Umiliazione

danny

Utente di lunga data
Mi è chiaro, oggi più di ieri, che il problema non è lui,ma sono io. Lui sta che è un fiore....io no.
Dovrei stare bene con me stessa prima che con chiunque altro ... il problema è, paradossalmente, che per riuscire a farlo dovrei snaturarmi...io sono quello che sono ormai...nonostante gli sforzi...
Ora la crisi è la mia ...è lui ne rappresenta solo un pezzo....anche se è convinto di essere totalizzante.
Cosa voglio ? Cosa mi aspetto da me stessa? Cosa mi piace davvero fare ?
Non mi so rispondere....e questo non mi piace.
Il problema è sicuramente tuo, perché sei tu che lo stai ponendo qui e davanti a te stessa.
Esattamente come era mio il problema con mia moglie, che all'epoca stava benissimo (dopo un po' meno).
Le risposte non arrivano subito.
Di certo non può essere solo quella che ti sei data qualche giorno fa:
Io ho tradito e lui no.

Perché tu non hai tradito?
Io ti posso dare la mia, di risposta: perché so che sofferenza si prova a non avere una famiglia come punto di riferimento, a essere lasciati, a crescere, bambini, senza un papà e una mamma che ti vedono come il compimento di una serena vita di coppia.
E non avrei mai messo a rischio una famiglia per un'altra donna.
Mia moglie no. Lei è tutta centrata su sé stessa, sui suoi problemi e sulle modalità per cui li può ridurre o risolvere.
Non andiamo avanti insieme, avendo obiettivi così diversi. O diventano comuni, o almeno simili, o non si può andare d'accordo.
 
Ultima modifica:

Jacaranda

Utente di lunga data
Il problema è sicuramente tuo, perché sei tu che lo stai ponendo qui e davanti a te stessa.
Esattamente come era mio il problema con mia moglie, che all'epoca stava benissimo (dopo un po' meno).
Le risposte non arrivano subito.
Di certo non può essere solo quella che ti sei data qualche giorno fa:
Io ho tradito e lui no.

Perché tu non hai tradito?
Io ti posso dare la mia, di risposta: perché so che sofferenza si prova a non avere una famiglia come punto di riferimento, a essere lasciati, a crescere, bambini, senza un papà e una mamma che ti vedono come il compimento di una serena vita di coppia.
E non avrei mai messo a rischio una famiglia per un'altra donna.
Mia moglie no. Lei è tutta centrata su sé stessa, sui suoi problemi e sulle modalità per cui li può ridurre o risolvere.
Non andiamo avanti insieme, avendo obiettivi così diversi. O diventano comuni, o almeno simili, o non si può andare d'accordo.
Sono d’accordo .... per ragioni diverse mi sono trovata a vivere una situazione simile alla tua a livello di anaffettivita della famiglia d’origine ...
Credo sia poi la caratteristica comune di chi ha accettato di andare avanti dopo la scoperta ...( tolto chi lo ha fatto per mero opportunismo)...
io infatti sin dall’inizio l’ho associato al tradimento di un padre o una madre..per quello mi ha fatto così male....... in realtà la famiglia vera è quella d’origine... e se non sei stato amato li..sono cavoli..tutti tuoi...... non puoi aspettarti che altri, incondizionatamente (ma anche condizionatamente) e a dispetto dei propri desideri, lo facciano ....
 

Lostris

Utente Ludica
Il problema è sicuramente tuo, perché sei tu che lo stai ponendo qui e davanti a te stessa.
Esattamente come era mio il problema con mia moglie, che all'epoca stava benissimo (dopo un po' meno).
Le risposte non arrivano subito.
Di certo non può essere solo quella che ti sei data qualche giorno fa:
Io ho tradito e lui no.

Perché tu non hai tradito?
Io ti posso dare la mia, di risposta: perché so che sofferenza si prova a non avere una famiglia come punto di riferimento, a essere lasciati, a crescere, bambini, senza un papà e una mamma che ti vedono come il compimento di una serena vita di coppia.
E non avrei mai messo a rischio una famiglia per un'altra donna.
Mia moglie no. Lei è tutta centrata su sé stessa, sui suoi problemi e sulle modalità per cui li può ridurre o risolvere.
Non andiamo avanti insieme, avendo obiettivi così diversi. O diventano comuni, o almeno simili, o non si può andare d'accordo.

