Succhiatore di emozioni

patroclo

Utente di lunga data
...è tanto che penso a questa cosa e la discussione di Franky con gli interventi di Danny e Jim mi hanno riacceso l'interesso verso questo aspetto. Non se la discussione di Ipazia sulla dominanza parla anche di questo.
Mi riferisco alle coppie dove uno dei due partner è manifestamente più debole dell'altro, quanto le insicurezze ( per non parlare di disagio o peggio) del/della nostra/o partner ci fanno sentire bene?
Non nel senso sadico del termine ma per il solo sapere di avere il potere di far stare meglio ( o peggio se si è stronzi) una persona. Quanto questo rafforza il proprio ego.
A me è successo più volte, nei casi dove sono riuscito a consolare/spiegare/risolvere ho avuto l'impressione di nutrirmi di queste emozioni negative e uscirne rafforzato.
Non mi è piaciuto, mi sono sentito come in un brutto film di fantascienza degli anni '50, come fosse (inconsapevolmente) necesario trovare un partner più debole per sentirsi vivi.
 

Tessa

Escluso
...è tanto che penso a questa cosa e la discussione di Franky con gli interventi di Danny e Jim mi hanno riacceso l'interesso verso questo aspetto. Non se la discussione di Ipazia sulla dominanza parla anche di questo.
Mi riferisco alle coppie dove uno dei due partner è manifestamente più debole dell'altro, quanto le insicurezze ( per non parlare di disagio o peggio) del/della nostra/o partner ci fanno sentire bene?
Non nel senso sadico del termine ma per il solo sapere di avere il potere di far stare meglio ( o peggio se si è stronzi) una persona. Quanto questo rafforza il proprio ego.
A me è successo più volte, nei casi dove sono riuscito a consolare/spiegare/risolvere ho avuto l'impressione di nutrirmi di queste emozioni negative e uscirne rafforzato.
Non mi è piaciuto, mi sono sentito come in un brutto film di fantascienza degli anni '50, come fosse (inconsapevolmente) necesario trovare un partner più debole per sentirsi vivi.
Zero.
Sempre cercato un uomo alla pari. Difficile trovarlo:D
 

Eratò

Utente di lunga data
...è tanto che penso a questa cosa e la discussione di Franky con gli interventi di Danny e Jim mi hanno riacceso l'interesso verso questo aspetto. Non se la discussione di Ipazia sulla dominanza parla anche di questo.
Mi riferisco alle coppie dove uno dei due partner è manifestamente più debole dell'altro, quanto le insicurezze ( per non parlare di disagio o peggio) del/della nostra/o partner ci fanno sentire bene?
Non nel senso sadico del termine ma per il solo sapere di avere il potere di far stare meglio ( o peggio se si è stronzi) una persona. Quanto questo rafforza il proprio ego.
A me è successo più volte, nei casi dove sono riuscito a consolare/spiegare/risolvere ho avuto l'impressione di nutrirmi di queste emozioni negative e uscirne rafforzato.
Non mi è piaciuto, mi sono sentito come in un brutto film di fantascienza degli anni '50, come fosse (inconsapevolmente) necesario trovare un partner più debole per sentirsi vivi.
In un rapporto equilibrato ci si completa...ognuno ha le sue debolezze e i suoi punti forti che portano al completarsi in uno o in un altro campo.Io ho sempre cercato uomini sicuri di se perche sentivo che potevano equilibrarmi in alcuni miei aspetti...e quando questo succedeva non avevo comunque una sensazione di debolezza/forza ma di equilibrio...Altrettanto cercavo di fare io quando avvertivo che c'era bisogno di sostenere.Mi sembra naturale.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...è tanto che penso a questa cosa e la discussione di Franky con gli interventi di Danny e Jim mi hanno riacceso l'interesso verso questo aspetto. Non se la discussione di Ipazia sulla dominanza parla anche di questo.
Mi riferisco alle coppie dove uno dei due partner è manifestamente più debole dell'altro, quanto le insicurezze ( per non parlare di disagio o peggio) del/della nostra/o partner ci fanno sentire bene?
Non nel senso sadico del termine ma per il solo sapere di avere il potere di far stare meglio ( o peggio se si è stronzi) una persona. Quanto questo rafforza il proprio ego.
A me è successo più volte, nei casi dove sono riuscito a consolare/spiegare/risolvere ho avuto l'impressione di nutrirmi di queste emozioni negative e uscirne rafforzato.
Non mi è piaciuto, mi sono sentito come in un brutto film di fantascienza degli anni '50, come fosse (inconsapevolmente) necesario trovare un partner più debole per sentirsi vivi.
è la situazione per me più disagevole che potrei immaginare di determinare.

