Un dolore che non passa mai si gestisce meglio se diventa fisico

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Sbriciolata

Escluso
eccomi

oggi ho un piccolo spazio per me.

vi ringrazio per gli incitamenti a non scomparire. tuttavia, per mia scelta personale, quando sono al lavoro, lavoro ed evito di distrarmi su internet (con tanto di software che blocca l'accesso ai siti "distraenti"). Quando sono in giro, per la salute mentale dei miei occhi, evito di usare internet sul telefono. Senza contare che scrivere un post dallo smartphone mi prenderebbe una settimana.

ho letto velocemente le altre pagine del post.

Ora, io non conosco la storia di Diletta, ma mi pare, per riassumerla in breve, che abbia trovato conforto al dolore provocato dal tradimento del compagno/marito nella religione (cattolica, se non sbaglio...o cmq cristiana..). Qual è il problema?
C'è chi lenisce il dolore trovandosi 4 scopamici , 3 dei quali magari sposati a loro volta, 2 con figli e 1 al primo tradimento. E chi si rifugia nella religione. Almeno non fa del male a nessuno, mi pare.
Certo, parlo io mi sono slogata un polso, ufficialmente scivolando per la scale.

E per quanto riguarda il sentirsi migliori.....be', ma non si dice che il tradito ha la responsabilità del tradimento, ma non ha colpe perchè l'atto dipende da una libera scelta dei due cala-mutande? Se io non ho colpe, e tu invece ne hai, non prendiamoci in giro, su questo io sono migliore di te: per fortezza d'animo, per senso di responsabilità, per capacità di gestire istinti ormonali, per rispetto di me stessa e del genere umano, ecc ecc ecc...Su altre cose, tu sarai migliore di me. Paradossalmente puoi essere migliore di me persino nella capacità di gesitre il rapporto e di sopportare la mia reazione al tuo comportamento. Il fatto che io mi ritenga migliore di te, non significa che io ti disprezzi tout-court e che ti tenga al mio fianco solo perchè così nel paragone, mi sento figa. Io disprezzo un tuo comportamento. E a dirla tutta, io -nel mio caso specifico- non solo non mi sento figa, mi sento pure un'idiota perchè non ti ho mandato dove ti avrei dovuto mandare quando lo avrei dovuto fare.

E per quanto riguarda la cala-mutande terza...di lei, sì, lo posso proprio dire: mi sento migliore tout-court (oh che boria, oh che presunzione!) perchè l'unico suo aspetto che io conosco è appunto quello di cala-mutande, di fracca-maroni e di scarica-barili sia nella vita privata che sul lavoro . Inutile dire che non m'interessa conoscere "l'anima bella" ingenuamente illusa e tentata dal ragazzo dolce e gentile che poi le ha spezzato il nobile cu..ore.

Ragazzo dolce e gentile che per me era un uomo più che un ragazzo, ma capisco la differenza di punti di vista..specie quando tu stessa, dall'alto dei tuoi "anta" ti definisci "ragazza". Eh si, io ti ho fatto trovare un uomo, bello, maturo e tutto infiocchettato. Tu mi hai restituito praticamente uno zerbino usato, che va in crisi se sta lontano da me 2 giorni di fila, che non fa una piega se ritardo di 2 ore senza avvisare, che si tira indietro nelle discussioni perchè sa che in ogni caso il colpevole è lui (anche se si sta "discutendo" se a cena sia meglio pasta o verdura). Felice? io no.

Ah, giusto...ma dimenticavo che tu sei un'anima pia e santa: hai voluto dimostrare al mio compagno che la crisi che stava passando con la sua fidanzatina di una vita era solo una cosa da niente, che lui aveva perfettamente ragione quando ti diceva che era innamorato di me...del tipo: "adesso ti dimostro che vi amate ancora! Scopiamo, così poi scoprirai che vuoi lo stesso stare con lei e non con me."


