Storia infinita di un grande malato amore

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Brunetta

Utente di lunga data
Faccio fatica a starvi dietro, siete velocissimi :) però una cosa ci tengo a distinguere, io non do a lui il potere di farmi decidere o meno per il mio valore. Io ho una grande stima di me stessa e del mio modo di essere. Lui ha intaccato il mio modo di sentirmi nella relazione, lui mi ha creato delle insicurezze che non riesco a superare e che riguardano solo il mio rapporto con lui non me come persona. Non rinuncio ai miei interessi, alla mia vita di singolo individuo. Cerco di spiegarmi meglio, se io sto bene con una persona non cerco altro, se cerco altro è per mancanza di qualcosa o assenza di amore. Sarò fatta male io ma chiedo solo verità e sincerità bella o brutta che sia. Per quello che scrive Perplesso, non sono una così brava moglie, in quel senso abbiamo un rapporto molto paritario e lui è cresciuto indipendente e autonomo senza vizi in tal senso. Lui si reputa guarito, maturato, io gli rispondo vedremo e nell'attesa sto sul chi va la pronta a prendere la batosta. Non riesco a vivere serenamente questa scelta perchè non riesco a dimenticare o a perdonare..a giorni fa meno male, a giorni di più...come si fa a vivere nel dubbio
Io ti capisco più di quanto immagini.

Ma quando si è in certe relazioni si percepisce un disagio ma se ne comprende la natura dopo molto tempo. Ma molto.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Faccio fatica a starvi dietro, siete velocissimi :) però una cosa ci tengo a distinguere, io non do a lui il potere di farmi decidere o meno per il mio valore. Io ho una grande stima di me stessa e del mio modo di essere. Lui ha intaccato il mio modo di sentirmi nella relazione, lui mi ha creato delle insicurezze che non riesco a superare e che riguardano solo il mio rapporto con lui non me come persona. Non rinuncio ai miei interessi, alla mia vita di singolo individuo. Cerco di spiegarmi meglio, se io sto bene con una persona non cerco altro, se cerco altro è per mancanza di qualcosa o assenza di amore. Sarò fatta male io ma chiedo solo verità e sincerità bella o brutta che sia. Per quello che scrive Perplesso, non sono una così brava moglie, in quel senso abbiamo un rapporto molto paritario e lui è cresciuto indipendente e autonomo senza vizi in tal senso. Lui si reputa guarito, maturato, io gli rispondo vedremo e nell'attesa sto sul chi va la pronta a prendere la batosta. Non riesco a vivere serenamente questa scelta perchè non riesco a dimenticare o a perdonare..a giorni fa meno male, a giorni di più...come si fa a vivere nel dubbio
ti contraddici. chi ha una vera e solida autostima,non si fa creare insicurezze.

avere un rapporto paritario non vuol dire che non fai la tua parte in casa (io ho fatto esempi molto banali, ovvio che la suddivisione dei compiti può essere fatta diversamente in ogni coppia) nè che la tua parte in casa sia ai suoi occhi imprescindibile.

gli è che non puoi sapere adesso cosa succederà tra che so 5-6-10 anni. dirti che devi decidere se vuoi continuare vivere con un uomo così significa proprio questo.

vivere sapendo che quello che è capitato potrebbe anche ricapitare. non è detto che ricapiti sicuramente,ma nemmeno lui ti può garantire dal fatto che tra 6 mesi non ti caschi un asteroide sul cofano dell'auto.


per curiosità,quanti anni avete tu e lui?
 

talis

Utente di lunga data
UNO che convive E cerca


In chat donne da scopare come lo classifichi?


QUI non si parla di una sbandata o una

Serata Allegra ma di un vizio e di un ripetersi di errori dopo vari perdoni.

qui si viene per parlare e chiedere consigli, non serve a niente indorare la pillola.

lei ha Sbagliato ad assecondarlo e a pensare che facendoci due figli risolvesse i loro problemi.

Ora è tardi.

Non ha Molte alternative secondo me. Non ora.

Deve mettersi tranquilla ed aspettare che nasca e cresca qualche anno la piccolina. Poi.....

Resta un uomo inqualificabile e ne so qualcosa. Per una figlia.

