Tradimento diverso

spleen

utente ?
....e io che pensavo fosse una metafora, di cosa poi non sò
Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Genesi 6-7
 

Foglia

utente viva e vegeta
Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Genesi 6-7

Eh??? :D

Piano, piano. :D

Ho solo scelto una immagine che mi piaceva, nulla più. :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao , capisco ciò che vuoi dirmi ma per ora è così . Sento una mancanza di rispetto per la vita assieme per le promesse che le ho fatto se mi avvicinassi ad una altra donna . Si lei era la prima donna che ho sentito un modo diverso e l ho ignorata allontanandola senza dirle nulla . Non c è mai stato nulla di fisico però qualcosa di diverso c era .
Ciao :)

Il primo grassetto penso che sarà uno dei nodi della terapia che sceglierai.
Cerca di individuare un tipo di terapia che vada bene per te, per le tue esigenze.
Non sono tutte uguali. E tu probabilmente hai bisogno di un indirizzo che ti permetta di lavorare sul qui e ora.
Più che sull'andare a scavare.

Probabilmente il primo grassetto deriva dalla tua concezione di onore?

Chiedevo se fosse la prima donna, perchè immagino un certo "stupore" (non saprei che parola usare in alternativa) di fronte ad un te che sente "qualcosa di diverso" e probabilmente inaspettato.
E il dissidio che ne deriva.

Io penso che sia del tutto naturale che tu ti senta nella situazione che descrivi. (diverso sarebbe se la cosa fosse cristallizzata).

Riaprirsi al mondo, al proprio mondo emozionale, è stupefacente per certi versi.
E mette in moto un sacco di sensazioni, si vaga un po' per tutto il ventaglio a propria disposizione.

Io penso che anche usare le parole nel loro significato condiviso aiuti a collocare se stessi e le proprie emozioni.
E visto che senti la sensazione del "tradimento", penso che dovresti capire verso chi è rivolta quella sensazione. (ecco perchè sottolineavo che il tradimento è sempre in una relazione. Poi capire con chi è quella relazione è l'altro passo).

Ed è importante comprendersi. Perchè farlo apre la porta ai propri bisogni.
(liberando da rimorsi, sensi di colpa e coperture varie).

Che sono poi quelli - i bisogni - che bussano alla porta e, inaspettatamente, fanno sentire "qualcosa di diverso". :)
 
Ultima modifica:

spleen

utente ?
Eh??? :D Piano, piano. :D Ho solo scelto una immagine che mi piaceva, nulla più. :)
Si ho capito. Però hai scelto una immagine iconica. In molte immagini di Adamo ed Eva, nell'arte del passato ad esempio, i genitali sono coperti da una foglia di fico che è citata anche nella Bibbia, nella Genesi. Essi scoprono di essere nudi nel momento in cui mangiano della mela che dà a loro la consapevolezza, la conoscenza, anche della loro sessualità, scoprono di essere nudi e si coprono, è l'introduzione dell' umanità alla malizia, la rinuncia al paradiso perduto dell'alba dell' uomo, alla sua visione fanciullesca del mondo. Non volendo hai adottato una immagine significativa per la storia dell'arte e della cultura.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ciao :)

Il primo grassetto penso che sarà uno dei nodi della terapia che sceglierai.
Cerca di individuare un tipo di terapia che vada bene per te, per le tue esigenze.
Non sono tutte uguali. E tu probabilmente hai bisogno di un indirizzo che ti permetta di lavorare sul qui e ora.
Più che sull'andare a scavare.

Probabilmente il primo grassetto deriva dalla tua concezione di onore?

Chiedevo se fosse la prima donna, perchè immagino un certo "stupore" (non saprei che parola usare in alternativa) di fronte ad un te che sente "qualcosa di diverso" e probabilmente inaspettato.
E il dissidio che ne deriva.

Io penso che sia del tutto naturale che tu ti senta nella situazione che descrivi. (diverso sarebbe se la cosa fosse cristallizzata).

Riaprirsi al mondo, al proprio mondo emozionale, è stupefacente per certi versi.
E mette in moto un sacco di sensazioni, si vaga un po' per tutto il ventaglio a propria disposizione.

Io penso che anche usare le parole nel loro significato condiviso aiuti a collocare se stessi e le proprie emozioni.
E visto che senti la sensazione del "tradimento", penso che dovresti capire verso chi è rivolta quella sensazione. (ecco perchè sottolineavo che il tradimento è sempre in una relazione. Poi capire con chi è quella relazione è l'altro passo).

Ed è importante comprendersi. Perchè farlo apre la porta ai propri bisogni.
(liberando da rimorsi, sensi di colpa e coperture varie).