Ma torniamo a me, ora...che pare che sia io la persona più importante in questo momento. Niente di nuovo. Semplicemente, da qualche giorno, quando la rabbia interiore diventa opprimente, esco. La legge m'impedisce di scaricarla sul suo vero oggetto, l'opinione comune mi trattiene dallo scaricarla sempre su me stessa. Quindi esco e cammino, fintanto che mi fanno male le gambe o mi sono calmata. Anche di notte, se necessario.
oh, una donna, in giro di notte da sola! Qualsiasi cosa succeda, se l'è andata a cercare.
Sì, viviamo in una società che fa schifo. Ma questo l'ho già imparato a mie spese 20 anni fa. Poi è arrivata una bella persona, che mi ha portata in braccio per 15 anni, fino a che una stronza non è venuta a fargli il solletico sotto le ascelle, solo perchè le andava di farlo.
Ora come ora, se succede qualcosa, non m'interessa. M'interessa calmarmi quando ne ho bisogno. M'interessa smetterla di pensare al "come sarebbe stato se", ai ricordi del prima, le fantasie del durante, a gente che mi dice "non sarà mai come prima (inteso che sarà peggio), te lo porterai sempre dentro, anche con altre persone, se ne esce solo se si diventa egoisti e si comincia a pensare a se stessi.."
Be', se devo vivere per pensare solo a me stessa, allora posso anche andarmene a fanculo fin da ora. Che cazzo di senso ha? io non sono così, non lo sono mai stata. E se lo devo diventare solo per via di una troia e di un imbecille preferisco andare sotto al primo treno.
Tu mi spaventi.
Nel senso proprio che ho paura PER te.
Continuo a pregarti di farti aiutare, non lo punisci facendoti male tu.
E neanche se qualcun altro fa male a te.
Scordatelo, la responsabile saresti tu, non lui.
E se anche lo facessi sentire in colpa, non servirebbe a nulla.
Ha fatto male a portarti in braccio per 15 anni, doveva farti camminare con le tue gambe, adesso ci riusciresti ancora.
Invece metti sullo stesso piano due cose che sono distinte e non hanno la stessa unità di misura:
la tua vita ed il vostro rapporto.
Guarda che potrebbe, potrebbe, essere che domani tu incontri un uomo, e che di quest'uomo tu ti innamori, e che sia tu a decidere di lasciare lui. Perchè questa è la vita: non sappiamo cosa succederà, non ne abbiamo il controllo edi conseguenza non è proprio tutta nostra, a maggior ragione dobbiamo averne rispetto il più possibile. Pensaci.
 

Sbriciolata

Escluso

newbie

Utente
Tu mi spaventi.
Nel senso proprio che ho paura PER te.
Continuo a pregarti di farti aiutare, non lo punisci facendoti male tu.
E neanche se qualcun altro fa male a te.
Scordatelo, la responsabile saresti tu, non lui.
E se anche lo facessi sentire in colpa, non servirebbe a nulla.
Ha fatto male a portarti in braccio per 15 anni, doveva farti camminare con le tue gambe, adesso ci riusciresti ancora.
Invece metti sullo stesso piano due cose che sono distinte e non hanno la stessa unità di misura:
la tua vita ed il vostro rapporto.
Guarda che potrebbe, potrebbe, essere che domani tu incontri un uomo, e che di quest'uomo tu ti innamori, e che sia tu a decidere di lasciare lui. Perchè questa è la vita: non sappiamo cosa succederà, non ne abbiamo il controllo edi conseguenza non è proprio tutta nostra, a maggior ragione dobbiamo averne rispetto il più possibile. Pensaci.
Non ci si fa del male per punire gli altri. io per lo meno. Nel momento in cui questo male (più o meno estremo) arriva alle persone cui stai a cuore, queste non si sentono in colpa, ma ti odiano, di quell'odio profondo di cui è capace solo chi ti ama..e la frase ricorrente è "perchè non me lo hai detto?" E' un tradimento. Lo so, l'ho vissuto, anche questo.

"mi ha portato in braccio" nel senso che non mi ha mai fatto del male. Non credo tu ritenga che me ne avrebbe dovuto fare. Mi sono espressa male io, scusami.

Domani inconterò un uomo, certo....ma da quanto dice chi ci è passato...non sarà mai restituita l'innocenza del rapporto pulito. Anche con un altro, le strade saranno il sospetto, o il menefreghismo.
E se lo lascerò, spero di non farlo solo per infilarmi sotto altre lenzuola: significherebbe che sto con un uomo (uno qsi) solo per non stare sola.
E se mi avesse lasciata per amore o per disamore, invece che tradita, l'avrei accettato più facilmente. Invece una ha spalancato una finestra e la sua testa ha detto "uh figa facile!"

