sopravvivere

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Old Iris2

Guest
Si, senza offesa però...ognuno ha diritto di credere in ciò che vuole.

Figuriamoci, la mia collega crede negli alieni!!! Giobbe ha diritto a sostenere l'indissolubilità del vincolo matrimoniale...ma farla risalire a Gesù Cristo, mi pare un pò forzoso, considerando che in duemila anni la Chiesa in merito ha cambiato spesso opinione (ad esempio per un pò non benediceva i vedovi). Tra qualche tempo benedirà anche i divorziati...ma forse a quel punto non interesserà più a nessuno.
 

Amoremio

Utente di lunga data
ciao a tutti e grazie per la distrazione (?) che mi offrite leggendo commenti, consigli, dibattiti o altro.
non ho molto tempo durante il giorno e non sono cosi pratico da poter quotare ogni singola risposta per rispondere puntualmente, vedrò stasera se ne ho tempo.

volevo solo dare un chiarimento che forse è doveroso e sul quale forse non sono stato chiaro

durante la crisi che ha preceduto il tradimento mia moglie mi ha più volte fatto presente che un rapporto del genere non poteva trascinarsi e che se non fosse cambiato le avrebbe dato la scossa per ritenersi libera di muoversi. la crisi era cosi forte che nessuno dei due ha reagito alla cosa.

quindi è questo il motivo per il quale tendo a considerare inevitabile conseguenza il tradimento. e per questo tendo a darle atto che si può dire tutto tranne che me lo aveva nascosto come possibile conseguenza.

quello che mi ha veramente sorpreso è il dolore, chi mi conosce non crederebbe a una parola di quello che dico per il tipo di carattere che possiedo. forse ha ragione chi ha parlato di possessività, non desiderare qualcosa fino a quando ce la portano via.

azz il capo, a più tardi
ma il tuo capo si fa annunciare?
così gli impiegati possono imprecare e spiegare perchè non possono più scrivere?
 

Kid

Utente un corno
Col cavolo che sarebbe stata meglio!
Se un tradimento porta ad una sofferenza pari a 5 punti, una separazione non vale meno di 100 punti.
Per molti la separazione (in caso di matrimonio) è peggio di un lutto.

Ti quoto, non trovo il paragone nè rivoltante, nè azzardato.
 

Ingenua

Utente di lunga data
ciao,
mai avrei pensato di ritrovarmi a cercare su google la parola tradimento e ritrovarmi su questo forum
sono un "ragazzo" di 39 anni, fidanzato da 20, sposato da 7, padre da 4

dalla nascita di mio figlio è cominciata una spirale negativa che mi ha portato a trascurare mia moglie fino al punto da costringerla a cercare fuori quello che non riusciva a trovare a casa

e fuori a trovato quello che cercava

adesso, dopo svariati mesi, me lo ha confessato. non so se perchè, dopo tutto, vuole cercare di recuperare e "mettere la famiglia" davanti a tutto o perchè semplicemente non riusciva più a tenersi tutto dentro.

