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Brunetta

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Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
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Brunetta

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:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
Albanese un grande attore !!!!

qui con questa parrucca sembra Trump

[video=youtube_share;R9NoIwgE_Xs]https://youtu.be/R9NoIwgE_Xs[/video]
Identico :unhappy:
 

alias75

Utente di lunga data
E' una questione di maturità, dando per scontato che il tentativo di tenere in piedi il rapporto non dipenda da motivi legati alla "convenienza" o a forme poco nobili di questa. Il modo di affrontare la crisi richiede e presuppone che entrambe le parti controbilancino i motivi di rottura con intenzioni forti e rinnovate. In un certo senso la ricetta esiste e richiede un dato comportamento seguito da una presa di posizione, quello che cambia tra coppia e coppia sono le intenzioni.

La regola veramente esiste ed è quanto di più funzionale la natura ci imporrebbe. L'istinto naturale che ci assilla e spinge a fuggire quando traditi o delusi è il meccanismo diametralmente opposto a quello che ci crea attrazione quando innamorati. Teoricamente basterebbe seguire questo istinto per fare una scelta quantomeno"sensata". Forse il bandolo della matassa è proprio qui, forse stavolta la natura ha prodotto un difetto sul quale restano imperniate e ruotano questioni simili a questa. O forse la natura stessa e meno semplice di questo ed è preparata anche ad eventualità in cui il cervello possa produrre situazioni più complesse ed astratte.

Credo che in queste fasi sia necessario sapersi guardare dentro veramente, che sia importante capire se in realtà non ci stiamo ingabbiando per un puro vizio e che, soprattutto, l'altra parte interessata abbia intenzioni univoche. Io penso sia solo una questione di maturità, laddove, come in natura, impariamo che se cadiamo possiamo rialzarci ma, cosa più importante, impariamo anche le soluzioni che potrebbero almeno evitarci di ricadere negli stessi errori.
Eccellente analisi :up:

L'istinto e la Ragione sono i genitori del cuore, dell'anima e dell'intelletto.
Quando l'istinto e la ragione sono contrapposti è un bel casino :D
 

alias75

Utente di lunga data
Capitolo 5 - La solitudine del numero primo
Lo ammetto! Ho fatto tutte le cose che non si dovrebbero fare dopo che si scopre un tradimento.
Erano ormai 48 ore che non riuscivo a dormire così decisi di andare in farmacia per farmi dare un farmaco che mi stordisse che mi desse la possibilità, anche se forzata, di dormire.
Avrei voluto la pillola magica ma in farmacia non curano il mal d’amore, così mi accontentai di alcune pillole di natura erboristica che avrebbero dovuto almeno darmi un effetto placebo.
Ebbene, forse quella sera l’effetto placebo ebbe una sua valenza.
I ricordi cominciavano ad andare indietro nel tempo, arrivarono al giorno in cui ci siamo conosciuti.
Ricordo quando mi fù presentata da un’amica comune, era davvero bella.
Non fù un colpo di fulmine, ma mi colpì il suo sguardo, gli occhi di un marrone intenso che nascondevano un anima inquieta, forse un po’ triste.
Lei era sempre sorridente, io scherzavo sempre, non ci volle molto che cominciamo a trovare una nostra complicità all’interno del gruppo di amici che frequentavamo.
Le mie serate iniziavano ad avere un motivo serio per essere trascorse ed il motivo era lei.


Io purtroppo fino a quel momento ero cresciuto quasi da solo, lei invece era cresciuta in una famiglia molto grande ma che si stava sgretolando.
Questi aspetti, soprattutto quando si è giovani, portano dietro una serie di scelte che molto spesso sono sbagliate e rischiano di compromettere seriamente quello che siamo.


Il nostro rapporto durò circa 4 anni, poi ebbe una battuta d’arresto.
Stavolta ero io che avevo sbagliato, ero io che avevo dei segreti non raccontati.
Nulla a che vedere con il tradimento di coppia, ma in un certo senso sempre di tradimento si trattava.
Avevo un segreto che neanche a lei avevo rivelato, un segreto che mi portava a mentire, non sui sentimenti perché verso di lei ho sempre nutrito dei sentimenti veri, ma mentivo perché erano anni che non riuscivo ad affrontare una situazione familiare molto pesante. Col tempo questa situazione mi ha portato a mentire per evitare di affrontare questioni che per me erano difficili da gestire.
Oggi rivedo me stesso e penso a quanto ero immaturo.