Se ti invischi in un rapporto per 15 anni e questi 15 anni non sono dai 30 ai 45, quando sei una persona fatta e finita, ma ti accompagna per tutta l'adolescenza e la prima età adulta, nel bene o nel male ti forma ed è dura scinderlo dalla propria vita, e anche dargli un valore diverso.
semplicemente non doveva andare cosi.

grazie
 

ivanl

Utente di lunga data
Tu mi spaventi.
Nel senso proprio che ho paura PER te.
Continuo a pregarti di farti aiutare
, non lo punisci facendoti male tu.
E neanche se qualcun altro fa male a te.
Scordatelo, la responsabile saresti tu, non lui.
E se anche lo facessi sentire in colpa, non servirebbe a nulla.
Ha fatto male a portarti in braccio per 15 anni, doveva farti camminare con le tue gambe, adesso ci riusciresti ancora.
Invece metti sullo stesso piano due cose che sono distinte e non hanno la stessa unità di misura:
la tua vita ed il vostro rapporto.
Guarda che potrebbe, potrebbe, essere che domani tu incontri un uomo, e che di quest'uomo tu ti innamori, e che sia tu a decidere di lasciare lui. Perchè questa è la vita: non sappiamo cosa succederà, non ne abbiamo il controllo edi conseguenza non è proprio tutta nostra, a maggior ragione dobbiamo averne rispetto il più possibile. Pensaci.
ha gia' detto tutto Sbriciolata e bene; ribadisco solo il neretto.
 

Rudra

Impossible Object
Tutto ciò fa schifo e mi fa salire dentro una rabbia tremenda. Però, poichè non è giusto che dopo così tanti mesi io lo tormenti ancora come le prime settimane, ma poichè d'altra parte non ho i mezzi per gestire questo dolore psicologico, ecco che gli ho trovato un canale d'uscita: quando solo sola sbatto la testa, i pugni, le gambe contro il muro. Quando c'è anche lui in casa, poichè le pratiche di cui sopra sono rumorose, m'incido la pelle in zone non visibili. Piango, in silenzio, poi tutto passa. Fino alla prossima volta. Per me è l'equivalente di fumare una sigaretta: fa complessivamente male, ma in quel momento mi fa stare bene, quindi lo faccio. A differenza della sigaretta però, non faccio del male anche agli altri col mio fumo passivo.
Ovviamente non lo sa nessuno, perchè se fai queste cose sei una persona debole o (peggio) via di testa. Mentre se fumi sei una persona normale, con un vizietto.
Non ho letto gli altri commenti e probabilmente te lo avranno già consigliato. Ma valuta l'ipotesi di parlare di questo ad un terapista. Non perché tu sia " via di testa" ( spero che ormai il tabù dello psicoterapeuta come il medico dei pazzi sia superato...) ma perché appunto in questo periodo hai un disagio psicologico che non riesci a gestire da sola e rivolgerti ad uno specialista potrebbe aiutarti; proprio nello stesso modo con cui si chiede una visita ad esempio ad un dentista se ci fa male un dente. Non è certo qualcosa di cui devi vergognarti.
In bocca al lupo
 

Divì

Utente senza meta
Non ci si fa del male per punire gli altri. io per lo meno. Nel momento in cui questo male (più o meno estremo) arriva alle persone cui stai a cuore, queste non si sentono in colpa, ma ti odiano, di quell'odio profondo di cui è capace solo chi ti ama..e la frase ricorrente è "perchè non me lo hai detto?" E' un tradimento. Lo so, l'ho vissuto, anche questo.

"mi ha portato in braccio" nel senso che non mi ha mai fatto del male. Non credo tu ritenga che me ne avrebbe dovuto fare. Mi sono espressa male io, scusami.

Domani inconterò un uomo, certo....ma da quanto dice chi ci è passato...non sarà mai restituita l'innocenza del rapporto pulito. Anche con un altro, le strade saranno il sospetto, o il menefreghismo.
E se lo lascerò, spero di non farlo solo per infilarmi sotto altre lenzuola: significherebbe che sto con un uomo (uno qsi) solo per non stare sola.
E se mi avesse lasciata per amore o per disamore, invece che tradita, l'avrei accettato più facilmente. Invece una ha spalancato una finestra e la sua testa ha detto "uh figa facile!"

Se ti invischi in un rapporto per 15 anni e questi 15 anni non sono dai 30 ai 45, quando sei una persona fatta e finita, ma ti accompagna per tutta l'adolescenza e la prima età adulta, nel bene o nel male ti forma ed è dura scinderlo dalla propria vita, e anche dargli un valore diverso.
semplicemente non doveva andare cosi.

grazie
Sono d'accordo con te, la sensazione è quella: non è giusto, perché io?

