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Old reasilvia69
Guest
E' andata così.
Lo conosco da molti anni per via della sua attività ma non siamo andati mai oltre un certo limite. Ammetto che ho sempre avuto il debole, ma nulla di che.
Grazie a msn abbiamo potuto approfondire questa conoscenza, stuzzicarci e arrivare al momento in cui mi ha chiesto di andare a cena con lui.
Io per sentito dire sapevo che era stato fidanzato per piu di 10 anni, una volta sposato ( come è logico e matematico) si è lasciato con la moglie. Da questa unione è nato un figlio.
Lui non mi aveva detto di essere impegnato, davo per scontato che non lo fosse, considerando il modo in cui si era posto con me.
Una volta usciti ci siamo baciati, abbiamo parlato a lungo di noi dei nostri progetti, del nostro carattere. Mentre parlavamo del più e del meno..
lui : ma tu sei fidanzata?
io : se fossi fidanzata cosa dovrei farci all'1 di notte con un altro? Non ti avrei sicuramente baciato!!!
lui: ma tu lo sai che io sono sposato?
io: cosa???
lui: come non lo sapevi? Io credevo tu lo sapessi..
io: uno senza fede sul dito, che va in giro di notte, che non riceve telefonate, che non me lo dice dopo un mese che chiacchieriamo.. non mi sembra tanto sposato!
Stavo per scendere sull'autostrada, ma poi una volta arrivata a casa lo saluto. Intenzionata a non mettermi in nessun casino, nonostante lui mi piacesse tanto.
Il problema inizia il mattino dopo! Comincia a chiamarmi tutti i giorni; telefonate fatte per salutarmi, per sapere come sto. Piccolissime attenzioni che io non avevo, ne sentivo il bisogno, ma le ignoravo. Queste attenzioni entrarono però a far parte via via del mio quotidiano. Anche se io non lo chiamavo mai, ne scrivevo sms. Nulla, rispondevo solo [ qui non voglio far la vittima eh, sapevo che comunque rispondergli era sbagliato, mi assumo tutte le colpe ].
Lui continuava a piacermi tanto.. e mi dava prova che anche io gli piacevo tantissimo. Una sera me lo ritrovai fuori la mia scuola di danza e pensai: "dev'essere solo una storia di una notte.. è questo che vuole e lo capisco, poi però ognuno per la sua strada".
Dopo una notte insieme, più che dividersi le strade si sono unite. Da una telefonata siamo passati a due, poi tre e ancora e ancora.
Ci sono stati fortissimi litigi, dai quali ne siamo usciti sempre indenni ( tanto per dirne una ho scoperto che è sposato solo legalmente con la ex moglie, quella che chiama "moglie" attualmente è la fidazata con la quale convive sporadicamente).
La nostra è diventata una vera e propria relazione dove io ho provato a lasciarlo diverse volte, ma non ho mai avuto la forza di restare ferma sulle mie decisioni ( l'ultima giovedi scorso).
Mi sento scissa. La mia parte razionale che mi distrugge, e quella che non può più fare a meno di lui. Mi rendo conto che sono quella che si porta in albergo, quella a cui è vietato telefonare la domenica. Che non è esistita il giorno di Natale, quella che ha dovuto sopportare l'umiliazione di ritrovarsi faccia a faccia con la sua pseudo moglie. So, come gli ho ringhiato in faccia, di essere l'ultima ruota del suo carro. Nonostante questo, e nonostante tutte le forze che abbia raccolto per uscire da una storia che non mi porterà mai a nulla, non riesco più a rinunciare alle sue attenzioni, alla sua costante presenza.
Quei pochi istanti in cui torno in me, riesco anche ad essere obiettiva. Non so se lo amo, e quindi nemmeno provo ad alzare un polverone per stare "ufficialmente" con lui; troppe persone soffrirebbero e non ne varrebbe la pena solo per "tentare".
Tra l'altro mi ha sconvolto il suo comportamento a Natale; è andato in vacanza con la pseudo moglie, non passandolo con la figlia. Qui l'ho pesato.. e l'ho disprezzato tanto.
Io so che devo lasciarlo, so che è un mezzo uomo, e so anche che se continuo a vederlo l'appellattivo di "put...." mi si addice fin troppo bene, fosse altro perchè una parte di me riconosce cosa sono per lui, anche se lui lo nega, e sta male quando mi allontano.
Sono confusa e senza forze, sento che da quasi 7 mesi, ogni giorno mi annullo in un ruolo troppo difficile e troppo sofferente. Ho 25 anni desidero con tutta me stessa una vera storia con un vero uomo, voglio avere un bambino e voglio che questo bambino cresca con un padre presente.
Lui non può darmi nulla di tutto ciò, ne so quanto io desideri averlo da un uomo come lui, da un uomo quasi 40enne che non sa essere ne fidanzato, ne padre, ne amante.
Accettare il fatto che sono debole è stato difficile; lui sa quanto io abbia bisogno di "affetto", e me ne sto rendendo conto anche io, ora che non riesco a fare a meno di una persona come lui.
In cambio di briciole io dò tutto, anima e corpo.
E non so davvero come uscirne.
