Siamo come le guerre puniche

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Sterminator

Utente di lunga data
anatema:racchia:
m'arimbarza pecche' cio' l'arma segreta, cio'...

l'esorciccio...:mrgreen:

vabbe' me devo ricorda' de cambia' le pile prima...

:rotfl::rotfl::rotfl:
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Il meglio o il peggio per l'altro non sono il meglio o il peggio per noi. Ma in un rapporto sano tra persone sane di mente ci sono alcune cose che possono essere il peggio per uno o non il peggio per l'altro ma che non si fanno per non andarlo a scoprire.
Io non vorrei far scoprire alla mia ragazza cosa è davvero peggio per lei oppure no, soprattutto da una mia azione, perchè sinceramente anche se non vorrei il peggio e per me non è il peggio quello che conta è il risultato sull'altra persona. Possiamo anche pettinare le bambole, ma non spetta al nostro giudizio giudicare una reazione del nostro partner ad una nostra azione, dobbiamo solo prenderne ammenda ed agire di conseguenza. Tanto è peggiore la reazione della persona tanto più noi dobbiamo remare in direzione uguale ma in verso opposto, perchè è tutto come un fiume con le sue correnti.
La vita è molto più faticosa se vissuta, molto più comoda se subita, in questo ci vedo dalla parte dei traditori una grande fetta di persone convinte di vivere la vita...ed invece la subiscono.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
e con questo è facile tenersi alla larga da scrupoli.
ma è la pretesa d'interpretare il meglio e il peggio per il consorte che mi perplime .
Premesso che per il mio coniuge, allo stato attuale delle cose, immagino sia meglio essere inconsapevole di certi fatti (ma non escludo che a tempo debito ne sarà informato)

Premesso che io non sono il destino.

Faccio un esempio.
Dalle mie parti la maggior parte degli uomini pensa che la cosa migliore non solo per loro, ma anche per le loro famiglie, sia lavorare 23 ore al giorno per permettersi una vita a certi livelli. Una visione comunemente accettata, comunque accettata, perchè produttiva di una serie di vantaggi (materiali, ovvio): le storture prodotte da un simile modello di vita (persone esaurite, figli trascurati che crescono rammolliti) vengono denunciate finchè capitano agli altri, ma non si fa nulla per arginarle. Nessuno, nei fatti, mette in discussione questo modello. Eppure costituisce una vera e propria prevaricazione sui diritti dei figli ad avere genitori che si dedicano a loro.

Ovvio, la mia è una semplificazione.
Però mi chiedo come sia possibile indignarsi, arrabbiarsi, stracciarsi le vesti per certe quisquilie.

Certo che voglio tenermi alla larga da CERTI scrupoli.
Perchè ormai mi hanno polverizzato le palle. :cool:
 

Sole

Escluso
Lui la conosce questa parte di me, ha fortemente sospettato, non so realmente cosa abbia concluso. So che potrebbe accadere anche a lui, l'animo umano e' vasto. Diciamo che se accadesse protei capire.
Guarda, ti dico la mia esperienza.

Dopo che ho scoperto i tradimenti di mio marito c'è stato un momento di distacco tra noi nel quale ho avuto una breve e intensa avventura con un altro uomo. Mio marito, schiacciato dal senso di colpa, intuiva, mi sentiva lontana, capiva che c'erano diversi uomini che mi giravano attorno e viveva come uno che sta per ricevere una mazzata tra capo e collo da un momento all'altro.

Poi una sera ho chiuso la storia con l'altro, facendo un grande sforzo di volontà, e ho detto la verità a mio marito.

Bene, ti assicuro che nonostante fosse già in allerta, ricevere quelle crude informazioni fatte di dettagli concreti e avvenimenti a lui sconosciuti lo ha distrutto. L'ho visto disperarsi come un bambino davanti alla mia matassa che si sbrogliava: improvvisamente ricordi di serate qualunque si associavano ai miei appuntamenti con lui e tanti piccoli dettagli senza importanza, come una telefonata strana o un mio momento di rabbia, venivano riletti sotto una luce diversa.

Quello che voglio dirti, e te lo dico da tradita e da traditrice, è che il trauma di chi sa con certezza di essere stato tradito è inspiegabilmente legato alla concretezza e, quindi, ai diversi, piccoli episodi di vita quotidiana che, da insignificanti, diventano ossessionanti: è a partire da quelli che il tradito ricostruisce tutta la vicenda nella sua mente, non una, ma mille volte, spesso in modo ossessivo.

E prima di dire 'lo capirei' io sarei un po' più cauta. La differenza tra le parole e i fatti è essenziale: ne è prova la differenza che c'è tra apprendere per sentito dire e apprendere per esperienza diretta.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Guarda, ti dico la mia esperienza.

