Superare un tradimento

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danny

Utente di lunga data
Sono veramente contenta di sentire che ci state provando, insieme. Vuol dire che interessa a entrambi trovare una soluzione.
Ci sono diversi tipi di tradimenti e non tutti possono essere perdonati, solo quelli che sono degli errori meritano di essere riconosciuti come tali, altri no, soprattutto quando sono una consuetudine o frutto di vigliaccheria.
Io un po' t'invidio, perché quello di tua moglie è stato probabilmente solo un errore.
Conosco amici che hanno superato un episodio di tradimento uscendone ancora più uniti di prima. Vi auguro col cuore che sia così anche per voi.

Mi spieghi questa cosa dell'errore?
Stiamo parlando di due mesi.
L'errore è di aver tradito con una persona che alla fine non ci è piaciuta così tanto?
O di aver tradito ed essersi accorti solo dopo due mesi di quello che si stava facendo?
Per ricominciare occorre consapevolezza di sé e dell'altro, non incanto.
Per me.
Chiudere tutto pensando sia stato "solo un errore" lascia aperte tante porte.
 
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Babou

Utente
Cerco di dare una definizione alla parola "errore", per come la vedio io ovviamente.
Errore inteso come qualcosa di sbagliato che si fa, ma di cui ci si pente. Senza pentimento non si può parlare di errore. Chi tradisce in modo seriale, non commette un errore, è proprio una persona sbagliata dentro. Perché chi si pente diviene umile e si mette in discussione, chi non si pente e anzi vuole a tutti i costi giustificarsi che il tradimento è stato quasi un'inevitabile conseguenza del comportamento altrui, fa così solo perché è troppo egoista e narcista da avere il coraggio di condannare o rinnegare una parte di sè. Non solo, ma superata quella linea una volta, diviene più facile superarla una seconda, e una terza. Tanto la colpa è dell'altro.

Il motivo del tradimento non è univoco, non può essere sempre perché il traditore sia semplicemente uno stronzo, questo è quello che vorremmo sentirci dire noi “traditi” perché siamo arrabbiati per quello che abbiamo subìto. Io sono la prima, quindi alzo la mano, "presente!". Ma non può essere sempre così. Io spero, anzi desidero fortemente che non sia sempre così, altrimenti questo mondo è proprio marcio.
Arrivano momenti difficili del matrimonio, i sentimenti si sono raffreddati, ci si allontana anche fisicamente l’uno dall’altro, poi un giorno per caso ecco che arriva una persona che ci colpisce, che ci ammalia.
Una persona ragionevole si ferma qui, usa questo accadimento per riflettere su cosa stia accadendo nel matrimonio, visto che addirittura la mente è andata “oltre” e si è desiderato qualcun altro. Può essere arrivato il momento di prendere delle decisioni, è il segnale che la vita ci dà per iniziare a porsi delle domande e a cercare le soluzioni ai problemi.
Poi c'è chi va oltre la riflessione pensando a sè, e tradisce, commette indubbiamente un grosso peccato di mancanza di rispetto, su questo sono perfettamente d'accordo. Chi non si ferma e si lascia andare, lo fa perché vuole egoisticamente prendersi la magia dell'avventura, calpestando il proprio partner.
Ma se dopo soli due mesi si torna indietro e ci si pente, io voglio credere che sia un "errore".
Sempre che siano veri questi due mesi, perché quando si tradisce e si confessa, secondo me si dice sempre meno della metà di quello che si è fatto.

Io non voglio giustificare i traditori, perché non sono proprio nella posizione di poterlo fare, visto che mio marito l'ho letteralmente defenestrato appena l'ho scoperto e non gli ho dato nessuna possibilità di perdono, ma il mio era un marito traditore seriale, le donne le andava a cercare, era un uomo a caccia. Altra cosa. Questo secondo me non è un errore. Questo comportamente non merita perdono.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Cerco di dare una definizione alla parola "errore", per come la vedio io ovviamente.
Errore inteso come qualcosa di sbagliato che si fa, ma di cui ci si pente. Senza pentimento non si può parlare di errore. Chi tradisce in modo seriale, non commette un errore, è proprio una persona sbagliata dentro. Perché chi si pente diviene umile e si mette in discussione, chi non si pente e anzi vuole a tutti i costi giustificarsi che il tradimento è stato quasi un'inevitabile conseguenza del comportamento altrui, fa così solo perché è troppo egoista e narcista da avere il coraggio di condannare o rinnegare una parte di sè. Non solo, ma superata quella linea una volta, diviene più facile superarla una seconda, e una terza. Tanto la colpa è dell'altro.