da una settimana, cioè da quando mi ha fatto la rivelazione, sto malissimo.
la amo, la stimo, voglio passare con lei il resto della mia vita.
ho avuto bisogno di questa mazzata per capirlo.
però sto male, fottutamente male, fisicamente male.
non riesco a pensare ad altro, non posso passare mezz'ora da solo senza perdermi nei pensieri e immaginarmela con un altro, quando la storia e cominciata, come si è svolta, con che frequenza, con che modalità.
mi sto facendo del male da solo immagino, ho momenti in cui mi prenderei a martellate pur di farla finita, ad altri in cui ho bisogno di abbracciarla per sentire il suo calore, il suo corpo, il suo amore.
credo, ma non ne posso ovviamente essere sicuro, che lei voglia sinceramente mettere una pietra sopra e ricominciare.
non ce la faccio
ho una voglia morbosa e bastarda di voler sapere i dettagli di questa relazione, e più ci penso e più sto male.
e allora mi chiedo, come si può superare questo momento? chi ci è riuscito quanto ci ha messo? ognuno ha il suo carattere e la sua personalità beninteso. mi trovo in una fase in cui trovo quasi conveniente accentuare il ruolo di vittima, ad altri in cui mi ritrovo (come adesso) sul balcone a piangere. sto male. fino a ieri non concepivo un dolore del genere.
e, sia chiaro, so che è colpa mia
tuttavia ho tutte le migliori intenzioni del mondo, voglio tentare, provare a superare.
ci riuscirò mai?
Ciao dolorante e benvenuto. Tutto quello che provi in questo momento mi è familiare, molto familiare...
Ti posso assicurare che a me dopo quasi 8 mesi non è ancora passata la delusione. La rabbia però sta diminuendo grazie soprattutto al fatto che mi sto impegnando per ricostruire un rapporto nuovo e ti dico che non è facile ma è molto bello...nuovi stimoli e la voglia da entrambe le parti di cercarsi ancora... Molte persone del forum ti hanno consigliato di non chiedere nulla sui dettagli, ebbene... è il consiglio migliore che tu possa ricevere!!!!!! credimi, io ho voluto sapere tutto e anche di più e la cosa mi ha devastato l'anima... non farlo! devi sforzarti di pensare al futuro, questo è il punto zero, da qui devi ricominciare. Se ce la sto facendo io senz'altro puoi farcela anche tu! Un abbraccio.
 

MK

Utente di lunga data
Mi sono sposata per amore, non per avere una fede al dito...finito l'amore, non ho trovato motivo di continuare una convivenza.
Per me è stato così. Anche se trovo legittime anche situazioni diverse.

Concordo.
 

MK

Utente di lunga data
durante la crisi che ha preceduto il tradimento mia moglie mi ha più volte fatto presente che un rapporto del genere non poteva trascinarsi e che se non fosse cambiato le avrebbe dato la scossa per ritenersi libera di muoversi. la crisi era cosi forte che nessuno dei due ha reagito alla cosa.

quindi è questo il motivo per il quale tendo a considerare inevitabile conseguenza il tradimento. e per questo tendo a darle atto che si può dire tutto tranne che me lo aveva nascosto come possibile conseguenza.

quello che mi ha veramente sorpreso è il dolore, chi mi conosce non crederebbe a una parola di quello che dico per il tipo di carattere che possiedo. forse ha ragione chi ha parlato di possessività, non desiderare qualcosa fino a quando ce la portano via.
Bella analisi, bravo

Non ho ancora capito però se l'ami tua moglie oppure no
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Sono tutte paure normali nella tua situazione.
Passeranno dopo che sarai riuscito a perdonare.
Perdonare non è uno stato d'animo, è un'azione.
Mi ci sono voluti 7 mesi per perdonare mia moglie.
Mi sono ripetuto mentalmente migliaia di volte “Io perdono mia moglie” finché ho incominciato ad accettare la situazione e pronunciare quella frase non mi faceva più tanto male.
Poi ho comunicato il perdono a mia moglie (se non è espresso il perdono non vale nulla). Anche questo passo non è stato facile, ma dopo mi sono sentito subito meglio. Da lì in avanti è tutta discesa.
Dopo che hai perdonato svaniscono i “film mentali” e le situazioni che ti fanno ricordare il tradimento.
Si, verso gli inferi...

Giobbe, ma chi stai cercando di prendere in giro?

La soddisfazione di averla perdonata compenserebbe secondo te il fatto che lei se ne freghi del tuo perdono, delle tue speranze di ricostruire la vostra famiglia, l'esser ancora lì ad aspettare non si sa bene cosa? Dai!
 

Old danut

Utente di lunga data
Io penso che proverai a perdonare, ma prima o poi questo dolore verrà fuori e tu sei un uomo...povera la tua donna in quel momento! Ah ricorda che quando si è arrabbiati anche solo fermare uno schiaffo può rompere un polso.
 