Un anno intero senza più vederci ne sentirci, solo qualche amico in comune che ogni tanto ci dava qualche notizia…
Un anno che mi è servito a prendere coscienza di me stesso, a confrontarmi con gli errori fatti e a certificare che IO non ero così e che mai più avrei voluto essere quella persona che non riconoscevo
.
“Un numero primo è un numero che non può più essere diviso in frazioni intere, ma solo per se stesso”

Ero andato a fondo in quell’anno avevo separato tutto di me ero arrivato al punto che non avevo più niente da separare, avevo raggiunto l’essenziale, ciò che di me andava cambiato.
Così quando due nostri amici comuni – che sarebbero poi diventati di diritto i nostri testimoni di nozze – ci invitarono ad una cena a casa loro, per me fù come ritornare a quelle sere dove avevo un motivo per uscire.
Questa volta avevo una consapevolezza diversa, mi ripetevo che tutto sarebbe stato più facile e bello.
In effetti fù proprio così, ma era solo all’inizio di un nuovo percorso che mi avrebbe fatto scoprire che la logica e la matematica in amore sono corpi estranei.
 
Ultima modifica:

JON

Utente di lunga data
Capitolo 5 - La solitudine del numero primo
Lo ammetto! Ho fatto tutte le cose che non si dovrebbero fare dopo che si scopre un tradimento.
Erano ormai 48 ore che non riuscivo a dormire così decisi di andare in farmacia per farmi dare un farmaco che mi stordisse che mi desse la possibilità, anche se forzata, di dormire.
Avrei voluto la pillola magica ma in farmacia non curano il mal d’amore, così mi accontentai di alcune pillole di natura erboristica che avrebbero dovuto almeno darmi un effetto placebo.
Ebbene, forse quella sera l’effetto placebo ebbe una sua valenza.
I ricordi cominciavano ad andare indietro nel tempo, arrivarono al giorno in cui ci siamo conosciuti.
Ricordo quando mi fù presentata da un’amica comune, era davvero bella.
Non fù un colpo di fulmine, ma mi colpì il suo sguardo, gli occhi di un marrone intenso che nascondevano un anima inquieta, forse un po’ triste.
Lei era sempre sorridente, io scherzavo sempre, non ci volle molto che cominciamo a trovare una nostra complicità all’interno del gruppo di amici che frequentavamo.
Le mie serate iniziavano ad avere un motivo serio per essere trascorse ed il motivo era lei.


Io purtroppo fino a quel momento ero cresciuto quasi da solo, lei invece era cresciuta in una famiglia molto grande ma che si stava sgretolando.
Questi aspetti, soprattutto quando si è giovani, portano dietro una serie di scelte che molto spesso sono sbagliate e rischiano di compromettere seriamente quello che siamo.


Il nostro rapporto durò circa 4 anni, poi ebbe una battuta d’arresto.
Stavolta ero io che avevo sbagliato, ero io che avevo dei segreti non raccontati.
Nulla a che vedere con il tradimento di coppia, ma in un certo senso sempre di tradimento si trattava.
Avevo un segreto che neanche a lei avevo rivelato, un segreto che mi portava a mentire, non sui sentimenti perché verso di lei ho sempre nutrito dei sentimenti veri, ma mentivo perché erano anni che non riuscivo ad affrontare una situazione familiare molto pesante. Col tempo questa situazione mi ha portato a mentire per evitare di affrontare questioni che per me erano difficili da gestire.
Oggi rivedo me stesso e penso a quanto ero immaturo.

