Situazione complicatissima

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Nessuno sa cosa gira nella sua testa. Sicuramente più cose di quelle che ha esternato. Per noi appare elementare la soluzione. Come ho già detto a lei, io avrei elementi sufficienti per mandarlo a fanculo in direttissima. Lei dice di essere innamorata di lui... Difficile comprendere questo. Amore per se stessa ne vedo poco e niente. Forse subentra la paura, alla sua età, di rimanere da sola? Paura di perdere il lavoro? Paura di ricominciare da capo? La paura rende le parole, assurde, di un "amico" un'ancora a cui aggrapparsi per non naufragare.

Già, probabilmente neanche lei lo sa adesso come adesso.
E' troppo presa a cercare aggiustamenti per far tornare i conti.
Non sta riuscendo a sedersi in mezzo alle "macerie". Sta ancora combattendo perchè le macerie non esistano. Anche se sono lì, sotto i suoi occhi. (e la paura probabilmente nasce anche in questo conflitto, in questa dispercezione che è tutta dentro di lei.)

A me non pare lineare la soluzione.
A me pare lineare la situazione. :)

E penso sia sulla base della situazione che si possano fare le valutazioni del caso.
Ognuno sulla scorta delle sue opzioni e delle sue tolleranze.

Ti dico...io col mio uomo non lavorerei per dire.
Men che meno scenderei a compromessi su una questione come un figlio.

Ma sono io. Con la mia storia, le mie esperienze e il mio modo di elaborarle.

A me per esempio ha colpito che la questione delle malattie trasmissibili non venga minimamente considerata.
Sarà che per lavoro ci sono stata parecchio in mezzo. E' una cosa su cui sono parecchio sensibile.

E so che un mio limite invalicabile sarebbe andare oltre una non tutela igienico sanitaria.
(da cui discende il fatto che per me il fatto che lei abbia "imbrogliato" sulla pillola conta zero. Perchè se ha potuto "imbrogliare" sulla pillola significa che lui non ha preso precauzioni PER ME nel suo scopare. A questo ci aggiungo che se davvero è una relazione senza progetto col piffero che affido una cosa come gravidanza indesiderata a qualcuno che non sono io. Quindi l'imbroglio proprio non ce lo vedo da nessuna parte. Vedo deleghe che mi farebbero ulteriormente mettere limiti e paletti nella valutazione dell'altro).
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ho letto anche io un legame forte riguardo il lavoro.
Che non è solo mezzo di soddisfazione ed espressione di sè.

E' prima ancora mezzo di sostentamento.

Il fatto che lui come amante sia sia scelto una che orbita lì dentro, a me darebbe belle dritte riguardo a chi ho accanto.

Come dicevo, rientra nelle tutele.
Igienico sanitarie alla base.
E poi tutte le altre.
Comprese quelle economiche e in questo caso anche lavorative.

Che è poi il motivo per cui a mio parere il punto non è tanto il figlio (anche se è un fattore che dice molto, moltissimo, tenendo conto del fatto che lei ne desiderava ma lui si è negato e lei per lui ha rinunciato...mi ha molto colpita il suo "fuori tempo massimo". io ho deciso di non aver figli, e non mi sento fuori tempo massimo per niente. Se anche in futuro penserò che magari...è a me stessa e in me stessa che troverò fedeltà per la mia scelta di non averne avuti. non nella compiacenza verso qualcun altro. non in un compromesso per avere accanto qualcuno) quanto tutto il sistema in cui si inserisce la vicenda.

Ed è in quel sistema che lei ha da trovare posizione.
Pensare che sarà indolore, che si possa mettere indietro la lancetta e ritrovare quel che è andato...è creare un nucleo di dolore che si rinnova ad ogni sguardo.