Vorrei chiarire una cosa, quando ho fatto la prima figlia non era venuto fuori nulla...il tuo discorso può valere adesso con la seconda ma dopo la terapia e dopo una scelta presa che è stata di andare avanti e riprovare che faccio non la porto avanti? Non lo mollo aspetto che la prima figlia cresca e vivo in funzione di che cosa? senza speranza aspettando il momento in cui troncare tutto e cambiare vita? e quando? a quanti anni? quali sarebbero le mie speranze o aspettative? Ogni giorno mi alzerei per che cosa? per far crescere mia figlia..ed io? In quale ambiente crescerebbe? in che contesto familiare? Ho deciso di vivere e vivo in funzione della mia scelta, non riuscirei a vivere senza la speranza che le cose possano cambiare, che io possa aver fatto la scelta giusta. Voglio vivere nella verità non nella finzione. In questo caso ho il dubbio nella tua ipotesi disincantata avrei avuto la certezza della finzione. Volevo una famiglia, non mi piace la solitudine dei figli unici e mi sto impegnando per far si che quella dei miei figli sia felice. Sono io la contraddizione, sono le mie paure ed insicurezze il problema e nessuno può aiutarmi con questo. Mi sono presa la responsabilità della mia scelta ma non ho usato assolutamente i figli come risoluzione dei problemi.
 

talis

Utente di lunga data
ti contraddici. chi ha una vera e solida autostima,non si fa creare insicurezze.

avere un rapporto paritario non vuol dire che non fai la tua parte in casa (io ho fatto esempi molto banali, ovvio che la suddivisione dei compiti può essere fatta diversamente in ogni coppia) nè che la tua parte in casa sia ai suoi occhi imprescindibile.

gli è che non puoi sapere adesso cosa succederà tra che so 5-6-10 anni. dirti che devi decidere se vuoi continuare vivere con un uomo così significa proprio questo.

vivere sapendo che quello che è capitato potrebbe anche ricapitare. non è detto che ricapiti sicuramente,ma nemmeno lui ti può garantire dal fatto che tra 6 mesi non ti caschi un asteroide sul cofano dell'auto.


per curiosità,quanti anni avete tu e lui?

io in quel caso faccio distinzioni, la mia autostima non la discuto, io come persona , come singolo sono una persona molto sicura di me. Poi c'è il mio rapporto con lui dove ripeto..lui ha minato le mie sicurezze di compagna, di moglie...circoscritte solo nella coppia. Capisco sia contraddittorio ma io la vivo così. 41 lui e 38 io
 

Ultimo

Escluso
Faccio fatica a starvi dietro, siete velocissimi :) però una cosa ci tengo a distinguere, io non do a lui il potere di farmi decidere o meno per il mio valore. Io ho una grande stima di me stessa e del mio modo di essere. Lui ha intaccato il mio modo di sentirmi nella relazione, lui mi ha creato delle insicurezze che non riesco a superare e che riguardano solo il mio rapporto con lui non me come persona. Non rinuncio ai miei interessi, alla mia vita di singolo individuo. Cerco di spiegarmi meglio, se io sto bene con una persona non cerco altro, se cerco altro è per mancanza di qualcosa o assenza di amore. Sarò fatta male io ma chiedo solo verità e sincerità bella o brutta che sia. Per quello che scrive Perplesso, non sono una così brava moglie, in quel senso abbiamo un rapporto molto paritario e lui è cresciuto indipendente e autonomo senza vizi in tal senso. Lui si reputa guarito, maturato, io gli rispondo vedremo e nell'attesa sto sul chi va la pronta a prendere la batosta. Non riesco a vivere serenamente questa scelta perchè non riesco a dimenticare o a perdonare..a giorni fa meno male, a giorni di più...come si fa a vivere nel dubbio

Infatti, e come darti torto? Tutto il genere umano ha bisogno di amare e di volerne la certezza. Qua dentro persone come me (e mi scoccia portarmi come esempio, perdonatemi) ha imparato ad amare profondamente senza rendere l'amore unico e infinito. Le certezze si hanno di solito nel presente e riuscendo a parlarsi sul serio. Il presente rimane tale e sicuro, il futuro rimane sempre incerto, possiamo cercare di costruirlo giornalmente nella maniera migliore. Prova a tranquillizzarti un po a ragionare togliendo le incertezze che hai, dopo parlane con lui, e parlane serenamente perchè lui anche non fosse la persona che può amarti ti ha amato a modo suo, per quello che sono le sue di possibilità, e tu dovrai scegliere attraverso una serie di situazioni che conosci soltanto tu. Scusami la schiettezza, capisco che alcune parole possano fare del male.
 

