto essere causa di quanto è successo.
E' un retaggio antico quello che porta a domandarsi se non si ha provocato la violenza o se non si è state abbastanza, per qualche aspetto, per "tenersi il marito".
Anche qui a volte escono in controluce, quando non esplicitamente, pensieri del genere.
Io credo che sia sbagliato perché, in qualunque situazione ci si trovi, si può sempre ed è doveroso esprimere l'insoddisfazione e non agirla come fanno bambini e adolescenti.
Per me è il minimo che è dovuto a chi condivide la vita.
Ma se non si ha questo chiaro pensiero scatta subito l'auto-colpevolizzazione che finisce per essere più del tradito che del traditore.
Se il traditore, come spesso avviene, si è già creato proprie spiegazioni e giustificazioni, reagirà pretendendo perdono ed oblio perché si sentirà quello che in fondo aveva le sue buone ragioni.
In termini più semplici si finisce "cornuti e mazziati" :carneval:
Sono d'accordo con te, quando parli della rabbia. Come ho scritto prima non è un sentimento che allo stato attuale predomina. Peccato, forse starei meglio. Ma è un fatto credo, culturale/caratteriale. Così quello di farsi sempre carico dei problemi degli altri : figli, genitori, amici.
In ogni caso, ritengo di essere in grado di manifestare la mia insoddisfazione, di certo non mi voglio auto-colpevolizzare.
 

Un_fiordiloto

Utente di lunga data
Esatto! Lui non sarà più il LUI, ma sarà un uomo con le sue debolezze, e tu sarai una donna estremamente più forte di prima. Diventerai una roccia, prima di quelle che si sbriciolano, poi, a poco apoco diventerai granitica.
Se leggerai il libro di Recalciati, troverai questa similitudine del lutto spiegata molto bene.
:up:... sarò l'Everest!
il libro di Recalciati che citi è : Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa ?
 

Un_fiordiloto

Utente di lunga data
No, non si possono dimenticare. Così come non si possono dimenticare altre cose.
Ma prova a pensarci. Se pensi all'evento X doloroso dela tua vita, senti lo stesso dolore di quando è successo? No. È molto sfumato ora rispetto ad allora. E credo che succederà lo stesso con il tradimento. Il tempo è un gran dottore, si dice. Sarà retorico, ma è cosi. Quanto tempo? Non è dato di sapere prima, purtroppo.

Neretto : invece qui sta la chiave di volta per superare. Tu devi stare bene A PRESCINDERE da lui. Ci ho messo un sacco di tempo a capire questo. Non ti dico le 'sgridate' della psicologa, ma alla fine è arrivata da sola, questa consapevolezza. Che non vuol dire non star bene con l'altro o non voler ricucire. Significa star bene con se stesse. Ri-centrarsi.
Significa sè-pararsi. Cioè proteggere il sè.
Ma sono sicura che c'è la farai.
Ti abbraccio!
Certo, il tempo è un ottimo alleato. Occorre solo aver pazienza.
e soprattutto, star bene...a prescindere da lui. Questo è il primo punto su cui lavorare.
Ri-centrarsi ! :)
un abbraccio a te;)
 

Divì

Utente senza meta
:up:... sarò l'Everest!
il libro di Recalciati che citi è : Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa ?
Ciao,

il libro è quello, vedo poi che tu citi Risè nella tua firma. Niente male, lo conosco personalmente.

Junghiano, come Recalcati.

Condivido con te il senso di disagio di dover convivere con l'idea di essere stata, nella migliore delle ipotesi una volta sola, "cornuta", e che questo non cambierà mai e non potrà mai essere cancellato nemmeno in un percorso di rinascita.

Ma - come dice Recalcati - niente è più come prima, ma può essere anche meglio.

Dal mio piccolo osservatorio, oggi la quantità di felicità circolante tende ad aumentare e la qualità del nostro rapporto è decisamente migliorata.

Perché non si tradisce se va tutto bene. E - come ho imparato - a volte il tradimento segna la fine di un amore, ma a volte segna l'inizio di un amore vero, sulle macerie di un'illusione.
 