Il motivo del tradimento non è univoco, non può essere sempre perché il traditore sia semplicemente uno stronzo, questo è quello che vorremmo sentirci dire noi “traditi” perché siamo arrabbiati per quello che abbiamo subìto. Io sono la prima, quindi alzo la mano, "presente!". Ma non può essere sempre così. Io spero, anzi desidero fortemente che non sia sempre così, altrimenti questo mondo è proprio marcio.
Arrivano momenti difficili del matrimonio, i sentimenti si sono raffreddati, ci si allontana anche fisicamente l’uno dall’altro, poi un giorno per caso ecco che arriva una persona che ci colpisce, che ci ammalia.
Una persona ragionevole si ferma qui, usa questo accadimento per riflettere su cosa stia accadendo nel matrimonio, visto che addirittura la mente è andata “oltre” e si è desiderato qualcun altro. Può essere arrivato il momento di prendere delle decisioni, è il segnale che la vita ci dà per iniziare a porsi delle domande e a cercare le soluzioni ai problemi.
Poi c'è chi va oltre la riflessione pensando a sè, e tradisce, commette indubbiamente un grosso peccato di mancanza di rispetto, su questo sono perfettamente d'accordo. Chi non si ferma e si lascia andare, lo fa perché vuole egoisticamente prendersi la magia dell'avventura, calpestando il proprio partner.
Ma se dopo soli due mesi si torna indietro e ci si pente, io voglio credere che sia un "errore".
Sempre che siano veri questi due mesi, perché quando si tradisce e si confessa, secondo me si dice sempre meno della metà di quello che si è fatto.

Io non voglio giustificare i traditori, perché non sono proprio nella posizione di poterlo fare, visto che mio marito l'ho letteralmente defenestrato appena l'ho scoperto e non gli ho dato nessuna possibilità di perdono, ma il mio era un marito traditore seriale, le donne le andava a cercare, era un uomo a caccia. Altra cosa. Questo secondo me non è un errore. Questo comportamente non merita perdono.
:up:
Perfetto
 

riccardo1973

Utente di lunga data
Parli spesso al plurale, assimilando lei ai tuoi sentimenti e alle tue emozioni.
Un primo passo necessario è vedere lei come altro da te.
Tu sei innamorato, tu hai sentito le farfalle nello stomaco, o più che altro un'emozione che descrivi così quando l'hai baciata.
Lei ti ha detto che l'ha lasciato perché è innamorata di te.
Ma intanto ti ha tradito.
Perché?
Che risposta ti sei dato?
vedi, lei ha commesso uno atto non giustificabile, non accettabile, deprovevole, meschino, non perdonabile....sai quanti ne possiamo trovare? mille.... Ma io ho voluto capire dentro di me le cause che l'hanno portata a questo. Senza entrare nelle logiche delle giustificazioni, ma solo per capire se dovevamo ricominciare o costruire qualcosa di diverso.
IO ERO DIVERSO. L'avevo abituata ad un uomo diverso da quello che ero diventato...Ero sempre pieno di attenzioni, sorprese, piccole cose tra noi che ci facevano ridere come ragazzini. Non riusciva a fare una doccia in santa pace senza che mi intrufolassi a fare l'amore con lei. Le nostre passeggiate giornaliere dopo aver portato le bimbe a scuola in riva al mare....bastavano 15 min per farci sentire uniti..
NON C'ERA PIU' NIENTE ED IO ME NE SONO RESO CONTO SOLO ADESSO...."se non ti prendi cura di ciò che ami qualcuno lo farà per te...." L'avevo letto da qualche parte...aveva ragione. Rimane sempre l'errore, la delusione e l'amarezza, questo non si cancella, come una cicatrice che ci ricorda la ferita e il dolore.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mah.