Scusate la lunghezza del post!
Lo conosco da molti anni per via della sua attività ma non siamo andati mai oltre un certo limite. Ammetto che ho sempre avuto il debole, ma nulla di che.
Grazie a msn abbiamo potuto approfondire questa conoscenza, stuzzicarci e arrivare al momento in cui mi ha chiesto di andare a cena con lui.
Io per sentito dire sapevo che era stato fidanzato per piu di 10 anni, una volta sposato ( come è logico e matematico) si è lasciato con la moglie. Da questa unione è nato un figlio.
Lui non mi aveva detto di essere impegnato, davo per scontato che non lo fosse, considerando il modo in cui si era posto con me.
Una volta usciti ci siamo baciati, abbiamo parlato a lungo di noi dei nostri progetti, del nostro carattere. Mentre parlavamo del più e del meno..
lui : ma tu sei fidanzata?
io : se fossi fidanzata cosa dovrei farci all'1 di notte con un altro? Non ti avrei sicuramente baciato!!!
lui: ma tu lo sai che io sono sposato?
io: cosa???
lui: come non lo sapevi? Io credevo tu lo sapessi..
io: uno senza fede sul dito, che va in giro di notte, che non riceve telefonate, che non me lo dice dopo un mese che chiacchieriamo.. non mi sembra tanto sposato!
Stavo per scendere sull'autostrada, ma poi una volta arrivata a casa lo saluto. Intenzionata a non mettermi in nessun casino, nonostante lui mi piacesse tanto.
Il problema inizia il mattino dopo! Comincia a chiamarmi tutti i giorni; telefonate fatte per salutarmi, per sapere come sto. Piccolissime attenzioni che io non avevo, ne sentivo il bisogno, ma le ignoravo. Queste attenzioni entrarono però a far parte via via del mio quotidiano. Anche se io non lo chiamavo mai, ne scrivevo sms. Nulla, rispondevo solo [ qui non voglio far la vittima eh, sapevo che comunque rispondergli era sbagliato, mi assumo tutte le colpe ].
Lui continuava a piacermi tanto.. e mi dava prova che anche io gli piacevo tantissimo. Una sera me lo ritrovai fuori la mia scuola di danza e pensai: "dev'essere solo una storia di una notte.. è questo che vuole e lo capisco, poi però ognuno per la sua strada".
Dopo una notte insieme, più che dividersi le strade si sono unite. Da una telefonata siamo passati a due, poi tre e ancora e ancora.
Ci sono stati fortissimi litigi, dai quali ne siamo usciti sempre indenni ( tanto per dirne una ho scoperto che è sposato solo legalmente con la ex moglie, quella che chiama "moglie" attualmente è la fidazata con la quale convive sporadicamente).
La nostra è diventata una vera e propria relazione dove io ho provato a lasciarlo diverse volte, ma non ho mai avuto la forza di restare ferma sulle mie decisioni ( l'ultima giovedi scorso).
Mi sento scissa. La mia parte razionale che mi distrugge, e quella che non può più fare a meno di lui. Mi rendo conto che sono quella che si porta in albergo, quella a cui è vietato telefonare la domenica. Che non è esistita il giorno di Natale, quella che ha dovuto sopportare l'umiliazione di ritrovarsi faccia a faccia con la sua pseudo moglie. So, come gli ho ringhiato in faccia, di essere l'ultima ruota del suo carro. Nonostante questo, e nonostante tutte le forze che abbia raccolto per uscire da una storia che non mi porterà mai a nulla, non riesco più a rinunciare alle sue attenzioni, alla sua costante presenza.
Quei pochi istanti in cui torno in me, riesco anche ad essere obiettiva. Non so se lo amo, e quindi nemmeno provo ad alzare un polverone per stare "ufficialmente" con lui; troppe persone soffrirebbero e non ne varrebbe la pena solo per "tentare".
Tra l'altro mi ha sconvolto il suo comportamento a Natale; è andato in vacanza con la pseudo moglie, non passandolo con la figlia. Qui l'ho pesato.. e l'ho disprezzato tanto.
Io so che devo lasciarlo, so che è un mezzo uomo, e so anche che se continuo a vederlo l'appellattivo di "put...." mi si addice fin troppo bene, fosse altro perchè una parte di me riconosce cosa sono per lui, anche se lui lo nega, e sta male quando mi allontano.
Sono confusa e senza forze, sento che da quasi 7 mesi, ogni giorno mi annullo in un ruolo troppo difficile e troppo sofferente. Ho 25 anni desidero con tutta me stessa una vera storia con un vero uomo, voglio avere un bambino e voglio che questo bambino cresca con un padre presente.
Lui non può darmi nulla di tutto ciò, ne so quanto io desideri averlo da un uomo come lui, da un uomo quasi 40enne che non sa essere ne fidanzato, ne padre, ne amante.
Accettare il fatto che sono debole è stato difficile; lui sa quanto io abbia bisogno di "affetto", e me ne sto rendendo conto anche io, ora che non riesco a fare a meno di una persona come lui.
In cambio di briciole io dò tutto, anima e corpo.
E non so davvero come uscirne.
Scusate la lunghezza del post!