disincantata

Utente di lunga data
Vorrei chiarire una cosa, quando ho fatto la prima figlia non era venuto fuori nulla...il tuo discorso può valere adesso con la seconda ma dopo la terapia e dopo una scelta presa che è stata di andare avanti e riprovare che faccio non la porto avanti? Non lo mollo aspetto che la prima figlia cresca e vivo in funzione di che cosa? senza speranza aspettando il momento in cui troncare tutto e cambiare vita? e quando? a quanti anni? quali sarebbero le mie speranze o aspettative? Ogni giorno mi alzerei per che cosa? per far crescere mia figlia..ed io? In quale ambiente crescerebbe? in che contesto familiare? Ho deciso di vivere e vivo in funzione della mia scelta, non riuscirei a vivere senza la speranza che le cose possano cambiare, che io possa aver fatto la scelta giusta. Voglio vivere nella verità non nella finzione. In questo caso ho il dubbio nella tua ipotesi disincantata avrei avuto la certezza della finzione. Volevo una famiglia, non mi piace la solitudine dei figli unici e mi sto impegnando per far si che quella dei miei figli sia felice. Sono io la contraddizione, sono le mie paure ed insicurezze il problema e nessuno può aiutarmi con questo. Mi sono presa la responsabilità della mia scelta ma non ho usato assolutamente i figli come risoluzione dei problemi.

Scusa Ma mi riferivo all'inizio della vostra storia. Tu lo credevi libero, quindi inganno gia' da subito.
 

Simy

WWF

talis

Utente di lunga data
Scusa Ma mi riferivo all'inizio della vostra storia. Tu lo credevi libero, quindi inganno gia' da subito.
Non vi scusate, amo la schiettezza e la diversità di pensiero. Non avevo colto il riferimento. A quei tempi ero molto più giovane, alle prese con il primo vero amore ed ho dato la seconda possibilità. Il figlio è arrivato dopo un periodo di calma apparente di ben 6 anni, in cui io ho ridato fiducia vera e ho "abbassato la guardia"
 

Eratò

Utente di lunga data
Non vi scusate, amo la schiettezza e la diversità di pensiero. Non avevo colto il riferimento. A quei tempi ero molto più giovane, alle prese con il primo vero amore ed ho dato la seconda possibilità. Il figlio è arrivato dopo un periodo di calma apparente di ben 6 anni, in cui io ho ridato fiducia vera e ho "abbassato la guardia"
Il punto è che dovresti cominciare a concentrarti di più su te stessa e sul tuo benessere che si ripercuote anche sulle bimbe... Considera anche il consiglio di Nausicaa... facendoti fare l'impegnativa dal medico di base ti puoi rivolgere a un psicologo della ASL...
 

talis

Utente di lunga data
Il punto è che dovresti cominciare a concentrarti di più su te stessa e sul tuo benessere che si ripercuote anche sulle bimbe... Considera anche il consiglio di Nausicaa... facendoti fare l'impegnativa dal medico di base ti puoi rivolgere a un psicologo della ASL...
hai ragione, è da un pò che ci sto pensando
 

talis

Utente di lunga data
tipo facendo una stima? dopo quasi 15 anni pensare di non percepire il senso di un disagio è un po' frustrante come pensiero. Come va oggi..che dire va, lo sfogo tramite il forum mi ha aiutato tanto perché scrivendo, leggendo i vostri commenti ho provato emozioni e rivissuto momenti dolorosi. Questo mi ha dato modo buttando fuori un bel po' di sensazioni che mi stavano soffocando di respirare per un po'.
Purtroppo nessuno può darmi quello che cerco, perché sarebbe utopico..e solo che con i figli è cambiato tutto, io sono cambiata. Ho preso visione della vita da un'altra angolatura, nessuno te lo dice, nessuno te lo spiega, ti ritrovi diverso con una maggiore consapevolezza della realtà e della vita.
Il senso di responsabilità nonché le paure si sono accentuate in maniera esponenziale. Leggendo i vostri commenti non posso che provare ammirazione e forse anche un po' di invidia per chi ne è uscito e ha preso il controllo della situazione in un modo o nell'altro.
Nel mio cuore spero, spero che tutto vada bene, che lui sia cambiato e che stia di conseguenza vivendo la vita che desidera con chi desidera ossia noi..non per comodità o ripiego ma per amore semplicemente. Nel mio cervello al contrario mi vedo sulle rotaie di un treno in attesa di venire travolta.
 