Dopo che ho scoperto i tradimenti di mio marito c'è stato un momento di distacco tra noi nel quale ho avuto una breve e intensa avventura con un altro uomo. Mio marito, schiacciato dal senso di colpa, intuiva, mi sentiva lontana, capiva che c'erano diversi uomini che mi giravano attorno e viveva come uno che sta per ricevere una mazzata tra capo e collo da un momento all'altro.

Poi una sera ho chiuso la storia con l'altro, facendo un grande sforzo di volontà, e ho detto la verità a mio marito.

Bene, ti assicuro che nonostante fosse già in allerta, ricevere quelle crude informazioni fatte di dettagli concreti e avvenimenti a lui sconosciuti lo ha distrutto. L'ho visto disperarsi come un bambino davanti alla mia matassa che si sbrogliava: improvvisamente ricordi di serate qualunque si associavano ai miei appuntamenti con lui e tanti piccoli dettagli senza importanza, come una telefonata strana o un mio momento di rabbia, venivano riletti sotto una luce diversa.

Quello che voglio dirti, e te lo dico da tradita e da traditrice, è che il trauma di chi sa con certezza di essere stato tradito è inspiegabilmente legato alla concretezza e, quindi, ai diversi, piccoli episodi di vita quotidiana che, da insignificanti, diventano ossessionanti: è a partire da quelli che il tradito ricostruisce tutta la vicenda nella sua mente, non una, ma mille volte, spesso in modo ossessivo.

E prima di dire 'lo capirei' io sarei un po' più cauta. La differenza tra le parole e i fatti è essenziale: ne è prova la differenza che c'è tra apprendere per sentito dire e apprendere per esperienza diretta.

Perchè?
 

Mari'

Utente di lunga data
Guarda, ti dico la mia esperienza.

Dopo che ho scoperto i tradimenti di mio marito c'è stato un momento di distacco tra noi nel quale ho avuto una breve e intensa avventura con un altro uomo. Mio marito, schiacciato dal senso di colpa, intuiva, mi sentiva lontana, capiva che c'erano diversi uomini che mi giravano attorno e viveva come uno che sta per ricevere una mazzata tra capo e collo da un momento all'altro.

Poi una sera ho chiuso la storia con l'altro, facendo un grande sforzo di volontà, e ho detto la verità a mio marito.

Bene, ti assicuro che nonostante fosse già in allerta, ricevere quelle crude informazioni fatte di dettagli concreti e avvenimenti a lui sconosciuti lo ha distrutto. L'ho visto disperarsi come un bambino davanti alla mia matassa che si sbrogliava: improvvisamente ricordi di serate qualunque si associavano ai miei appuntamenti con lui e tanti piccoli dettagli senza importanza, come una telefonata strana o un mio momento di rabbia, venivano riletti sotto una luce diversa.

Quello che voglio dirti, e te lo dico da tradita e da traditrice, è che il trauma di chi sa con certezza di essere stato tradito è inspiegabilmente legato alla concretezza e, quindi, ai diversi, piccoli episodi di vita quotidiana che, da insignificanti, diventano ossessionanti: è a partire da quelli che il tradito ricostruisce tutta la vicenda nella sua mente, non una, ma mille volte, spesso in modo ossessivo.

E prima di dire 'lo capirei' io sarei un po' più cauta. La differenza tra le parole e i fatti è essenziale: ne è prova la differenza che c'è tra apprendere per sentito dire e apprendere per esperienza diretta.

Ma questo chi e'?:

http://www.tradimento.net/forum/showthread.php?t=1970 :confused:

... mi sto perdendo :eek:
 

Sole

Escluso
Bah, per una serie di motivi.

1) Non ero convinta di voler chiudere davvero, avevo paura di ricascarci, e ho ritenuto utile che mio marito lo sapesse perchè questo mi avrebbe tenuta lontana dalla tentazione di cercare ancora l'altro.

2) Volevo partire da zero, cominciare un nuovo capitolo del mio matrimonio. La sincerità dovrebbe essere uno dei presupposti, secondo il nostro nuovo accordo.

3) Non volevo pesi sullo stomaco.

La mia psicologa, comunque, mi ha detto che ho fatto una cazzata e probabilmente in parte ha ragione. Però così è andata.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Bah, per una serie di motivi.

1) Non ero convinta di voler chiudere davvero, avevo paura di ricascarci, e ho ritenuto utile che mio marito lo sapesse perchè questo mi avrebbe tenuta lontana dalla tentazione di cercare ancora l'altro.

2) Volevo partire da zero, cominciare un nuovo capitolo del mio matrimonio. La sincerità dovrebbe essere uno dei presupposti, secondo il nostro nuovo accordo.

3) Non volevo pesi sullo stomaco.

La mia psicologa, comunque, mi ha detto che ho fatto una cazzata e probabilmente in parte ha ragione. Però così è andata.
Brava. Non è un giudizio, ma un attestato di stima. Mi complimento con te per la consapevolezza.
 

