Foglia
utente viva e vegeta
A tacere di quando il partner e' strutturalmente predisposto a prendersele in groppa.[MENTION=5392]danny[/MENTION] il peggio è quando le proprie frustrazioni vengono attribuite al partner.
A tacere di quando il partner e' strutturalmente predisposto a prendersele in groppa.[MENTION=5392]danny[/MENTION] il peggio è quando le proprie frustrazioni vengono attribuite al partner.
Il problema è sicuramente tuo, perché sei tu che lo stai ponendo qui e davanti a te stessa.Mi è chiaro, oggi più di ieri, che il problema non è lui,ma sono io. Lui sta che è un fiore....io no.
Dovrei stare bene con me stessa prima che con chiunque altro ... il problema è, paradossalmente, che per riuscire a farlo dovrei snaturarmi...io sono quello che sono ormai...nonostante gli sforzi...
Ora la crisi è la mia ...è lui ne rappresenta solo un pezzo....anche se è convinto di essere totalizzante.
Cosa voglio ? Cosa mi aspetto da me stessa? Cosa mi piace davvero fare ?
Non mi so rispondere....e questo non mi piace.
Sono d’accordo .... per ragioni diverse mi sono trovata a vivere una situazione simile alla tua a livello di anaffettivita della famiglia d’origine ...Il problema è sicuramente tuo, perché sei tu che lo stai ponendo qui e davanti a te stessa.
Esattamente come era mio il problema con mia moglie, che all'epoca stava benissimo (dopo un po' meno).
Le risposte non arrivano subito.
Di certo non può essere solo quella che ti sei data qualche giorno fa:
Io ho tradito e lui no.
Perché tu non hai tradito?
Io ti posso dare la mia, di risposta: perché so che sofferenza si prova a non avere una famiglia come punto di riferimento, a essere lasciati, a crescere, bambini, senza un papà e una mamma che ti vedono come il compimento di una serena vita di coppia.
E non avrei mai messo a rischio una famiglia per un'altra donna.
Mia moglie no. Lei è tutta centrata su sé stessa, sui suoi problemi e sulle modalità per cui li può ridurre o risolvere.
Non andiamo avanti insieme, avendo obiettivi così diversi. O diventano comuni, o almeno simili, o non si può andare d'accordo.
Il problema è sicuramente tuo, perché sei tu che lo stai ponendo qui e davanti a te stessa.
Esattamente come era mio il problema con mia moglie, che all'epoca stava benissimo (dopo un po' meno).
Le risposte non arrivano subito.
Di certo non può essere solo quella che ti sei data qualche giorno fa:
Io ho tradito e lui no.
Perché tu non hai tradito?
Io ti posso dare la mia, di risposta: perché so che sofferenza si prova a non avere una famiglia come punto di riferimento, a essere lasciati, a crescere, bambini, senza un papà e una mamma che ti vedono come il compimento di una serena vita di coppia.
E non avrei mai messo a rischio una famiglia per un'altra donna.
Mia moglie no. Lei è tutta centrata su sé stessa, sui suoi problemi e sulle modalità per cui li può ridurre o risolvere.
Non andiamo avanti insieme, avendo obiettivi così diversi. O diventano comuni, o almeno simili, o non si può andare d'accordo.
Hai ragione.Sono d’accordo .... per ragioni diverse mi sono trovata a vivere una situazione simile alla tua a livello di anaffettivita della famiglia d’origine ...
Credo sia poi la caratteristica comune di chi ha accettato di andare avanti dopo la scoperta ...( tolto chi lo ha fatto per mero opportunismo)...
io infatti sin dall’inizio l’ho associato al tradimento di un padre o una madre..per quello mi ha fatto così male....... in realtà la famiglia vera è quella d’origine... e se non sei stato amato li..sono cavoli..tutti tuoi...... non puoi aspettarti che altri, incondizionatamente (ma anche condizionatamente) e a dispetto dei propri desideri, lo facciano ....
Anche in te io trovo questo grande vuoto affettivo che necessita più che in altri di essere riempito.Io ho vissuto la stessa cosa.
In me probabilmente ha prodotto echi differenti, non so.
Infatti sto dall'altra parte della barricata.
Posso dire che oggi sicuramente, i miei figli sono, a torto o a ragione, l'unica remora alla constatazione del decesso della coppia.
Ecco per me i figli invece sono sempre stati la motivazione per fare qualunque tentativo possibile per evitare il decesso.Io ho vissuto la stessa cosa.
In me probabilmente ha prodotto echi differenti, non so.
Infatti sto dall'altra parte della barricata.
Posso dire che oggi sicuramente, i miei figli sono, a torto o a ragione, l'unica remora alla constatazione del decesso della coppia.
Ma sai... può essere che anch'io sia anaffettiva in fondo.Anche in te io trovo questo grande vuoto affettivo che necessita più che in altri di essere riempito.
Tuo marito non ci riesce né mai ci riuscirà.