Io ho visto nel lavoro casini legati alla uscita (diciamo così) di soci non ufficiali. Dove il dare prova di essere socio avrebbe implicato diciamo conseguenze spiacevoli in primo luogo a chi chiedeva questa dichiarazione per vie giudiziali. Non sto affermando che sia il caso di [MENTION=14321]Tradita[/MENTION] , ci mancherebbe. Dico solo che nel lavoro e' capitato di assistere anche a situazioni di questo tipo. Con gente che ovviamente chiedeva la corresponsione degli arretrati. Stessa roba per certi lavoratori dipendenti con straordinari formalmente mai retribuiti.
Ho ricollegato tutto questo allo strano meccanismo ipotizzato per cui l'amante riceva una sorta di "regalia" periodica senza passare al vaglio del Tribunale. Che a me pare una cosa del secolo scorso. Anche perché oggi un riconoscimento da' al figlio ben più diritti.
:)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
La parola doveri non è una bestemmia, senza doveri non ci sono nemmeno diritti. La parola chiave però è "adulti" ecco, a me sembra proprio di aver a che fare con adolescenti brufolosi sballottati dagli impulsi. Non ho mai capito se questa cosa è sempre esistita o se è maturata negli anni come tendenza, ma ho la netta sensazione che prevalga la prima ipotesi. :). Trovo il quadro descritto desolante e mi dispiace soprattutto per sto povero bambino, ragionando con parametri diciamo, classici, ci sarebbe da consumare le scarpe a calci sul sedere ma poi rammento che siamo umani e mi calmo. Penso che il punto del problema non sia quel briciolo di visione etica che dentro sta faccenda più che deficitario è mancante, proprio, ma piuttosto la fiacchezza, la debolezza interiore estrema di tutti i protagonisti della storia, così come sono descritti. Ma la modernità non doveva forse darci degli strumenti per essere più forti, più determinati, con maggiori conoscenze ed in grado di metterle in pratica? Invece no, che delusione, che squallore.
Certo che la parola doveri non è una bestemmia :)

Come non lo è il significato della parola doveri.

Penso che doveri però discenda da responsabilità.
E se la responsabilità per le proprie azioni e le loro conseguenze, anche impreviste (la vita è imprevisto, per dirla male perchè non è esattamente così, ma vabbè, sarebbe troppo lunga) non solo non ha spazio ma si trasforma in una caccia alle streghe (che altro non è, storicamente) la ricerca di un colpevole esterno che governa i destini di ognuno (che così facendo diviene alibi all'accidia e all'ignavia nella speranza di un salvatore) il dovere dove trova spazio?

Lo trova nell'obbligo.
Che ha come rovescio della medaglia la lamentela passiva dei diritti perduti.

Mi sto capendo da sola?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io ho visto nel lavoro casini legati alla uscita (diciamo così) di soci non ufficiali. Dove il dare prova di essere socio avrebbe implicato diciamo conseguenze spiacevoli in primo luogo a chi chiedeva questa dichiarazione per vie giudiziali. Non sto affermando che sia il caso di @Tradita , ci mancherebbe. Dico solo che nel lavoro e' capitato di assistere anche a situazioni di questo tipo. Con gente che ovviamente chiedeva la corresponsione degli arretrati. Stessa roba per certi lavoratori dipendenti con straordinari formalmente mai retribuiti.
Ho ricollegato tutto questo allo strano meccanismo ipotizzato per cui l'amante riceva una sorta di "regalia" periodica senza passare al vaglio del Tribunale. Che a me pare una cosa del secolo scorso. Anche perché oggi un riconoscimento da' al figlio ben più diritti.
:)
Capisco il tuo discorso.
Ci può stare tutto. Ma sono ipotesi.

La cosa che mi colpisce parecchio è il grassetto.
La scarsa considerazione della propria salute, fisica ed emotiva.
E il pensiero per cui un uomo sia da "contendere" con l'altra, che necessariamente ha da essere brutta e cattiva.

La zoccola, la puttana, ha fin dagli albori anche questa funzione insita nel suo ruolo.
E' il nemico esterno contro cui coalizzarsi per tenere insieme un patto che ha scarse ragion d'essere

(che è il motivo per cui le varie tradite che si sono susseguite e arrivano con questa idea dell'altra...mi dispiacciono. Ma se questo è il meccanismo, mica lo si scardina. E' un paletto identitario che, tolto, fa crollare tutto il resto o quasi tutto).