Che sono poi quelli - i bisogni - che bussano alla porta e, inaspettatamente, fanno sentire "qualcosa di diverso". :)
Quoto e aggiungo solo che in questa ottica la ragazza è assolutamente secondaria.
 

andrea53

Utente di lunga data
effettivamente avete centrato molte cose : la perdita di identità della percezione di se e la nuova identità non accettata. La voglia o meglio il bisogno di tenere un canale di comunicazione sempre aperto con lei. Cercare di non interrompere il legame anche da un punto di vista pratico domandandomi cosa avrebbe fatto lei. Poi crescere nostro figlio da solo effettivamente è dura anche se c' è l aiuto prezioso di tanta gente: parenti in primis ma anche amici. E' dura anche per le domande che un bimbo ti pone: questa estate al rientro dal centro estivo mi chiese come mai lui era l' unico con la mamma morta. Cosa rispondi? Perchè ti ha fatto questa domanda? Cosa ha sentito? Allora gli dici che Gesù aveva bisogno di un angelo in paradiso con lui, un angelo che fosse mamma. Cercando tra tutte le mamme ha scelto la più bella e più brava di tutte : la sua mamma. Comunque non sono sempre così, anzi con lui mai. Si ride ,si scherza, lo accompagno, lo rimprovero , è ben integrato nel gruppo di amichetti, lo vedo bene.
Ecco, tutto bene. Evita soprattutto di sentirti in colpa per esserle sopravvissuto. E' banale dirlo, ma come vedi, la vita dà spesso grandi gioie e grandi dolori. E ogni volta, c'è un unico modo per superare le avversità: affrontarle. Nei confronti di tuo figlio dovrai essere tu a integrare il ruolo di sua madre, non sarà facile, non sarai perfetto, ma imparerai. Continuare a vivere sarà uno dei migliori insegnamenti che potrai dargli. In bocca al lupo
 

spleen

utente ?
Sento un profondo rispetto per il tuo dolore ma come ti hanno già detto in molti questa situazione va superata, per il tuo benessere e anche per quello di tuo figlio, non penso che ti farebbe bene una situazione cristallizzata, ricordi che se pur bellissimi ingessino il resto della tua vita. Farsi aiutare è la decisione giusta. In bocca al lupo.
 

Cuore2018

Utente di lunga data
Io invece vorrei proprio essere cancellato, brucino tutte le mie foto, i miei libri, i miei ricordi. Brucino anche me e scarichino tutto in un bagno.
Perché?
Hai figli?

Essendo atea io credo che l'unico senso della vita vada cercato in ciò che lasciamo nel mondo.

No, io non vorrei mai essere dimenticata. Vorrebbe dire che non ho lasciato tracce, che ho trascorso un'esistenza ripiegata su me stessa, senza preoccuparmi degli altri.

Invece sarei contenta di essere ricordata in modo positivo e sereno, dai miei figli ma non solo.
 

spleen

utente ?
Perché? Hai figli? Essendo atea io credo che l'unico senso della vita vada cercato in ciò che lasciamo nel mondo. No, io non vorrei mai essere dimenticata. Vorrebbe dire che non ho lasciato tracce, che ho trascorso un'esistenza ripiegata su me stessa, senza preoccuparmi degli altri. Invece sarei contenta di essere ricordata in modo positivo e sereno, dai miei figli ma non solo.
Non voglio innescare un ragionamento che porti OT ma io non ricordo nulla di mio bisnonno, ad esempio. Le nostre tracce nel mondo sono purtroppo destinate a scomparire progressivamente ed inesorabilmente, lasceremo traccia nelle persone care, poi diventeranno flebili, poi anche loro finiranno. Panta rei.
 

paoletto

Utente
Perché?
Hai figli?

Essendo atea io credo che l'unico senso della vita vada cercato in ciò che lasciamo nel mondo.

No, io non vorrei mai essere dimenticata. Vorrebbe dire che non ho lasciato tracce, che ho trascorso un'esistenza ripiegata su me stessa, senza preoccuparmi degli altri.

Invece sarei contenta di essere ricordata in modo positivo e sereno, dai miei figli ma non solo.
C era un uomo anzi c' è e ci sarà , finchè qualcuno saprà raccontare la sua storia


libera cit. di Agnes Heller
 
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allo

Utente di lunga data
Perché?
Hai figli?

Essendo atea io credo che l'unico senso della vita vada cercato in ciò che lasciamo nel mondo.

No, io non vorrei mai essere dimenticata. Vorrebbe dire che non ho lasciato tracce, che ho trascorso un'esistenza ripiegata su me stessa, senza preoccuparmi degli altri.