Mi fa specie che certe cose le scriva un tradito.
O ha anche lui delle colpe che ci tace oppure non lo capisco.
Amarsi non significa aspettarsi un clima da film e quando non lo si ha cercarlo da altri, come se quello che conta fossero le attenzioni e non le persone.
Se si interpreta come mancanza di amore il cambiamento di clima si può parlare.
 

Babou

Utente
Mi fa specie che certe cose le scriva un tradito.
O ha anche lui delle colpe che ci tace oppure non lo capisco.
Io penso che faccia parte delle possibili conseguenze del dolore che genera il tradimento: c'è chi, di fronte a questo, si fa ammenda, passa in rassegna la propria vita alla ricerca del momento in cui ha sbagliato. E qualcosa si trova sempre, perché mariti e mogli perfetti nessuno di noi lo è stato, tutto è perfettibile, quindi qualcosa in noi lo troviamo sempre. Da qui, soprattutto in chi è più introverso e riservato, scatta il senso di colpa. Sembra un paradosso, ma credo non sia l'unico quando si scopre un tradimento.
Per esempio c'è anche il fenomeno di aver totalmente perso la fiducia nel partner, contemporaneamente si chiede con minuzia ogni cosa successa, quanti giorni mi hai tradito, quante volte. Ma se non hai fiducia, come puoi poi prender per vero quello che ti viene risposto? Anche questo è un paradosso.
 

danny

Utente di lunga data
Cerco di dare una definizione alla parola "errore", per come la vedio io ovviamente.
Errore inteso come qualcosa di sbagliato che si fa, ma di cui ci si pente. Senza pentimento non si può parlare di errore. Chi tradisce in modo seriale, non commette un errore, è proprio una persona sbagliata dentro. Perché chi si pente diviene umile e si mette in discussione, chi non si pente e anzi vuole a tutti i costi giustificarsi che il tradimento è stato quasi un'inevitabile conseguenza del comportamento altrui, fa così solo perché è troppo egoista e narcista da avere il coraggio di condannare o rinnegare una parte di sè. Non solo, ma superata quella linea una volta, diviene più facile superarla una seconda, e una terza. Tanto la colpa è dell'altro.

Il motivo del tradimento non è univoco, non può essere sempre perché il traditore sia semplicemente uno stronzo, questo è quello che vorremmo sentirci dire noi “traditi” perché siamo arrabbiati per quello che abbiamo subìto. Io sono la prima, quindi alzo la mano, "presente!". Ma non può essere sempre così. Io spero, anzi desidero fortemente che non sia sempre così, altrimenti questo mondo è proprio marcio.
Arrivano momenti difficili del matrimonio, i sentimenti si sono raffreddati, ci si allontana anche fisicamente l’uno dall’altro, poi un giorno per caso ecco che arriva una persona che ci colpisce, che ci ammalia.
Una persona ragionevole si ferma qui, usa questo accadimento per riflettere su cosa stia accadendo nel matrimonio, visto che addirittura la mente è andata “oltre” e si è desiderato qualcun altro. Può essere arrivato il momento di prendere delle decisioni, è il segnale che la vita ci dà per iniziare a porsi delle domande e a cercare le soluzioni ai problemi.
Poi c'è chi va oltre la riflessione pensando a sè, e tradisce, commette indubbiamente un grosso peccato di mancanza di rispetto, su questo sono perfettamente d'accordo. Chi non si ferma e si lascia andare, lo fa perché vuole egoisticamente prendersi la magia dell'avventura, calpestando il proprio partner.
Ma se dopo soli due mesi si torna indietro e ci si pente, io voglio credere che sia un "errore".
Sempre che siano veri questi due mesi, perché quando si tradisce e si confessa, secondo me si dice sempre meno della metà di quello che si è fatto.