Eppure, tutte le volte che mi domando perché io? mi dico anche, ma perché io no? Chi sono io per essere fuori del cerchio della vita, per essere al sicuro?

Il padre di mio marito non doveva morire a 44 anni lasciando il figlio dodicenne senza il suo eroe, incapace di diventare un uomo.
Non doveva andare così, ma così è andata.

Mia madre era una donna meravigliosa e intelligente, piena di vita e di passione, ora - a 77 anni - è su una sedia a rotelle con un severo decadimento cognitivo, insulta tutti e sputa come unica manifestazione di rabbia possibile. Non doveva finire così, ma così è andata.

Le cose sbagliate della vita sono tante, tantissime. Alcune dipendono da noi, ma la maggior parte no. Questo non le rende più giuste.
Eppure dobbiamo cercare di essere un po' felici nonostante non dovesse andare così.

Anche io sono un po' preoccupata per te.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
sei così sicura newbie, nella tua fortezza.

Tutto certo eh?

Al sicuro.

Speri, vorresti e non vorresti.
Prova a dare un occhio ai verbi che usi. E ai tempi verbali.
Sembri una che non li usa a caso. E' così?

Quando sono riuscita a uscire dalla mia di fortezza, io ho imparato che le cose vanno, semplicemente.

A noi decidere cosa farne. Se utilizzarle per vivere e imparare. O se utilizzarle per restarci sotto.
E confermare le nostre paure più profonde.
La decisione è soltanto nostra. Gli altri, gli accadimenti, il destino, l'età..contano zero.


Dici che è presto per te? Hai ancora bisogno di spurgare il veleno? (stai davvero spurgando?)


Io ti auguro di trovare il modo di riappropriarti di quella rabbia che ti sta attraversando. (vuoi?)

E forse cambierai i tempi dei verbi, vorrei diventerà voglio...e spero diventerà posso.

Personalmente non mi spaventi.
Ma è evidente che ti stai facendo male. E non fisicamente. Il corpo guarisce. Fa più che altro scena.

E' solo un piccolo infinitesimo segno di quello che ti sta accadendo dentro.
Solo che tu hai deciso di essere sorda. Ora.

Quello è spaventoso. Per te. Anche se adesso ancora non lo vedi. (ma lo percepisci...nell'inquietudine...?)
 

newbie

Utente
Non ho letto gli altri commenti e probabilmente te lo avranno già consigliato. Ma valuta l'ipotesi di parlare di questo ad un terapista. Non perché tu sia " via di testa" ( spero che ormai il tabù dello psicoterapeuta come il medico dei pazzi sia superato...) ma perché appunto in questo periodo hai un disagio psicologico che non riesci a gestire da sola e rivolgerti ad uno specialista potrebbe aiutarti; proprio nello stesso modo con cui si chiede una visita ad esempio ad un dentista se ci fa male un dente. Non è certo qualcosa di cui devi vergognarti.
In bocca al lupo
Si, già consigliato

Purtroppo sono "via di testa" nella misura in cui non mi va di sprecare tempo e risorse ora in questo, nel cercare/andare/pagare il terapeuta di turno. Non mi va ora, forse più avanti sarà diverso. Come tutti, avendo soldi e tempo limitati, ho fatto una scala delle priorità: la terapia non è in cima, e nemmeno a metà. Di questo mi dovrei vergognare. Di questo continuare a piangere sul latte versato senza trovare la forza di reagire.
Ma non ora.

Per ora vi saluto, ringrazio e vi auguro buon proseguimento. Continuerò a leggere nei ritagli di tempo e scriverò quando possibile la prossima volta.
 

zanna

Utente di lunga data
Si, già consigliato

Purtroppo sono "via di testa" nella misura in cui non mi va di sprecare tempo e risorse ora in questo, nel cercare/andare/pagare il terapeuta di turno. Non mi va ora, forse più avanti sarà diverso. Come tutti, avendo soldi e tempo limitati, ho fatto una scala delle priorità: la terapia non è in cima, e nemmeno a metà. Di questo mi dovrei vergognare. Di questo continuare a piangere sul latte versato senza trovare la forza di reagire.
Ma non ora.