Vivere sapendo di avere il partner in pugno (e così è stato in un certo periodo della mia vita) disagiato e disorientato dalla mia assenza o dal mio assenso, mi crea nervosismo, inquietudine, rabbia.

Sentire su di me l'attenzione di aspettare un gesto o una parola come una sentenza inappellabile e alla quale prostrarsi, rallegrarsi, rattristarsi, con l'evidenza di una dipendenza a tutti gli effetti, è in assoluto la situazione più fastidiosa che esista.

Mi sentirei di avere accanto una nullità.

Talvolta mi è capitato in passato anche con mio figlio di provare questa sensazione, e ne sono risultate reazioni estremamente rabbiose e risentite verso il suo atteggiamento, seguite da pazienti spiegazioni che più o meno suonavano come: "non devi farlo per far contento me, ma devi farlo per far contento TE.. - se mi fai scontento te lo dirò, ma non per questo non continuerò a volerti bene"
 

danny

Utente di lunga data
Temo che per molti non sia neppure comprensibile la dominanza in una coppia. Quello che qui traspare in maniera macroscopica è conseguenza del tradimento subito, in cui la dominanza eventuale del traditore viene amplificata da una posizione di forza. Nel mio caso l'equilibrio di coppia precedente addirittura mi faceva ipotizzare una mia dominanza, smentita o forse cancellata dal tradimento. Nella realtà avevo abdicato già da anni, mettendo in secondo piano molte parti di me per assecondare la natura meno disposta a tollerare uscite di strada di mia moglie. In fin dei conti non mi è mai pesato - per un mio spirito di adattabilità - venirle incontro. Purtroppo ho dovuto fare i conti con le conseguenze di questo comportamento. Spesso l'adattabilità viene scambiata per uno scarso valore di sé. Per fare un esempio: io posso dormire in tenda in un deserto senza lamentarmi della mancanza di confort, del caldo, del freddo, anzi, trovando la cosa eccitante. Ma se il mio partner trova la cosa inadeguata e preferisce una camera d'hotel io accetto questa scelta che in fin dei conti non dispiace neppure a me. Però alla fine lascio la scelta a chi è più noioso e intransigente.
 

Ecate

Utente di lunga data
Temo che per molti non sia neppure comprensibile la dominanza in una coppia. Quello che qui traspare in maniera macroscopica è conseguenza del tradimento subito, in cui la dominanza eventuale del traditore viene amplificata da una posizione di forza. Nel mio caso l'equilibrio di coppia precedente addirittura mi faceva ipotizzare una mia dominanza, smentita o forse cancellata dal tradimento. Nella realtà avevo abdicato già da anni, mettendo in secondo piano molte parti di me per assecondare la natura meno disposta a tollerare uscite di strada di mia moglie. In fin dei conti non mi è mai pesato - per un mio spirito di adattabilità - venirle incontro. Purtroppo ho dovuto fare i conti con le conseguenze di questo comportamento. Spesso l'adattabilità viene scambiata per uno scarso valore di sé. Per fare un esempio: io posso dormire in tenda in un deserto senza lamentarmi della mancanza di confort, del caldo, del freddo, anzi, trovando la cosa eccitante. Ma se il mio partner trova la cosa inadeguata e preferisce una camera d'hotel io accetto questa scelta che in fin dei conti non dispiace neppure a me. Però alla fine lascio la scelta a chi è più noioso e intransigente.
Cosa intendi per uscite di strada?
Cose insolite?
Oppure non si trova bene con i tuoi amici?
 