Invece sarei contenta di essere ricordata in modo positivo e sereno, dai miei figli ma non solo.

Certo che li ho.
Non lasciare tracce non significa, per me, aver vissuto un'esistenza ripiegato su me stesso. Significa aver fiducia che gli altri di me non avranno bisogno.
Al contrario è perciò aver insegnato a camminare con le loro gambe.
Volendo filosofeggiare, la persona che vuole essere ricordata è quella che vive in maniera più egoistica il tutto.
Ripeto, volendo filosofeggiare.
:)
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Quoto e aggiungo solo che in questa ottica la ragazza è assolutamente secondaria.
Certo che è secondaria.

E per fortuna!!

Se fosse centrale, starebbe in un mare di guai!! :)

Fortunatamente invece si descrive ben presente a se stesso, ai suoi desideri, ai suoi limiti.

Penso che dovrà andare ad osservare limiti oggettivi e limiti soggettivi, navigare nello spazio che esiste fra quei limiti...ma sono particolari in fondo.
L'importante è che non lasci fare SOLO al tempo.
Il tempo è un buon compagno.
Ma scorre.
E la differenza, per noi umani, la fa il collocarsi nel suo scorrere, non lo scorrere del tempo in sè.

Poi saprà trovare quello di cui ha bisogno :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Certo che li ho.
Non lasciare tracce non significa, per me, aver vissuto un'esistenza ripiegato su me stesso. Significa aver fiducia che gli altri di me non avranno bisogno.
Al contrario è perciò avergli insegnato a camminare con le loro gambe.
....camminare sulle proprie gambe è anche saper dare spazio alle lapidi interiori.
E andare a celebrare quello spazio. In pace.
Rendendolo uno spazio di riposo e sollievo e non di annullamento.

Rendere vuoti i pieni e pieni i vuoti.
Fondamentalmente.

Non pensi?

Concordo con te sul fatto che questo non dipenda interamente da quel che si è stati (e non fatto) ma è una scelta libera, si auspica, di chi resta.
 
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allo

Utente di lunga data
....camminare sulle proprie gambe è anche saper dare spazio alle lapidi interiori.
E andare a celebrare quello spazio. In pace.
Rendendolo uno spazio di riposo e sollievo e non di annullamento.

Rendere vuoti i pieni e pieni i vuoti.
Fondamentalmente.

Non pensi?

Concordo con te sul fatto che questo non dipende interamente da quel che si è stati (e non fatto) ma è una scelta libera, si auspica, di chi resta.
Certo. Ma riempire i vuoti con me? Che pessima idea.
:rotfl:
No no aria, via cancellare che di spazio occupato la terra è piena.
:mexican:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Certo. Ma riempire i vuoti con me? Che pessima idea.
:rotfl:
No no aria, via cancellare che di spazio occupato la terra è piena.
:mexican:
Beh....se riempire è inteso in senso assoluto (ossia riempire e tener pieno) sono d'accordo con te.

Ma se riempire i vuoti corrisponde a svuotare i pieni e viceversa, in un movimento circolare e costante, allora no. :)

E, per quanto tu non voglia, se riempirli con te oppure no, non è una scelta che dipende da te.

Io sono stata usata per riempire i vuoti. Mi sono opposta con tutte le mie forze. Ma non ho avuto alcun potere a riguardo.
Non era una scelta mia.
Potevo solo dissociarmene e non essere complice.

Più di questo...non si può :)

Se poi morissi...beh, spero che i mio vivere tracci segni.
Che lasci eredità in chi ha il desiderio di renderle tali.
Chi è andato definitivamente e che mi era vicino, ha una sua personale lapide in me. E vado. Mi piace. Trovo riposo e sollievo nel ricordo. E energia per l'azione. Oltre che fierezza nel proseguire quegli insegnamenti che mi hanno resa quel che sono. Nel bene e nel male. Curo le eredità e rendo grazia rendendole patrimonio mio da investire per me.

E in questo senso mi scelgo persone che sanno aver cura. Dei miei segni. Per sè.
E che quindi scelgano i miei segni. E li desiderino.

Tu no?
 