Per ora vi saluto, ringrazio e vi auguro buon proseguimento. Continuerò a leggere nei ritagli di tempo e scriverò quando possibile la prossima volta.
In cima alla scala chi c'è?
 

disincantata

Utente di lunga data
Non ci si fa del male per punire gli altri. io per lo meno. Nel momento in cui questo male (più o meno estremo) arriva alle persone cui stai a cuore, queste non si sentono in colpa, ma ti odiano, di quell'odio profondo di cui è capace solo chi ti ama..e la frase ricorrente è "perchè non me lo hai detto?" E' un tradimento. Lo so, l'ho vissuto, anche questo.
R
"mi ha portato in braccio" nel senso che non mi ha mai fatto del male. Non credo tu ritenga che me ne avrebbe dovuto fare. Mi sono espressa male io, scusami.

Domani inconterò un uomo, certo....ma da quanto dice chi ci è passato...non sarà mai restituita l'innocenza del rapporto pulito. Anche con un altro, le strade saranno il sospetto, o il menefreghismo.
E se lo lascerò, spero di non farlo solo per infilarmi sotto altre lenzuola: significherebbe che sto con un uomo (uno qsi) solo per non stare sola.
E se mi avesse lasciata per amore o per disamore, invece che tradita, l'avrei accettato più facilmente. Invece una ha spalancato una finestra e la sua testa ha detto "uh figa facile!"

Se ti invischi in un rapporto per 15 anni e questi 15 anni non sono dai 30 ai 45, quando sei una persona fatta e finita, ma ti accompagna per tutta l'adolescenza e la prima età adulta, nel bene o nel male ti forma ed è dura scinderlo dalla propria vita, e anche dargli un valore diverso.
semplicemente non doveva andare cosi.

grazie
Ti auguro di non provarlo piu', ma fa altrettanto male a qualunque eta'. Con l'aggravante che se ne hai 45 ti sembra tardi ricominciare, se ne hai 60 lo ritieni impossibile, difficile o inutile. Quindi meglio a 30, solo per una questione di aspettativa di vita. Per me non hai speranza di restare con lui. Troppo ferita. Non e' vero che dopo e' sempre peggio, ma se ci arrivi al dopo e' vederlo senza lenti rosa, ti piaccia o meno, in modo talmente realistico che diventi si egoista e, prendi solo il meglio, da lui e dalla vita. Del resto chi tradisce che fa?

O diventi una crocerossina e accetti tutto.

Non ho capito, spero, la tua caduta dalle scale.

Sul fatto di uscire sola di notte, non e' questione di cosa pensa la società o come tim giudica, ma dei rischi che corri.

Pure di giorno per carità, pero' eviterei. A meno che il tuo intento sia 'accetto tutto pur di cambiare vita'.

Pochi giorni fa sulla spiaggia al nord Sardegna e al mattino due violenze su due donne sole.

Io che ci vado spesso d'inverno penso che d'ora in avanti evitero' di farlo da sola!
Non per il sentire degli altri, per la mia incolumita'.
 
Ultima modifica:

Diletta

Utente di lunga data
Non ci si fa del male per punire gli altri. io per lo meno. Nel momento in cui questo male (più o meno estremo) arriva alle persone cui stai a cuore, queste non si sentono in colpa, ma ti odiano, di quell'odio profondo di cui è capace solo chi ti ama..e la frase ricorrente è "perchè non me lo hai detto?" E' un tradimento. Lo so, l'ho vissuto, anche questo.

"mi ha portato in braccio" nel senso che non mi ha mai fatto del male. Non credo tu ritenga che me ne avrebbe dovuto fare. Mi sono espressa male io, scusami.

Domani inconterò un uomo, certo....ma da quanto dice chi ci è passato...non sarà mai restituita l'innocenza del rapporto pulito. Anche con un altro, le strade saranno il sospetto, o il menefreghismo.
E se lo lascerò, spero di non farlo solo per infilarmi sotto altre lenzuola: significherebbe che sto con un uomo (uno qsi) solo per non stare sola.
E se mi avesse lasciata per amore o per disamore, invece che tradita, l'avrei accettato più facilmente. Invece una ha spalancato una finestra e la sua testa ha detto "uh figa facile!"

Se ti invischi in un rapporto per 15 anni e questi 15 anni non sono dai 30 ai 45, quando sei una persona fatta e finita, ma ti accompagna per tutta l'adolescenza e la prima età adulta, nel bene o nel male ti forma ed è dura scinderlo dalla propria vita, e anche dargli un valore diverso.
semplicemente non doveva andare cosi.

grazie

No, in quel caso non ci sarebbe stato niente da fare!
Invece non è così.
Lui ti ama e tu lo attrai anche fisicamente. Bè, non è poco.