Brunetta

Utente di lunga data
tipo facendo una stima? dopo quasi 15 anni pensare di non percepire il senso di un disagio è un po' frustrante come pensiero. Come va oggi..che dire va, lo sfogo tramite il forum mi ha aiutato tanto perché scrivendo, leggendo i vostri commenti ho provato emozioni e rivissuto momenti dolorosi. Questo mi ha dato modo buttando fuori un bel po' di sensazioni che mi stavano soffocando di respirare per un po'.
Purtroppo nessuno può darmi quello che cerco, perché sarebbe utopico..e solo che con i figli è cambiato tutto, io sono cambiata. Ho preso visione della vita da un'altra angolatura, nessuno te lo dice, nessuno te lo spiega, ti ritrovi diverso con una maggiore consapevolezza della realtà e della vita.
Il senso di responsabilità nonché le paure si sono accentuate in maniera esponenziale. Leggendo i vostri commenti non posso che provare ammirazione e forse anche un po' di invidia per chi ne è uscito e ha preso il controllo della situazione in un modo o nell'altro.
Nel mio cuore spero, spero che tutto vada bene, che lui sia cambiato e che stia di conseguenza vivendo la vita che desidera con chi desidera ossia noi..non per comodità o ripiego ma per amore semplicemente. Nel mio cervello al contrario mi vedo sulle rotaie di un treno in attesa di venire travolta.
Di cosa hai concretamente più paura?
 

Tradito?

