Io l'ho spiegato molte volte, ma alla paroline magiche (anche in abbreviazione) non resisto.
I figli hanno fantasie, pulsioni diverse a seconda dell'età e, ovviamente, hanno capacità diverse di comprendere ed elaborare gli eventi.
Questo insieme di impulsi, emozioni, elaborazioni riguardano la sessualità in generale, quella dei genitori e la propria.
A me sembra evidente che vivere confidenza e intimità normali nella convivenza con persone estranee non può non rendere più pesanti queste problematiche.
Se un bimbo piccolo, che nutre sentimenti e pulsioni ambivalenti nei confronti dei genitori, vede inserirsi ulteriori persone ne è certamente turbato.
Un adolescente, che è naturalmente travolto dai cambiamenti propri, se si trova a condividere spazi con estranei ne è certamente turbato, peggio è se questi estranei entrano nel suo immaginario sessuale e nella sua sfera affettiva.
Credo che nessuno possa pensare che basti che gli adulti si mostrino sereni e disinvolti perché ciò non accada. Così come non penso che nessuno possa credere che necessariamente questi disagi vengano verbalizzati, né che possano essere espressi in varie modalità in tempi brevi.