Siete ancora in mezzo alla tempesta, questo è ovvio, è passato troppo poco tempo e non ti rendi ancora conto della grandiosa opportunità che avete in mano, tutti e due.

Hai detto che eravate in crisi, ecco, io penso che avevate bisogno di uno scossone, forse è un po' troppo forte, ma è una occasione per voi, per la vostra coppia che era distante e immobile.
Ripartite da qui conoscendovi e scoprendovi di nuovo.
Ma è tutto così chiaro e lo hai detto anche tu che i motivi c'erano e li hai compresi.
Quando c'è aria di crisi in una coppia è fin troppo facile per una terza persona insinuarsi nel mezzo e approfittarsene.
E' tutto come da copione...ed è successo.

Ma è andata bene: il tuo compagno non se ne è innamorato, ci ha soltanto fatto del sesso, molto banale come cosa, non trovi?
Il risultato della sua bella cazzata è che tu non lo vedi più con gli occhi di prima (e ci mancherebbe) quindi lui è sceso dal piedistallo per confondersi con tutti gli altri.
Come accettare l'idea che anche lui sia riuscito a fare ciò che non avresti mai immaginato possibile?
Ce la puoi fare solo accettando che anche lui è come tutti gli altri, cioè uno che sbaglia e credimi, lui non è peggiore degli altri, lui è semplicemente un uomo, ma questo uomo ti ama, tienine conto.
 

newbie

Utente
velocemente, giusto per dissipare preoccupazione, che -in fondo- non è corretto far sorgere in chichessia, men che meno estranei.

il polso si è slogato a causa di una sberla data al muro: principio di azione-reazione. Poi si è gonfiato e al lavoro ho detto che ero caduta.

Per il resto, tranquillità. la cosa "positiva" dell'autolesionismo (in genere) è che è atto a mantenersi (diverso dallo "sentirsi") vivi. Ha ragione Ipazia (mi pare): fa scena, soprattutto con se stessi. E ti dà l'idea di aver fatto una cosa bella, perchè sei stato male e non hai rotto le palle a nessuno.

Rispondendo velocemente random qua e là..

-In cima alla lista c'è il coronamento del sogno dell'indipendenza, seguito a ruota dal sogno di un dottorato (nonostante l'età). Purtroppo al momento non riesco a tenere la mente concentrata per il secondo.

-No, non sto spurgando il dolore. E' un piangere sul latte versato, una mancanza di reazione. Ne sono consapevole. Ma la consapevolezza non basta a uscirne.

-A 30 va meglio che a 40 se quella che viene tradita non è la relazione "della tua vita". Se hai avuto altre esperienze sentimentali è probabilmente anche più facile archiviarne una o superarne un problema. E con questo mi ricollego a Diletta: non si è trattato solo di "sesso", ma "sesso con la seconda donna in tutta la sua vita". E questo ne fa necessariamente una cosa importante. Oltre a fare della cala-mutande non solo una vecchia troia, ma anche una stronza, in quanto consapevole dei vissuti della persona cui stava facendo piedino sotto al tavolo. Per equità di giudizio, ribadisco che lui è un imbecille.

Un conto è a 30, con precedenti esperienze. Ok, la infili nel bagaglio delle altre esperienze.
Un conto è a 20-25, con nessun'altra esperienza. Ok, sono giovane, e ho tempo prima di invecchiare per tirare su un'altra storia importante.

E' un po' come nel lavoro: a 30 anni, senza esperienze precedenti, sei un fallito.
Ovviamente è ancora più grave a 40, senza altre esperienze.
E ovviamente è per come la vedo io, che sono nella situazione. Magari non è vero.

-Lo so che ci sono situazioni dolorose ben più gravi di questa, l'ho detto in uno dei primi post. E il fatto che in fondo io non riesca a sollevarmi da questa "cazzata", pur avendo ancora mani e piedi per farlo, mi fa sentire ancora più inadeguata.

Ora, arrivederci, sul serio.
 

Diletta

Utente di lunga data
Be', se devo vivere per pensare solo a me stessa, allora posso anche andarmene a fanculo fin da ora. Che cazzo di senso ha? io non sono così, non lo sono mai stata. E se lo devo diventare solo per via di una troia e di un imbecille preferisco andare sotto al primo treno.