Io non voglio giustificare i traditori, perché non sono proprio nella posizione di poterlo fare, visto che mio marito l'ho letteralmente defenestrato appena l'ho scoperto e non gli ho dato nessuna possibilità di perdono, ma il mio era un marito traditore seriale, le donne le andava a cercare, era un uomo a caccia. Altra cosa. Questo secondo me non è un errore. Questo comportamente non merita perdono.
Ottima spiegazione. Concordo sul fatto che andrebbe compreso se questa che è stata raccontata è la verità.
 

danny

Utente di lunga data
vedi, lei ha commesso uno atto non giustificabile, non accettabile, deprovevole, meschino, non perdonabile....sai quanti ne possiamo trovare? mille.... Ma io ho voluto capire dentro di me le cause che l'hanno portata a questo. Senza entrare nelle logiche delle giustificazioni, ma solo per capire se dovevamo ricominciare o costruire qualcosa di diverso.
IO ERO DIVERSO. L'avevo abituata ad un uomo diverso da quello che ero diventato...Ero sempre pieno di attenzioni, sorprese, piccole cose tra noi che ci facevano ridere come ragazzini. Non riusciva a fare una doccia in santa pace senza che mi intrufolassi a fare l'amore con lei. Le nostre passeggiate giornaliere dopo aver portato le bimbe a scuola in riva al mare....bastavano 15 min per farci sentire uniti..
NON C'ERA PIU' NIENTE ED IO ME NE SONO RESO CONTO SOLO ADESSO...."se non ti prendi cura di ciò che ami qualcuno lo farà per te...." L'avevo letto da qualche parte...aveva ragione. Rimane sempre l'errore, la delusione e l'amarezza, questo non si cancella, come una cicatrice che ci ricorda la ferita e il dolore.
A leggerti ho la sensazione che tu stia trovando delle motivazioni che ti rendano accettabile l'accaduto. Il matrimonio è fatto di alti e bassi ma è proprio in questi ultimi che emerge la forza del legame e il valore che si dà ad esso. Quella frase che hai citato gira da tempo su internet e può andare bene a una coppia giovanissima che vive ancora nell'incanto della vita. Ma esclude incidenti, malattie, vecchiaia e tutti gli accadimenti imprevedibili della vita: non ci si può amare solo se tutto va bene e si ottiene tanto.
Per i neretti
1) E' spiacevole dirlo ma le cause che l'hanno portata a tradirti non le devi cercare dentro di te ma dentro di lei.
2) Credimi, lei era più diversa rispetto a te.
 
Ultima modifica:

Babou

Utente
Sì, mi piace la risposta di Danny, Riccardo dovresti riflettere molto su quello che ti ha detto. Non devi flagellarti così, quando il fuoco del rapporto si raffredda significa che entrambi ci si è dimenticati di gettar legna.
Le colpe le avrai, e va bene avere l'umiltà di ammetterle, perché questo ti fa onore, ma continuare a dirti che tutto è causa tua serve solo a giustificare lei e a darle quindi l'espediente per uscirne salva. Dovesse ripetersi, lei direbbe che è sempre colpa tua, d'altronde sa che tu in una situazione del genere indosseresti il cilicio.
 

Skorpio

Utente di lunga data
vedi, lei ha commesso uno atto non giustificabile, non accettabile, deprovevole, meschino, non perdonabile....sai quanti ne possiamo trovare? mille.... Ma io ho voluto capire dentro di me le cause che l'hanno portata a questo. Senza entrare nelle logiche delle giustificazioni, ma solo per capire se dovevamo ricominciare o costruire qualcosa di diverso.
IO ERO DIVERSO. L'avevo abituata ad un uomo diverso da quello che ero diventato...Ero sempre pieno di attenzioni, sorprese, piccole cose tra noi che ci facevano ridere come ragazzini. Non riusciva a fare una doccia in santa pace senza che mi intrufolassi a fare l'amore con lei. Le nostre passeggiate giornaliere dopo aver portato le bimbe a scuola in riva al mare....bastavano 15 min per farci sentire uniti..
NON C'ERA PIU' NIENTE ED IO ME NE SONO RESO CONTO SOLO ADESSO...."se non ti prendi cura di ciò che ami qualcuno lo farà per te...." L'avevo letto da qualche parte...aveva ragione. Rimane sempre l'errore, la delusione e l'amarezza, questo non si cancella, come una cicatrice che ci ricorda la ferita e il dolore.
Credo che questo post ti faccia onore... perché hai ricercato e ricerchi in te delle responsabilità in tutto questo, anche se "l'atto" di colpa non lo hai commesso

