Una storia come tante, ma purtroppo è la mia
Bene, stavolta mi sono decisa. Mi sono registrata, mi metto a nudo completamente, con tutto quello che comporterà... Vi leggo da mesi, ad alcuni di voi quasi quasi un po’ sento di “conoscerli”. Questo mi renderà ancora più pesanti da digerire i commenti negativi che inevitabilmente ci saranno. Ma in fondo la mia è solo una storia come tante... Vi leggo da quando ho compiuto il mio primo passo falso, fine novembre, qui in questo paese che non mi appartiene, nelle mie serate solitarie, purtroppo non avevo altra scelta: o facevo le valigie e mi trasferivo o niente stipendio. Secondo voi cosa avrei dovuto fare?! E l’ho fatto, ho chiuso lasciato la mia vita e mi sono trasferita qui. Ho lasciato la mia casa, mio fratello, il mio mare, i miei pochissimi punti di riferimento, e soprattutto, ho lasciato il mio amore. LUI, la persona che mi ha trattata meglio in tutta la mia complicata vita, che ha curato con la sua dolcezza e la tenerezza tutte le ferite che la vita mi ha inflitto.
Qui in questo assurdo paese di mille abitanti, soffocato dalle montagne, lontano dal mio amato mare, ho fatto una cosa che credevo impossibile, ho tradito l’unica cosa bella che ho, il mio amore.
La cosa assurda, al limite della follia, è che io sono sempre stata solo con uomini più grandi, non mi sono mai mancati i corteggiatori, ho avuto le mie storie, più o meno lunghe, ma sempre e solo uomini più grandi di me, anche il mio fidanzato ha un bel po’ di anni più di me. E così mi piace. Qui invece, per puro caso ho stretto amicizia con un ragazzo più giovane, molto più giovane, che mi ha fatto provare delle “cose” diverse. All’amicizia sono ovviamente subentrati degli approcci fisici, anche perché lui sembrava davvero “stregato” da me, totalmente, dimostrava una passione e un desiderio che raramente mi ero sentita addosso, in quelle proporzioni immani. Nonostante tutto, grazie alla mia forza di volontà e a quel profondo senso di lealtà che ho verso chi sta al mio fianco (sebbene distante fisicamente, dall’altra parte dell’talia, spesso non riusciamo a vederci anche per più di due mesi) ho avuto la decenza di non avere mai un vero rapporto fisico con lui, ma cmq ci sono stati, baci, carezze, emozioni, sensazioni, tante cose. In un certo senso il sentirmi voluta da lui confermava la mia esistenza, mi faceva sentire viva. So bene di essere una persona con un patologico bisogno d’affetto e di relazionarmi in modo poco equilibrato con le persone, non solo con gli uomini. In tutti questi mesi non ho mai pensato di voler lasciare il mio fidanzato, anzi ho fatto il possibile per curare il nostro rapporto, per quanto possibile a centinaia di km di distanza. Utilizzavo l’energia che ricevevo da quelle “emozioni” per tenere duro qui da sola e soprattutto per sentirmi più vicina alla mia vita vera, quella che mi attende a casa, nella mia casa, nel mio paese, che riavrò tra altri 3 mesi di pazienza. Non ho mai smesso di amare neppure per un secondo il mio fidanzato, MA ho avuto bisogno di vivermi questa parentesi, che non so ancora definire errore o arricchimento della mia vita. Come può essere? Non mi manca nulla all’interno del mio rapporto, ma a distanza non sono stata capace di starmene un po’ da sola, ho avuto bisogno di trovarmi una situazione di sopravvivenza, palesemente senza futuro, per quanto piacevole. Non è stato un discorso di sesso, anche perché non c’è mai stato del sesso vero, ma non è meno grave. Anzi, credo che sia più grave trovare affetto, complicità, spensieratezza con una persona, piuttosto che limitarsi al sesso e basta. La cosa più grave è che lui mi ha fatta sentire giovane, adolescente quasi, come io non sono mai potuta essere, perché la vita non ha voluto che io lo fossi.
Chiudo qui. Non ho spiegato neppure il 30% di ciò che ho nella mia testa, ma in sintesi è questo ciò che è avvenuto. Ciò su cui rifletto. Come è potuto accadere?
Vi assicuro che mi riesce molto difficile qui adesso scrivervi queste cose, è la prima volta che scrivo in un forum, ma era da tanto che volevo dividere il mio tormento con Voi, chissà perché?! Forse è troppo solo per me.
