Una persona dal passato

Brunetta

Utente di lunga data
Instaurandosi in persone predisposte, se tu non lo sei non puoi dire all'altro che è questione di volontà. Altrimenti non sarebbe un discorso di tendenza e di predisposizione ma solo di scelta. Invece non è solo una questione di scelta.
Non è obbligatorio mettersi nei panni degli altri se non la si vuole pensare diversamente da come si è.
Sicuramente la predisposizione non è una sentenza a vita e si può sempre imparare dagli errori.
Ho partecipato a molte discussioni in cui ero io che sostenevo che essere grassi spesso non è una questione di pigrizia e di volontà perché esistono i disturbi del comportamento alimentare. Ugualmente non direi a un alcolista che deve sforzarsi di non bere. Poi qui è proibito pure dire che l’alcol fa male…
Ma se si vede che una relazione nella fase iniziale ci attrae perché siamo predisposti a una dipendenza, con modalità potenzialmente distruttive, ribadisco che si può usare la volontà .
Dopo è più difficile.
L’esempio semplificante della nutella vedo che è stato fuorviante.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Tu credi nella figura della o dello "sfasciafamiglie"?
Io non ci ho mai creduto tanto.
Lo o la sfasciafamiglie senza l'attiva collaborazione dell'altra parte non riuscirebbe a sfasciare niente.
Ovvio che la responsabilità finale è di chi è impegnato: è lui o lei che decide cosa fare, nessuno viene ipnotizzato.
Però dire che la terza persona non abbia alcun ruolo mi sembra altrettanto poco realistico.
Perché la verità è che moltissimi matrimoni vanno avanti per anni in un equilibrio magari mediocre, magari stanco, magari pieno di crepe, ma comunque stabile. Se quella persona esterna non comparisse, molto probabilmente continuerebbero ad andare avanti così ancora a lungo.
Quindi sì, la decisione finale la prende chi tradisce, ma la presenza dell’altro o dell’altra resta comunque un fattore determinante. Negarlo mi sembra un modo comodo di lavarsi le mani.
 

Nicky

Utente di lunga data
Ma se si vede che una relazione nella fase iniziale ci attrae perché siamo predisposti a una dipendenza, con modalità potenzialmente distruttive, ribadisco che si può usare la volontà .
Dopo è più difficile.
L’esempio semplificante della nutella vedo che è stato fuorviante.
Ma se uno lo vede, non ha nessuna predisposizione. Non sono cose di cui si è consapevoli.
 

Nicky

Utente di lunga data
Capisco quello che vuoi dire, e infatti secondo me hai ragione quando dici che la confidenza è una forma di intimità persino più compromettente del sesso.

Però, almeno per come la vivo io, il fatto di avere una grande confidenza con una persona, di farci sesso, di farla diventare (anche, in parte) uno sfogatoio emotivo, non implica automaticamente il desiderio di fare un salto di categoria.

Per me, molto banalmente, esistono almeno tre livelli diversi.

C’è quella che ti fa perdere completamente la testa. Quella rara, ingestibile, che ti sposta gli equilibri, ti entra sotto pelle e ti altera pure la percezione delle cose. A me è successo in passato, e dubito sinceramente che ricapiterà ancora così forte.
E sinceramente non me lo auguro neanche.

Poi c’è quella con cui staresti volentieri davvero. Una relazione serena, piena, concreta. Ti piace parecchio, la scegli senza fatica, ci costruiresti qualcosa senza vivere tutto come un’esplosione nucleare emotiva.

E poi c’è un terzo caso, che è quello di cui parliamo qui. Una persona con cui stai bene, fai sesso volentieri, parli, ti apri anche, condividi pezzi di vita e magari certe sere ci stai pure benissimo. Però non basta comunque a farti desiderare altro. Non perché sia 'meno', ma perché semplicemente non senti quel tipo di spinta.

E credo che la prova più onesta sia questa: se finisse domani, mi dispiacerebbe umanamente, certo, ma non mi cambierebbe la vita. Non mi cambierebbe nulla.

Quindi sì, magari in astratto 'in un’altra vita' potrebbe anche esistere un altro scenario. Ma la vita è questa, non ce n’è un’altra. E dentro questa vita ci sono anche le responsabilità, i tempi, le storie precedenti, una figlia di mezzo, e soprattutto quello che uno sente davvero.

Perché alcune persone diventano luoghi in cui stai bene senza per questo trasformarsi in posti in cui vuoi restare per sempre.
Non so, secondo me conta più come siamo noi, rispetto a come sono le persone che incontriamo.
 

Martina Bianchi

Utente di lunga data
Ho partecipato a molte discussioni in cui ero io che sostenevo che essere grassi spesso non è una questione di pigrizia e di volontà perché esistono i disturbi del comportamento alimentare. Ugualmente non direi a un alcolista che deve sforzarsi di non bere. Poi qui è proibito pure dire che l’alcol fa male…
Ma se si vede che una relazione nella fase iniziale ci attrae perché siamo predisposti a una dipendenza, con modalità potenzialmente distruttive, ribadisco che si può usare la volontà .
Dopo è più difficile.
L’esempio semplificante della nutella vedo che è stato fuorviante.
Penso che chi è consapevole è perchè ha già lavorato su se stesso, dopo che si è ritrovato inconsapevolmente in certe dinamiche.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data

Nicky

Utente di lunga data
La scrivente lo vede.
Infatti ha detto che per lei, che ha difficoltà ad allontanarsi da situazioni o persone anche nel momento in cui sente un disagio, avere la possibilità di un contatto continuo rappresenta un problema in più da gestire, perchè deve fare anche lo sforzo di non andare sui social a vedere dove sono o mandare l'ennesimo messaggio di botta e risposta.
L'impossibilità di avere un facile contatto non toglierebbe il disagio, ma faciliterebbe quella distanza che aiuta a "calmarsi".
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Infatti ha detto che per lei, che ha difficoltà ad allontanarsi da situazioni o persone anche nel momento in cui sente un disagio, avere la possibilità di un contatto continuo rappresenta un problema in più da gestire, perchè deve fare anche lo sforzo di non andare sui social a vedere dove sono o mandare l'ennesimo messaggio di botta e risposta.
L'impossibilità di avere un facile contatto non toglierebbe il disagio, ma faciliterebbe quella distanza che aiuta a "calmarsi".
Sta cosa sta diventando una polemica con me, più che una vicinanza a chi l’ha chiesta.
A me sembra consolare un obeso dicendo che è vero che il cheese burger è irresistibile.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sta cosa sta diventando una polemica con me, più che una vicinanza a chi l’ha chiesta.
A me sembra consolare un obeso dicendo che è vero che il cheese burger è irresistibile.
Caro ciccione, il cheeseburger è irresistibile, ma non te lo puoi mangiare, perché altrimenti chiamo il dottor Nowzaradan. :LOL:
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ma quale polemica con te.
E comunque è il contrario, il senso è che il cheese burger è pericoloso. Il telefono se stai cosi lo devi mettere in un cassetto chiuso.
Poi tu che sei peccatrice, figuriamoci se non cadi in tentazione
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Sta cosa sta diventando una polemica con me, più che una vicinanza a chi l’ha chiesta.
A me sembra consolare un obeso dicendo che è vero che il cheese burger è irresistibile.
Se non ricordo male il primo che si è posto un problema simile fu proprio Adamo in persona, il quale, quando Iddio voleva sapere della mela che gli avevano rubato gli disse "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato.".. Astuto.. Ma non ha funzionato mi pare..
 
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