Io ho vissuto la stessa cosa.
In me probabilmente ha prodotto echi differenti, non so.

Infatti sto dall'altra parte della barricata.
Posso dire che oggi sicuramente, i miei figli sono, a torto o a ragione, l'unica remora alla constatazione del decesso della coppia.
 

danny

Utente di lunga data
Sono d’accordo .... per ragioni diverse mi sono trovata a vivere una situazione simile alla tua a livello di anaffettivita della famiglia d’origine ...
Credo sia poi la caratteristica comune di chi ha accettato di andare avanti dopo la scoperta ...( tolto chi lo ha fatto per mero opportunismo)...
io infatti sin dall’inizio l’ho associato al tradimento di un padre o una madre..per quello mi ha fatto così male....... in realtà la famiglia vera è quella d’origine... e se non sei stato amato li..sono cavoli..tutti tuoi...... non puoi aspettarti che altri, incondizionatamente (ma anche condizionatamente) e a dispetto dei propri desideri, lo facciano ....
Hai ragione.

Quando ho scoperto il tradimento il primo pensiero è stato "Non voglio che si ripeta per mia figlia la stessa cosa che ho vissuto io.".
 

danny

Utente di lunga data
Io ho vissuto la stessa cosa.
In me probabilmente ha prodotto echi differenti, non so.

Infatti sto dall'altra parte della barricata.
Posso dire che oggi sicuramente, i miei figli sono, a torto o a ragione, l'unica remora alla constatazione del decesso della coppia.
Anche in te io trovo questo grande vuoto affettivo che necessita più che in altri di essere riempito.
Tuo marito non ci riesce né mai ci riuscirà.
Ed è sorprendentemente anaffettivo anche lui.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Io ho vissuto la stessa cosa.
In me probabilmente ha prodotto echi differenti, non so.

Infatti sto dall'altra parte della barricata.
Posso dire che oggi sicuramente, i miei figli sono, a torto o a ragione, l'unica remora alla constatazione del decesso della coppia.
Ecco per me i figli invece sono sempre stati la motivazione per fare qualunque tentativo possibile per evitare il decesso.
Ora che il decesso c'è stato sono quantomeno certa che non potevo fare di più.:eek:
 

Lostris

Utente Ludica
Anche in te io trovo questo grande vuoto affettivo che necessita più che in altri di essere riempito.
Tuo marito non ci riesce né mai ci riuscirà.
Ed è sorprendentemente anaffettivo anche lui.
Ma sai... può essere che anch'io sia anaffettiva in fondo.

Anche perchè, diciamolo, me lo sono scelto eh, alla fine. Pur con determinate caratteristiche belle palesi.
Il tempo ha un pò modificato.. sì, ma non ha stravolto.

Magari io non sono proprio anaffettiva nel provare, ma di certo ho un gap nell'esprimere.. e molto probabilmente anche nel comprendere i miei reali bisogni.
 

danny

Utente di lunga data
Ma sai... può essere che anch'io sia anaffettiva in fondo.

Anche perchè, diciamolo, me lo sono scelto eh, alla fine. Pur con determinate caratteristiche belle palesi.
Il tempo ha un pò modificato.. sì, ma non ha stravolto.

Magari io non sono proprio anaffettiva nel provare, ma di certo ho un gap nell'esprimere.. e molto probabilmente anche nel comprendere i miei reali bisogni.
Ti sta assumendo la colpa che è di altri definendo delle probabilità.
 

Lostris

Utente Ludica
Ecco per me i figli invece sono sempre stati la motivazione per fare qualunque tentativo possibile per evitare il decesso.
Ora che il decesso c'è stato sono quantomeno certa che non potevo fare di più.:eek:
Tu per i figli staresti accanto ad un cadavere, se ritenessi che questo potesse fare il loro bene.

Io penso che ci siano cose che non si possono evitare, situazioni impossibili da sanare, elementi che non dipendono solo da noi... e anche quando dipendono, penso che non sempre valga la pena.

Anche se ci sono dei figli.
Perchè, anche per loro, le persone da tutelare siamo noi stessi.

Una famiglia "unita" o di facciata non vale il prezzo di genitori profondamente infelici.
Io questo lo so per certo, da quando, bambina, vedevo mia madre piangere. Da quando, ormai da sola, la vedevo sul balcone che fissava il vuoto con sguardo vacuo.