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spleen

utente ?
Beh....se riempire è inteso in senso assoluto (ossia riempire e tener pieno) sono d'accordo con te. Ma se riempire i vuoti corrisponde a svuotare i pieni e viceversa, in un movimento circolare e costante, allora no. :) E, per quanto tu non voglia, se riempirli con te oppure no, non è una scelta che dipende da te. Io sono stata usata per riempire i vuoti. Mi sono opposta con tutte le mie forze. Ma non ho avuto alcun potere a riguardo. Non era una scelta mia. Potevo solo dissociarmene e non essere complice. Più di questo...non si può :) Se poi morissi...beh, spero che i mio vivere tracci segni. Che lasci eredità in chi ha il desiderio di renderle tali. Chi è andato definitivamente e che mi era vicino, ha una sua personale lapide in me. E vado. Mi piace. Trovo riposo e sollievo nel ricordo. E energia per l'azione. Oltre che fierezza nel proseguire quegli insegnamenti che mi hanno resa quel che sono. Nel bene e nel male. Curo le eredità e rendo grazia rendendole patrimonio mio da investire per me. E in questo senso mi scelgo persone che sanno aver cura. Dei miei segni. Per sè. E che quindi scelgano i miei segni. E li desiderino. Tu no?
Mi auguro che tu non viva per questo, quello che hai descritto è una conseguenza, spero non uno scopo. O si?
 
Buongiorno a tutti, anticipo che andrò in terapia perchè altrimenti non riesco a venirne fuori. Sposato, vedovo per la verità, conosco dopo la morte di mia moglie una donna. Capisco che tra di noi sta nascendo qualcosa di più di una semplice amicizia e allora mi allontano da lei. Sensi di colpa e un senso di tradimento nei confronti della mia sposa. Forse questo non è il posto giusto dove scrivere queste cose ma io ho proprio i rimorsi come se l avessi tradita.
penso tu faccia bene a farti aiutare semplicemente ad elaborare il distacco , il lutto e i dolore che sono più che naturali dopo un evento del genere.
ti serve la serenità interiore e la forza per continuare a fare il padre per tuo figlio e per aprirti al futuro .del resto, sarà retorica ma per me è nella logica naturale ... se tra voi c'era amore tua moglie oggi non vorrebbe certo dolore per te .
in bocca al lupo
 

allo

Utente di lunga data
Beh....se riempire è inteso in senso assoluto (ossia riempire e tener pieno) sono d'accordo con te.

Ma se riempire i vuoti corrisponde a svuotare i pieni e viceversa, in un movimento circolare e costante, allora no. :)

E, per quanto tu non voglia, se riempirli con te oppure no, non è una scelta che dipende da te.

Io sono stata usata per riempire i vuoti. Mi sono opposta con tutte le mie forze. Ma non ho avuto alcun potere a riguardo.
Non era una scelta mia.
Potevo solo dissociarmene e non essere complice.

Più di questo...non si può :)

Se poi morissi...beh, spero che i mio vivere tracci segni.
Che lasci eredità in chi ha il desiderio di renderle tali.
Chi è andato definitivamente e che mi era vicino, ha una sua personale lapide in me. E vado. Mi piace. Trovo riposo e sollievo nel ricordo. E energia per l'azione. Oltre che fierezza nel proseguire quegli insegnamenti che mi hanno resa quel che sono. Nel bene e nel male. Curo le eredità e rendo grazia rendendole patrimonio mio da investire per me.

E in questo senso mi scelgo persone che sanno aver cura. Dei miei segni. Per sè.
E che quindi scelgano i miei segni. E li desiderino.

Tu no?
Io spero che i miei segni siano diventati i loro segni.
E che li seguano perché sono i loro.
Ma non dovranno seguire il mio ricordo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi auguro che tu non viva per questo, quello che hai descritto è una conseguenza, spero non uno scopo. O si?
No, non è uno scopo.

Sarei una sacerdotessa, se vivessi per quello :D

Consegue dall'essere fedele a me.
La questione dei segni comunque mi compone.

Mi compone per il significato che ho dato/do ai miei.
E per il significato che ho dato/do a quelli che ho lasciato/lascio.

Come lo è la questione dell'eredità e del patrimonio. (a cui i segni appartengono).

Io non ho figli. E non ne avrò. (salvo una qualche illuminazione sulla via di damasco).
Quindi quell'investimento che le persone fanno sui figli, non avendolo spostato sui miei gatti ;), l'ho ridiretto sul mio essere nel mondo.

Chi ha un figlio lascia una eredità concreta. Volente o nolente.
Di insegnamenti, vissuto, patrimonio (emotivo, cognitivo, materiale).
Io non potrò farlo. :)

Ma ho comunque il senso della costruzione di una continuità fra passato e futuro. E la progettualità.
Quindi ovviamente la ridirigo in altri ambiti.
Mi piace molto l'idea dell'eredità. Mi richiama l'idea della famiglia.

E siccome la mia famiglia attuale, non di provenienza, è una coppia, quindi tecnicamente famiglia non è, mi sento un po' come quelle vecchie che individuano persone meritevoli del loro patrimonio. Non so se mi spiego. :)
 
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