In tutto questo, da donna che non desidera figli, mi fa molta impressione lo scendere a compromessi sull'averne o non averne.
Mi sembra una frattura incredibile.

Dopo tutto questo viene il lavoro.
Che da lui non è stato tutelato.

Donna nel lavoro, amante nel lavoro.
Voglio dire...casino assicurato.
E' il modo migliore per creare certezze di casini.

Sembra quasi un modo per boicottarsi...ma sarebbe interpretazione spinta :D
 

JON

Utente di lunga data
Mi dispiace...dev'esser stata veramente dura da digerire :(

Io non so bene cosa giri nella testa di @Tradita.
Mi sembra semplicemente che il suo approccio sia mirato principalmente a preservare una immagine di lui aderente a quella che lei si è formata in questi anni e lo status quo che ne discende.

E capisco che sbattere il naso, dopo dieci anni, con una situazione come quella che descrive non dev'essere per niente semplice.

Ma descrive come complicata una situazione che non lo è.

La situazione è linearissima.

E' complicato probabilmente per lei prenderci dentro una posizione che non "spezzetti" la narrazione di loro.

Ma non penso che si possa evitare spezzettarsi.
Anzi, penso che tentare di evitarlo sia una di quelle cose che creano ancora maggiori fratture.

E mi dispiace per lei.
L'approccio di tradita è puramente pragmatico. Quindi il tentativo di riabilitare lui non è altro che funzionale al fatto di voler preservare anche i suoi interessi.
Non mi ha sorpreso infatti che lei affermasse di sentirsi sollevata dal fatto che lui avesse dichiarato di non sentire alcun dovere e sentimento verso il bambino.

Va detto però che lei stessa analizza le sue sensazioni e ne trae anche un punto di vista alquanto equilibrato tra quelle che all'atto pratico invece sono le sue vicissitudini da una parte e la realtà che le implicazioni etiche e morali dipanano ai suoi occhi dall'altra.

Al momento per lei, come spesso avviene in questi casi, prevale la salvaguardia del proprio rapporto e di quelli che si potrebbero banalmente definire i propri interessi. Il che mi pare abbastanza comprensibile, anche se all'apparenza potrebbe sembrare che stia mentendo a se stessa. Tuttavia c'è da dire che questa è anche la reazione a caldo, le cose potrebbero cambiare drasticamente col tempo e soprattutto con l'evolversi degli eventi al diradarsi delle nebbie.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Per esempio l'amico (amico??) di @Tradita [emoji846]

Inviato dal mio SM-G965F utilizzando Tapatalk
Vabbè ma pure Ciro trova normale il comportamento di Genny (v. Gomorra). Ci si crea spesso un mondo confacente i propri comodi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
L'approccio di tradita è puramente pragmatico. Quindi il tentativo di riabilitare lui non è altro che funzionale al fatto di voler preservare anche i suoi interessi.
Non mi ha sorpreso infatti che lei affermasse di sentirsi sollevata dal fatto che lui avesse dichiarato di non sentire alcun dovere e sentimento verso il bambino.

Va detto però che lei stessa analizza le sue sensazioni e ne trae anche un punto di vista alquanto equilibrato tra quelle che all'atto pratico invece sono le sue vicissitudini da una parte e la realtà che le implicazioni etiche e morali dipanano ai suoi occhi.

Al momento per lei, come spesso avviene in questi casi, prevale la salvaguardia del proprio rapporto e di quelli che si potrebbero banalmente definire i propri interessi. Il che mi pare abbastanza comprensibile, anche se all'apparenza potrebbe sembrare che stia mentendo a se stessa. Tuttavia c'è da dire che questa è anche la reazione a caldo, le cose potrebbero cambiare drasticamente col tempo e soprattutto con l'evolversi degli eventi al diradarsi delle nebbie.
Ciao :):)

Ben ritrovato!
Spero tutto bene.

Condivido la linea generale di quel che de-scrivi.

Su una cosa non sono d'accordo però.
Se l'approccio fosse pragmatico, realmente pragmatico, non svicolerebbe attraverso le varie attribuzioni, tutta una serie di responsabilità di lui.

