Mediamente non ci si sposa con quello o quella che fanno più sangue.
Anzi, a volte capita che si si sposi senza neppure avere mai trovato una persona in grado di far provare un simile coinvolgimento.
Ci si sposa spessissimo con quello che si ritiene possa essere più adeguato per viverci insieme, ovvero che risponde maggiormente ai propri bisogni, con quello che potrebbe essere un buon padre (o una buona madre), senza troppi grilli per la testa, un buon lavoratore, accondiscendente, con ambizioni paragonabili e hobby compatibili, di intelligenza adeguata, insomma uno con cui puoi andare in vacanza un mese senza pensare in alcun momento all'omicidio, magari pure riuscendo a divertirti molto, che è una cosa che lega due persone e le fa stare bene insieme.
Ma si sa che la vita di ogni giorno non è una vacanza e questa bellissima cosa che è un progetto matrimoniale è un pochino carente molte volte sul piano delle emozioni.
Diciamo che quando si arriva a sposarsi le emozioni iniziali, se mai ci sono state, sono ormai un ricordo per tanti.
E qualcuno magari soffre un po' a vivere di nostalgia. Quelle emozioni le vuole e le pretende ancora, ma non sei più tu (marito, moglie, compagno etc) che puoi dargliele, per ovvi motivi.
Tu sei lì dove albergano l'amore e i sentimenti duraturi (forse), ma dove le passioni sono ormai estinte.
E quindi capita (questo sì) che affiorino altrove, anche se sei poi tu (generico) a decidere di dar loro lo spazio che meritano. Il collega è un classico.
Ce l'hai davanti tutti i giorni, magari è un gran figo e poi questa cosa della complicità nel tenere nascosto tutto unita alla seduzione farebbero fibrillare chiunque.
E con una scopata ogni due settimane vai magari avanti anni prima di annoiarti e di chiudere.