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danny

Utente di lunga data
Ciao Danny. Io avevo qualcosa da ridire sul fatto che si faccia dell' esperienza soggettiva una regola generale, anche in queste cose e quello che mi dici della differenza tra te e tua moglie me lo conferma. Quello che mi premeva dire è che talvolta nel pensare comune, la gioventù viene assimilata solo all' età del divertimento e delle esperienze divertenti, cosa che non è assolutamente per tutti. Io ricordo per esempio la mia gioventù come un' età problematica, al netto delle esperienze che feci.
Sul fatto del rimpianto pure avrei qualcosa da puntualizzare perchè in definitiva conosco persone che senza aver avuto esperienze particolarmente significative in campo di sesso o amore sono lo stesso appagati e magari non pensano a nessun altro bisogno invecchiando. Credo perciò che la spinta a fare esperienze non nasca da un bisogno strettamente correlato alla quantità o all' età.
Forse i rimpianti nascono dal bisogno sentimentale di ricordarci chi eravamo e quello che ci era successo, quando invecchiando ripensiamo alla nostra gioventù.
Viviamo anche esperienze in età matura, non perchè da giovani non le avevamo fatte, (all' epoca magari fregava un cazzo) ma perchè dopo, in età matura appunto ne abbiamo sentito il bisogno. E' magari venuto a mancarci qualcosa nei nostri rapporti (senza in questo attribuire responsabilità a nessuno, e magari solo a se stessi).
Siamo tutti diversi in definitiva e regole auree, sul nostro percorso di vita ne vedo assai poche.
Sì. Condivido.
 

danny

Utente di lunga data
E non sai quanto stress crea esser giovani! Infatti é frequente sentire qualche conoscente che mi parla dei suoi problemi e non se ne capacita in quanto é ancora giovane, per cui dovrebbe solo divertirsi!!
Anche per me é stata dura, e un problema pesa di piú perché c'è uno stereotipo al quale ci si rifà! Questo crea una doppia frustazione.

Ho notato che se ad esempio si parla di amici e della solitudine, molte ragazze e ragazzi dicono di esser soli, senza amici e si sentono anormali in quanto "hanno solo 19 anni" per esempio!

Non so se sono riuscita a farmi comprendere, l'unica cosa per concludere, che questo crea un notevole stress! :)

imho
La solitudine è una sensazione che ho provato molto proprio da giovane. Avevo la sensazione di non avere alcun posto nel mondo e questa inadeguatezza risultava incomprensibile a un mondo che reputavo pertanto ostile. Rileggendo i diari di quegli anni mi stupisco della tristezza che mi assaliva in certi momenti. Con gli anni mi sono saputo accettare e l'aver trovato una mia identità ha cancellato quelle inquietudini. Tutto il resto è venuto a seguire.
 

oro.blu

Never enough
La solitudine è una sensazione che ho provato molto proprio da giovane. Avevo la sensazione di non avere alcun posto nel mondo e questa inadeguatezza risultava incomprensibile a un mondo che reputavo pertanto ostile. Rileggendo i diari di quegli anni mi stupisco della tristezza che mi assaliva in certi momenti. Con gli anni mi sono saputo accettare e l'aver trovato una mia identità ha cancellato quelle inquietudini. Tutto il resto è venuto a seguire.

La solitudine e l'inquietudine non sempre si riesce a farla sparire...restano solo sopite finché non esplodo in tutta la loro malvagità e ti senti schiacciato come da un ENORME MASSO.
 

Diletta

Utente di lunga data
Ciao Danny. Io avevo qualcosa da ridire sul fatto che si faccia dell' esperienza soggettiva una regola generale, anche in queste cose e quello che mi dici della differenza tra te e tua moglie me lo conferma. Quello che mi premeva dire è che talvolta nel pensare comune, la gioventù viene assimilata solo all' età del divertimento e delle esperienze divertenti, cosa che non è assolutamente per tutti. Io ricordo per esempio la mia gioventù come un' età problematica, al netto delle esperienze che feci.
Sul fatto del rimpianto pure avrei qualcosa da puntualizzare perchè in definitiva conosco persone che senza aver avuto esperienze particolarmente significative in campo di sesso o amore sono lo stesso appagati e magari non pensano a nessun altro bisogno invecchiando. Credo perciò che la spinta a fare esperienze non nasca da un bisogno strettamente correlato alla quantità o all' età.
Forse i rimpianti nascono dal bisogno sentimentale di ricordarci chi eravamo e quello che ci era successo, quando invecchiando ripensiamo alla nostra gioventù.
Viviamo anche esperienze in età matura, non perchè da giovani non le avevamo fatte, (all' epoca magari fregava un cazzo) ma perchè dopo, in età matura appunto ne abbiamo sentito il bisogno. E' magari venuto a mancarci qualcosa nei nostri rapporti (senza in questo attribuire responsabilità a nessuno, e magari solo a se stessi).
Siamo tutti diversi in definitiva e regole auree, sul nostro percorso di vita ne vedo assai poche.

