Segreto rivelato

stany

Utente di lunga data
Ora,in era post Renzi job's act o come cazzo si chiama,se dimostri che un dipendente,pur bravo ,è in eccedenza,gli paghi il dovuto più la bonuscita stabilita dalla legge,tanti saluti ed auguri al tuo prossimo principale,se sposato....
Se sei assunto prima della normativa che citi no! Comunque di modi per esautorare un dipendente ce ne sono ,basta inventarli: costruire un dossier è la cosa che le aziende han sempre fatto....ora è più facile che in passato. Basta spostare in alto gli obiettivi da raggiungere, inviare in trasferta il dipendente,spostarlo nelle mansioni aziendali rispettando la declaratoria del profilo contrattuale di riferimento senza rendere evidente e dimostrabile il demansionamento.Al limite il dipendente impugnerà e,(eventualmente,siccome il giudice del lavoro non può intervenire nelle discrezionalità dell'azienda in merito alla propria organizzazione con le figure professionali di cui intende avvalersi ma,solo nell'identificare eventuali discriminazioni che prescindano da essa) il contenzioso terminerà col raggiungimento di una transazione economica in favore del dipendente.Questo,in quanto nessun giudice,al di fuori di motivazioni quali:discriminazioni religiose,sessuali,politiche ecc..,mobbing testimoniato da altro personale aziendale (o ex) in cui si può inquadrare un demamsiomento arbitrario e mortificante,nessun giudice dicevo,può intervenire. Men che meno sull'organizzazione del personale e delle esigenze organizzative di un'azienda.
Quindi,è solo questione di denaro e fantasia e,di reali motivazioni anche occulte,per defenestrare un dipendente.
 

danny

Utente di lunga data
Quindi anche se sai che ha una relazione extraconiugale con una donna sposata che non sai chi sia, immagino..

Perché c'è poco da fidarsi comunque, che il cornuto sia io o il signor x.. dico bene?
Chissenefrega della vita privata dei dipendenti, se è al di fuori dell'ambito lavorativo e non ha legami con esso.
Ma farsi la moglie del capo e peggio ancora dirlo in giro non può essere considerato un qualcosa che è estraneo ai rapporti di lavoro. C'entra eccome.
Entrereste mai nell'ufficio del capo a fargli un gavettone o a mollare intenzionalmente una puzzetta rumorosa?
No?
E allora perché trovate lecito trombarvi sua moglie e peggio ancora dirlo in giro ad altri dipendenti?
Non è ugualmente delegittimare la sua figura professionale?
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Qui non si discute su come la penso io o te sul peso delle corna,ma se esiste o no un modo diffuso di attribuire una perdita di dignità al cornuto ed un aura di figo conquistatore al trombeur di turno,capace di mettere una moglie in condizione di buttare nel cesso il matrimonio pur di avere una relazione clandestina con lui.
Indipendentemente da tutto,posso io cornuto dire che mi infastidisce il fatto che tutto l'ufficio sia a conoscenza che uno di loro ha trombato con mia moglie(nel mio caso sarebbe già ex)?
O devo ringraziare il Dario di turno per avermi dato modo di constatare la mia superiorità rispetto queste inutili frivolezze?
Esiste? (mi riferisco al grassetto).

Da donna posso dire che i trombeur di turno mi hanno sempre fatta piuttosto ridere. Li ho sempre considerati giocattoli da smontare. Mi ha sempre fatta ridere l'idea maschile per cui la potenza e la virilità si misurino sulle trombate, e sul cazzo in buona sostanza. E ho sempre considerato i maschi che la pensavano così maschi con problemi alla sfera erotica. Oltre che poco appaganti. E fra le donne che conosco, la percezione è esattamente questa. Da parte degli uomini, in effetti gira questa cosa...ho sempre pensato che riguardasse le loro insicurezze e la loro fragilità.

Oltre che l'illusione del pensare di poter mettere una donna in una qualunque condizione che non interessi in primis alla donna stessa. Penso sia la vaccata maggiore di questi ultimi 50 anni. Per sintetizzare, credo siano fondamentalmente menate al maschile, figlie dell'insicurezza.

Conosco uomini, e sono quelli che stimo per davvero, che riconoscono pieno potere decisionale alle donne, che non le considerano come esseri indifesi da proteggere o "ridare indietro" nel momento in cui non rispettano lo standard stabilito.

Che gestiscono innanzitutto le relazioni come interazioni fra persone. Al netto del genere.

Che sanno, in soldoni, riconoscere la parità nella diversità.

