Sentirsi traditi senza il cazzo nella topa

Skorpio

Utente di lunga data
[MENTION=4739]Brunetta[/MENTION] io non ho parlato di "gratificazione"

La gratificazione , come diceva [MENTION=5392]danny[/MENTION] è nel fine comune

Io ho parlato di "connessione emotiva" e del "perdersi emotivamente"

A meno che tu non ritenga che l'emotività è un qualcosa che appartiene solo ai bambini con la mamma, e in questo caso dovresti specificare che un adulto se è adulto NON può avere alcuna emotività da desiderare di condividere, perché l'emotività è una cosa da bambini
 

Foglia

utente viva e vegeta
:up:
L’abbiamo il dono della parola. Utilizziamo questa facoltà per dire quelle che immaginiamo e desideriamo.
Sentirsi frustrati e covare rancore perché “se mi amassi avresti capito “ è di un egocentrismo assurdo.
Si :)

E credo che sia il modo migliore per godere di quella intimità più profonda che parte dai "detti" e giunge al capirsi anche senza parole. Tornare un po' bambini, da adulti. Ma e' un processo che non parte dai non detti, o dai detti a metà.
Capirsi e' un rischio, ma il rischio peggiore è quello di non capire più se stessi.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
È la mancanza di "connessione" nel "fare" A compiti ormai ripartiti .. ognuno fa corsa a se nel "fare"Ma mi rendo conto che per molti è come parlare in arabo..E non mi stupisco se poi nel tempo, per mancanza di connessione a certi livelli, si scavano solchi sempre più profondi di distanza, che diventa sempre più una distanza strutturale
certo che c'è distanza, io alcune volte ho la sensazione di avere al mio fianco un collega, non un compagno
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Non so se ho ben capito.
Quando si parla di situazioni astratte ho le mie difficoltà..

Credo comunque che, parlando di relazioni, comunicazione tra le parti, connessioni, il detto la croce si fa in due sia il 99,9% delle volte molto calzante.

Prima di sentirmi tradita mi chiederei cosa/dove ho/abbiamo sbagliato..
sai che invece quello che dice skorpio io l'ho ritrovato in una frase che hai scritto poco tempo fa, quando hai definito la vostra relazione finita
 

Brunetta

Utente di lunga data
@Brunetta io non ho parlato di "gratificazione"

La gratificazione , come diceva @danny è nel fine comune

Io ho parlato di "connessione emotiva" e del "perdersi emotivamente"

A meno che tu non ritenga che l'emotività è un qualcosa che appartiene solo ai bambini con la mamma, e in questo caso dovresti specificare che un adulto se è adulto NON può avere alcuna emotività da desiderare di condividere, perché l'emotività è una cosa da bambini
L’emotività per aver trovato dove fare una traccia va espressa perché sia condivisa.
È diffuso che le mogli nascondano ai mariti l’acquisto di una ennesima maglia o di un ennesimo paio di scarpe, perché l’emozione di avere quel capo di abbigliamento non viene condiviso. E magari poi non viene nemmeno gratificato l’effetto finale ottenuto con quelle scarpe e quella maglia.
Se non lo si dice, nessuno può indovinare che una maglia o la traccia abbiano un valore emotivo.
Ma da adulti si accetta che possa non essere condivisa ogni cosa che crea risonanza emotiva.
Invece tu ti incazzi se non puoi vedere la partita nelle condizioni che vuoi tu ed esci ...cicca cicca.
 

Skorpio

Utente di lunga data
L’emotività per aver trovato dove fare una traccia va espressa perché sia condivisa.
.
E io che ho scritto prima?

Certo che viene messa in mezzo..

È la NOSTRA casa, e abbiamo un problema che verrà risolto presto, i lavori possono procedere, finalmente a fine settimana prossima avremo la caldaia installata..

Non è una bella condivisione emotiva?

No?
 

Brunetta

Utente di lunga data
E io che ho scritto prima?

Certo che viene messa in mezzo..

È la NOSTRA casa, e abbiamo un problema che verrà risolto presto, i lavori possono procedere, finalmente a fine settimana prossima avremo la caldaia installata..

Non è una bella condivisione emotiva?