O

Old angelodelmale

Guest
Io penso che proverai a perdonare, ma prima o poi questo dolore verrà fuori e tu sei un uomo...povera la tua donna in quel momento! Ah ricorda che quando si è arrabbiati anche solo fermare uno schiaffo può rompere un polso.
tu non sei affatto normale.
 

Amoremio

Utente di lunga data
se è un uomo non ha niente a che vedere con te

un uomo non dice e non fa ciò che dici e pensi tu
 

Old danut

Utente di lunga data
Semplice, io per difendermi da delle sberle ho fermato le braccia e non mi sono reso conto che le stavo spezzando, in quel momento ho solo bloccato l'attacco a me, ma io come dico sempre ho una forza che tengo sotto controllo sempre e comunque con la razionalità.
 
O

Old angelodelmale

Guest
Semplice, io per difendermi da delle sberle ho fermato le braccia e non mi sono reso conto che le stavo spezzando, in quel momento ho solo bloccato l'attacco a me, ma io come dico sempre ho una forza che tengo sotto controllo sempre e comunque con la razionalità.

uhm... per difenderti da chi? da un uomo o da una donna? e cosa c'entra col discorso che hai fatto prima...
 

Amoremio

Utente di lunga data
Semplice, io per difendermi da delle sberle ho fermato le braccia e non mi sono reso conto che le stavo spezzando, in quel momento ho solo bloccato l'attacco a me, ma io come dico sempre ho una forza che tengo sotto controllo sempre e comunque con la razionalità.
scendi dal piedistallo
e se riesci smetti di credere che tutti abbiano la sveglia al collo
 
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Old giobbe

Guest
non condivido Giobbe
ci sono casi e casi
Non condivido nemmeno io.
Non lo condivido neanch'io!
ma piantiamola con queste stronzate. tra l'altro dire che una separazione è peggio di un lutto è veramente antipatico
È chiaro che si tratta di impressioni personali. Il tradimento non è stato certamente una cosa piacevole ma quello che mi ha fatto veramente soffrire è stata la separazione successiva al tradimento. Per me è stato così, ho ancora ben chiari davanti ai miei occhi i due tipi di sofferenza e non ho dubbi a proposito.
Lutti in famiglia ne ho vissuti anche io, come tutti. Anche quella è una cosa molto soggettiva, varia molto da persona a persona ma nel mio caso la separazione è stata più dolorosa dei lutti. Nel lutto ho sofferto per la mancanza del famigliare ma avevo anche la certezza che stava bene, che aveva completato la missione sulla Terra e che si trovava al cospetto di Dio.
La separazione l'ho vista come il frutto dell'uso sbagliato della libertà da parte di mia moglie. Non c'è il lato positivo della medaglia, ci sono solo macerie che sono frutto di scelte umane.
Poi Dio sa trarre il bene anche dal male ma questo è un altro discorso.
 

Old danut

Utente di lunga data
Io non provoco, so solo cosa voglia dire il dolore in un uomo, cosa che voi donne molto spesso sottovalutate, pensate a che può succedere se un uomo con il triplo della forza vostra per colpa del suo dolore perda il controllo di sè! Non scherzo, ma mi sa che molte donne dovrebbero avere più paura degli uomini, solo i retaggi sociali li tengono a bada...finchè un uomo non penserà che uomo e donna sono uguali a tutti gli effetti.
Io dico solo che purtroppo nel tempo il dolore potrebbe innescare litigi che la donna in questione potrebbe non gradire e il tutto potrebbe diventare molto brutto ed è forse una cosa che va evitata in tutti i modi, quante donne sono disposte a farsi dare della ******* quando un uomo cornuto crolla?
 
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Old giobbe

Guest
Che ficata..puoi pure risposarti in chiesa, fare la comunione, ecc ecc. Se sei un divorziato, povero te! Ti toccano pure le fiamme dell'inferno!!!


comunque non è vero che Gesù ha stabilito che non si potesse divorziare: il discorso che fa lui era contro la morale maschilista dell'epoca che permetteva di ripudiare (vale a dire condannare alla fame) una moglie ad ogni piè sospinto.
L'indissolubilità del matrimonio è stata introdotta dopo il quarto secolo dopo Cristo. (ad uso e consumo di Giobbe e della Sacra Rota)

I separati e divorziati possono fare la Comunione, la faccio anche io.
Non la possono fare quelli che si risposano o che convivono con altre persone.