Sono pochi, lo ammetto...ma non li ho mai visti farsi mettere in discussione da una chiavata, neanche quella della loro donna.
Sono uomini che stimo perchè sanno per davvero, e non solo in teoria, che nessuno può far fare qualcosa a qualcun altro contro la sua volontà o attraverso una qualche forma di manipolazione.
E nel caso, si tratterebbe di un abuso.

Quindi sì, probabilmente ci sono uomini che fanno discendere la loro dignità dalle trombate di qualcun altro.

Ma ce ne sono anche di diversi. Che della loro dignità parlano e rispondono con le loro azioni.
E non si fanno carico delle azioni di altri per definire se stessi.
E che non hanno paura del dolore della delusione. Ma vivono il dolore liberamente.
Così come vivono il piacere liberamente.

Con questi mi ci confronto. Non li ho mai visti mescolare i piani. Anche ingoiando rospi.

Da donna ti confermo, che solo una volta mi hanno messa in condizione di togliermi le mutande senza che io lo volessi. E ha un nome preciso.

Le restanti volte, che non sono poche, ho deciso io. Il quando, il come, il dove, il perchè, il con chi.

E dubito che ci siano donne che poverine, non sanno come ma si trovano un cazzo infilato ma non se ne sono accorte. :rolleyes:

Quanto al fastidio, chi ha mai detto che non esista?
Probabilmente è qualcosa di più di un fastidio, se a tua moglie volevi bene. E' dolore e delusione. E, se il mio uomo mi tradisse in un modo tanto idiota, ossia con una mia collega, avrebbe chiuso ogni possibilità di ri-costruzione con me. E non perchè ha trombato. Ma perchè è un deficiente che neanche sa scegliere con chi trombare senza fare casini.

E questo sarebbe il punto. Mica l'altra genia con cui tromba.

Ma, e la chiudo qui, due domandine sul mio sguardo me le farei.

Perchè il coglione che si tromba (ipoteticamente) una collega mia sarebbe il mio uomo. E io me lo sono scelta. Quindi avrei veramente troppo da fare per capire chi cazzo mi sono presa per avere tempo da sprecare pensando all'altra.

Sarei cogliona io, a quel punto, che sprecherei tempo che è mio. E serve a me per fare pulizia nella mia vita.

Ti pare?
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Chissenefrega della vita privata dei dipendenti, se è al di fuori dell'ambito lavorativo e non ha legami con esso.
Ma farsi la moglie del capo e peggio ancora dirlo in giro non può essere considerato un qualcosa che è estraneo ai rapporti di lavoro. C'entra eccome.
Entrereste mai nell'ufficio del capo a fargli un gavettone o a mollare intenzionalmente una puzzetta rumorosa?
No?
E allora perché trovate lecito trombarvi sua moglie e peggio ancora dirlo in giro ad altri dipendenti?
Non è ugualmente delegittimare la sua figura professionale?
Ho capito..

No no.. :) non dicevo che era lecito, ne ammirevole, e chi lo ha detto?

Manco alla rovescia sarebbe lecito, peraltro (il capo che tromba la moglie del piccino di bottega e se ne vanta)
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Una minima reazione per almeno non favorire chi ci ha fatto del male mi pare normale.
Non favorire é diverso che ostacolare, il tutto in un ambito che nulla c'entra con la camera da letto
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Qui la vendetta non c'entra niente.
Se io fossi il capo e un dipendente mi trombasse la moglie lo licenzierei.
Non per vendetta, ma perché non avrei alcuna fiducia in lui.
Un capo deve avere autorità e doversi fidare dei sottoposti.
Nel caso questo non accada, deve porre rimedio.
Se lo mantenessi al suo posto e questo poi, da vero coglione, andasse in giro a raccontare la cosa, perderei la mia autorevolezza.
Non hai fiducia lavorativa in uno che tua moglie si è trombato? (Ho girato apposta la frase, da donna mi infastidisce l'idea che mio marito pensi che qualcuno ha trombato una cosa sua)
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Chissenefrega della vita privata dei dipendenti, se è al di fuori dell'ambito lavorativo e non ha legami con esso.
Ma farsi la moglie del capo e peggio ancora dirlo in giro non può essere considerato un qualcosa che è estraneo ai rapporti di lavoro. C'entra eccome.
Entrereste mai nell'ufficio del capo a fargli un gavettone o a mollare intenzionalmente una puzzetta rumorosa?
No?
E allora perché trovate lecito trombarvi sua moglie e peggio ancora dirlo in giro ad altri dipendenti?
Non è ugualmente delegittimare la sua figura professionale?
No
Danny parli della moglie come di una sua proprietà
 