Ed è sorprendentemente anaffettivo anche lui.
Ti sta assumendo la colpa che è di altri definendo delle probabilità.Ma sai... può essere che anch'io sia anaffettiva in fondo.
Anche perchè, diciamolo, me lo sono scelto eh, alla fine. Pur con determinate caratteristiche belle palesi.
Il tempo ha un pò modificato.. sì, ma non ha stravolto.
Magari io non sono proprio anaffettiva nel provare, ma di certo ho un gap nell'esprimere.. e molto probabilmente anche nel comprendere i miei reali bisogni.
Tu per i figli staresti accanto ad un cadavere, se ritenessi che questo potesse fare il loro bene.Ecco per me i figli invece sono sempre stati la motivazione per fare qualunque tentativo possibile per evitare il decesso.
Ora che il decesso c'è stato sono quantomeno certa che non potevo fare di più.![]()
Il fatto è che quei genitori te li ritrovi comunque, che siano insieme o siano separati.Tu per i figli staresti accanto ad un cadavere, se ritenessi che questo potesse fare il loro bene.
Io penso che ci siano cose che non si possono evitare, situazioni impossibili da sanare, elementi che non dipendono solo da noi... e anche quando dipendono, penso che non sempre valga la pena.
Anche se ci sono dei figli.
Perchè, anche per loro, le persone da tutelare siamo noi stessi.
Una famiglia "unita" o di facciata non vale il prezzo di genitori profondamente infelici.
Io questo lo so per certo, da quando, bambina, vedevo mia madre piangere. Da quando, ormai da sola, la vedevo sul balcone che fissava il vuoto con sguardo vacuo.
Ma l'ho capito dopo, ovviamente.
Ognuno ha la sua soglia, ognuno può sbagliare... si cerca di fare il meglio possibile, considerato tutto.
Certo.Il fatto è che quei genitori te li ritrovi comunque, che siano insieme o siano separati.
A volte non è solo la relazione la causa del loro disagio.
Io ho vissuto una situazione anaffettiva anche con i miei genitori separati.
Non è la loro condizione a mutare il rapporto con ime, sono proprio loro il problema.
Il bene dei miei figli arriva sempre prima anche di me, questo è vero.Tu per i figli staresti accanto ad un cadavere, se ritenessi che questo potesse fare il loro bene.
Io penso che ci siano cose che non si possono evitare, situazioni impossibili da sanare, elementi che non dipendono solo da noi... e anche quando dipendono, penso che non sempre valga la pena.
Anche se ci sono dei figli.
Perchè, anche per loro, le persone da tutelare siamo noi stessi.
Una famiglia "unita" o di facciata non vale il prezzo di genitori profondamente infelici.
Io questo lo so per certo, da quando, bambina, vedevo mia madre piangere. Da quando, ormai da sola, la vedevo sul balcone che fissava il vuoto con sguardo vacuo.
Ma l'ho capito dopo, ovviamente.
Ognuno ha la sua soglia, ognuno può sbagliare... si cerca di fare il meglio possibile, considerato tutto.
Di questo sono convinta anche ioCerto.
Per questo sono convinta che i figli possano stare benissimo anche con genitori separati, se intelligenti ed equilibrati nella gestione del rapporto e famigliare.
Hai detto tutto.Certo.
Per questo sono convinta che i figli possano stare benissimo anche con genitori separati, se intelligenti ed equilibrati nella gestione del rapporto e famigliare.
Inconsciamente si può scegliere anche qualcuno che possa rappresentare un riscatto. Tipo “questo lo farò cambiare” difficile riuscire.Ma sai... può essere che anch'io sia anaffettiva in fondo.
Anche perchè, diciamolo, me lo sono scelto eh, alla fine. Pur con determinate caratteristiche belle palesi.
Il tempo ha un pò modificato.. sì, ma non ha stravolto.
Magari io non sono proprio anaffettiva nel provare, ma di certo ho un gap nell'esprimere.. e molto probabilmente anche nel comprendere i miei reali bisogni.
Ah sì, ma non è il mio caso, non ho mai pensato che sotto quegli aspetti potesse cambiare.Inconsciamente si può scegliere anche qualcuno che possa rappresentare un riscatto. Tipo “questo lo farò cambiare” difficile riuscire.
E' una cosa che ci fa andare fuori di testa.... prenderci il pacchetto completo !!!Ciao a tutti , 38 anni sposata da 9 anni traditrice . Amo mio marito e non confondo ciò che mi piace del mio amante con l amore . Quello che mi sta preoccupando e' il comportamento del mio amante : gli piace umiliare mio marito e a me da fastidio . Prima lo faceva con un parlare sporco e all inizio non vi ho dato peso , poi l ho assecondato anche se non del tutto convinta . Ora vuole venire a casa mia e fare sesso nel nostro lettone . Sono rimasta senza parole . E' quasi che il suo piacere non sia scopare con me ma lo scopare la donna di un altro . Io
Inizio a temere sulla sua discrezione .