Un anno intero senza più vederci ne sentirci, solo qualche amico in comune che ogni tanto ci dava qualche notizia…
Un anno che mi è servito a prendere coscienza di me stesso, a confrontarmi con gli errori fatti e a certificare che IO non ero così e che mai più avrei voluto essere quella persona che non riconoscevo
.
“Un numero primo è un numero che non può più essere diviso in frazioni intere, ma solo per se stesso”

Ero andato a fondo in quell’anno avevo separato tutto di me ero arrivato al punto che non avevo più niente da separare, avevo raggiunto l’essenziale, ciò che di me andava cambiato.
Così quando due nostri amici comuni – che sarebbero poi diventati di diritto i nostri testimoni di nozze – ci invitarono ad una cena a casa loro, per me fù come ritornare a quelle sere dove avevo un motivo per uscire.
Questa volta avevo una consapevolezza diversa, mi ripetevo che tutto sarebbe stato più facile e bello.
In effetti fù proprio così, ma era solo all’inizio di un nuovo percorso che mi avrebbe fatto scoprire che la logica e la matematica in amore sono corpi estranei.
Cosa ti rendeva insicuro? Se puoi parlarne.
 

iosolo

Utente di lunga data
Capitolo 5 - La solitudine del numero primo
Lo ammetto! Ho fatto tutte le cose che non si dovrebbero fare dopo che si scopre un tradimento.
Erano ormai 48 ore che non riuscivo a dormire così decisi di andare in farmacia per farmi dare un farmaco che mi stordisse che mi desse la possibilità, anche se forzata, di dormire.
Avrei voluto la pillola magica ma in farmacia non curano il mal d’amore, così mi accontentai di alcune pillole di natura erboristica che avrebbero dovuto almeno darmi un effetto placebo.
Ebbene, forse quella sera l’effetto placebo ebbe una sua valenza.
I ricordi cominciavano ad andare indietro nel tempo, arrivarono al giorno in cui ci siamo conosciuti.
Ricordo quando mi fù presentata da un’amica comune, era davvero bella.
Non fù un colpo di fulmine, ma mi colpì il suo sguardo, gli occhi di un marrone intenso che nascondevano un anima inquieta, forse un po’ triste.
Lei era sempre sorridente, io scherzavo sempre, non ci volle molto che cominciamo a trovare una nostra complicità all’interno del gruppo di amici che frequentavamo.
Le mie serate iniziavano ad avere un motivo serio per essere trascorse ed il motivo era lei.


Io purtroppo fino a quel momento ero cresciuto quasi da solo, lei invece era cresciuta in una famiglia molto grande ma che si stava sgretolando.
Questi aspetti, soprattutto quando si è giovani, portano dietro una serie di scelte che molto spesso sono sbagliate e rischiano di compromettere seriamente quello che siamo.


Il nostro rapporto durò circa 4 anni, poi ebbe una battuta d’arresto.
Stavolta ero io che avevo sbagliato, ero io che avevo dei segreti non raccontati.
Nulla a che vedere con il tradimento di coppia, ma in un certo senso sempre di tradimento si trattava.
Avevo un segreto che neanche a lei avevo rivelato, un segreto che mi portava a mentire, non sui sentimenti perché verso di lei ho sempre nutrito dei sentimenti veri, ma mentivo perché erano anni che non riuscivo ad affrontare una situazione familiare molto pesante. Col tempo questa situazione mi ha portato a mentire per evitare di affrontare questioni che per me erano difficili da gestire.
Oggi rivedo me stesso e penso a quanto ero immaturo.

Un anno intero senza più vederci ne sentirci, solo qualche amico in comune che ogni tanto ci dava qualche notizia…
Un anno che mi è servito a prendere coscienza di me stesso, a confrontarmi con gli errori fatti e a certificare che IO non ero così e che mai più avrei voluto essere quella persona che non riconoscevo
.
“Un numero primo è un numero che non può più essere diviso in frazioni intere, ma solo per se stesso”

