Cerco di dare una definizione alla parola "errore", per come la vedio io ovviamente.
Errore inteso come qualcosa di sbagliato che si fa, ma di cui ci si pente. Senza pentimento non si può parlare di errore. Chi tradisce in modo seriale, non commette un errore, è proprio una persona sbagliata dentro. Perché chi si pente diviene umile e si mette in discussione, chi non si pente e anzi vuole a tutti i costi giustificarsi che il tradimento è stato quasi un'inevitabile conseguenza del comportamento altrui, fa così solo perché è troppo egoista e narcista da avere il coraggio di condannare o rinnegare una parte di sè. Non solo, ma superata quella linea una volta, diviene più facile superarla una seconda, e una terza. Tanto la colpa è dell'altro.
Il motivo del tradimento non è univoco, non può essere sempre perché il traditore sia semplicemente uno stronzo, questo è quello che vorremmo sentirci dire noi “traditi” perché siamo arrabbiati per quello che abbiamo subìto. Io sono la prima, quindi alzo la mano, "presente!". Ma non può essere sempre così. Io spero, anzi desidero fortemente che non sia sempre così, altrimenti questo mondo è proprio marcio.
Arrivano momenti difficili del matrimonio, i sentimenti si sono raffreddati, ci si allontana anche fisicamente l’uno dall’altro, poi un giorno per caso ecco che arriva una persona che ci colpisce, che ci ammalia.
Una persona ragionevole si ferma qui, usa questo accadimento per riflettere su cosa stia accadendo nel matrimonio, visto che addirittura la mente è andata “oltre” e si è desiderato qualcun altro. Può essere arrivato il momento di prendere delle decisioni, è il segnale che la vita ci dà per iniziare a porsi delle domande e a cercare le soluzioni ai problemi.
Poi c'è chi va oltre la riflessione pensando a sè, e tradisce, commette indubbiamente un grosso peccato di mancanza di rispetto, su questo sono perfettamente d'accordo. Chi non si ferma e si lascia andare, lo fa perché vuole egoisticamente prendersi la magia dell'avventura, calpestando il proprio partner.
Ma se dopo soli due mesi si torna indietro e ci si pente, io voglio credere che sia un "errore".
Sempre che siano veri questi due mesi, perché quando si tradisce e si confessa, secondo me si dice sempre meno della metà di quello che si è fatto.
Io non voglio giustificare i traditori, perché non sono proprio nella posizione di poterlo fare, visto che mio marito l'ho letteralmente defenestrato appena l'ho scoperto e non gli ho dato nessuna possibilità di perdono, ma il mio era un marito traditore seriale, le donne le andava a cercare, era un uomo a caccia. Altra cosa. Questo secondo me non è un errore. Questo comportamente non merita perdono.