Sicuramente una regola che permette il ripudio della moglie e non del marito era ingiusta e maschilista. La carta di divorzio introdotta da Mosè era già un passo avanti nella tutela delle donne ripudiate. Ma non c'è il minimo dubbio che in questo passaggio Gesù chiarisca il suo pensiero rispetto all'indissolubilità del vincolo matrimoniale.
Il testo del Vangelo era chiarissimo anche per i contemporanei di Gesù (“Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi”) tanto che gli hanno risposto “Se tale è la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene prender moglie”.
Era chiaro duemila anni fa, lo è oggi e lo sarà anche tra duemila anni.
L'unico dubbio è nell'eccezione alla regola contenuta nel Vangelo di Matteo che i protestanti e gli ortodossi interpretano come adulterio mentre i cattolici come concubinato, incesto e cose del genere.
 
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Old giobbe

Guest
Si, verso gli inferi...

Giobbe, ma chi stai cercando di prendere in giro?

La soddisfazione di averla perdonata compenserebbe secondo te il fatto che lei se ne freghi del tuo perdono, delle tue speranze di ricostruire la vostra famiglia, l'esser ancora lì ad aspettare non si sa bene cosa? Dai!

Il perdono serve a chi lo dà, mica a chi lo riceve.
Serve a far star meglio e a far uscire da una spirale sterile chi subisce un torto.
Non obbliga per nulla chi ha commesso il torto che continua libero di fare le sue scelte.
 
O

Old tenebroso67

Guest
ciao,
..........................però sto male, fottutamente male, fisicamente male.
non riesco a pensare ad altro, non posso passare mezz'ora da solo senza perdermi nei pensieri e immaginarmela con un altro, quando la storia e cominciata, come si è svolta, con che frequenza, con che modalità.

............................................
ho una voglia morbosa e bastarda di voler sapere i dettagli di questa relazione, e più ci penso e più sto male.
e allora mi chiedo, come si può superare questo momento? chi ci è riuscito
quanto ci ha messo?
Dimenticare "quella cosa" penso sia quasi impossibile.

Pero' quella sofferenza acuta che ti corrode dentro e ti provoca un pianto irrefrenabile,
lo stato confusionale, i fantasmi, gli incubi ad occhi aperti,
quelli durano almeno 6 mesi, un'anno, forse piu'....
dipende da tante cose.... preparati.......

Il pensiero fisso rivolto all' altro
e a quello che hanno fatto,
come l'hanno fatto,
dove l'hanno fatto,
quanto l'hanno fatto....ecc....
abituati pure all'idea perche' forse potrebbero
passare anche 20 anni, ma i dettagli avrai sempre voglia di conoscerli.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
I separati e divorziati possono fare la Comunione, la faccio anche io.
Non la possono fare quelli che si risposano o che convivono con altre persone.

Sicuramente una regola che permette il ripudio della moglie e non del marito era ingiusta e maschilista. La carta di divorzio introdotta da Mosè era già un passo avanti nella tutela delle donne ripudiate. Ma non c'è il minimo dubbio che in questo passaggio Gesù chiarisca il suo pensiero rispetto all'indissolubilità del vincolo matrimoniale.
Il testo del Vangelo era chiarissimo anche per i contemporanei di Gesù (“Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi”) tanto che gli hanno risposto “Se tale è la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene prender moglie”.
Era chiaro duemila anni fa, lo è oggi e lo sarà anche tra duemila anni.
L'unico dubbio è nell'eccezione alla regola contenuta nel Vangelo di Matteo che i protestanti e gli ortodossi interpretano come adulterio mentre i cattolici come concubinato, incesto e cose del genere.
Stavolta mi tocca quotarti!
 
Stato
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