danny

Utente di lunga data
No
Danny parli della moglie come di una sua proprietà
Ne abbiamo già discusso.
Diciamo che nell'ambito lavorativo queste precisazioni che facciamo sul forum cadono e "si è bombata la moglie del capo" è la frase che ritengo più probabile nei vari discorsi da sala mensa.
Può essere gretto quanto si vuole, ma è una nostra valutazione fatta qui che cade probabilmente in altre situazioni dove il pettegolezzo è diffuso e auspicato.
Da altre persone ho sentito anche cose tipo "E' l'amante del capo, per quello ha fatto carriera".
Il sesso non dovrebbe entrare in alcuna maniera nell'ambito lavorativo, ma poiché accade la riservatezza dovrebbe essere il minimo e non si dovrebbe venire a conoscenza dei rapporti.
Quando questo accade, se ne accettano le conseguenze anche sul piano lavorativo per le ragioni che ho detto.
Ripeto: avere un rapporto con la moglie del capo, raccontarlo in giro e poi lamentarsi delle conseguenze è da coglioni. Almeno tacere, ecco.
 
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Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ne abbiamo già discusso.
Diciamo che nell'ambito lavorativo queste precisazioni che facciamo sul forum cadono e "si è bombata la moglie del capo" è la frase che ritengo più probabile nei vari discorsi da sala mensa.
Può essere gretto quanto si vuole, ma è una nostra valutazione fatta qui che cade probabilmente in altre situazioni dove il pettegolezzo è diffuso e auspicato.
Da altre persone ho sentito anche cose tipo "E' l'amante del capo, per quello ha fatto carriera".
Il sesso non dovrebbe entrare in alcuna maniera nell'ambito lavorativo, ma poiché accade la riservatezza dovrebbe essere il minimo e non si dovrebbe venire a conoscenza dei rapporti.
Quando questo accade, se ne accettano le conseguenze.
Ripeto: avere un rapporto con la moglie del capo, raccontarlo in giro e poi lamentarsi delle conseguenze è da coglioni. Almeno tacere, ecco.
Sul raccontarlo quoto
Il resto lo lascio ai pettegoli e ai gorilla
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ho capito. Ma mi sembra una prospettiva molto personale, molto rivolta su di te e tarata sulle tue percezioni.

Io vedo la coppia come comunque parte d una comunità, nella quale si dovrebbero rispettare i vincoli esistenti.

Spesso non è così ma se l'altra persona mi conosce bene o, peggio, e mia amico e poi si vanta di avermi "fregato" io lo considero una cosa grave, al di là del tradimento, per il quale potrò regolarmi solo con mia moglie.

Io sono stato tradito da moroso, e, pur conoscendo l'altro, non l'ho nemmeno considerato, perché per me il suo ruolo in quel caso era marginale, solo tangenziale. Ma capisco che in molti casi non sarà così... In quello in esame se io fossi il capoufficio mi incazzerei molto, anche con Dario...

Anche io vedo la coppia come parte di una comunità. Ma non ritengo la comunità protettiva della coppia. Penso che la "protezione" della coppia riguardi la coppia al suo interno.

Il rovescio della medaglia del vedere la comunità come garante della coppia è il senso di vergogna di fronte alla comunità dello sfaldamento, per un qualunque motivo, della coppia.

Non ho mai pensato di poter chiedere ad un'amica di non toccare il mio uomo in quanto amica. Non ho mai ben capito questa attesa. Di mio non ho mai toccato l'uomo di una amica per il semplice motivo che gli uomini che piacciono alle mie amiche, storicamente intendo, non sono mai piaciuti a me. E io non piacevo a loro.

Con un'amica ce ne siamo passati alcuni...ma eravamo giovani e giocavamo. Fra noi amichette. :D
Adesso non giocherei più così...se non in un contesto di piena consensualità da parte di tutti.
Cosa che ai tempi non era.

SE il mio uomo mi tradisce io lo valuto sul suo tradimento. Sarebbe sicuramente una aggravante tradirmi in un modo che mi mette in difficoltà in un ambito importante come il lavoro.

E se io tradissi il mio uomo con un collega, desidererei che considerasse un'aggravante il fatto che l'ho tradito con un collega. Cosa che non farei, comunque. Da traditrice ho sempre tenuto conto del contesto dei miei tradimenti. E avendoli sempre considerati roba mia, li ho sempre attuati con persone lontane dalla sfera dell'uomo che tradivo.