Diventa quasi una "regola generale" applicando quel "senno di poi" che conosciamo tutti molto bene.
La consapevolezza che nasce dal rimpianto, o qualcosa di simile, di non aver vissuto in un certo modo nella giovinezza e di non poter più essere in tempo a farlo.
E' una presa d'atto, tutto qui.
E' ovvio che di rimpianti non si muore...

Sul secondo neretto: sorrido!
Ma che ne sai tu se sono davvero appagati!!!
Te li vengono a dire a te i loro bisogni reconditi?
 

Anonimo1523

Utente di lunga data
Diventa quasi una "regola generale" applicando quel "senno di poi" che conosciamo tutti molto bene.
La consapevolezza che nasce dal rimpianto, o qualcosa di simile, di non aver vissuto in un certo modo nella giovinezza e di non poter più essere in tempo a farlo.
E' una presa d'atto, tutto qui.
E' ovvio che di rimpianti non si muore...

Sul secondo neretto: sorrido!
Ma che ne sai tu se sono davvero appagati!!!
Te li vengono a dire a te i loro bisogni reconditi?
Quoto.
 

spleen

utente ?
Diventa quasi una "regola generale" applicando quel "senno di poi" che conosciamo tutti molto bene.
La consapevolezza che nasce dal rimpianto, o qualcosa di simile, di non aver vissuto in un certo modo nella giovinezza e di non poter più essere in tempo a farlo.
E' una presa d'atto, tutto qui.
E' ovvio che di rimpianti non si muore...

Sul secondo neretto: sorrido!
Ma che ne sai tu se sono davvero appagati!!!
Te li vengono a dire a te i loro bisogni reconditi?[
/QUOTE]


E che ne sai tu invece (che nemmeno conosci le persone di cui parlo).
Li vengono a dire a te invece i loro bisogni reconditi? :rolleyes:
Diletta, per piacere.:cool:
 
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Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Diventa quasi una "regola generale" applicando quel "senno di poi" che conosciamo tutti molto bene.
La consapevolezza che nasce dal rimpianto, o qualcosa di simile, di non aver vissuto in un certo modo nella giovinezza e di non poter più essere in tempo a farlo.
E' una presa d'atto, tutto qui.
E' ovvio che di rimpianti non si muore...

Sul secondo neretto: sorrido!
Ma che ne sai tu se sono davvero appagati!!!
Te li vengono a dire a te i loro bisogni reconditi?
così a occhio ha descritto, sinteticamente, te... prima che tu scoprissi il tradimento.
È evidente che tocca essere in due a pensarla così.
 

spleen

utente ?

Diletta

Utente di lunga data
così a occhio ha descritto, sinteticamente, te... prima che tu scoprissi il tradimento.
È evidente che tocca essere in due a pensarla così.


E infatti!
Prima ero anch'io troppo sicura di tante cose...volevo solo dire di essere cauti nel pensiero che si ha su altre persone.
Io non me la sento proprio più di azzardare giudizi su chi è appagato dal suo rapporto di coppia o no.
Ho capito che quello che appare non sempre, anzi, poche volte, è la realtà.
 

spleen

utente ?
E infatti!
Prima ero anch'io troppo sicura di tante cose...volevo solo dire di essere cauti nel pensiero che si ha su altre persone.
Io non me la sento proprio più di azzardare giudizi su chi è appagato dal suo rapporto di coppia o no.
Ho capito che quello che appare non sempre, anzi, poche volte, è la realtà.
Ecco, allora applica al tuo caso. :rolleyes:

E non fare del tuo caso una regola generale, ci sono anche persone felici sai? Poche magari, :D ma ce ne sono.
 

Anonimo1523

Utente di lunga data
Diventa quasi una "regola generale" applicando quel "senno di poi" che conosciamo tutti molto bene.
La consapevolezza che nasce dal rimpianto, o qualcosa di simile, di non aver vissuto in un certo modo nella giovinezza e di non poter più essere in tempo a farlo.
E' una presa d'atto, tutto qui.
E' ovvio che di rimpianti non si muore...