E invece devi vivere pensando solo a TE STESSA, ma questo ora perché sono passati solo sei mesi.
Spostare l'attenzione da lui a te, coccolarti e permettere, perché no, anche a lui di farlo, se non ti fa schifo.
Che ti serva e ti riverisca, che sia ai tuoi ordini. E' il minimo.

Poi, un giorno ti sveglierai e ti sorprenderai a non pensare più a lui, imbecille, e a lei, troia.
Ti sembrerà perfino strano, eppure quell'ossessione se ne è andata, vaporizzata...e forse, dico forse, ti accorgerai di vedere lui con occhi nuovi, di provare qualcosa a cui darai il nome che preferisci: amore, attrazione, affetto o chissà che altro.
Capirai d'un tratto che non ne vale comunque la pena di star male così perché loro, i fedifraghi, non meritano il nostro dolore, tuttal'più, la nostra compassione per essere stati così fragili.
E la vita ti sorriderà di nuovo, non ci credi, ma è così.
Di dolore non si muore.
Al contrario, ci rende fortissimi e più saggi. :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
velocemente, giusto per dissipare preoccupazione, che -in fondo- non è corretto far sorgere in chichessia, men che meno estranei.

il polso si è slogato a causa di una sberla data al muro: principio di azione-reazione. Poi si è gonfiato e al lavoro ho detto che ero caduta.

Per il resto, tranquillità. la cosa "positiva" dell'autolesionismo (in genere) è che è atto a mantenersi (diverso dallo "sentirsi") vivi. Ha ragione Ipazia (mi pare): fa scena, soprattutto con se stessi. E ti dà l'idea di aver fatto una cosa bella, perchè sei stato male e non hai rotto le palle a nessuno.

Rispondendo velocemente random qua e là..

-In cima alla lista c'è il coronamento del sogno dell'indipendenza, seguito a ruota dal sogno di un dottorato (nonostante l'età). Purtroppo al momento non riesco a tenere la mente concentrata per il secondo.

-No, non sto spurgando il dolore. E' un piangere sul latte versato, una mancanza di reazione. Ne sono consapevole. Ma la consapevolezza non basta a uscirne.

-A 30 va meglio che a 40 se quella che viene tradita non è la relazione "della tua vita". Se hai avuto altre esperienze sentimentali è probabilmente anche più facile archiviarne una o superarne un problema. E con questo mi ricollego a Diletta: non si è trattato solo di "sesso", ma "sesso con la seconda donna in tutta la sua vita". E questo ne fa necessariamente una cosa importante. Oltre a fare della cala-mutande non solo una vecchia troia, ma anche una stronza, in quanto consapevole dei vissuti della persona cui stava facendo piedino sotto al tavolo. Per equità di giudizio, ribadisco che lui è un imbecille.

Un conto è a 30, con precedenti esperienze. Ok, la infili nel bagaglio delle altre esperienze.
Un conto è a 20-25, con nessun'altra esperienza. Ok, sono giovane, e ho tempo prima di invecchiare per tirare su un'altra storia importante.

E' un po' come nel lavoro: a 30 anni, senza esperienze precedenti, sei un fallito.
Ovviamente è ancora più grave a 40, senza altre esperienze.
E ovviamente è per come la vedo io, che sono nella situazione. Magari non è vero.

-Lo so che ci sono situazioni dolorose ben più gravi di questa, l'ho detto in uno dei primi post. E il fatto che in fondo io non riesca a sollevarmi da questa "cazzata", pur avendo ancora mani e piedi per farlo, mi fa sentire ancora più inadeguata.

Ora, arrivederci, sul serio.

Senti newbie. Tu pensa al tuo di dolore.

E rispettalo. Se riesci.

Che stare male non è soltanto una questione fisica.
Ridurlo solo alla fisicità significa moncarsi di una parte importante del proprio sè.

E buttare tutto in mentalizzazione...è l'ennesima difesa.

Guarda che è più semplice soffrire eh, che industriarsi con questo dispendio di energie per non sentire... (vuoi sentire?)

Ogni dolore è un dolore. -
Come puoi pensare di metterli su una bilanca e decidere del tuo valore sulla base del dove più pende il piatto?.

Il punto non è misurare la propria adeguatezza sul dolore vissuto (da dove viene questa idea...:fischio:)

Mica che si vince qualcosa alla fine eh..