No?
Non lo so.
Può essere una soddisfazione da condividere o solo la comunicazione che ci si è tolti dai piedi una delle numerose rogne.
Se la comunicazione suscita indifferenza ci si può chiedere se è stata una comunicazione efficace.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Non lo so.
Può essere una soddisfazione da condividere o solo la comunicazione che ci si è tolti dai piedi una delle numerose rogne.
Se la comunicazione suscita indifferenza ci si può chiedere se è stata una comunicazione efficace.
Male se non lo sai.. perché abbiamo deciso assieme di rifare casa

E stiamo superando insieme (in teoria) un incaglio

Molto male
 

Marjanna

Utente di lunga data
ma sono i vuoti che impediscono di respirare.
Dietro questa solitudine di coppia c'è una mancanza di voglia di collaborare. Ognuno fa per sé, più si applica più ci si allontana.
Se io ti parlo di me e tu non ascolti, stai creando un vuoto, anche se mi dici che stavi pensando che scade l'assicurazione e ti sei distratto.
Io quel vuoto lo sento, lo respiro e mi sento , ma mi toglie il fiato.
Perché mi rendo conto che a te non interessa più di me.
Mio marito credo, forse, riesca ad ascoltare quel che dico 10 minuti in tutta la giornata. Poi si estranea.
È normale che poi io non dica più nulla.
Io non so se il tuo sia un caso comune o un caso estremo.
Da un lato mi sembra che sia qualcosa di diffuso in molte coppie, meno "grave" di quanto potrebbe sembrare (a livello di sofferenza interiore), dall'altro a sentire queste situazioni sembra non ci sia uscita, un tormento interiore continuo per questi vuoti, per queste solitudini che non si riempiono mai. Eppure sono situazioni che molti sostengono, quindi vivibili. Situazioni che si presentano talvolta, non un peso quotidiano.
Dove non lo sono si arriva ad una separazione, la coppia finisce.


Io ho parlato di "connessione emotiva" e del "perdersi emotivamente"

A meno che tu non ritenga che l'emotività è un qualcosa che appartiene solo ai bambini con la mamma, e in questo caso dovresti specificare che un adulto se è adulto NON può avere alcuna emotività da desiderare di condividere, perché l'emotività è una cosa da bambini
Forse non ci azzecca però mi viene in mente quando si parla si essere centrati (logicamente ed emotivamente), del vivere il qui e ora.
 

Foglia

utente viva e vegeta
[MENTION=4739]Brunetta[/MENTION] io non ho parlato di "gratificazione"

La gratificazione , come diceva [MENTION=5392]danny[/MENTION] è nel fine comune

Io ho parlato di "connessione emotiva" e del "perdersi emotivamente"

A meno che tu non ritenga che l'emotività è un qualcosa che appartiene solo ai bambini con la mamma, e in questo caso dovresti specificare che un adulto se è adulto NON può avere alcuna emotività da desiderare di condividere, perché l'emotività è una cosa da bambini
Non è così. E' che tra adulti non si può usare una emotività bambina.
Per intenderci: quella emotività che vuoi sia accolta PUR nelle pareti delle bugie, delle marachelle, della elusione di certe regole. Mio figlio mi chiede "mi vuoi bene anche quando sono monello"? :) E la mia risposta è si. Darei la stessa risposta a un adulto? Bah. Anzitutto spererei che avesse in testa che il mio bene non è infinito, meno che meno che il mio progetto sia quello di voler bene a lui, in quanto lui. E' chiaro dove si smarrisce l'emotività? E dov'è tornare bambini da adulti consapevoli? Come sto IO con te? Bene? A quel punto, e solo a quel punto, mi posso permettere di abbracciarti come farei con un bambino. A mio figlio faccio tutti i cazziatoni del caso, ma vai pure certo che l'abbraccio non dipende da alcuna domanda che non abbia lui, a protagonista (vabbè... Tolte le inevitabili proiezioni :rolleyes: ). Se un adulto si attendesse la stessa cosa, non lo riterrei un problema di reciproca connessione e/o di smarrimento emotivo, più che altro proprio di emotività. Di mancata sua domanda, e analisi adulta, su di lui e su quello che fa LUI.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Male se non lo sai.. perché abbiamo deciso assieme di rifare casa

E stiamo superando insieme (in teoria) un incaglio

Molto male
Per me abbiamo solo risolto una rogna.
E allora?
 

Martes

Utente di lunga data
Mi è spesso capitato di sentirmi profondamente tradito, senza bisogno di scoprire chissà quali cose strane o "vietate"..