Ero andato a fondo in quell’anno avevo separato tutto di me ero arrivato al punto che non avevo più niente da separare, avevo raggiunto l’essenziale, ciò che di me andava cambiato.
Così quando due nostri amici comuni – che sarebbero poi diventati di diritto i nostri testimoni di nozze – ci invitarono ad una cena a casa loro, per me fù come ritornare a quelle sere dove avevo un motivo per uscire.
Questa volta avevo una consapevolezza diversa, mi ripetevo che tutto sarebbe stato più facile e bello.
In effetti fù proprio così, ma era solo all’inizio di un nuovo percorso che mi avrebbe fatto scoprire che la logica e la matematica in amore sono corpi estranei.
Non entrerò nel merito di quello che hai scritto per ora ma mi ha stupito molto come hai scritto.
Sai cosa mi stupisce del tuo racconto: la serenità, la limpidezza del tuo ricordo e la razionalità con cui la descrivi.
Non sei arrabbiato?! Non sei ancora tanto e tanto arrabbiato?!
Io sono ancora così arrabbiata. E' una rabbia che non riesco ancora a superare, tu lo hai fatto?!
 

alias75

Utente di lunga data
Non entrerò nel merito di quello che hai scritto per ora ma mi ha stupito molto come hai scritto.
Sai cosa mi stupisce del tuo racconto: la serenità, la limpidezza del tuo ricordo e la razionalità con cui la descrivi.
Non sei arrabbiato?! Non sei ancora tanto e tanto arrabbiato?!
Io sono ancora così arrabbiata. E' una rabbia che non riesco ancora a superare, tu lo hai fatto?!
Ieri sera mi è capitato un episodio che mi ha fatto salire un picco di rabbia.
Oggi mi sento di nuovo sereno, per questo ho postato quest'altro capitolo.

Non sò spiegarti cosa accade, ci posso provare:

In genere la rabbia (almeno a me) mi porta a sfogare con lei, a ripetergli "ti rendi conto che hai fatto?"
Le risposte variano da un silenzio mortificato ad un tentativo di racconto Disney, entrambe le strade però non mi placano.

Ieri ho messo il giubbotto e sono uscito a fare un giro in macchina.
Perchè quando mi capitano questi picchi non riesco a stare a casa, mi sento oppresso, sento che la rabbia continua a crescere.

1 ora in macchina senza accendere lo stereo, solo con il rumore e le luci della strada.
Lentamente ho iniziato a pensare ad altro (agli impegni di lavoro), quando sono rientrato il mio pensiero è tornato di nuovo sull'episodio che mi ha fatto esplodere la rabbia, ma sono riuscito a gestirlo molto meglio.

Stamattina ero più sereno, ora se ci ripenso devo sforzarmi ad immaginare i dettagli per farmi di nuovo rabbia, altrimenti riesco rapidamente a stoppare e pensare ad altro.

[MENTION=4856]JON[/MENTION]: riguarda un aspetto familiare un po' lungo da spiegare, diciamo che non ho un rapporto solido con mio padre e ho perso mia madre a 14 anni, queste due cose combinate insieme mi hanno fatto vivere un' adolescenza ricca di errori :D
 

iosolo

Utente di lunga data
Ieri sera mi è capitato un episodio che mi ha fatto salire un picco di rabbia.
Oggi mi sento di nuovo sereno, per questo ho postato quest'altro capitolo.

Non sò spiegarti cosa accade, ci posso provare:

In genere la rabbia (almeno a me) mi porta a sfogare con lei, a ripetergli "ti rendi conto che hai fatto?"
Le risposte variano da un silenzio mortificato ad un tentativo di racconto Disney, entrambe le strade però non mi placano.

Ieri ho messo il giubbotto e sono uscito a fare un giro in macchina.
Perchè quando mi capitano questi picchi non riesco a stare a casa, mi sento oppresso, sento che la rabbia continua a crescere.

1 ora in macchina senza accendere lo stereo, solo con il rumore e le luci della strada.
Lentamente ho iniziato a pensare ad altro (agli impegni di lavoro), quando sono rientrato il mio pensiero è tornato di nuovo sull'episodio che mi ha fatto esplodere la rabbia, ma sono riuscito a gestirlo molto meglio.

Stamattina ero più sereno, ora se ci ripenso devo sforzarmi ad immaginare i dettagli per farmi di nuovo rabbia, altrimenti riesco rapidamente a stoppare e pensare ad altro.