alla fine il tradire è un sintomo come un altro... come può esser l'andare dopo cena a chiudersi in camera o in bagno col telefonino a chattare, o come può essere il non partecipare attivamente a aspetti della vita familiare che lo richiederebbero.

è come una febbre... c'è qualcosa dietro, che è una malattia tenue, grave, o anche incurabile sicuramente
ma è un sintomo e come tale resta.... e non nasce mai così da improvvise ispirazioni alla trasgressione.

Stai adesso ricercando la malattia... e stai facendo la tua parte in modo serio e consapevole, per ciò che ti è concesso e consentito da te stesso

E necessario ovviamente che chi ti sta vicino faccia lo stesso... e non si limiti a descrivere il sintomo che ha perpetrato, limitandosi a inghiottire una tachipirina per mandarlo via... e liquidando il tutto come un "errore" o una "cavolata"...


perché così facendo la malattia viene semplicemente ignorata.. e ci si concentra solo sul cancellare una febbre che in se e per se è semplicemente un sintomo di un qualcosa che si mantiene.

e dovrete farlo entrambi, secondo me...
 

danny

Utente di lunga data
Sì, mi piace la risposta di Danny, Riccardo dovresti riflettere molto su quello che ti ha detto. Non devi flagellarti così, quando il fuoco del rapporto si raffredda significa che entrambi ci si è dimenticati di gettar legna.
Le colpe le avrai, e va bene avere l'umiltà di ammetterle, perché questo ti fa onore, ma continuare a dirti che tutto è causa tua serve solo a giustificare lei e a darle quindi l'espediente per uscirne salva. Dovesse ripetersi, lei direbbe che è sempre colpa tua, d'altronde sa che tu in una situazione del genere indosseresti il cilicio.

Da imparare a memoria.



(io feci lo stesso errore, eh. Mi sa che è una reazione di negazione dell'accaduto abbastanza normale)
 

riccardo1973

Utente di lunga data
Credo che questo post ti faccia onore... perché hai ricercato e ricerchi in te delle responsabilità in tutto questo, anche se "l'atto" di colpa non lo hai commesso

alla fine il tradire è un sintomo come un altro... come può esser l'andare dopo cena a chiudersi in camera o in bagno col telefonino a chattare, o come può essere il non partecipare attivamente a aspetti della vita familiare che lo richiederebbero.

è come una febbre... c'è qualcosa dietro, che è una malattia tenue, grave, o anche incurabile sicuramente
ma è un sintomo e come tale resta.... e non nasce mai così da improvvise ispirazioni alla trasgressione.

Stai adesso ricercando la malattia... e stai facendo la tua parte in modo serio e consapevole, per ciò che ti è concesso e consentito da te stesso

E necessario ovviamente che chi ti sta vicino faccia lo stesso... e non si limiti a descrivere il sintomo che ha perpetrato, limitandosi a inghiottire una tachipirina per mandarlo via... e liquidando il tutto come un "errore" o una "cavolata"...


perché così facendo la malattia viene semplicemente ignorata.. e ci si concentra solo sul cancellare una febbre che in se e per se è semplicemente un sintomo di un qualcosa che si mantiene.

