Vedi amoremio, a volte si è talmente presi dal pensare a se stessi ed al proprio futuro (lasciamo fuori i figli da questo discorso per un attimo, anche se sono la parte preponderante del pensiero di un padre e di una madre), che si dimentica che anche l'altro fa altrettanto. Quello che non si saprà mai, o che sarà dato sapere a piccole dosi, è proprio l'ammissione della paura di rimanere soli. Ci sono caratteri e caratteri: alcuni dicono di non aver paura, ma hanno difficoltà a nasconderla; altri invece, la palesano in tutto ciò che fanno o dicono, ma alla fine riescono a sopraffarla ed ad andare avanti, superando il momento peggiore più facilmente di tante altre persone.
Però, come puntualizzi, è vero che ognuno deve pensare a se stesso in primis, di modo da risolvere questo conflitto di idee ed emozioni, e quindi poterle mettere in secondo piano per poter agire coscientemente con il classico buon senso del buon padre di famiglia. Il passaggo chiave credo sia questo: prendere coscienza dei propri sentimenti per lasciare spazio alla ragione e, perciò, all'agire.
Se penso a mia moglie, la vedo determinata, ma sono quasi convinto che abbia veramente paura di rimanere da sola. Ma di certo, non le chiederò nulla. Sta a lei ammetterla.