@JON: riguarda un aspetto familiare un po' lungo da spiegare, diciamo che non ho un rapporto solido con mio padre e ho perso mia madre a 14 anni, queste due cose combinate insieme mi hanno fatto vivere un' adolescenza ricca di errori :D
Posso raccontarti anch'io cosa invece mi accade:

Stamani mi manda un messaggio molto carino, mi scrive che ieri per la prima volta dopo tanto tempo è stato felice di vedere un mio sorriso prima di addormentarsi. Che spera ce ne siano altri ecc...
E' un bel messaggio vero?! Ma ci ho messo un po' a vederlo positivo la prima e immediata reazione anche fisica è di fastidio, di rabbia.
Rabbia perchè ha visto un mio sorriso, rabbia perchè ha pensato che finalmente le cose stanno migliorando, rabbia perchè quei sorrisi lui ancora per me non se li merita.
Questa è la parte irrazionale con cui combatto ogni giorno.

So che per ricostruire devo lasciare andare questa rabbia ma per ora è ancora tanto potente in me.
Il mio amor proprio è ancora così ferito che in qualche modo cerca la sua vendetta. La mia vendetta è negargli il mio amore, la mia dedizione e la mia stima. Dove mi porta tutto questo non lo so, da nessuna parte credo.
 

alias75

Utente di lunga data
Posso raccontarti anch'io cosa invece mi accade:

Stamani mi manda un messaggio molto carino, mi scrive che ieri per la prima volta dopo tanto tempo è stato felice di vedere un mio sorriso prima di addormentarsi. Che spera ce ne siano altri ecc...
E' un bel messaggio vero?! Ma ci ho messo un po' a vederlo positivo la prima e immediata reazione anche fisica è di fastidio, di rabbia.
Rabbia perchè ha visto un mio sorriso, rabbia perchè ha pensato che finalmente le cose stanno migliorando, rabbia perchè quei sorrisi lui ancora per me non se li merita.
Questa è la parte irrazionale con cui combatto ogni giorno.

So che per ricostruire devo lasciare andare questa rabbia ma per ora è ancora tanto potente in me.
Il mio amor proprio è ancora così ferito che in qualche modo cerca la sua vendetta. La mia vendetta è negargli il mio amore, la mia dedizione e la mia stima. Dove mi porta tutto questo non lo so, da nessuna parte credo.
Lui vede queste piccole cose e si convince che la situazione stia migliorando.
Il messaggio corretto sarebbe stato:

"Ieri ti ho visto sorridere e mi sono sentito in colpa, perchè sò che la causa della tua tristezza sono io. Io non mi arrendo, non voglio perderti e farò di tutto per cercare di farmi perdonare, anche se un giorno deciderai di andare via e sono consapevole che questo possa accadere, io voglio provarci con tutte le mie forze".

Quello che manca a te e vedere lui mettere in gioco il suo aspetto più intimo, mostrarsi in tutte le sue debolezze lasciando a te la possibilità di decidere se è giusto ricambiare la sofferenza ricevuta.
In un certo senso vorresti che lui si metta davanti a te col petto di fuori e ti dia un mano un coltello e ti dica anche: "ammazzami è giusto che ora io soffra come hai sofferto tu".

Forse allora ti renderesti conto che lui è pronto a dare la sua vita per te.
E questa cosa ti renderebbe di nuovo la donna più importante del mondo.


Un consiglio...
Digli che vuoi sentirti importante, ma non con le parole o coi gesti, vuoi sentirti importante ai suoi occhi, vuoi rivedere quella luce nei suoi occhi che un tempo ti faceva sentire la donna migliore del mondo.
Lui forse capirà, e a te servirà per iniziare un dialogo diverso con lui.
 
Ultima modifica:

iosolo

Utente di lunga data
Lui vede queste piccole cose e si convince che la situazione stia migliorando.
Il messaggio corretto sarebbe stato:

"Ieri ti ho visto sorridere e mi sono sentito in colpa, perchè sò che la causa della tua tristezza sono io. Io non mi arrendo, non voglio perderti e farò di tutto per cercare di farmi perdonare, anche se un giorno deciderai di andare via e sono consapevole che questo possa accadere, io voglio provarci con tutte le mie forze".