e dovrete farlo entrambi, secondo me...
Racconto questo episodio: All'età di 32 quando ero ancora fidanzato con la mia ex abbiamo passato un periodo difficile: ci trascuravamo, eravamo lontani e freddi, io concentrato sul nuovo lavoro, nuove amicizie...Lei sul suo lavoro, le sue cose...Insomma un periodo di crisi e noia, stagnamento. Un giorno conobbi una cliente e tra noi fu colpo di fulmine, almeno a pelle: il suo modo di guardarmi, il modo che aveva di parlarmi ed interessarsi alle cose che dicevo e facevo. Iniziammo ad uscire ed a fare tutte quelle cose che non facevo più con la mia ragazza: giornate in moto, passeggiate al mare, cene in antichi castelli, ascoltare un canzone da pelle d'oca...Con lei era tutto nuovo, e per lei io ero tutto da scoprire. Mi mancavano quegli atteggiamenti nei miei confronti, quelle attenzioni, quella curiosità, quell'essere affascinante agli occhi di qualcuno...Poi ho cominciato a sentirmi a disagio, fuori posto. Ho realizzato che non mi interessava LEI ma come mi faceva sentire. Avevo bisogno di sentirmi vivo, desiderato, guardato. Appena reso consapevole di questo ho avvertito il sentimento che avevo per la mia fidanzata che urlava dentro facendomi sentire bambino, stupido, egoista. Per sentirmi VIVO avevo sporcato il nostro amore....
Abbiamo in seguito ripreso per i capelli il nostro rapporto ma.....questa è un'altra storia.

Sono stato dall'altra parte anch'io...forse per questo ragiono così.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Racconto questo episodio: All'età di 32 quando ero ancora fidanzato con la mia ex abbiamo passato un periodo difficile: ci trascuravamo, eravamo lontani e freddi, io concentrato sul nuovo lavoro, nuove amicizie...Lei sul suo lavoro, le sue cose...Insomma un periodo di crisi e noia, stagnamento. Un giorno conobbi una cliente e tra noi fu colpo di fulmine, almeno a pelle: il suo modo di guardarmi, il modo che aveva di parlarmi ed interessarsi alle cose che dicevo e facevo. Iniziammo ad uscire ed a fare tutte quelle cose che non facevo più con la mia ragazza: giornate in moto, passeggiate al mare, cene in antichi castelli, ascoltare un canzone da pelle d'oca...Con lei era tutto nuovo, e per lei io ero tutto da scoprire. Mi mancavano quegli atteggiamenti nei miei confronti, quelle attenzioni, quella curiosità, quell'essere affascinante agli occhi di qualcuno...Poi ho cominciato a sentirmi a disagio, fuori posto. Ho realizzato che non mi interessava LEI ma come mi faceva sentire. Avevo bisogno di sentirmi vivo, desiderato, guardato. Appena reso consapevole di questo ho avvertito il sentimento che avevo per la mia fidanzata che urlava dentro facendomi sentire bambino, stupido, egoista. Per sentirmi VIVO avevo sporcato il nostro amore....
Abbiamo in seguito ripreso per i capelli il nostro rapporto ma.....questa è un'altra storia.

Sono stato dall'altra parte anch'io...forse per questo ragiono così.
essersi seduti su varie poltrone aiuta a avere la consapevolezza che esistono panoramiche diverse da quella che ci è consentito vedere stando sulla poltrona in cui ci si trova al momento... :)
 

mistral

Utente di lunga data
Racconto questo episodio: All'età di 32 quando ero ancora fidanzato con la mia ex abbiamo passato un periodo difficile: ci trascuravamo, eravamo lontani e freddi, io concentrato sul nuovo lavoro, nuove amicizie...Lei sul suo lavoro, le sue cose...Insomma un periodo di crisi e noia, stagnamento. Un giorno conobbi una cliente e tra noi fu colpo di fulmine, almeno a pelle: il suo modo di guardarmi, il modo che aveva di parlarmi ed interessarsi alle cose che dicevo e facevo. Iniziammo ad uscire ed a fare tutte quelle cose che non facevo più con la mia ragazza: giornate in moto, passeggiate al mare, cene in antichi castelli, ascoltare un canzone da pelle d'oca...Con lei era tutto nuovo, e per lei io ero tutto da scoprire. Mi mancavano quegli atteggiamenti nei miei confronti, quelle attenzioni, quella curiosità, quell'essere affascinante agli occhi di qualcuno...Poi ho cominciato a sentirmi a disagio, fuori posto. Ho realizzato che non mi interessava LEI ma come mi faceva sentire. Avevo bisogno di sentirmi vivo, desiderato, guardato. Appena reso consapevole di questo ho avvertito il sentimento che avevo per la mia fidanzata che urlava dentro facendomi sentire bambino, stupido, egoista. Per sentirmi VIVO avevo sporcato il nostro amore....
Abbiamo in seguito ripreso per i capelli il nostro rapporto ma.....questa è un'altra storia.