Amoremio

Utente di lunga data
............
Faccio un esempio.
Dalle mie parti la maggior parte degli uomini pensa che la cosa migliore non solo per loro, ma anche per le loro famiglie, sia lavorare 23 ore al giorno per permettersi una vita a certi livelli. Una visione comunemente accettata, comunque accettata, perchè produttiva di una serie di vantaggi (materiali, ovvio): le storture prodotte da un simile modello di vita (persone esaurite, figli trascurati che crescono rammolliti) vengono denunciate finchè capitano agli altri, ma non si fa nulla per arginarle. Nessuno, nei fatti, mette in discussione questo modello. Eppure costituisce una vera e propria prevaricazione sui diritti dei figli ad avere genitori che si dedicano a loro.

Ovvio, la mia è una semplificazione.
Però mi chiedo come sia possibile indignarsi, arrabbiarsi, stracciarsi le vesti per certe quisquilie.

Certo che voglio tenermi alla larga da CERTI scrupoli.
Perchè ormai mi hanno polverizzato le palle. :cool:

quindi i benefici di non lavorare 23 ore, ma dedicare parte del tempo libero così guadagnato alle trombate degli amici sarebbero che guadagni meno e ti esaurisci meno

non fa una piega :mexican:
i benefici per la tua famiglia sono indubitabili :sonar:
conseguentemente l'umanità se ne giova :blank:
aggiungerei che anche i tuoi amici tornano a casa rasserenati e sono più disponibili con i loro cari :singleeye:

:carneval: a te madre teresa ti fa una sega
 

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data
quindi i benefici di non lavorare 23 ore, ma dedicare parte del tempo libero così guadagnato alle trombate degli amici sarebbero che guadagni meno e ti esaurisci meno

non fa una piega :mexican:
i benefici per la tua famiglia sono indubitabili :sonar:
conseguentemente l'umanità se ne giova :blank:
aggiungerei che anche i tuoi amici tornano a casa rasserenati e sono più disponibili con i loro cari :singleeye:

:carneval: a te madre teresa ti fa una sega


http://www.youtube.com/watch?v=gsqWALgdJE8
 
Premesso che per il mio coniuge, allo stato attuale delle cose, immagino sia meglio essere inconsapevole di certi fatti (ma non escludo che a tempo debito ne sarà informato)

Premesso che io non sono il destino.

Faccio un esempio.
Dalle mie parti la maggior parte degli uomini pensa che la cosa migliore non solo per loro, ma anche per le loro famiglie, sia lavorare 23 ore al giorno per permettersi una vita a certi livelli. Una visione comunemente accettata, comunque accettata, perchè produttiva di una serie di vantaggi (materiali, ovvio): le storture prodotte da un simile modello di vita (persone esaurite, figli trascurati che crescono rammolliti) vengono denunciate finchè capitano agli altri, ma non si fa nulla per arginarle. Nessuno, nei fatti, mette in discussione questo modello. Eppure costituisce una vera e propria prevaricazione sui diritti dei figli ad avere genitori che si dedicano a loro.

Ovvio, la mia è una semplificazione.
Però mi chiedo come sia possibile indignarsi, arrabbiarsi, stracciarsi le vesti per certe quisquilie.

Certo che voglio tenermi alla larga da CERTI scrupoli.
Perchè ormai mi hanno polverizzato le palle. :cool:
come non detto.
 

Sterminator

Utente di lunga data
quindi i benefici di non lavorare 23 ore, ma dedicare parte del tempo libero così guadagnato alle trombate degli amici sarebbero che guadagni meno e ti esaurisci meno

non fa una piega :mexican:
i benefici per la tua famiglia sono indubitabili :sonar:
conseguentemente l'umanità se ne giova :blank:
aggiungerei che anche i tuoi amici tornano a casa rasserenati e sono più disponibili con i loro cari :singleeye:

:carneval: a te madre teresa ti fa una sega
azzo, sto modello di vita del mitico nord est allora da mo' che e' fallito se incrociando i dati (la veneta e le sue amiche che bazzicavo a malano da giovine) esprimevano con 30 anni d'anticipo e non e' un pettegolezzo a sto punto, il zoccolame che c'e' ormai in Veneto....:mrgreen::mrgreen::mrgreen:

mi mancava pero' la trombata plurima equiparata alla terapia antistress per il fallimentare modello del nord est...:mrgreen:

che fantasia...che figurina...e l'album se riempie vieppiu'...

a' More', fatte un giro qua sopra...c'escono almeno 3 libri gratisssse...

:rotfl::rotfl::rotfl:
 

Mari'

Utente di lunga data
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.


:mrgreen:
 

Sterminator

Utente di lunga data
libri gratis
psicoterapeuti disoccupati
...

sarà mica colpa tua se l'economia va in stallo? :mad:
ue', nun me stressa' oseno' faccio na' strage...

:rotfl::rotfl::rotfl:
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top