Sul secondo neretto: sorrido!
Ma che ne sai tu se sono davvero appagati!!!
Te li vengono a dire a te i loro bisogni reconditi?

E che ne sai tu invece (che nemmeno conosci le persone di cui parlo).
Li vengono a dire a te invece i loro bisogni reconditi? :rolleyes:
Diletta, per piacere.:cool:
Per definizione se il bisogno è recondito tu non dovresti saperlo. Se conosci i bisogni reconditi delle persone di cui parli o leggi nel pensiero o i bisogni non sono più reconditi ma palesi. Diletta ha centrato la risposta, leggiti la definizione di recondito.
 
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spleen

utente ?
Anonimo1523 ha detto:
Per definizione se il bisogno è recondito tu non dovresti saperlo. Se conosci i bisogni reconditi delle persone di cui parli o leggi nel pensiero o i bisogni non sono più reconditi ma palesi. Diletta ha centrato la risposta, leggiti la definizione di recondito.


Si, si , hai ragione tu. :rolleyes:
Contento?
 
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Anonimo1523

Utente di lunga data
Anonimo1523 ha detto:
Per definizione se il bisogno è recondito tu non dovresti saperlo. Se conosci i bisogni reconditi delle persone di cui parli o leggi nel pensiero o i bisogni non sono più reconditi ma palesi. Diletta ha centrato la risposta, leggiti la definizione di recondito.


Si, si , hai ragione tu. :rolleyes:
Contento?
Indifferente. Ma appari facilmente irritabile se qualcuno osa avere pensieri non completamente aderenti al tuo. Per il resto era un aiuto a Diletta che viene sempre attaccata a prescindere.
 
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spleen

utente ?
spleen ha detto:
Si, si , hai ragione tu. :rolleyes:
Contento?
Indifferente. Ma appari facilmente irritabile se qualcuno osa avere pensieri non completamente aderenti al tuo. Per il resto era un aiuto a Diletta che viene sempre attaccata a prescindere.
Ma come, non sei contento :facepalm:
 
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spleen

utente ?
spleen ha detto:
Ma come, non sei contento :facepalm:
Certo, ma non dipende da te. Non ti sopravvalutare. ☺
Pensa, da avvocato difensore si Diletta (ad minchiam) pensavo ti fossi sopravvalutato tu, caro il mio leone da tastiera, capace soltanto di insultare vedo, già, insutare perchè per essere offensivi, come pensi di essere, mio caro, ci vuole una stoffa che tu non possiedi. :rolleyes:
 
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Anonimo1523

Utente di lunga data
Anonimo1523 ha detto:
Indifferente. Ma appari facilmente irritabile se qualcuno osa avere pensieri non completamente aderenti al tuo. Per il resto era un aiuto a Diletta che viene sempre attaccata a prescindere.
Ma come, non sei contento :facepalm:
Anonimo1523 ha detto:
Certo, ma non dipende da te. Non ti sopravvalutare. ☺
Pensa, da avvocato difensore si Diletta (ad minchiam) pensavo ti fossi sopravvalutato tu, caro il mio leone da tastiera, capace soltanto di insultare vedo, già, insutare perchè per essere offensivi, come pensi di essere, mio caro, ci vuole una stoffa che tu non possiedi. :rolleyes:
Dove vedi l'insulto non so ... Comunque per usare parole tue. Hai ragione, contento? ☺
 
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danny

Utente di lunga data
Lo sperimentare relazioni come se fosse uno studio scientifico sull'efficacia di un vaccino fa abbastanza sorridere. Come fa sorridere il sesso fatto ando cojo cojo perché un domani poi metto la testa a posto e divento una persona seria. Il punto è il bisogno di capire se stessi anche attraverso relazioni e rapporti sessuali. E questo bisogno é assolutamente variabile da persona a persona come é assolutamente variabile la modalità in cui avviene. Quello che però è abbastanza problematico é dover prendere atto di alcuni nostri aspetti o profondi bisogni nell'età adulta. Meglio conoscerci bene prima, quando si deve scegliere per il proprio futuro senza doverne ancora dar conto ad altri. E anche per quanto riguarda la sfera sessuale questo è molto importante. Sperimentare non significa provare qualunque cosa per potersene vantare ma per capire cosa accende in noi certi interruttori perché la conoscenza ci permette di gestire ciò che diversamente ci creerebbe inquietudine.
Quoto.
 
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