E' una forma del pragmatico sbilanciata sull'obiettivo (EDIT: specifico. Obiettivo inteso come soluzione)
Ossia il preservare una situazione a cui lei tiene.

E il fatto di esser sbilanciata sull'obiettivo (che apparentemente è mantenere una situazione ma è, sotto, evitare la sofferenza inevitabile da una situazione come quella che descrive e che va ad innestarsi non solo sul fulcro dell'affetto ma anche in quello della sussistenza e della professionalità) toglie una buona parte di pragmatismo e lo trasforma in aggiustamento.

Che, come scrivi e concordo, può anche essere momentaneo e dovuto al direttissimo che si presa nei denti.

Il cercar la soluzione, ed è esattamente ciò che si fa impulsivamente, porta fuori strada.

Io, anche per esperienza personale, a questo punto mi fermerei e ascolterei la pancia.
Che in questa situazione, l'accordo testa pancia è fondamentale per ogni ipotesi di soluzione.
Che tenga conto del benessere non solo di superficie.
 
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JON

Utente di lunga data
Ciao :):)

Ben ritrovato!
Spero tutto bene.

Condivido la linea generale di quel che de-scrivi.

Su una cosa non sono d'accordo però.
Se l'approccio fosse pragmatico, realmente pragmatico, non svicolerebbe attraverso le varie attribuzioni, tutta una serie di responsabilità di lui.

E' una forma del pragmatico sbilanciata sull'obiettivo (EDIT: specifico. Obiettivo inteso come soluzione)
Ossia il preservare una situazione a cui lei tiene.

E il fatto di esser sbilanciata sull'obiettivo (che apparentemente è mantenere una situazione ma è, sotto, evitare la sofferenza inevitabile da una situazione come quella che descrive e che va ad innestarsi non solo sul fulcro dell'affetto ma anche in quello della sussistenza e della professionalità) toglie una buona parte di pragmatismo e lo trasforma in aggiustamento.

Che, come scrivi e concordo, può anche essere momentaneo e dovuto al direttissimo che si presa nei denti.

Il cercar la soluzione, ed è esattamente ciò che si fa impulsivamente, porta fuori strada.

Io, anche per esperienza personale, a questo punto mi fermerei e ascolterei la pancia.
Che in questa situazione, l'accordo testa pancia è fondamentale per ogni ipotesi di soluzione.
Che tenga conto del benessere non solo di superficie.
Ciao Ipazia, si tutto bene. Spero anche tu.
Sempre prolifica, vedo.:D

Beh, si, un pragmatismo orientato, o sbilanciato come dici.
Il fatto di scendere a compromessi però è anche la conferma che taluni aspetti di questa storia hanno già trovato una loro collocazione per lei.
Effettivamente potrebbe essere una reazione principalmente istintiva e forse poco lucida. Però ci sta, perché anche se questa storia presenta molte sfaccettature, alcune delle quali sarebbero sufficienti ad una risoluzione per direttissima, è pur sempre una storia di tradimento che necessita dei suoi tempi di sedimentazione. Questo unito al fatto che ci sono aspetti che devono essere ancora chiariti lascia spazio a future conclusioni che, come dici, dovrebbero essere più razionali.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Attenti al sensazionalismo giornalistico, mi permetto di osservare che la percentuale dovrebbe riguardare quelli che fanno il test, perciò persone che nutrono già sospetti, persone che arrivano a ciò già con dubbi. Del resto riferendosi alla massa della popolazione non si capisce come potrebbe essere ritenuto scientificamente valida tale affermazione dal momento che non mi risulta esistano censimenti epidemiologicamente validi.
Dati del centro ematologico italiano su un campione statisticamente rappresentativo
Lo capiscono dagli esami di compatibilità per i trapianti
10% il primogenito e 20% il secondogenito
 