Ma l'ho capito dopo, ovviamente.
Ognuno ha la sua soglia, ognuno può sbagliare... si cerca di fare il meglio possibile, considerato tutto.
 

danny

Utente di lunga data
Tu per i figli staresti accanto ad un cadavere, se ritenessi che questo potesse fare il loro bene.

Io penso che ci siano cose che non si possono evitare, situazioni impossibili da sanare, elementi che non dipendono solo da noi... e anche quando dipendono, penso che non sempre valga la pena.

Anche se ci sono dei figli.
Perchè, anche per loro, le persone da tutelare siamo noi stessi.

Una famiglia "unita" o di facciata non vale il prezzo di genitori profondamente infelici.
Io questo lo so per certo, da quando, bambina, vedevo mia madre piangere. Da quando, ormai da sola, la vedevo sul balcone che fissava il vuoto con sguardo vacuo.

Ma l'ho capito dopo, ovviamente.
Ognuno ha la sua soglia, ognuno può sbagliare... si cerca di fare il meglio possibile, considerato tutto.
Il fatto è che quei genitori te li ritrovi comunque, che siano insieme o siano separati.
A volte non è solo la relazione la causa del loro disagio.
Io ho vissuto una situazione anaffettiva anche con i miei genitori separati.
Non è la loro condizione a mutare il rapporto con ime, sono proprio loro il problema.
 

Lostris

Utente Ludica
Il fatto è che quei genitori te li ritrovi comunque, che siano insieme o siano separati.
A volte non è solo la relazione la causa del loro disagio.
Io ho vissuto una situazione anaffettiva anche con i miei genitori separati.
Non è la loro condizione a mutare il rapporto con ime, sono proprio loro il problema.
Certo.

Per questo sono convinta che i figli possano stare benissimo anche con genitori separati, se intelligenti ed equilibrati nella gestione del rapporto e famigliare.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Tu per i figli staresti accanto ad un cadavere, se ritenessi che questo potesse fare il loro bene.

Io penso che ci siano cose che non si possono evitare, situazioni impossibili da sanare, elementi che non dipendono solo da noi... e anche quando dipendono, penso che non sempre valga la pena.

Anche se ci sono dei figli.
Perchè, anche per loro, le persone da tutelare siamo noi stessi.

Una famiglia "unita" o di facciata non vale il prezzo di genitori profondamente infelici.
Io questo lo so per certo, da quando, bambina, vedevo mia madre piangere. Da quando, ormai da sola, la vedevo sul balcone che fissava il vuoto con sguardo vacuo.

Ma l'ho capito dopo, ovviamente.
Ognuno ha la sua soglia, ognuno può sbagliare... si cerca di fare il meglio possibile, considerato tutto.
Il bene dei miei figli arriva sempre prima anche di me, questo è vero.
Se riuscissi a star vicino a un cadavere senza che loro ne abbiano la percezione e li vedessi sereni lo farei è vero.
Vero anche che per farlo tutelerei me stessa non restando imprigionata ma vivendo la mia vita
Quello che tu hai visto (tua madre e le sue emozioni) è quello che cerco di evitare i miei figli vedano.
Poi ora le motivazioni delle mie scelte non coinvolgono più loro ma la mia serenità. Penso a me e a cosa mi fa stare meno male anche perchè non voglio che loro mi vedano stare male
Non sono dell'idea che bisogna sempre stare insieme, sono sicuramente dell'idea che ho fatto due figli quando sono stata certa che l'uomo che avevo sposato potesse essere il padre che desideravo per loro. Prima di buttare tutto a monte ho voluto essere in pace con la mia coscienza nel sapere che di più non potevo fare e soprattutto che non la famiglia che avevo scelto per loro non si sfasciava per colpa mia.
Resta sicuramente un gran rimpianto soprattutto per aver scelto in maniera sbagliata e di questo sono responsabile anche ai loro occhi e se non lo sarò, io so che è così
Per me non è facile perdonarmi questa cosa. Forse non ci riuscirò mai
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Certo.