Se devo essere sincera, mi chiederei come mai il mio uomo sceglie un mio sottoposto per tradirmi. E mi chiederei cosa ho fatto IO per creare una situazione di quel genere. Non è pulito da impliciti, il tradimento con un sottoposto. E parla di relazioni di potere nella coppia. Su questo mi concentrerei.

Credo che il primo pensiero che farei riguarderebbe il mio modo di gestire il mio potere nella coppia. E di quanto male l'ho gestito...e di quanto il mio uomo abbia taciuto a riguardo. Non so se mi spiego.

Del sottoposto fregherebbe sega...lo considererei uno strumento.

Di cui metterei in dubbio e verificherei l'affidabilità. Che se ho bisogno di un sottoposto sveglio, non lo sarebbe ad essersi ficcato in una situazione tanto aggrovigliata.
E quindi verificherei questo. Ma non per vendetta. SE è un mio sottoposto, devo potermi fidare. E se il sottoposto è un pirla che si mette per poca lungimiranza in situazioni scabrose, lo terrei d'occhio...sarebbe un valutare il suo "saper vivere", e in certi lavori, se non sai vivere, se non hai l'occhio sugli impliciti relazionali, non sei affidabile.

Questo valuterei. Di sicuro.

Tutto il resto avanzerebbe.
E riguarderebbe la mia coppia. E il mio modo di stare in coppia.
 

Fairman

Utente di lunga data
No
Danny parli della moglie come di una sua proprietà
Qualora il riferimento fossi io, e non mi sento la coda di paglia, ma perchè ho dato la stura a questo discorso, voglio dirti che mia moglie non ritenevo fosse di mia proprietà, che ognuno aveva la sua vita lavorativa, ma che avevamo una vita e dei figli insieme.

Certo ciascuno di noi ha un proprio modo di vedere le cose, e mi rendo conto che il mio, uomo degli anni 50, non è certo in linea con una mentalità evoluta come quella che anche su queste pagine si vuole fare passare.
Per me il tradimento sia maschile che femminile sono allo stesso livello, nessuno tromba per caso ma per scelta.
Ma quelli che tradiscono lo sanno che non si dovrebbe fare, tantè che si guardano bene dal raccontarlo ai rispettivi partner.
Ma se un ladro che conosco da tempo mi ruba in casa e mia moglie gli ha aperto la porta, non è che perchè lo conosco non lo denuncio, anzi prima se posso gli dò pure una mazzata.
E se i ladri in casa fossero entrati a tè?
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Aggiungo:

vantarsi delle trombate fatte o non fatte parla dell'insicurezza di chi si vanta, che spesso è più un bisogno che un vanto, di raccontare le proprie gesta...

Non sono mai riuscita a vederlo come una questione che mette in discussione la mia dignità.

L'ho sempre visto come uno spogliarsi della propria dignità da parte di chi usa lo scopare per emergere. Che sia maschio o femmina poco conta.

Quindi faccio molta fatica a concepire il sentirsi toccati dai commenti a riguardo. Che definiscono chi li fa e nessun altro.

Un po' come sentirsi toccata come femmina dal genio di turno che pensa di poter dare della puttana ad una donna che scopa liberamente. O dello zerbino ad un uomo perchè vuole una donna.

Mah...sono classificazioni sceme, secondo me. Figlie di paure e condizionamenti.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Fairman

Utente di lunga data
Aggiungo:

vantarsi delle trombate fatte o non fatte parla dell'insicurezza di chi si vanta, che spesso è più un bisogno che un vanto, di raccontare le proprie gesta...

Non sono mai riuscita a vederlo come una questione che mette in discussione la mia dignità.

L'ho sempre visto come uno spogliarsi della propria dignità da parte di chi usa lo scopare per emergere. Che sia maschio o femmina poco conta.

Quindi faccio molta fatica a concepire il sentirsi toccati dai commenti a riguardo. Che definiscono chi li fa e nessun altro.

Un po' come sentirsi toccata come femmina dal genio di turno che pensa di poter dare della puttana ad una donna che scopa liberamente. O dello zerbino ad un uomo perchè vuole una donna.

Mah...sono classificazioni sceme, secondo me. Figlie di paure e condizionamenti.
Se sei singol, puoi scopare con chi ti pare, se sei in coppia, è solo un'autoassoluzione, per tacitarsi la coscienza.
 