Un caso specifico è quello in cui condivido i
Un progetto ben definito, insieme pensato sentito e desiderato, dove nel suo ambito c'è anche una ripartizione di compiti definita

E poi.. nel "corso del progetto" perso quella che potrei chiamare "connessione"

L'altra parte non chiede del mio muovermi, non si informa o se lo fa si dimentica.
Non condivide più di tanto le sensazioni, di soddisfazione o di difficoltà, nel progetto

Ognuno.. in pratica, come una catena di montaggio, tira avanti il "suo" compito completamente disconnesso dall'altro, il "fare" prende lentamente il posto del "sentire".. che è stato il "motore" che ha fatto nascere il progetto insieme

Quando vedo che questo avviene.. io faccio passi indietro emotivamente, e prendo distanza

C'è chi ne fa avanti, magari si incazza e reclama connessione, potrei farlo anche io, ma.. non so come dire, dopo per me non conterebbe più

E mi sento realmente "tradito" e solo

A voi capitano queste sensazioni?
E come reagire emotivamente prima e materialmente poi, rispetto l'altro/a?
A me pare che il focus di questo thread si sia spostato molto sul "fare", quando la domanda, se non ho capito male, era sul "sentire".
Diciamo che l'esempio della casa, molto pratico e facilmente rappresentabile anche come spartizione dei ruoli dentro di noi, ha forse preso il sopravvento rispetto al quesito iniziale.

Indipendentemente dai ruoli che ci si spartisce (ed è giusto che ognuno faccia la sua parte) per me è il voler entrare anche nel pezzo dell'altro, non per intromissione ma per condivisione.
Sapere come stai tu a gestire quella parte, ad esempio, se sta andando tutto bene dentro di te o se c'è qualcosa che ti disturba, a qualsiasi livello.
È ovvio che magari non posso contribuire un accidente a risolvere problemi tecnici, ma voglio accogliere i tuoi movimenti interiori e confrontarli coi miei: magari sono simili, magari no, ma li si guarda insieme, no?

Del resto è molto facile essere assorbiti dal proprio ruolo e dare l'altro per scontato, lo capisco... per cui, ecco, quando capita a me bypasso e non estorco nessuno sguardo.
Senza rancore: è così.

Ma questo "così" è un bel termometro della relazione, direi.
 

Lostris

Utente Ludica
sai che invece quello che dice skorpio io l'ho ritrovato in una frase che hai scritto poco tempo fa, quando hai definito la vostra relazione finita
Se non sei un poco più precisa faccio fatica a capire il riferimento e a risponderti..
[MENTION=6586]Skorpio[/MENTION] ha detto tante cose... :rolleyes:

Io non dico che non si possa provare dissonanza in certe situazioni, ma da lì a sentirsi tradita ce ne passa.
Soprattutto guardo prima nel mio orticello.

Come dice [MENTION=4739]Brunetta[/MENTION] abbiamo il dono della parola per esprimere i nostri pensieri quando qualcosa non va o va (perchè anche dirsi le cose belle viene dato tantissimo per scontato)
Io sono una frana patologica in questo senso, un pò per colpa un pò per dolo.

Poi può anche essere che mi apro, in positivo o in negativo, e la risposta dell'altro è per me deludente. Hai voglia.
Ma lì poi dovrebbe aprirsi un altro capitolo.

Di fatto pago e ho sempre pagato tutto cercando consapevolezza di dove sono mancata io, soprattutto.
Sarebbe bello dire che si impara... ma non è sempre così.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Per me abbiamo solo risolto una rogna.
E allora?
Allora me lo dicevi prima di iniziare il progetto comune, che il "percorso" assieme sarebbe stato composto solo di "rogne" da spartirsi individualmente nel silenzio emotivo

Perché da adulto posso decidere che "quel percorso" non mi interessa
 

bluestar02

Utente di lunga data
Mi è spesso capitato di sentirmi profondamente tradito, senza bisogno di scoprire chissà quali cose strane o "vietate"..

Un caso specifico è quello in cui condivido i
Un progetto ben definito, insieme pensato sentito e desiderato, dove nel suo ambito c'è anche una ripartizione di compiti definita

E poi.. nel "corso del progetto" perso quella che potrei chiamare "connessione"

L'altra parte non chiede del mio muovermi, non si informa o se lo fa si dimentica.
Non condivide più di tanto le sensazioni, di soddisfazione o di difficoltà, nel progetto

Ognuno.. in pratica, come una catena di montaggio, tira avanti il "suo" compito completamente disconnesso dall'altro, il "fare" prende lentamente il posto del "sentire".. che è stato il "motore" che ha fatto nascere il progetto insieme

Quando vedo che questo avviene.. io faccio passi indietro emotivamente, e prendo distanza

C'è chi ne fa avanti, magari si incazza e reclama connessione, potrei farlo anche io, ma.. non so come dire, dopo per me non conterebbe più

E mi sento realmente "tradito" e solo

A voi capitano queste sensazioni?
E come reagire emotivamente prima e materialmente poi, rispetto l'altro/a?
No onestamente non mi capita mai

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Foglia

utente viva e vegeta
Allora me lo dicevi prima di iniziare il progetto comune, che il "percorso" assieme sarebbe stato composto solo di "rogne" da spartirsi individualmente nel silenzio emotivo

Perché da adulto posso decidere che "quel percorso" non mi interessa
Lo dici solo tu :cool:
 

Skorpio

Utente di lunga data
A me pare che il focus di questo thread si sia spostato molto sul "fare", quando la domanda, se non ho capito male, era sul "sentire".
Diciamo che l'esempio della casa, molto pratico e facilmente rappresentabile anche come spartizione dei ruoli dentro di noi, ha forse preso il sopravvento rispetto al quesito iniziale.