Per questo sono convinta che i figli possano stare benissimo anche con genitori separati, se intelligenti ed equilibrati nella gestione del rapporto e famigliare.
Di questo sono convinta anche io
Come sono convinta che stanno meglio in una famiglia unita e da qui il desiderio di fare il possibile perchè lo resti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma sai... può essere che anch'io sia anaffettiva in fondo.

Anche perchè, diciamolo, me lo sono scelto eh, alla fine. Pur con determinate caratteristiche belle palesi.
Il tempo ha un pò modificato.. sì, ma non ha stravolto.

Magari io non sono proprio anaffettiva nel provare, ma di certo ho un gap nell'esprimere.. e molto probabilmente anche nel comprendere i miei reali bisogni.
Inconsciamente si può scegliere anche qualcuno che possa rappresentare un riscatto. Tipo “questo lo farò cambiare” difficile riuscire.
 

Lostris

Utente Ludica
Inconsciamente si può scegliere anche qualcuno che possa rappresentare un riscatto. Tipo “questo lo farò cambiare” difficile riuscire.
Ah sì, ma non è il mio caso, non ho mai pensato che sotto quegli aspetti potesse cambiare.

A posteriori posso dire che ho fatto un errore di valutazione sull’importanza che alla lunga avrebbero avuto per me certe mancanze.
 

Bruja

Utente di lunga data
indole

Non ho letto tutta la discussione e me ne scuso, rientro ora dopo un po' di tempo e, non per tralasciare quanto ti hanno detto tutti, ma per arrivare ad una urgente puntualizzazione doverosa, ti chiedo se questo il soggetto non ha espresso abbastanza la sua indole?
E' un narcisista istrionico, senza rispetto per le aspettative e le sensibilità altrui.
E' proprio necessario avere un amante così sgangherato? Prima di esigere rispetto dagli altri devi essere tu a rispettare te stessa...
Costui non solo non cambierà ma resterà esattamente quello che ha dimostrato di essere perchè è la sua indole... nella vita ci si adatta agli altri, si può mediare, ma l'indole NO ! La si può solo mascherare per qualche tempo, poi esce comunque prepotente.
Stabilirai tu cosa fare, ma una cosa devo dirtela, evita di mancarti di rispetto, se non lo fai tu figurati gli altri...
Un soggetto come quello che hai descritto, al posto del cuore ha delle camere da bordello... nessun rispetto, scarsa empatia e gusto della provocazione a spese altrui... un cialtrone.
Non vale la pena che si perda troppo tempo per lui ... merita l'indifferenza che si dedica alle persone superflue.
 
Ultima modifica:

Luciano632

Utente di lunga data
Dopo tanto tempo sono tornato a leggere. Ho letto questa storia e l' unica sentimento che riesco a provare è tristezza. Tristezza per te , per il tuo amante e per tuo marito, anche se lui , il marito è quello che ne esce meglio. Amati .
 

Paolo78mi

Milano :-)
Ciao a tutti , 38 anni sposata da 9 anni traditrice . Amo mio marito e non confondo ciò che mi piace del mio amante con l amore . Quello che mi sta preoccupando e' il comportamento del mio amante : gli piace umiliare mio marito e a me da fastidio . Prima lo faceva con un parlare sporco e all inizio non vi ho dato peso , poi l ho assecondato anche se non del tutto convinta . Ora vuole venire a casa mia e fare sesso nel nostro lettone . Sono rimasta senza parole . E' quasi che il suo piacere non sia scopare con me ma lo scopare la donna di un altro . Io
Inizio a temere sulla sua discrezione .
E' una cosa che ci fa andare fuori di testa.... prenderci il pacchetto completo !!!

La mia ex AMANTE, coetanea, SPOSATA con due figlie, una volta mi invitò a casa sua, perchè il marito era via con una figlia, io un po' titubante dopo un po' accettai, mi facevo 1000 problemi per lei per il loro matrimonio, per la figlia in casa, per i vicini, ma alla fine accettai...

Lo facemmo sul divano in sala, con la figlia di là in cameretta che dormiva, poi continuammo nel loro letto e sporcai inavvertitamente la metà del letto del marito... ricordo ancora che lei pulì frettolosamente con una mano e mi disse che non avrebbe cambiato le lenzuola, tanto lui al suo ritorno, non si sarebbe accorto di nulla...

Questa lo odiava il marito...lo prendeva per il culo... godeva nell'umiliarlo.
 
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