Brunetta

Utente di lunga data
...è tanto che penso a questa cosa e la discussione di Franky con gli interventi di Danny e Jim mi hanno riacceso l'interesso verso questo aspetto. Non se la discussione di Ipazia sulla dominanza parla anche di questo.
Mi riferisco alle coppie dove uno dei due partner è manifestamente più debole dell'altro, quanto le insicurezze ( per non parlare di disagio o peggio) del/della nostra/o partner ci fanno sentire bene?
Non nel senso sadico del termine ma per il solo sapere di avere il potere di far stare meglio ( o peggio se si è stronzi) una persona. Quanto questo rafforza il proprio ego.
A me è successo più volte, nei casi dove sono riuscito a consolare/spiegare/risolvere ho avuto l'impressione di nutrirmi di queste emozioni negative e uscirne rafforzato.
Non mi è piaciuto, mi sono sentito come in un brutto film di fantascienza degli anni '50, come fosse (inconsapevolmente) necessario trovare un partner più debole per sentirsi vivi.
Leggo che altri utenti ti hanno risposto a tono. Invece a me sembra che quello che scrivi dica il contrario di ciò che credi.
Quando si fa una cosa buona, e non vale solo in coppia, si prova soddisfazione. Vale anche per il vigile del fuoco che salva delle persone. E il provare compiacimento per essere stati in grado di fornire un aiuto non toglie valore all'atto di solidarietà.
A me sembra che tu ti senta in colpa quando sei contento di te.
Come accade quando dei genitori dicono continuamente a un bambino di non vantarsi per cui finisce per sentirsi tanto più inadeguato quanto più si comporta bene.
Se non ho capito, pazienza. Se sì, mi sentirò soddisfatta delle mie capacità. Vergogna!
 

Eratò

Utente di lunga data
Leggo che altri utenti ti hanno risposto a tono. Invece a me sembra che quello che scrivi dica il contrario di ciò che credi.
Quando si fa una cosa buona, e non vale solo in coppia, si prova soddisfazione. Vale anche per il vigile del fuoco che salva delle persone. E il provare compiacimento per essere stati in grado di fornire un aiuto non toglie valore all'atto di solidarietà.
A me sembra che tu ti senta in colpa quando sei contento di te.
Come accade quando dei genitori dicono continuamente a un bambino di non vantarsi per cui finisce per sentirsi tanto più inadeguato quanto più si comporta bene.
Se non ho capito, pazienza. Se sì, mi sentirò soddisfatta delle mie capacità. Vergogna!
Io penso che quando l'amore c'e ,c'e la cura del altro in tutti i sensi...Non ci si ferma a ragionare su ciò che per l'altro si fa o al sostegno dato.E la soddisfazione arriva anche dalla consapevolezza di essere in grado di far felice chi si ama.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io penso che quando l'amore c'è ,c'è la cura del altro in tutti i sensi...Non ci si ferma a ragionare su ciò che per l'altro si fa o al sostegno dato.E la soddisfazione arriva anche dalla consapevolezza di essere in grado di far felice chi si ama.
Ma la descrizione di emrik mi fa pensare a quella forma mentis che corrisponde al peccato di orgoglio o di vanità. Ci sono persone educate a questo sentire che lo trasmettono ai figli.

Come chi sminuisce i complimenti ricevuti per i figli.
 

Tulipmoon

Utente Coerente
Io non sono sicura. Ma non tanto in quello che penso di me, ma perché, pur avendo un carattere deciso e tendenzialmente forte, spesso traballo nel mio cammino, e ho sempre avuto bisogno di una persona che mi bilanciasse, in cui vedessi un sostegno e una sicurezza. Gli uomini che riescono anche con un solo gesto o parola a farmi capire che non sto camminando su una fune tremolante, ma su una strada solida, riescono a farmi innamorare. Anche semplicemente ricordandomi che la vita può essere leggera, quando tendo a dimenticarlo.
Quando poi sono innamorata riesco anche io a bilanciare le insicurezze dell'altro (non credo ci sia nessuno di immune da insicurezze, purtroppo), ma quando l'amore da parte mia finisce, non riesco a sopportare nemmeno la più piccola insicurezza dell'altro, divento incapace di stargli accanto...e addirittura mi vedo, dopo poco, e stravolgendo la realtà, quella più sicura e forte della coppia.