Sono stato dall'altra parte anch'io...forse per questo ragiono così.
Stesso discorso che ho fatto io a suo tempo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Racconto questo episodio: All'età di 32 quando ero ancora fidanzato con la mia ex abbiamo passato un periodo difficile: ci trascuravamo, eravamo lontani e freddi, io concentrato sul nuovo lavoro, nuove amicizie...Lei sul suo lavoro, le sue cose...Insomma un periodo di crisi e noia, stagnamento. Un giorno conobbi una cliente e tra noi fu colpo di fulmine, almeno a pelle: il suo modo di guardarmi, il modo che aveva di parlarmi ed interessarsi alle cose che dicevo e facevo. Iniziammo ad uscire ed a fare tutte quelle cose che non facevo più con la mia ragazza: giornate in moto, passeggiate al mare, cene in antichi castelli, ascoltare un canzone da pelle d'oca...Con lei era tutto nuovo, e per lei io ero tutto da scoprire. Mi mancavano quegli atteggiamenti nei miei confronti, quelle attenzioni, quella curiosità, quell'essere affascinante agli occhi di qualcuno...Poi ho cominciato a sentirmi a disagio, fuori posto. Ho realizzato che non mi interessava LEI ma come mi faceva sentire. Avevo bisogno di sentirmi vivo, desiderato, guardato. Appena reso consapevole di questo ho avvertito il sentimento che avevo per la mia fidanzata che urlava dentro facendomi sentire bambino, stupido, egoista. Per sentirmi VIVO avevo sporcato il nostro amore....
Abbiamo in seguito ripreso per i capelli il nostro rapporto ma.....questa è un'altra storia.

Sono stato dall'altra parte anch'io...forse per questo ragiono così.
Avevo aperto un thread per leggere cose del genere.
 

Alatriste

Nuovo utente
la mia è una storia classica di tradimento scoperto per caso.
Sempre per caso sul telefono di mia figlia che prima era della mia compagna, apro whatsapp perchè non le funzionava bene e trovo delle conversazioni vecchie tra la mia compagna e quest'uomo. Dopo la doccia fredda e un groppo nello stomaco che non mi faceva respirare ho preso coraggio e le ho dato in mano il cellulare chiedendo spiegazioni sui messaggi. In primo momento è rimasta senza parole, non poteva credere di essere stata scoperta poi è iniziata la confessione in merito al loro rapporto durato due mesi, che era finito da tempo xchè si era accorta di star facendo una sciocchezza e che era innamorata di me.....Premetto che il nostro rapporto stava passando un periodo (1 anno) veramente duro: eravamo distanti, io sempre incazzato e scontroso per problemi vari, non le davo più le attenzioni a cui era abituata....Ora so che non si può giustificare un tradimento, mai.....Ma vorrei del tempo per capire cosa sia giusto fare, quale decisione prendere a mente lucida, senza dolore orgoglio delusione....Avevamo creato il nostro rapporto e la nostra famiglia (2 bambine) basata sulla fiducia e trasparenza per tutti i membri della famiglia....E' stata dura scoprire questo tradimento, molto dura. Siamo ancora innamorati ma la confusione adesso è tanta....Sarà come prima? Sarà diverso, più consapevole, più forte, il nostro rapporto? La fiducia reciproca dovrà essere riguadagnata giorno per giorno? ho paura........
Sarà diverso, ma se ci credi, e senti di poterci riprovare, fallo, ma devi sentirtelo dentro, consapevole del fatto che sarà dura, ma se lo vuoi veramente credo che tu debba provarci.
Massimo rispetto per il fatto di essere ancora li, ferito ma presente, non tutti potrebbero farcela
 

marietto

Heisenberg
Ciao Riccardo,
in linea di massima sono filosoficamente d'accordo con la maggior parte delle persone che ha postato nel tuo thread. Se vi amate ancora e pensate di poter superare certe cose, fate bene a concedervi una nuova chance.