spleen

utente ?
Dati del centro ematologico italiano su un campione statisticamente rappresentativo Lo capiscono dagli esami di compatibilità per i trapianti 10% il primogenito e 20% il secondogenito
Guarda che è fuori da qualsiasi logica perchè significherebbe che un quarto delle mogli e madri ha fatto un figlio al di fuori, il che, in termini pratici, significa che non solo praticamente tutte hanno tradito in periodo fecondo ma anche che nessuna sa o vuole prendere precauzioni.... Va bene che stiamo diventando una società sempre più scostumata ma qui si esagera..... :)
 

spleen

utente ?
Certo che la parola doveri non è una bestemmia :) Come non lo è il significato della parola doveri. Penso che doveri però discenda da responsabilità. E se la responsabilità per le proprie azioni e le loro conseguenze, anche impreviste (la vita è imprevisto, per dirla male perchè non è esattamente così, ma vabbè, sarebbe troppo lunga) non solo non ha spazio ma si trasforma in una caccia alle streghe (che altro non è, storicamente) la ricerca di un colpevole esterno che governa i destini di ognuno (che così facendo diviene alibi all'accidia e all'ignavia nella speranza di un salvatore) il dovere dove trova spazio? Lo trova nell'obbligo. Che ha come rovescio della medaglia la lamentela passiva dei diritti perduti. Mi sto capendo da sola?
Si ho capito, è chiaro anche per me. Ma la responsabilità è solo uno dei motori dell' obbligo, la responsabilità va "sentita" oggi come oggi, l'altro ieri era un obbligo che eri tenuto ad onorare. E già la parola onorare...... non so se mi spiego.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Guarda che è fuori da qualsiasi logica perchè significherebbe che un quarto delle mogli e madri ha fatto un figlio al di fuori, il che, in termini pratici, significa che non solo praticamente tutte hanno tradito in periodo fecondo ma anche che nessuna sa o vuole prendere precauzioni.... Va bene che stiamo diventando una società sempre più scostumata ma qui si esagera..... :)
[video=youtube_share;RRxrkVHyqBM]https://youtu.be/RRxrkVHyqBM[/video]

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao Ipazia, si tutto bene. Spero anche tu.
Sempre prolifica, vedo.:D

Beh, si, un pragmatismo orientato, o sbilanciato come dici.
Il fatto di scendere a compromessi però è anche la conferma che taluni aspetti di questa storia hanno già trovato una loro collocazione per lei.
Effettivamente potrebbe essere una reazione principalmente istintiva e forse poco lucida. Però ci sta, perché anche se questa storia presenta molte sfaccettature, alcune delle quali sarebbero sufficienti ad una risoluzione per direttissima, è pur sempre una storia di tradimento che necessita dei suoi tempi di sedimentazione. Questo unito al fatto che ci sono aspetti che devono essere ancora chiariti lascia spazio a future conclusioni che, come dici, dovrebbero essere più razionali.
Qualche disavventura di salute nell'ultimo periodo, ma si sta rivelando l'ennesimo periodo denso di apprendimenti.
E uso il mio esser prolissa anche per riempire il tempo :D
Direi bene quindi, faticoso ma bene :)

A mio parere un pragmatismo che si fonda su una lettura distorta della realtà, e non per mancanza di informazioni ma per utilizzo "di parte", ad personam, emotivo, delle informazioni è un pragmatismo che inganna e più che altro disorienta.

Se il pragmatismo è quell'atteggiamento che a partire da dati di realtà concreti va ad incidere concretamente sulla realtà, modificandola secondo i propri obiettivi, il bug che io vedo in tutta questa narrazione è che non solo non si parte da dati e fatti concreti ma dalla loro interpretazione che diventa anche interpretazione dell'altro. Ma che a partire da una rivisitazione della realtà (in cui si collocano compromessi ) si tenta anche di definire una prassi che diventa a sua volta non legata alla realtà concreta ma alla realtà rivisitata ad hoc per inserirci dentro i propri compromessi.

E sì, mi sembra una re-azione.
Non lucida.

Che ci sta, come dici.
Anche perchè questo tradimento non è semplicemente di coppia, ma coinvolge anche il nucleo professionale.
Quindi secondo me contiene aggravanti non da poco.

Quelle tutele a cui facevo riferimento.