Utente di lunga data
...Da dove iniziare? Non lo so nemmeno io. E' da molto che medito di scrivere su qualche forum, non ho mai raccontato nulla a nessuno ma adesso mi trovo in un momento di grande e totale sconforto.
Sono in attesa di una bimba, la seconda per la precisione. Ne ho un'altra di tre anni. Mio marito è tale da due anni dopo 13 di fidanzamento di cui 9 di convivenza.
Non lo so forse è vero che chi ben comincia è a metà dell'opera e noi abbiamo iniziato da subito malissimo, nonostante tutto il rapporto è arrivato fino ad oggi.
Vado a ritroso di 14 anni circa quando conobbi il mio grande amore nonché la mia più grande delusione.
Grande amore perché il cuore mi batteva così forte quando lui mi abbracciava da sentirsi a distanza, grande delusione perché ora mi ritrovo incastrata in una vita che mi rende terribilmente infelice e non perché questo amore sia passato
ma perché mi ritrovo disillusa, ferita e costretta a sopprimere una rabbia che mi ribolle dentro.
Non sono il tipo che tradisce o che racconta bugie, mi si leggono in faccia, pensavo nella mia totale ingenuità che tutti fossero cosi...quanto mi sbagliavo.
I primi otto mesi...fantastici, peccato poi scopro di essere l'amante e non la ragazza che nel frattempo era partita all'estero. 4 anni di rapporto, vedo lui sofferente, lo giustifico e decido di lasciarlo scegliere. Comprendendo l'importanza di 4 anni in confronto a pochi mesi e mettendomi nei panni dell'altra lo lascio decidere dandogli i consigli che darei ad un caro amico, totalmente disinteressati (pago a caro prezzo questa disponibilità, iniziando ad avere problemi con il cibo),perdo anche delle amicizie che non capivano il mio atteggiamento nei confronti di lui..come si dice io perdono gli altri no..ecco perché da allora non ho più parlato.
Insomma lui decide di iniziare con me, io felicissima decido di proseguire...man mano che passa il tempo però mi è capitato di trovare varie volte dei pensieri, piccole poesie nostalgiche dedicati a questa ex ragazza. Chiarimenti, giustificazioni varie e banali e siamo andati avanti. Passano tre anni circa, io non sono più la ragazzina spensierata e fiduciosa ma una ragazza diffidente e molto attenta ai particolari,noto un atteggiamento diverso, anche per telefono, riesco a cogliere il minimo cambiamento ed in questo caso scopro invece un'infatuazione verso una sconosciuta incontrata per caso, sconosciuta che grazie alla sua tenacia, diventa conosciuta. "La donna della sua vita" aveva scritto ad un suo collega. Messo alle strette litighiamo, lo lascio e si ripresenta la sera stessa davanti il lavoro giurandomi il pentimento, che si è sentito uno stupito etc etc, immagino tutti abbiate chiare le giustificazioni che vengono propinate in questi casi. Riandiamo avanti, mantiene le promesse, non mi accorgo di nulla, è cambiato mi dico, arriviamo a 10 anni di fidanzamento. Cresciamo insieme, tra quotidianità, problemi e gioie. Rimango incinta(iniziativa venuta da lui) e dopo un paio di settimane dalla notizia, una sera noto una email, di cui non conoscevo l'esistenza, account utilizzato per siti di chat, mi crolla il mondo addosso, lo metto alle strette, escono fuori migliaia di rapporti virtuali, alcuni forse no molti si di sesso virtuale, webcam e un altro numero di telefono (in quel periodo per aumentare le entrate in casa, facevo due lavori, dalle 9 di mattina alle 22 di sera quindi lui aveva molto tempo libero.) Schifata e disgustata, mi ricrolla addosso il castello di carte che mi ero costruita...questa volta però fa meno male.
Non riesco neanche ad andare fino in fondo, non voglio leggere altro.
Lui si dispera come poche volte nella sua vita, forse perché si è sentito umiliato e beccato per l'ennesima volta,non lo so
fatto sta che mi propone una terapia di coppia. Io accetto per la bimba in arrivo, la sensazione che ho però è di essere stata incastrata, o forse ho fatto tutto da sola...boh
Gli ho detto anche davanti alla terapista, sto con te solo perché sono incinta, sensazione che provo ancora oggi, nonostante non sia sicura che lo avrei lasciato davvero.
Iniziamo questo percorso portato avanti per un anno, avrei voluto continuarlo, avrei voluto continuare con questa terapista anche per conto mio ma per problemi economici e con l'arrivo della bambina abbiamo dovuto interrompere.
Sono passati 4 anni da allora e mi ritrovo donna a piangere e a pensare, ho perdonato? questa volta non credo di aver perdonato, non ho avuto il tempo di elaborare,di soffrire, di arrabbiarmi. Non ho dimenticato nulla, tutti i giorni ci penso, non passa giorno che il mio maledetto cervello non rimugini su quello che è successo..e fa male, come allora, ne più ne meno. Ho sviluppato migliaia di paure, non sono più io e non riesco più a vivere così, so di essere un ripiego, io credo lui mi voglia bene e pure tanto ma non lo reputo amore il suo..forse neanche il mio a questo punto lo è. Ne verso di lui, ne verso me stessa. Mi vergogno tanto ad avervi raccontato la mia storia, è la prima volta che lo faccio, come si supera? come ci siete riusciti? come ci si convive?
Che dirti, se sono passati quattro anni e non ti e' passato, prenderei in seria considerazione la possibilita' di lasciarlo e voltare pagina.
 

Tessa

Escluso
tipo facendo una stima? dopo quasi 15 anni pensare di non percepire il senso di un disagio è un po' frustrante come pensiero. Come va oggi..che dire va, lo sfogo tramite il forum mi ha aiutato tanto perché scrivendo, leggendo i vostri commenti ho provato emozioni e rivissuto momenti dolorosi. Questo mi ha dato modo buttando fuori un bel po' di sensazioni che mi stavano soffocando di respirare per un po'.
Purtroppo nessuno può darmi quello che cerco, perché sarebbe utopico..e solo che con i figli è cambiato tutto, io sono cambiata. Ho preso visione della vita da un'altra angolatura, nessuno te lo dice, nessuno te lo spiega, ti ritrovi diverso con una maggiore consapevolezza della realtà e della vita.
Il senso di responsabilità nonché le paure si sono accentuate in maniera esponenziale. Leggendo i vostri commenti non posso che provare ammirazione e forse anche un po' di invidia per chi ne è uscito e ha preso il controllo della situazione in un modo o nell'altro.
Nel mio cuore spero, spero che tutto vada bene, che lui sia cambiato e che stia di conseguenza vivendo la vita che desidera con chi desidera ossia noi..non per comodità o ripiego ma per amore semplicemente. Nel mio cervello al contrario mi vedo sulle rotaie di un treno in attesa di venire travolta.
Se hai questa sensazione, se percepisci questo disagio, se hai paura di venire travolta, devi attrezzarti.
Costruisci le difese e preparati alla guerra, ti fara' stare piu' sicura. E intanto godi la pace.
 