C'é tuttavia una cosa che manca qui, o perlomeno, tu non ne fai menzione: non vedo nemmeno il minimo sindacale a livello di verifica dei fatti.

Magari é una mania mia, o deformazione professionale, visto che parte del mio lavoro é sempre stato verificare che i richiedenti non stessero cercando di ottenere mendacemente vantaggi raccontando fregnacce...

Peró:
- tu affronti tua moglie con l'evidenza del tradimento.
- lei, che fino a quel momento ti ha mentito per omissione, tenta di continuare a mentirti negando.
- alla fine, davanti all'evidenza, ammette un vecchio tradimento durato due mesi (il minimo sindacale, verrebbe da dire).

Tu, cosa hai fatto per verificare la sua storia? Cosa hai saputo?

Chi é l'altro è da quale gruppo di conoscenze viene? Leggo che tua moglie fa un lavoro che prevede turni di notte, il tizio é un collega?
Sei certo certo che la storia sia roba vecchia? È' probabile che i due mesi si rivelino essere sei o sette, ma questo conta poco, quello che conta é che la storia fosse/sia finita davvero... Ti rendi conto che una storia tutt'ora in corso con un collega cambierebbe non poco le carte in tavola...

Se hai già affrontato la questione ma semplicemente non lo hai scritto, meglio così.


Scusa il disturbo e buon proseguimento.
 

riccardo1973

Utente di lunga data
Ciao Riccardo,
in linea di massima sono filosoficamente d'accordo con la maggior parte delle persone che ha postato nel tuo thread. Se vi amate ancora e pensate di poter superare certe cose, fate bene a concedervi una nuova chance.

C'é tuttavia una cosa che manca qui, o perlomeno, tu non ne fai menzione: non vedo nemmeno il minimo sindacale a livello di verifica dei fatti.

Magari é una mania mia, o deformazione professionale, visto che parte del mio lavoro é sempre stato verificare che i richiedenti non stessero cercando di ottenere mendacemente vantaggi raccontando fregnacce...

Peró:
- tu affronti tua moglie con l'evidenza del tradimento.
- lei, che fino a quel momento ti ha mentito per omissione, tenta di continuare a mentirti negando.
- alla fine, davanti all'evidenza, ammette un vecchio tradimento durato due mesi (il minimo sindacale, verrebbe da dire).

Tu, cosa hai fatto per verificare la sua storia? Cosa hai saputo?

Chi é l'altro è da quale gruppo di conoscenze viene? Leggo che tua moglie fa un lavoro che prevede turni di notte, il tizio é un collega?
Sei certo certo che la storia sia roba vecchia? È' probabile che i due mesi si rivelino essere sei o sette, ma questo conta poco, quello che conta é che la storia fosse/sia finita davvero... Ti rendi conto che una storia tutt'ora in corso con un collega cambierebbe non poco le carte in tavola...

Se hai già affrontato la questione ma semplicemente non lo hai scritto, meglio così.


Scusa il disturbo e buon proseguimento.
ciao, si ho verificato tutto, ma non ho scritto i particolari. Lui lo conoscevo e sapevo che era cotto di lei xchè in questo è sempre stata sincera...Lei lavorava in un bar frequentato da lui e si sono conosciuti li.
 

marietto

Heisenberg
ciao, si ho verificato tutto, ma non ho scritto i particolari. Lui lo conoscevo e sapevo che era cotto di lei xchè in questo è sempre stata sincera...Lei lavorava in un bar frequentato da lui e si sono conosciuti li.
Bene, se hai verificato tutto, meglio così.

Spero che stia andando tutto per il meglio...
 
Stato
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