Un saluto a tutti.
Isola
Bene, stavolta mi sono decisa. Mi sono registrata, mi metto a nudo completamente, con tutto quello che comporterà... Vi leggo da mesi, ad alcuni di voi quasi quasi un po’ sento di “conoscerli”. Questo mi renderà ancora più pesanti da digerire i commenti negativi che inevitabilmente ci saranno. Ma in fondo la mia è solo una storia come tante... Vi leggo da quando ho compiuto il mio primo passo falso, fine novembre, qui in questo paese che non mi appartiene, nelle mie serate solitarie, purtroppo non avevo altra scelta: o facevo le valigie e mi trasferivo o niente stipendio. Secondo voi cosa avrei dovuto fare?! E l’ho fatto, ho chiuso lasciato la mia vita e mi sono trasferita qui. Ho lasciato la mia casa, mio fratello, il mio mare, i miei pochissimi punti di riferimento, e soprattutto, ho lasciato il mio amore. LUI, la persona che mi ha trattata meglio in tutta la mia complicata vita, che ha curato con la sua dolcezza e la tenerezza tutte le ferite che la vita mi ha inflitto.
Qui in questo assurdo paese di mille abitanti, soffocato dalle montagne, lontano dal mio amato mare, ho fatto una cosa che credevo impossibile, ho tradito l’unica cosa bella che ho, il mio amore.
La cosa assurda, al limite della follia, è che io sono sempre stata solo con uomini più grandi, non mi sono mai mancati i corteggiatori, ho avuto le mie storie, più o meno lunghe, ma sempre e solo uomini più grandi di me, anche il mio fidanzato ha un bel po’ di anni più di me. E così mi piace. Qui invece, per puro caso ho stretto amicizia con un ragazzo più giovane, molto più giovane, che mi ha fatto provare delle “cose” diverse. All’amicizia sono ovviamente subentrati degli approcci fisici, anche perché lui sembrava davvero “stregato” da me, totalmente, dimostrava una passione e un desiderio che raramente mi ero sentita addosso, in quelle proporzioni immani. Nonostante tutto, grazie alla mia forza di volontà e a quel profondo senso di lealtà che ho verso chi sta al mio fianco (sebbene distante fisicamente, dall’altra parte dell’talia, spesso non riusciamo a vederci anche per più di due mesi) ho avuto la decenza di non avere mai un vero rapporto fisico con lui, ma cmq ci sono stati, baci, carezze, emozioni, sensazioni, tante cose. In un certo senso il sentirmi voluta da lui confermava la mia esistenza, mi faceva sentire viva. So bene di essere una persona con un patologico bisogno d’affetto e di relazionarmi in modo poco equilibrato con le persone, non solo con gli uomini. In tutti questi mesi non ho mai pensato di voler lasciare il mio fidanzato, anzi ho fatto il possibile per curare il nostro rapporto, per quanto possibile a centinaia di km di distanza. Utilizzavo l’energia che ricevevo da quelle “emozioni” per tenere duro qui da sola e soprattutto per sentirmi più vicina alla mia vita vera, quella che mi attende a casa, nella mia casa, nel mio paese, che riavrò tra altri 3 mesi di pazienza. Non ho mai smesso di amare neppure per un secondo il mio fidanzato, MA ho avuto bisogno di vivermi questa parentesi, che non so ancora definire errore o arricchimento della mia vita. Come può essere? Non mi manca nulla all’interno del mio rapporto, ma a distanza non sono stata capace di starmene un po’ da sola, ho avuto bisogno di trovarmi una situazione di sopravvivenza, palesemente senza futuro, per quanto piacevole. Non è stato un discorso di sesso, anche perché non c’è mai stato del sesso vero, ma non è meno grave. Anzi, credo che sia più grave trovare affetto, complicità, spensieratezza con una persona, piuttosto che limitarsi al sesso e basta. La cosa più grave è che lui mi ha fatta sentire giovane, adolescente quasi, come io non sono mai potuta essere, perché la vita non ha voluto che io lo fossi.
Chiudo qui. Non ho spiegato neppure il 30% di ciò che ho nella mia testa, ma in sintesi è questo ciò che è avvenuto. Ciò su cui rifletto. Come è potuto accadere?
Vi assicuro che mi riesce molto difficile qui adesso scrivervi queste cose, è la prima volta che scrivo in un forum, ma era da tanto che volevo dividere il mio tormento con Voi, chissà perché?! Forse è troppo solo per me.
Un saluto a tutti.
Isola