Io resto però stupita, sempre, di come le donne, anche in questa epoca, continuino a replicare la vecchia formula per cui il maschio diventa un povero minus habens ingenuo e costitutivamente innocente nelle sgrinfie della zoccola di turno, o lo stronzo (che è fondamentalmente la stessa cosa, ma a rovescio).

E' proprio il sistema di riferimento, da caccia alle streghe (inteso come ricerca di colpevolezza ed attenuanti) che mi lascia sempre piuttosto stupita.

Che di mezzo ci sia un bambino, poi mi intristisce. Ecco.

E' contesa. Che ad esser conteso sia il maschio o il figlio/a.

Hai usato una parola nei tuoi scorsi post "coercizione".
Io ci aggiungo vessazione.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si ho capito, è chiaro anche per me. Ma la responsabilità è solo uno dei motori dell' obbligo, la responsabilità va "sentita" oggi come oggi, l'altro ieri era un obbligo che eri tenuto ad onorare. E già la parola onorare...... non so se mi spiego.

Ti spieghi, sì :)

A mio parere la responsabilità è innanzitutto verso se stessi.
E so che questo può dare adito ai soliti fraintendimenti per cui si finisce a scadere nel relativismo spinto.

quel che intendo è che se io sono responsabile verso me stessa, e di conseguenza anche verso il mio sguardo, non mi faccio sconti.
Esco dal sistema di premi e punizioni e ragiono in termini di onore. Di me.

E non solo in termini positivi.
Ma tutta la medaglia.

Esempio: se mi comporto da stronza, non vado a cercare esternamente motivazioni al mio comportamento.
Mi assumo il mio comportamento. Lo onoro.
Anche se questo comporta una immagine di me non proprio benevola.

Ho invece la sensazione che fin tanto che i comportamenti presi in considerazione sono "moralmente socialmente accettabili" ok.
Se si esce da quel recinto lì, allora si ricomincia ad utilizzare la dicotomia giusto/sbagliato per trovare scappatoie. E far tornare i conti.

In questi termini la responsabilità secondo me è "fuori" dal tempo. Nel senso che è uno dei fili che cuce la narrazione di sè.
 

spleen

utente ?

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Guarda che è fuori da qualsiasi logica perchè significherebbe che un quarto delle mogli e madri ha fatto un figlio al di fuori, il che, in termini pratici, significa che non solo praticamente tutte hanno tradito in periodo fecondo ma anche che nessuna sa o vuole prendere precauzioni.... Va bene che stiamo diventando una società sempre più scostumata ma qui si esagera..... :)
La cosa interessante è che in questo clima di pensiero una delle possibili conseguenze è il sostegno al concetto di proprietà della donna.

Vista - la donna - come essere per essenza inaffidabile e foriero di menzogna e inganno.
In una visione più dolce, una povera bambina da proteggere anche da se stessa.
Oppure la zoccola da temere e da cui proteggere il povero maschio che, fondamentalmente, schiavo dei suoi ormoni non sa resistere e cade preda.

(e la zoccola va in antitesi con la madre buona che insegna all'uomo, che lo comprende e lo accompagna nelle sue escursioni nel complesso mondo al femminile. Colui da perdonare per le sue intemperanze che derivano sicuramente da un qualche disturbo da curare - che sia anche un semplice disorientamento situazionale -. Stesso disturbo, visto allo specchio, della donna zoccola. Entrambi che escludono la responsabilità diretta di sè. Che è poi una delle conseguenze della patologizzazione in atto di ogni azione.)

EDIT: aggiungo che, sicuramente non faccio statistica, ma sono almeno 23 anni che scopo liberamente senza vincoli di sorta; e non sono mai rimasta gravida. Dubito che sia solo culo. :D
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
La cosa interessante è che in questo clima di pensiero una delle possibili conseguenze è il sostegno al concetto di proprietà della donna.

Vista - la donna - come essere per essenza inaffidabile e foriero di menzogna e inganno.
In una visione più dolce, una povera bambina da proteggere anche da se stessa.
Oppure la zoccola da temere e da cui proteggere il povero maschio che, fondamentalmente, schiavo dei suoi ormoni non sa resistere e cade preda.