Quello che manca a te e vedere lui mettere in gioco il suo aspetto più intimo, mostrarsi in tutte le sue debolezze lasciando a te la possibilità di decidere se è giusto ricambiare la sofferenza ricevuta.
In un certo senso vorresti che lui si metti davanti a te col petto di fuori e ti dia un mano un coltello e ti dica anche: "ammazzami è giusto che ora io soffra come hai sofferto tu".

Forse allora ti renderesti conto che lui è pronto a dare la sua vita per te.
E questa cosa ti renderebbe di nuovo la donna più importante del mondo.


Un consiglio...
Digli che vuoi sentirti importante, ma non con le parole o coi gesti, vuoi sentirti importante ai suoi occhi, vuoi rivedere quella luce nei suoi occhi che un tempo ti faceva sentire la donna migliore del mondo.
Lui forse, capirà e a te servirà per iniziare un dialogo diverso con lui.
Dopo un tradimento, ti rendi conto che ti eri solo illusa di essere la persona più importante del mondo per lui. Che una persona che riesce a ferirti a morte è direttamente all'opposto di chi giurava di amarti e proteggerti per tutta la sua vita.
Le sue parole ora sono vuote per me. Parliamo tanto ma tanto ma non sono mai soddisfatta. Ho bisogno di emozioni forti, di pensieri intimi, di urlare e litigare e continuo a farlo, a volte mi fa stare meglio altre volte mi lascia solo spossata.
Il nostro terapeuta mi ha detto di avere pazienza che pungolarlo non mi permetterà di avere le mie risposte e che l'unica cosa che devo fare è smettere di guardare le macerie e andare avanti.
Come se fosse facile. Il passato mi appartiene. Appartiene al nostro noi.
Ed ho paura di dimenticare.

Ti capita a volte, immerso nella tua quotidianità di non pensare per un istante a quello che è successo e ti sembra quasi che non sia successo, che voi siete gli stessi di qualche anno prima?! A me capita e quando me ne rendo conto sono ancora più severa e arrabbiata con me e con lui. Non posso permettermi di dimenticare. Se dimentico, se abbasso la guardia, verrò ferita di nuovo.

Ci hai preso in pieno, comunque: io lo voglio vedere soffrire.
E' brutto dirlo, è eticamente pessimo ma se analizzo esattamente i miei sentimenti è questo quello che provo.
Se non ci fossero i figli lo avrei mollato sperando di trovarlo disperato dietro di me... consapevole di quanto avesse buttato all'aria la sua vita. Di quanto avesse perso, perdendo me. Forse sono solo un egocentrica piena di se!
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vi ringrazio della vivezza e della profondità delle vostre descrizioni.
Persone come voi sono speciali.
 

alias75

Utente di lunga data
Dopo un tradimento, ti rendi conto che ti eri solo illusa di essere la persona più importante del mondo per lui. Che una persona che riesce a ferirti a morte è direttamente all'opposto di chi giurava di amarti e proteggerti per tutta la sua vita.
Le sue parole ora sono vuote per me. Parliamo tanto ma tanto ma non sono mai soddisfatta. Ho bisogno di emozioni forti, di pensieri intimi, di urlare e litigare e continuo a farlo, a volte mi fa stare meglio altre volte mi lascia solo spossata.
Il nostro terapeuta mi ha detto di avere pazienza che pungolarlo non mi permetterà di avere le mie risposte e che l'unica cosa che devo fare è smettere di guardare le macerie e andare avanti.
Come se fosse facile. Il passato mi appartiene. Appartiene al nostro noi.
Ed ho paura di dimenticare.

Ti capita a volte, immerso nella tua quotidianità di non pensare per un istante a quello che è successo e ti sembra quasi che non sia successo, che voi siete gli stessi di qualche anno prima?! A me capita e quando me ne rendo conto sono ancora più severa e arrabbiata con me e con lui. Non posso permettermi di dimenticare. Se dimentico, se abbasso la guardia, verrò ferita di nuovo.