E chi ha stabilito, poi, tutto quell'elenco di tappe? (sicura abbia ragione?)

mica che per forza ci si debba adeguare a quanto prescritto nel grande libro della vita eh...

il tempo è un concetto molto relativo...ha dei vincoli, ma la loro gestione è soggettiva.
Se riusciamo a non perdere per strada la nostra soggettività.

p.s.: la prossima volta, anzichè prendere a sberle un muro, usa il sacco...o un mobile...sì, meglio il mobile, almeno resta lì a ricordarti chi sei.:)
 
Ultima modifica:

Diletta

Utente di lunga data
e questo

è a conferma della regola antichissima che:
un uomo non ce la fa ad avere una donna sola nella vita.
Non ce la fa proprio...
E anche qui si evince la superiorità femminile, che invece può benissimo farcela senza sentirsi inadeguata.
E' inutile: gli uomini sono proprio degli imbecilli, a conferma di quello che dice New (sempre esclusi i presenti).
Un mio caro amico mi ha sempre detto che un uomo fa una fatica boia a rinunciare ad un'occasione e cosa poi cambierà mai da una donna ad un'altra?
Mistero....

Comunque, è bene saperlo e non farsi troppe illusioni come mi ero fatta io, così le aspettative si ridimensionano e si vive tutti bene.
Sarebbe meglio dar retta allo slogan:
"se lo conosci lo eviti" ma tanto non ce la facciamo ad evitarli, gli uomini, ne siamo troppo attratte, quindi regoliamoci di conseguenza.
E dirò di più: sarebbero tutti da riempire di corna, tanto o ce le fanno o vorrebbero ma non ne sono capaci o madre natura è stata cattiva con loro.

Fatto sta che durante tutta una vita certi languori vengono un po' a tutti sti figli di buone donne ed è meglio che mi fermi qui.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
JB

ABBATTIMI TI PREGO
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
è a conferma della regola antichissima che:
un uomo non ce la fa ad avere una donna sola nella vita.
Non ce la fa proprio...
E anche qui si evince la superiorità femminile, che invece può benissimo farcela senza sentirsi inadeguata.
E' inutile: gli uomini sono proprio degli imbecilli, a conferma di quello che dice New (sempre esclusi i presenti).
Un mio caro amico mi ha sempre detto che un uomo fa una fatica boia a rinunciare ad un'occasione e cosa poi cambierà mai da una donna ad un'altra?
Mistero....

Comunque, è bene saperlo e non farsi troppe illusioni come mi ero fatta io, così le aspettative si ridimensionano e si vive tutti bene.
Sarebbe meglio dar retta allo slogan:
"se lo conosci lo eviti" ma tanto non ce la facciamo ad evitarli, gli uomini, ne siamo troppo attratte, quindi regoliamoci di conseguenza.
E dirò di più: sarebbero tutti da riempire di corna, tanto o ce le fanno o vorrebbero ma non ne sono capaci o madre natura è stata cattiva con loro.

Fatto sta che durante tutta una vita certi languori vengono un po' a tutti sti figli di buone donne ed è meglio che mi fermi qui.
Tutto sommato tuo marito è da invidiare, nel senso che se è come descrivi ha trovato quella giusta.
 
Ultima modifica:

drusilla

Drama Queen
è a conferma della regola antichissima che:
un uomo non ce la fa ad avere una donna sola nella vita.
Non ce la fa proprio...
E anche qui si evince la superiorità femminile, che invece può benissimo farcela senza sentirsi inadeguata.
E' inutile: gli uomini sono proprio degli imbecilli, a conferma di quello che dice New (sempre esclusi i presenti).
Un mio caro amico mi ha sempre detto che un uomo fa una fatica boia a rinunciare ad un'occasione e cosa poi cambierà mai da una donna ad un'altra?
Mistero....

Comunque, è bene saperlo e non farsi troppe illusioni come mi ero fatta io, così le aspettative si ridimensionano e si vive tutti bene.
Sarebbe meglio dar retta allo slogan:
"se lo conosci lo eviti" ma tanto non ce la facciamo ad evitarli, gli uomini, ne siamo troppo attratte, quindi regoliamoci di conseguenza.
E dirò di più: sarebbero tutti da riempire di corna, tanto o ce le fanno o vorrebbero ma non ne sono capaci o madre natura è stata cattiva con loro.

Fatto sta che durante tutta una vita certi languori vengono un po' a tutti sti figli di buone donne ed è meglio che mi fermi qui.
Ma te ne rendi conto della sfilza di idee anticristiane che hai tirato fuori?
 
Stato
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