Il punto è che tu non sei tipo da tatuaggi. La crisi di identità che ha innescato quelle fasi di oscillazione della tua autostima ti porta a pensare di intervenire su te stesso per riscattarti.
Ma è anche tutto normale e cosi, al pari di chi sceglie di curare se stesso e il proprio corpo andando in palestra, tu in questa fase senti di volerti tatuare in segno di ribellione mentre ancora stenti ad accettare l'accaduto.
Non credo che la tua sofferenza sia stata più grande di quella di un qualsiasi altro tradito, credo piuttosto che questa esperienza sia implosa dentro di te e, nella tua riservatezza, rimasta con te. Il tatuaggio sarebbe un sintomo latente che, in QUESTO MOMENTO, andrebbe a manifestarsi sulla tua pelle.
In sostanza, non sarebbe un tuo prodotto ma solo una conseguenza di una scelta non propriamente tua.
Vedi, tu non sei convinto di volerlo fare. Ma per te rappresenta un mezzo di ribellione.
Non ti dico a me cosa passò per la testa di tatuarmi. Avevo fatto un progettino per l'intera schiena....

Ma ho sempre avuto stima di me stesso e sapevo che un tatuaggio non avrebbe mai apportato alcunchè alla mia persona. Non lo feci e risulto essere solo una fantasia.
Quindi non lo fare. Resta i attesa e più in là scoprirai che non era di intervenire sul tuo corpo che avevi bisogno.
In futuro quel tatuaggio potrebbe essere invece il ricordo di una falsa percezione di quel momento.