Ci hai preso in pieno, comunque: io lo voglio vedere soffrire.
E' brutto dirlo, è eticamente pessimo ma se analizzo esattamente i miei sentimenti è questo quello che provo.
Se non ci fossero i figli lo avrei mollato sperando di trovarlo disperato dietro di me... consapevole di quanto avesse buttato all'aria la sua vita. Di quanto avesse perso, perdendo me. Forse sono solo un egocentrica piena di se!
Tu vorresti farlo soffrire semplicemente perchè vedi che lui non riesce a comprendere quanto stai soffrendo tu.
Le parole non bastano a descrivere lo schifo e il dolore.

Ti sfido a fare un esercizio: quando hai quei momenti in cui non ci pensi prova a sorridere da sola.
Prova a pensare che infondo tu sei ancora in piedi nonostante tutto e che forse anche da sola la vita và avanti.
Provaci per qualche giorno...
Poi ti farò una domanda che ti stupirà :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tu vorresti farlo soffrire semplicemente perchè vedi che lui non riesce a comprendere quanto stai soffrendo tu.
Le parole non bastano a descrivere lo schifo e il dolore.

Ti sfido a fare un esercizio: quando hai quei momenti in cui non ci pensi prova a sorridere da sola.
Prova a pensare che infondo tu sei ancora in piedi nonostante tutto e che forse anche da sola la vita và avanti.
Provaci per qualche giorno...
Poi ti farò una domanda che ti stupirà :)
Io DOPO mi sono sentita meglio di Rambo.
 

Brunetta

Utente di lunga data

mistral

Utente di lunga data
Dopo un tradimento, ti rendi conto che ti eri solo illusa di essere la persona più importante del mondo per lui. Che una persona che riesce a ferirti a morte è direttamente all'opposto di chi giurava di amarti e proteggerti per tutta la sua vita.
Le sue parole ora sono vuote per me. Parliamo tanto ma tanto ma non sono mai soddisfatta. Ho bisogno di emozioni forti, di pensieri intimi, di urlare e litigare e continuo a farlo, a volte mi fa stare meglio altre volte mi lascia solo spossata.
Il nostro terapeuta mi ha detto di avere pazienza che pungolarlo non mi permetterà di avere le mie risposte e che l'unica cosa che devo fare è smettere di guardare le macerie e andare avanti.
Come se fosse facile. Il passato mi appartiene. Appartiene al nostro noi.
Ed ho paura di dimenticare.

Ti capita a volte, immerso nella tua quotidianità di non pensare per un istante a quello che è successo e ti sembra quasi che non sia successo, che voi siete gli stessi di qualche anno prima?! A me capita e quando me ne rendo conto sono ancora più severa e arrabbiata con me e con lui. Non posso permettermi di dimenticare. Se dimentico, se abbasso la guardia, verrò ferita di nuovo.

Ci hai preso in pieno, comunque: io lo voglio vedere soffrire.
E' brutto dirlo, è eticamente pessimo ma se analizzo esattamente i miei sentimenti è questo quello che provo.
Se non ci fossero i figli lo avrei mollato sperando di trovarlo disperato dietro di me... consapevole di quanto avesse buttato all'aria la sua vita. Di quanto avesse perso, perdendo me. Forse sono solo un egocentrica piena di se!
Ti capisco....
E capisco perfettamente il tuo non voler dimenticare .Anche io voglio che il ricordo non mi faccia più soffrire ma senza dimenticare.Voglio avere tutto a portata di mano ,nella fondina come una pistola .Per paura? Si ma sopratutto per protezione.Come tenere la brace viva sotto la cenere pronta a scatenare un incendio.
Spero di non doverla mai usare ma so che se dovesse succedere nuovamente ,basterebbe tirare fuori il dolore coperto ma vivo e lui uscirebbe dalla mia vita immediatamente,senza ripensamenti .
Un paio di volte nella mia vita ho usato questa tecnica e posso garantire che con me funziona.Quando ho motivo di dire basta ,sono irremovibile.
Anche io a suo tempo ho pensato che se non ci fossero stati di mezzo i figli,mi sarei allontanata per riprendermi ,per riappropriarmi di me stessa.
Vedendo la loro "storia"dal di fuori e avendo indagato quel tanto che bastava era evidente che lei non la raccontasse giusta e cercasse una zattera che le facilitasse l'uscita dalle regole di un matrimonio che le stavano strette.Mio marito era un'opzione ma non la sola..Da amante ovviamente lui recitava la parte che piaceva a lei e lei faceva altrettanto.
Anche se lui spergiura che l'avrebbe lasciata comunque sia che io rimanessi con lui,sia nel caso lo lasciassi,magri se fosse rimasto solo ,in qualche modo sarebbe rimasto imbrigliato con lei .Conoscendolo e avendo avuto un saggio di lei,l'autodistruzione per entrambi sarebbe stata l'ovvia conseguenza.Avrei dovuto semplicemente sedermi con un sacco di popcorn e godermi lo spettacolo.
Quell'Otello di mio marito con la compagna che da amante non si faceva scrupoli ad invitarlo appena il marito usciva per il lavoro e insisteva per il comodo lettone .....:rotfl:
sarebbero finiti nella pagina di cronaca in un mese.
Ma questi giochetti con i figli è meglio evitarli,SOB....
 