Lo so, non è bello, soprattutto dopo che una persona ha sopportato le mie immense insicurezze/instabilità, ma, se non altro, ho imparato ad usare questo mio difetto come un campanello di allarme per capire quando le cose nella coppia non stanno andando. Non ho invece capito se le cose, quando arrivano a quel punto, possano essere salvabili, questo lo devo ancora capire...per ora non le ho salvate.
Il problema con la mia ultima storia è stato che iniziò in un momento in cui io ero in cerca di cambiamento della mia vita, stavo stravolgendo tutto quello che ero, ed ero a dei livelli di insicurezza fuori dalla norma mia...per cui mi sono attaccata a quella persona, ma quando sono tornata "me" l'equilibrio della coppia non era più bilanciato. Non si dovrebbe mai iniziare una storia quando uno dei due non è propriamente in sè, che sia che sta passando un brutto momento o anche solo che sia in una fase di cambiamento..perché quando quella persona torna ad essere stabile, potrebbe essere che l'equilibrio che ha con il compagno, diventi "sbilanciato" rispetto a quello che dovrebbe essere perché le cose vadano bene.

Per cui io forse la vedo un po' al contrario di Ermik, io mi sono sempre sentita in colpa per aver "succhiato le emozioni" delle persone con cui stavo, per aver portato il mio primo ragazzo a definire lo stare con me come lo stare su delle montagne russe fino ad arrivare a sentirmi dire che io lo trascinavo sul fondo con me, quando le cose alla fine sono andate a rotoli. Perché forse è vero. E si ci siamo bilanciati bene per anni, ma quando le cose sono finite per me, ho sentito di aver buttato tutto il suo sostegno nel cestino....mi sono sentita di averlo "usato". Per cui non capisco come tu [MENTION=6423]ermik[/MENTION] possa vedere te o comunque le persone più "forti" nella coppia, esattamente come io vedo me o le persone più "deboli" nella coppia: qualcuno che si nutre dell'altro e ne riesce rafforzato.
 

danny

Utente di lunga data
Io non sono sicura. Ma non tanto in quello che penso di me, ma perché, pur avendo un carattere deciso e tendenzialmente forte, spesso traballo nel mio cammino, e ho sempre avuto bisogno di una persona che mi bilanciasse, in cui vedessi un sostegno e una sicurezza. Gli uomini che riescono anche con un solo gesto o parola a farmi capire che non sto camminando su una fune tremolante, ma su una strada solida, riescono a farmi innamorare. Anche semplicemente ricordandomi che la vita può essere leggera, quando tendo a dimenticarlo.
Quando poi sono innamorata riesco anche io a bilanciare le insicurezze dell'altro (non credo ci sia nessuno di immune da insicurezze, purtroppo), ma quando l'amore da parte mia finisce, non riesco a sopportare nemmeno la più piccola insicurezza dell'altro, divento incapace di stargli accanto...e addirittura mi vedo, dopo poco, e stravolgendo la realtà, quella più sicura e forte della coppia.

Lo so, non è bello, soprattutto dopo che una persona ha sopportato le mie immense insicurezze/instabilità, ma, se non altro, ho imparato ad usare questo mio difetto come un campanello di allarme per capire quando le cose nella coppia non stanno andando. Non ho invece capito se le cose, quando arrivano a quel punto, possano essere salvabili, questo lo devo ancora capire...per ora non le ho salvate.
Il problema con la mia ultima storia è stato che iniziò in un momento in cui io ero in cerca di cambiamento della mia vita, stavo stravolgendo tutto quello che ero, ed ero a dei livelli di insicurezza fuori dalla norma mia...per cui mi sono attaccata a quella persona, ma quando sono tornata "me" l'equilibrio della coppia non era più bilanciato. Non si dovrebbe mai iniziare una storia quando uno dei due non è propriamente in sè, che sia che sta passando un brutto momento o anche solo che sia in una fase di cambiamento..perché quando quella persona torna ad essere stabile, potrebbe essere che l'equilibrio che ha con il compagno, diventi "sbilanciato" rispetto a quello che dovrebbe essere perché le cose vadano bene.