Diletta

Utente di lunga data
ma non credo sia questo, in quanto all'epoca della prima gravidanza non era uscito fuori nulla, teoricamente lui manteneva la sua doppia vita virtuale e reale senza problemi. Il rapporto non dava segni di cedimento. Non mi ha mai trattata male o fatto sentire non amata. Non so come farvi capire, se non avessi scoperto nulla mi sarei sentita una persona super amata. Subito siamo andati in terapia per un anno e più fino a poco dopo che è nata la bambina e fino a quando anche per la dottoressa avevamo affrontato la soluzione.Ora apparentemente è tutto perfetto...ma come sempre capite? forse mi ritrovo a rivivere la stessa situazione di anni fa quando dalla felicità della gravidanza sono passata allo sconforto della delusione, forse ritrovandomi nelle stesse condizioni di allora mi ritrovo a rivivere le stesse sensazioni con più intensità. Dipendenza affettiva? boh solo per il fatto di averlo sempre perdonato? Il nostro non è stato un rapporto soffocante, ognuno ha sempre coltivato i suoi hobbie e le sue amicizie sia di coppia che singole....non so devo riflettere su questo argomento


Capiamo, capiamo, almeno io ti capisco perfettamente!
Tutto perfetto, come sempre.
Anche per me è sempre stato così e non mi sorprende neanche più questa cosa perché so bene di essere la donna della sua vita, come sicuramente tu sei per tuo marito.
Per contro, però, la situazione del tutto perfetto ha sortito l'effetto contrario su di me perché se lui (parlo di mio marito) era stato capace di comportarsi così, voleva dire una sola cosa e cioè:
che lui E' così
che lui E' FATTO così.
E questo ha fatto, di per sé, cadere ogni presupposto...
Se, al contrario, ci fossero stati dei problemi nel rapporto, degli attriti, ci sarebbe stata una giustificazione, un "movente".
E' proprio il "tutto perfetto" che mi ha ostacolato nel percorso di ricostruzione...non credo che qualcuno voglia avere accanto a sé uno dalla doppia personalità, uno infido e subdolo, mi fa rabbrividere questo pensiero perché non lo credevo neanche possibile, per me era oggetto di romanzi e film...
 

Diletta

Utente di lunga data
Faccio fatica a starvi dietro, siete velocissimi :) però una cosa ci tengo a distinguere, io non do a lui il potere di farmi decidere o meno per il mio valore. Io ho una grande stima di me stessa e del mio modo di essere. Lui ha intaccato il mio modo di sentirmi nella relazione, lui mi ha creato delle insicurezze che non riesco a superare e che riguardano solo il mio rapporto con lui non me come persona. Non rinuncio ai miei interessi, alla mia vita di singolo individuo. Cerco di spiegarmi meglio, se io sto bene con una persona non cerco altro, se cerco altro è per mancanza di qualcosa o assenza di amore. Sarò fatta male io ma chiedo solo verità e sincerità bella o brutta che sia. Per quello che scrive Perplesso, non sono una così brava moglie, in quel senso abbiamo un rapporto molto paritario e lui è cresciuto indipendente e autonomo senza vizi in tal senso. Lui si reputa guarito, maturato, io gli rispondo vedremo e nell'attesa sto sul chi va la pronta a prendere la batosta. Non riesco a vivere serenamente questa scelta perchè non riesco a dimenticare o a perdonare..a giorni fa meno male, a giorni di più...come si fa a vivere nel dubbio

...si fa male.
Io, se Dio vuole, me lo sono levato e infatti sto molto meglio!
Paradosso, ma è così che mi sento.
 
Stato
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