(e la zoccola va in antitesi con la madre buona che insegna all'uomo, che lo comprende e lo accompagna nelle sue escursioni nel complesso mondo al femminile. Colui da perdonare per le sue intemperanze che derivano sicuramente da un qualche disturbo da curare - che sia anche un semplice disorientamento situazionale -. Stesso disturbo, visto allo specchio, della donna zoccola. Entrambi che escludono la responsabilità diretta di sè. Che è poi una delle conseguenze della patologizzazione in atto di ogni azione.)

EDIT: aggiungo che, sicuramente non faccio statistica, ma sono almeno 23 anni che scopo liberamente senza vincoli di sorta; e non sono mai rimasta gravida. Dubito che sia solo culo. :D
Potresti anche essere sterile.
Certo è che può succedere di non riuscire a rimanere incinta anche se si vuole. Invece rimanerci se non si vuole solo per presunzione e leggerezza. Si possono usare anche più mezzi contemporaneamente.
 

spleen

utente ?
Potresti anche essere sterile. Certo è che può succedere di non riuscire a rimanere incinta anche se si vuole. Invece rimanerci se non si vuole solo per presunzione e leggerezza. Si possono usare anche più mezzi contemporaneamente.
La contestazione verte sulle percentuali e su studi epidemiologici in proposito, non sul fatto che non possa accadere, anche frequentemente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La contestazione verte sulle percentuali e su studi epidemiologici in proposito, non sul fatto che non possa accadere, anche frequentemente.
Io pensavo a Tradita.
Invece le percentuali ricavate non da studi rigorosi mi sembrano fantasiose.
Tra l’altro le somiglianze sono spesso impressionanti. A parte quelli del gioco finale del quiz su RaiUno I soliti ignoti.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Potresti anche essere sterile.
Certo è che può succedere di non riuscire a rimanere incinta anche se si vuole. Invece rimanerci se non si vuole solo per presunzione e leggerezza. Si possono usare anche più mezzi contemporaneamente.
Vero. :)

La metto però come ultima opzione.
Nel senso che non ho mai, e poi mai, lasciato nulla al caso.
Sono sempre stata attentissima.
E' responsabilità verso le proprie azioni. A mio parere.

Ho sempre usato precauzioni. Non per paura. Per responsabilità verso me stessa.
Due volte mi si è rotto il preservativo.
E sono andata a verificare i due aspetti che coinvolgono la rottura di un preservativo:
malattie sessualmente trasmesse
gravidanza indesiderata

Non desiderando figli, per me il secondo punto entrambe le volte si è risolto con la cosidetta pillola del giorno dopo presa entro le 24 ore.

L'altro punto con analisi ripetute per almeno due anni. Per ovviare al periodo finestra.

Le malattie sessualmente trasmesse sono un punto di cui si parla pochissimo. Forse per deformazione professionale, forse per quello che ho visto nei miei anni di lavoro in questo ambito, per me è stato da sempre un punto irrinunciabile, anche in considerazione del fatto che la mia vita sessuale è stata fondamentalmente promiscua e proteggermi è un dogma.
E poi per tutto il resto.

A maggior ragione quando tradivo il proteggere comprendeva me e anche l'altro.
Che io posso anche andar per cazzi a mio rischio e pericolo (ed è una illusione perchè potrei trasformarmi in vettore) ma se in quell'andar per cazzi sto coinvolgendo, e a sua insaputa, qualcun altro sono ancora più prudente.

Ecco perchè per me la questione della pillola non sta n in cielo nè in terra.
Se era pillola, significa che non c'era nessuna precauzione per le malattie sessualmente trasmesse.
Questo per me è intollerabile.
Svela una visione della vita onnipotente e incosciente con cui non posso proprio relazionarmi, per rispetto verso me stessa.

E' proprio il sistema di pensiero che sta dietro al considerare una gravidanza come un fatto ineluttabile, assente di responsabilità che non mi trova.
E il ricadere in una certa visione della donna all'interno del quadro. E dell'uomo.
 
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