Per cui io forse la vedo un po' al contrario di Ermik, io mi sono sempre sentita in colpa per aver "succhiato le emozioni" delle persone con cui stavo, per aver portato il mio primo ragazzo a definire lo stare con me come lo stare su delle montagne russe fino ad arrivare a sentirmi dire che io lo trascinavo sul fondo con me, quando le cose alla fine sono andate a rotoli. Perché forse è vero. E si ci siamo bilanciati bene per anni, ma quando le cose sono finite per me, ho sentito di aver buttato tutto il suo sostegno nel cestino....mi sono sentita di averlo "usato". Per cui non capisco come tu [MENTION=6423]ermik[/MENTION] possa vedere te o comunque le persone più "forti" nella coppia, esattamente come io vedo me o le persone più "deboli" nella coppia: qualcuno che si nutre dell'altro e ne riesce rafforzato.
Tu porti avanti una storia basandoti sulle tue necessità. Non c'è un equilibrio col tuo partner ma il soddisfacimento di un tuo bisogno che tiene in piedi una relazione che dura fin quando le condizioni deteriorate rendono impossibile il tuo benessere nella coppia. Che rimane fin dall'inizio fortemente asimmetrica. Non puoi colmare le tue insicurezze con un'altra persona, è un errore che porta a destabilizzare il partner trasmettendogli la tua instabilità.
 

Falcor

Escluso
Tu porti avanti una storia basandoti sulle tue necessità. Non c'è un equilibrio col tuo partner ma il soddisfacimento di un tuo bisogno che tiene in piedi una relazione che dura fin quando le condizioni deteriorate rendono impossibile il tuo benessere nella coppia. Che rimane fin dall'inizio fortemente asimmetrica. Non puoi colmare le tue insicurezze con un'altra persona, è un errore che porta a destabilizzare il partner trasmettendogli la tua instabilità.
Beh non ha detto propriamente questo Danny.

Aver bisogno di una persona forte accanto non vuol dire solo riversare la propria instabilità su di lui. E soprattutto non conosci le sue storie e non puoi sapere se lei è un vampiro relazionale. Cosa che è all'opposto conoscendola. Lei tende anzi a farsi spesso carico dell'altro e a supportarlo in ogni modo.

Da come parli invece passa l'idea, o meglio tu pensi, che lei usi la persona fino a che si stanca e passa ad un altra vittima sacrificale.

Inoltre penso che tutti quando l'amore cala iniziano a diventare insofferenti nei confronti del partner in tante cose. Lei ha però l'accortezza di non rimanere in un rapporto quando coglie questi segnali. E invece di far come molti che mollano senza colpo ferire si sente in colpa per ciò che ha comunque ricevuto. Ce ne fossero di persone cosi a giro si starebbe molto meglio.
 

Stark72

Utente Bestemmiante
Occhio che a volte non è questione di insicurezze personali o debolezze.
Esistono dei veri e propri "vampiri energetici".
Gente che, più o meno consapevolmente si nutre nel senso più letterale del termine di ogni tua energia, prostrandoti e svuotandoti lentamente, fino a che non ti ritrovi asservito, come accade ai "famigli" con i veri vampiri.
Probabilmente la cosa dei vampiri energetici è una fesseria, non esiste; tuttavia mi sono imbattuto in qualcuno così e uscirne fuori è dura, ti viene la "sindrome di Stoccolma".
E ripeto, si tratta di persone che di solito neanche lo fanno apposta, sono proprio così, ti spremono come un limone fino allo sfinimento, ti instillano sensi di colpa per cose che non hai fatto, ti rabbuiano, ti travolgono con ricatti morali e ti portano nella loro tristezza.
 
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