Indipendentemente dai ruoli che ci si spartisce (ed è giusto che ognuno faccia la sua parte) per me è il voler entrare anche nel pezzo dell'altro, non per intromissione ma per condivisione.
Sapere come stai tu a gestire quella parte, ad esempio, se sta andando tutto bene dentro di te o se c'è qualcosa che ti disturba, a qualsiasi livello.
È ovvio che magari non posso contribuire un accidente a risolvere problemi tecnici, ma voglio accogliere i tuoi movimenti interiori e confrontarli coi miei: magari sono simili, magari no, ma li si guarda insieme, no?

Del resto è molto facile essere assorbiti dal proprio ruolo e dare l'altro per scontato, lo capisco... per cui, ecco, quando capita a me bypasso e non estorco nessuno sguardo.
Senza rancore: è così.

Ma questo "così" è un bel termometro della relazione, direi.

Martes il focus io lo avevo si assolutamente posto sul sentire, da inizio a fine progetto.. ma temo che immancabilmente si sia scivolati sul “fare", come ben dici ..

Che poi alla fine il “progettare insieme” è un sentire.. se si progetta di ristrutturare casa, seduti sulla panca a “sognare” non c’è nessun “fare” ma un comune sentire, un parlare dei problemi, del percorsi, degli incagli, del momento il cui sarà possibile comprare le luci o metter gli arredi, o piazzare il forno in cucina, del casino che sarà fare gli scarichi del bagno nella zona dove vogliamo farci il bagno..

È tutto un “sentire” e poi decidere di incamminarsi, ognuno con ruoli e compiti, certo!

Ma da quando si parte, IN ITINERE, non vuol certo dire “e vaffanculo àstronzo, cazzo vuoi da me, io devo pensare all’idraulico o allo specchio nel bagno, fammi sapere quando si levano dal cazzo i TUOI operai di merda che hanno sporcato tutto, che devo portare il MIO divano”

Il sentire comune del progetto, dov’è finito?

Nessun rancore

Solitudine si (se non è vietato dirlo)
 
Ultima modifica:

Martes

Utente di lunga data
Martes il focus io lo avevo si assolutamente posto sul sentire, da inizio a fine progetto.. ma temo che immancabilmente si sia scivolati sul “fare", come ben dici ..

Che poi alla fine il “progettare insieme” è un sentire.. se si progetta di ristrutturare casa, seduti sulla panca a “sognare” non c’è nessun “fare” ma un comune sentire, un parlare dei problemi, del percorsi, degli incagli, del momento il cui sarà possibile comprare le luci o metter gli arredi, o piazzare il forno in cucina, del casino che sarà fare gli scarichi del bagno nella zona dove vogliamo farci il bagno..

È tutto un “sentire” e poi decidere di incamminarsi, ognuno con ruoli e compiti, certo!

Ma da quando si parte, IN ITINERE, non vuol certo dire “e vaffanculo àstronzo, cazzo vuoi da me, io devo pensare all’idraulico o allo specchio nel bagno, fammi sapere quando si levano dal cazzo i TUOI operai di merda che hanno sporcato tutto, che devo portare il MIO divano”

Il sentire comune del progetto, dov’è finito?

Nessun rancore

Solitudine si (se non è vietato dirlo)
Vedi??? Questo thread ha avuto lo stesso andamento dello scenario da te qui delineato.
Credo sia molto significativo!
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Io non so se il tuo sia un caso comune o un caso estremo.
Da un lato mi sembra che sia qualcosa di diffuso in molte coppie, meno "grave" di quanto potrebbe sembrare (a livello di sofferenza interiore), dall'altro a sentire queste situazioni sembra non ci sia uscita, un tormento interiore continuo per questi vuoti, per queste solitudini che non si riempiono mai. Eppure sono situazioni che molti sostengono, quindi vivibili. Situazioni che si presentano talvolta, non un peso quotidiano.
Dove non lo sono si arriva ad una separazione, la coppia finisce.
è un malessere molto comune e sentendo coppie molto più grandi pare sia normale.
Si fa fede alla promessa data col matrimonio.
Forse oggi, dove c'è più libertà queste mancanze si percepiscono forti
 
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