Sbriciolata

Escluso
Una punta di "bestialità" è vero che può essere rimasta attaccata addosso a noi uomini. Sarebbe quello che prosaicamente intendiamo dire quando sosteniamo che per l'uomo il sesso è questione più fisica che mentale. (Che poi su questo io dissento perché dico che l'impulso iniziale è più fisico ma poi l'atto è molto mentale almeno per me). Sul resto fantastica spero che tu abbia torto perché è avvilente. Pensare che una donna consideri il marito un figlio maggiore presuppone a mio modo di vedere che il suddetto marito abbia fatto annegare il rapporto di coppia. Se un uomo fa sentire la propria donna desiderata e amata non dovrebbe succedere che diventi un surrogato o peggio un portafogli più o meno gonfio
Mi allaccio a questo post ed ad altri per dire una paio di cose.
Ci sono diversi aspetti della sessualità che bisogna tenere in conto.
Uno di questi aspetti è l'educazione.
L'educazione che viene data rispetto al sesso, almeno in Italia, ma tanto qui siamo, è genericamente assai diversa per l'uomo rispetto alla donna.
Parliamo fuori dai denti e tiriamo pure fuori un po' di quei luoghi comuni che tutti disprezzano ma da cui spesso siamo condizionati:
All'uomo viene generalmente insegnato che, rifiutando un rapporto sessuale proposto dalla donna, fa la figura dell'impotente o può essere ritenuto omosessuale.
Se l'uomo non ci prova con la donna, questa subito pensa di non piacergli, perchè GLI UOMINI CI PROVANO SEMPRE CON TUTTE, tranne che con quelle davvero poco avvenenti.
Se invece è la donna a rifiutare un rapporto sessuale, questo accresce la stima che ha l'uomo in lei.
Perchè sta dimostrando di essere una donna di specchiata moralità.
Se invece te la molla subito è una poco di buono.
Queste le regole che valgono prima del matrimonio.
Cosa succede dopo?
Tana liberi tutti perchè il sacro vincolo legittima la copula, verrebbe fatto di pensare...
e invece no.
I condizionamenti sono tutti ancora lì.
Quindi l'uomo è una BBBBestia e la donna ha da essere angelicata poichè essa è Madre e deve rappresentare la purezza.
Ora, sembra un'esagerazione... invece: io ho parlato con tante donne e il succo è spesso quello.
L'uomo ha desiderio sessuale a prescindere e la moglie è quella con cui si congiunge perchè così si deve o non ha di meglio.
La moglie inoltre... con il passare degli anni si sente spesso meno sicura della propria avvenenza e timorosa, scettica a volte, del fatto che il marito provi desiderio SPECIFICATAMENTE di lei.
Insomma, dopo che un uomo ti ha visto in travaglio o con la sindrome influenzale o con la gastroenterite, non può mica vederti come un tempo... non sei più ai suoi occhi la bella fanciulla che usciva la sera con lui sempre al massimo della forma.
Però sei diventata Madre e Moglie, una figura che, pur avendo perso gli aspetti intriganti della gioventù... ha un ruolo assolutamente centrale nella famiglia, talmente importante che l'altro viene a cadere come una foglia in autunno.
Del resto quel ruolo ha fatto il suo tempo a primavera, epoca di corteggiamento, e avvicinato a quello attuale pare anche fuori luogo.
Lontana l'idea che il marito possa desiderarla e patire della mancanza di reciprocità in quanto mancanza di amore.
A leggere così pare una somma di stronzate eppure... sono il sunto di confidenze, parole, voci... perchè del sesso si parla spesso più fuori che dentro il matrimonio.
E' chiaro come la somma di tutte queste cose non dette, allontani dall'atto sessuale.
L'uomo d'altro canto vive questa fase della vita diversamente.
La moglie non è più la ragazza da sedurre, ma quella che, (tanto brava donna, eh?) non te la da più.
Ecco... solo che fin qui si è parlato di sesso.
E se si parlasse anche di amore?
 
Stato
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