Lostris

Utente Ludica
Qualora il riferimento fossi io, e non mi sento la coda di paglia, ma perchè ho dato la stura a questo discorso, voglio dirti che mia moglie non ritenevo fosse di mia proprietà, che ognuno aveva la sua vita lavorativa, ma che avevamo una vita e dei figli insieme.

Certo ciascuno di noi ha un proprio modo di vedere le cose, e mi rendo conto che il mio, uomo degli anni 50, non è certo in linea con una mentalità evoluta come quella che anche su queste pagine si vuole fare passare.
Per me il tradimento sia maschile che femminile sono allo stesso livello, nessuno tromba per caso ma per scelta.
Ma quelli che tradiscono lo sanno che non si dovrebbe fare, tantè che si guardano bene dal raccontarlo ai rispettivi partner.
Ma se un ladro che conosco da tempo mi ruba in casa e mia moglie gli ha aperto la porta, non è che perchè lo conosco non lo denuncio, anzi prima se posso gli dò pure una mazzata.
E se i lafri in casa fossero entrati a tè?
Il risentimento verso chi si è scopato il nostro partner è perfettamente umano perchè si tende a proiettare all'esterno della coppia parte delle responsabilità.. per tutelare soprattutto noi stessi e la coppia nella quale abbiamo creduto fino a ieri.

Ma è il nostro partner che doveva qualcosa a noi in virtù del nostro rapporto, non l'amante... che evidentemente ha preso qualcosa che non ci apparteneva già più, passami l'oggettivazione non proprio calzante, dato che si parla di esseri più che consenzienti nella maggioranza dei casi.

Razionalmente non ha quasi mai senso prendersela con l'amante.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Anche io vedo la coppia come parte di una comunità. Ma non ritengo la comunità protettiva della coppia. Penso che la "protezione" della coppia riguardi la coppia al suo interno.

Il rovescio della medaglia del vedere la comunità come garante della coppia è il senso di vergogna di fronte alla comunità dello sfaldamento, per un qualunque motivo, della coppia.

Non ho mai pensato di poter chiedere ad un'amica di non toccare il mio uomo in quanto amica. Non ho mai ben capito questa attesa. Di mio non ho mai toccato l'uomo di una amica per il semplice motivo che gli uomini che piacciono alle mie amiche, storicamente intendo, non sono mai piaciuti a me. E io non piacevo a loro.

Con un'amica ce ne siamo passati alcuni...ma eravamo giovani e giocavamo. Fra noi amichette. :D
Adesso non giocherei più così...se non in un contesto di piena consensualità da parte di tutti.
Cosa che ai tempi non era.

SE il mio uomo mi tradisce io lo valuto sul suo tradimento. Sarebbe sicuramente una aggravante tradirmi in un modo che mi mette in difficoltà in un ambito importante come il lavoro.

E se io tradissi il mio uomo con un collega, desidererei che considerasse un'aggravante il fatto che l'ho tradito con un collega. Cosa che non farei, comunque. Da traditrice ho sempre tenuto conto del contesto dei miei tradimenti. E avendoli sempre considerati roba mia, li ho sempre attuati con persone lontane dalla sfera dell'uomo che tradivo.

Se devo essere sincera, mi chiederei come mai il mio uomo sceglie un mio sottoposto per tradirmi. E mi chiederei cosa ho fatto IO per creare una situazione di quel genere. Non è pulito da impliciti, il tradimento con un sottoposto. E parla di relazioni di potere nella coppia. Su questo mi concentrerei.

Credo che il primo pensiero che farei riguarderebbe il mio modo di gestire il mio potere nella coppia. E di quanto male l'ho gestito...e di quanto il mio uomo abbia taciuto a riguardo. Non so se mi spiego.

Del sottoposto fregherebbe sega...lo considererei uno strumento.

Di cui metterei in dubbio e verificherei l'affidabilità. Che se ho bisogno di un sottoposto sveglio, non lo sarebbe ad essersi ficcato in una situazione tanto aggrovigliata.
E quindi verificherei questo. Ma non per vendetta. SE è un mio sottoposto, devo potermi fidare. E se il sottoposto è un pirla che si mette per poca lungimiranza in situazioni scabrose, lo terrei d'occhio...sarebbe un valutare il suo "saper vivere", e in certi lavori, se non sai vivere, se non hai l'occhio sugli impliciti relazionali, non sei affidabile.

Questo valuterei. Di sicuro.

Tutto il resto avanzerebbe.
E riguarderebbe la mia coppia. E il mio modo di stare in coppia.
Il ragionamento è le conclusioni sono coerenti e razionali.
Quando sei tradito i percorsi razionali spariscono nella nebbia.
 
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