alias75

Utente di lunga data
+++ capitolo molto delicato, commentate che sono molto interessato al punto di vista di tutti +++

Capitolo 6 – La Verità
Il dizionario indica che la verità è: “'essere vero; fedeltà, conformità alla realtà delle cose e dei fatti;”
Estendendo il concetto: la verità non è altro che la rappresentazione della realtà vissuta da ogni singolo uomo.
Io non ho dubbi che il cielo sia azzurro o che il mare sia salato.
Questo principio di certezza è ciò che mi sconvolge di più quando viene meno.
Viviamo ogni giorno della nostra vita sapendo che esistono cose per le quali non vi è neanche il dubbio di chiedersi se siano vere o meno.
Io per esempio ero certo di essere sposato ed ero certo che la persona con cui avevo deciso di vivere il resto della mia vita sapesse anche lei di essere sposata.
La verità per sua natura è una cosa certa, assodata.
Ma quando si viene traditi tutte le certezze spariscono e come conseguenza diretta anche la verità non è più assodata.
Il mio cervello aveva l’esigenza quindi di conoscere la verità quella vera e non una vera bugia.
In quel momento nasce una reazione fisica, istintiva, perchè scoprire di aver vissuto in una realtà falsa ci rende insicuri, confusi. Le cose che davamo per certe diventano come il fumo della sigaretta che lentamente si dissolve nell’aria senza lasciare traccia.
Quindi siamo obbligati a chiedere qual è la vera realtà nella quale non sapevamo di vivere?
Il quel momento esatto veniamo travolti da una marea di informazioni, date, luoghi, eventi, emozioni che saturano ogni parte di noi stessi, creando un imbuto di sensazioni che ci fanno andare in cortocircuito.
Il sistema “cervello” si riavvia più volte e ogni volta immagazzina nuovi dati, nuove informazioni.
Iniziano così i primi effetti della metabolizzazione delle informazioni: Rabbia, frustrazione , delusione, schifo.
Con il tempo poi ritorna anche in funzione la parte più razionale di noi: la logica.
La logica è un’arma potente perché ci consente di dedurre. Ma prima ancora ci consente di capire.
Così io ho iniziato a capire che la verità raccontata da lei non era una verità del tipo “il mare è salato”, ma erano “Mezze verità”, “Verità a fin di bene”, “Verità che possono solo far male”.
Insomma ho scoperto che la verità non è unica e oggettiva, al contrario molteplice e molto soggettiva.
Quindi ho capito che la prossima volta che mi chiederanno una caratteristica del mare non potrò più dire che è salato ma dovrò dire che il mare è dolce se paragonato ad una scatola di sale.
Il cielo non è sempre azzurro ma può essere anche nero come la notte.

Insomma ho capito che bisogna adeguarsi e saper raccontare le verità, perché alcune persone preferiscono vivere in una realtà che non è unica e oggettiva.
Io che ho combattuto me stesso da giovane per capire che la verità ci rende migliori, oggi ho scoperto che le persone non voglio essere migliori ma solo vivere nelle loro verità.
La vita ci riserva sempre sorprese inaspettate alle quali noi purtroppo non possiamo mai opporci.
 
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